Post Match – I mille di Gasperini

LR24 (MIRKO BUSSI) – Ne sono serviti due di quei mille per aver ragione del Sassuolo dopo oltre un’ora di discussioni. Quei mille sono i principali argomenti della Roma in questo inizio di stagione: il dato, tondo, che racchiude i “recuperi” dalla squadra di Gasperini in poco più di metà campionato. Un numero inarrivabile per le altre, considerando che la cugina più lontana, l’Atalanta, si ferma a 963 ed è la seconda in questa graduatoria. Quei recuperi che tratteggiano la caratteristica principale delle squadre di Gasperini e ora anche della Roma: la veemenza con cui si scaglia a riconquistare il pallone.

E proprio così sono arrivati i due gol contro il Sassuolo. Come, per citare i più recenti, era nato quello di Ferguson contro il Genoa o quello di Baldanzi contro la Juventus. Tant’è che torna alla mente quel paradosso tedesco, per cui il contro-pressing sarebbe il miglior regista. E pare valere, a volte, anche per la Roma. Per cui, per assurdo, a volte conviene quasi perdere il pallone in zona offensiva. Per potersi così lanciare a riconquistarlo e colpire, a quel punto, un avversario inevitabilmente più disordinato rispetto a quando lo si attacca in maniera più definita e lineare. Aspetti in cui, invece, per desideri di mercato ancora inespressi e processi di lavoro, la Roma pare mostrare i maggiori margini di miglioramento.

Sia l’1-0 di Koné che il 2-0 di Soulé hanno la stessa matrice: un recupero in zona offensiva. Per la prima rete è Wesley, in scivolata, a cancellare la pericolosa ripartenza che il Sassuolo stava progettando in seguito a una respinta su un calcio d’angolo a favore della Roma. Sul raddoppio, invece, il pallone perso negli ultimi 30 metri viene immediatamente riaggredito da tre romanisti che accerchiano il malcapitato del Sassuolo. Entrambe le reti, poi, nella fase successiva di transizione prevedranno tratti tipici del manuale offensivo di Gasperini: sul colpo di testa di Koné si contano fino a 7 romanisti che hanno inondato l’area avversaria. Sul 2-0, invece, dall’utilizzo del lato debole, alla combinazione laterale con inserimento in area del terzo di difesa, quel percorso che sabato fa Ghilardi ed è stato più volte battuto in stagione da Mancini.

La rapidità dei recuperi della Roma nell’ultima gara contro il Sassuolo può essere misurata tramite il dato di PPDA che riporta come la squadra di Gasperini concedesse in media appena 5,42 passaggi a quella di Grosso prima di riconquistare, un dato secondo solo a quello registrato contro il Torino in stagione. Non appare disconnesso da questo, allora, che il mucchio di recuperi registrati sabato abbia prodotto la gara con la maggior mole offensiva, statisticamente, della Roma: 2,5 gli expected goals (dato più alto della stagione), 26 i tiri complessivi (record stagionale), 48 SCA (azioni di tiro create, letteralmente), anche qui punto più alto della stagione. Perché, a volte, la riaggressione vale come un playmaker. O come un centravanti di manovra o una seconda punta di piede destro che crei continua superiorità.