Sabatini e Luis Enrique, botta e risposta a distanza: “Ogni volta che vinci sto meglio” (VIDEO)

Curioso siparietto nel post partita di PSG-Liverpool 2-0, gara d’andata dei quarti di finale di Champions League. Durante le interviste ai microfoni di Prime, la giornalista Alessia Tarquinio ha annunciato in diretta un messaggio di Walter Sabatini rivolto a Luis Enrique, scatenando la reazione immediata del tecnico spagnolo: “Oh! Grande Sabatini!“. Poi il contenuto del messaggio dell’ex ds della Roma: “Ogni volta che vinci, io mi sento meglio. I miei polmoni sono più elastici“. Parole accolte con affetto da Luis Enrique, che ha aggiunto: “Questa è una grande notizia, perché Walter Sabatini è una persona a me molto cara, speciale. Con lui ho condiviso un anno meraviglioso alla Roma, mi ha insegnato molte cose. Ti mando un abbraccio, spero che i tuoi polmoni migliorino

Roma, campagna social per separarsi dai big “Friedkin ora ascoltaci”

Malen in conduzione. Ghilardi smista la palla, Pellegrini imposta ed El Shaarawy prova il solito tiro a giro. Tutto sotto gli occhi di un Gasperini immortalato a braccia conserte sul campo di allenamento di Trigoria. Così la Roma, nel suo ultimo post Instagram, racconta i postumi del tracollo milanese. (…) Decine, centinaia di commenti tutti uguali con l’hashtag #noairinnovi accompagnato dal riferimento al profilo ufficiale del Friedkin group. Tecnicamente si chiama comment bombing. In realtà è rabbia. (…) Una di quelle iniziative che in passato hanno fatto breccia nel cuore di Dan e Ryan Friedkin, sempre attenti agli umori della piazza. Una proprietà che per bussola ha già avuto il consenso popolare. Lo ha dimostrato quando la scorsa estate ha fermato la cessione di Manu Koné all’Inter. Quando a poche ore dalla chiusura del calciomercato, la stagione precedente, fermarono un Paulo Dybala (con l’aiuto della moglie Oriana Sabatini) pronto a trasferirsi in Arabia Saudita. E, ancora, quando arrivò l’improvviso dietrofront sull’arrivo a Roma di Leonardo Bonucci, simbolo juventino e quindi inviso ai tifosi. Ora c’è il caso dei big giallorossi, Pellegrini, Cristante e Mancini in testa. Il popolo giallorosso chiede ai Friedkin di abbandonare qualsiasi proposito di rinnovo per i tre, ma pure per gli altri giocatori in scadenza considerati colpevoli per i risultati collezionati negli ultimi anni. se e vero che la presidenza ha promesso una “rivoluzione”, l’hashtag e la campagna social non sarà troppo difficile da digerire. (…) Impossibile ignorare il pressing social. Ma i prossimi 90 minuti sono importanti, forse gli ultimi utili per cercare il rilancio nella corsa Champions. Perché Como e Juventus, dirette concorrenti, se la vedranno rispettivamente con Inter e Atalanta. (…) L’allenatore, allora, studia la formazione. Tante certezze, dettate soprattutto dall’emergenza infortuni. Davanti a Svilar ci saranno Ghilardi, Ndicka e Hermoso. A centrocampo ecco Celik, Cristante, Pisilli e uno tra Rensch e Tsimikas. In attacco, dopo il ritorno a San Siro, conferma per Mati Soulé dietro a Malen, con Robinio Vaz che si gioca una maglia da titolare al posto di Lorenzo Pellegrini. Fuori Mancini, Wesley, Koné e Dybala.

(La Repubblica)

In difesa nuova chance per Ghilardi

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Dopo una prima metà di stagione in cui è stato utilizzato con il contagocce, nella partita contro il Pisa si riaprono nuovamente le porte della titolarità per Ghilardi. Il toscano è infatti davanti nelle gerarchie di Gasperini rispetto a Ziolkowski e contro la squadra di Hiljemark sarà lui a prendere il posto di Mancini, out per infortunio (l’obiettivo è recuperare per l’Atalanta). L’ex Verona nel 2025 ha accumulato appena 129 minuti con la maglia della Roma, mentre dall’inizio del nuovo anno complessivamente è sceso in campo per 1158 minuti. Un evidente cambio di rotta, sicuramente coinciso con un diverse assenze dei compagni di reparto, ma dovuto anche ad una maggiore affidabilità nel contesto tattico dell’allenatore. Oltre a lui, che dal pareggio con la Juventus è diventato giallorosso a titolo definitivo per 7,5 milioni, l’unico altro dubbio riguarda la fascia sinistra. Tsimikas insidia il deludente Rensch per prendere il posto di Wesley, che anche ieri non si è allenato col gruppo.

Gasp tira dritto

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – È ancora presto per cantare il «De Profundis». Per tirare le somme ed effettuare il bilancio del primo anno di Gian Piero Gasperini nella Capitale. Perché mancano ancora sette partite per chiudere la stagione. E tra gli scenari possibili alla fine della trentaduesima giornata di Serie A, esiste anche quello in cui la Roma si ritrovi ad un punto di distanza dal quarto posto. Servirà una mano dall’Inter per fermare la corsa del Como e una mancata vittoria della Juventus contro l’Atalanta a Bergamo. Ancor prima, però, i giallorossi hanno l’obbligo di superare il Pisa nella sfida che domani sera, all’Olimpico, aprirà il prossimo turno di campionato. Prendersi i tre punti contro l’ultima in classifica per restare in vita in una corsa alla Champions che vede la squadra di Gasperini in una posizione tutt’altro che favorevole dopo i risultati degli ultimi quaranta giorni. Il blackout del secondo tempo di San Siro e le cinque reti incassate da Lautaro Martinez e compagni hanno aperto nuove crepe. E nel mirino dei Friedkin sono finiti quei calciatori che da diversi anni, ormai, sono a Trigoria. Quei fedelissimi a cui il tecnico di Grugliasco – oggi terrà la conferenza stampa alle
13:30 – si affiderà anche domani per uscire dalle sabbie mobili. Perché nella visione espressa dall’allenatore piemontese alla vigilia della gara con l’Inter e ribadita dalla pancia di San Siro dopo la disfatta di Pasqua, la Romaha un gruppo forte, che non va smantellato, ma migliorato“. Non deve sorprendere, dunque, la centralità di Cristante nelle idee di Gasperini. Il numero quattro giallorosso è finito nuovamente al centro delle critiche dopo la prestazione negativa di Milano. Eppure, il tecnico di Grugliasco non ci rinuncia praticamente mai. Togliendo la gara dell’Olimpico con il Sassuolo in cui era squalificato, Cristante è stato escluso dal piemontese soltanto in un’occasione – la gara di Marassi contro il Genoa – dall’undici titolare in campionato. Il contributo offerto da El Aynaoui e la crescita di Pisilli non sono stati sufficienti per far retrocedere nelle gerarchie il capitano giallorosso, che è il terzo giocatore per minuti (2.504) collezionati quest’anno in Serie A alle spalle di Mancini (2.581) e Svilar (2.790). L’ex difensore dell’Atalanta sarà costretto a saltare l’appuntamento con il Pisa, ma Gasperini potrà contare sugli altri due pilastri, Hermoso e N’Dicka, della sua difesa. Quella che è stata, per buona parte della stagione, la migliore d’Italia e d’Europa, prima di smarrirsi completamente. E a destra, nonostante i prossimi tre mesi rischino di essere gli ultimi nella Capitale, la scelta non potrà che ricadere su Celik. Nessuno stravolgimento, neanche in attacco. Dove Gasperini spera che Malen ritrovi la sua vena realizzativa. Il rigore del momentaneo vantaggio a Como, infatti, resta l’unica rete realizzata in campionato nell’ultimo mese dell’attaccante in prestito dall’Aston Villa. Che rimane, comunque, la principale arma offensiva della Roma. E anche in una serata complicata come quella di Milano, è stato l’ultimo ad alzare bandiera bianca. Il compito di innescare Malen spetterà a Soulé e Pellegrini. Il futuro del numero sette giallorosso è ancora
tutto da definire. Non è mutato, invece, l’obiettivo. Riportare la Roma nell’Olimpo del calcio europeo.

Dybala accelera e prenota il Bologna

Un mese e almeno cinque partite, salvo nuovi imprevisti.
Paulo Dybala accelera e punta a tornare in anticipo. (…) A un mese dall’operazione al menisco, l’argentino si è sottoposto nelle ultime ore a un controllo a Villa stuart, con esito positivo. Dybala è tornato così a correre, (…) anche se per rivederlo tra i titolari probabilmente bisognerà aspettare il 25 aprile contro il Bologna. La Joya, nel frattempo, ha messo in stand by le offerte arrivate da Boca Juniors e Turchia. Prima di prendere una decisione vuole giocarsi le ultime carte in giallorosso, forte anche del supporto di Gasperini. Il tecnico, infatti, non vorrebbe perderlo a parametro zero. Ovviamente serve uno sforzo da parte di Dybala che dovrà ridursi drasticamente lo stipendio. Ancora presto per parlarne soprattutto alla luce del congelamento dei rinnovi imposto dai Friedkin. A
prescindere dalla permanenza della Joya, la Roma sta valutando diversi profili. (…) In primis quello di Julian Brandt, in scadenza di contratto col Borussia
Dortmund
ed ex compagno d’attacco di Malen. Nelle ultime settimane è stato visionato dal vivo anche il cileno Dario Osorio del Midtjylland, valutato circa 15 milioni. La stessa cifra chiesta dall’Almeria per Arribas. Per la difesa, invece, occhi su Montassar Talbi del Lorient.

(gasport)

La Roma cerca i gol. In area serve più fame, Malen a tutti i costi, Soulé prende la mira

Che la sfida di domani col Pisa non sia una partita come le altre, lo diamo per acquisito. Ma non solo per il rilancio Champions della Roma. L’Olimpico vuole celebrare gli attaccanti giallorossi, tutti invitati da Gian Piero Gasperini a rispondere presente nel momento più importante e difficile insieme. Se c’è un Matias Soulé che dopo 40 giorni di stop per la pubalgia è tornato domenica a San Siro e ora vuole essere protagonista assoluto
sulla trequarti accanto a Lorenzo Pellegrini, c’è soprattutto uno specialista dell’area di rigore come Donyell Malen che, a secco con Lecce e Inter, desidera riprendere subito la via del gol (finora mai rimasto a digiuno per 3 gare di fila in Serie A) e cercare di arrivare in doppia cifra stagionale già domani (ora è a quota 8).
Il messaggio che Trigoria recapita al campionato parla chiaro: la Roma andrà a caccia di gol da subito. Difesa a 3 sempre in cerca dell’anticipo, esterni arrembanti, mediani che corrono in avanti anche senza palla e loro, sì proprio gli attaccanti, in pressing altissimo pronti a saziare la loro fame sottoporta. (…) Senza dimenticare l’alter ego dell’ex Borussia, ovvero il 19enne francese Robinio Vaz, che ha deciso l’ultima gara interna contro il Lecce e che nella ripresa farà di tutto per riprendersi la scena. I due trequartisti, del resto, avranno anche sfide personali da vincere. Soulé giocò all’andata contro il Pisa una delle sue migliori partite in giallorosso. (…) Lorenzo Pellegrini, invece, giocherà pure per arricchire la propria storia nel campionato italiano. È ad un passo dalle 300 presenze in Serie A, oltre ad essere ad una sola rete dai 50 gol realizzati (…). E così la lupa giallorossa non è affatto sazia. Il dato di 42 gol dopo 31 giornate, il peggiore tra le prime sette in classifica e degli ultimi 30 anni in casa giallorossa, fa di sicuro a pugni con la filosofia d’attacco di Gasperini votata ad un gioco sempre aggressivo e offensivo, ma si spiega in realtà anche con le assenze che dall’inizio di campionato in poi hanno sguarnito via via il reparto (dagli infortuni di Ferguson e Dovbyk a quelli di Dybala e dello stesso Soulé), privando il tecnico di soluzioni e alternative di alto livello. (…) I tempi sono maturi e un lupo d’area di rigore come l’olandese saprà cogliere l’occasione giusta. La corsa Champions può ripartire domani sera sotto un’altra luce. E a quella che vuole essere una festa del gol sono già invitati tutti i romanisti.

(gasport)

Giuntoli resta un’opzione per il futuro

Come riportato da Matteo Moretto sul canale YouTube di Fabrizio Romano il nome di Cristiano Giuntoli continua a circolare in orbita Roma. Il dirigente, attualmente senza squadra, resta tra i profili valutati per un possibile ruolo di direttore sportivo nel futuro assetto societario giallorosso. Al momento non ci sono sviluppi concreti, ma la sua candidatura non è stata accantonata. La dirigenza della Roma sta infatti riflettendo su diverse soluzioni e il nome dell’ex dirigente della Juventus rimane sul tavolo, alla fine della stagione ci sarà un faccia a faccia con le varie componenti dirigenziali e si capirà il da farsi.

Lahm critica Gasperini: “Da quando l’Atalanta ha vinto l’EL vedo un utilizzo eccessivo della marcatura a uomo”

Philipp Lahm, in un articolo sul The Guardian, ha espresso alcune perplessità sullo stile di gioco dell’Atalanta di Gian Piero Gasperini, soffermandosi sull’utilizzo, sempre più frequente dopo il successo della dea in Europa League, della marcatura a uomo . L’ex capitano della Germania ha analizzato il percorso recente del club bergamasco, evidenziando alcuni aspetti che, a suo giudizio, sono cambiati. Ecco le sue parole:

In Germania, gli allenatori dicevano: ‘Segui il tuo avversario fino in bagno!’. Era l’indicazione per la marcatura a uomo. In quel caso, i difensori non dovevano pensare troppo. Questo approccio tattico rétro sta tornando in auge in modo inaspettato da quando l’Atalanta ha vinto l’Europa League nel 2024 proprio con questo metodo

L’ex giocatore ha anche manifestato la paura che questo modo di giocare possa portare ad una crisi del calcio tedesco, analizzando anche i limiti di questo approccio aggiungendo:

Contro una squadra con una qualità individuale nettamente superiore, è naturale non avere alcuna possibilità con la marcatura a uomo. L’Atalanta lo ha imparato a sue spese negli ottavi di finale di Champions League: i tedeschi hanno goduto di spazi incredibilmente ampi e hanno segnato 10 gol. Raramente una partita a eliminazione diretta è stata così a senso unico. Spero che in Germania si traggano le giuste conclusioni da questa vicenda, perché ultimamente vedo di nuovo la marcatura a uomo con maggiore frequenza in Bundesliga, ma così faremmo la fine dell’Italia

(theguardian.com)

Cassano: “I Friedkin devono scegliere tra Gasperini e la coppia Massara-Ranieri”

Durante la trasmissione Viva el Futbol, condotta insieme a Lele Adani e Nicola Ventola, Antonio Cassano si è soffermato sulla figure di Gian Piero Gasperini, che, a detta sua, deve essere lasciato libero di poter fare le cose a modo suo e su quelle di Frederic Massara e Claudio Ranieri. Ecco le sue parole:

Io so questo per certo, che lì c’è un grande problema. Da parte Gasperini che vuole gente di un certo tipo, infatti gli hanno preso un giocatore decente, Malen; E c’è la parte Massara e Ranieri. O la società gli dà carta bianca e prosegue per poi diventare quello che lui è diventato a Bergamo con fiducia, con prospettiva, con visione, oppure per l’ennesima volta i Fredkin si faranno imbambolare da Ranieri e Massara con Gasperini che li manderà a ca..re e ricambieranno un’altra volta. Gasperini ha preso la sfida più grande della sua carriera al 100%, lo so perché qualcuno a fianco a lui me lo ha detto, me l’ha confessato: andare a Roma e lasciare un segno. Per lasciare un segno serve un progetto, dove la gente è partita anche lì con poco entusiasmo e lui si è conquistato un pochettino di rispetto per il lavoro che sa fare, per come è fatto lui. Il problema è che lo devono seguire, però, come è stato a Bergamo, che è vero che Sartori faceva, però gli diceva lui i giocatori, li faceva andare lui a mille all’ora. Così come con D’Amico lo stesso, era lui che li faceva andare a mille all’ora. O Gasperini rimane e manda via Ranieri e Massara, oppure Massara e Ranieri rimangono e va via Gasperini e si ricomincerà un’altra volta punto da capo. Questo è un connubio che all’inizio sembrava rose e fiori, però si è arrivato a un certo punto dopo tre mesi, che non sono arrivati i giocatori che lui voleva. I pochi giocatori che voleva sono arrivati a fine agosto e già l’irritazione è salita”.

Inter-Roma, Chivu: “Nel secondo tempo hanno fatto ciò che gli ho chiesto. I problemi del calcio italiano? Siamo tutti colpevoli”

Cristian Chivu, allenatore dell’Inter ha analizzato, ai microfoni di Dazn, la partita contro i giallorossi e gli umori provati nelle diverse fasi della partita. L’ex giocatore di Roma ed Inter ha parlato anche dei problemi del calcio italiano, e delle possibili soluzioni da adottare, ecco le sue dichiarazioni:

CHIVU A DAZN

Dopo il terzo gol ha capito che la partita si era stappata…
Era quello che avevo chiesto all’intervallo. Abbiamo approcciato bene nella ripresa e abbiamo chiuso la partita con due gol a inizio secondo tempo. Questa squadra dà segni di maturità, abbiamo avuto lo spirito giusto nel secondo tempo e la voglia di essere dominanti per chiudere la partita”.

Perché la squadra si è abbassata dopo i primi 15 minuti della partita?
Andare a prendere la Roma non è semplice, ti svuota in mezzo al campo. Eravamo preoccupati per la giocata su Malen, forse Calhanoglu era un po’ troppo basso e faceva fatica ad arrivare su Pisilli. Nel secondo tempo abbiamo avuto più coraggio e abbiamo rotto le linee. Siamo riusciti a contenere di più il palleggio della Roma. Quando dai tempo e spazio ai giocatori della Roma diventa difficile. Nella ripresa siamo stati più aggressivi, abbiamo fatto un ottimo secondo tempo”.

Come si può migliorare il clima tossico intorno al nostro calcio?
Non ho la bacchetta magica, ma siamo tutti colpevoli di ciò che succede a partire dagli allenatori fino ai giornalisti e ai tifosi. A volte ci piace esaltare la cosa negativa, ma il calcio deve rimanere un gioco. Siamo tutti colpevoli, dobbiamo cambiare l’approccio al calcio. Questo gioco fa innamorare i bambini e i veri tifosi”.

Felice di aver ritrovato Lautaro?
Sì. Anche di aver visto Thuram fare un gol e due assist, Barella un gol, il ritorno di Dumfries e non solo. Vale per tutti i giocatori presenti in rosa”.

CHIVU IN CONFERENZA STAMPA

Un pensiero a Lucescu?
Stiamo pregando tutti, dal punto di vista umano è una persona per bene e gli auguriamo il meglio. In questi momenti c’è bisogno di una preghiera in più“.

Cosa pensa del gruppo italiano dell’Inter post Bosnia?
I nazionali hanno risposto in campo, si deve convivere con quanto è successo. Si va avanti e si cerca di imparare dagli errori, altrimenti non si imparerà mai“.

Avevate preparato i movimenti in avanti di Acerbi?
Le squadre di Gasperini arrivano a uomo, lo ha fatto bene perché Malen ha fatto anche il difensore. I ragazzi hanno avuto coraggio e maturità sfruttando bene il portiere. Siamo stati bravi a contenere i duelli consolidando i possessi palla“.

Quanto pesa la vittoria?
La squadra è matura e lo ha fatto vedere, hanno avuto ferocia e nel secondo tempo l’abbiamo chiusa. La Roma ci ha messo in difficoltà con il palleggio, poi ci hanno attaccato la linea e gli spazi. Siamo stati bravi ad andare in vanatggio prima nell’intervallo. Conta tanto dal punto di vista mentale e anche dal punto di vista umano“.