Donyell vuol dire fattore, in lingua olandese. Fattore Malen, già, senti come suona bene. Smentisce i luoghi comuni, solo per questo meriterebbe un premio. Ad esempio, ti racconta che sul mercato di gennaio si possono comprare giocatori che risolvono problemi. Oppure che un giocatore da solo può cambiare il profilo di una squadra. E anche che, in prospettiva, alla Roma per lottare stabilmente lassù, proprio al vertice del campionato, non mancano chissà quanti ingredienti, forse un paio di pedine del livello di Malen. Trovarle non é semplice, ma si può fare anche a prezzi che non fanno gridare alla follia. Da Donyell riparte la Roma. A Verona, domenica, per l’assalto Champions. Ma anche in prospettiva futura, unico vero intoccabile della rosa a pensarci bene. Bene che sia così, non si trovano in giro persone dubbiose. Se proprio dovesse capitare qualche scettico a portata di mano, si può sempre presentare il conto. O meglio, questi numeri. Con Malen, in campionato, la Roma è passata dal segnare 1,2 gol di media a partita a metterne dentro 1,94. Senza neppure fare il confronto con gli expected gol, che sarebbe impietoso per la squadra del girone d’andata. Eppure l’allenatore è lo stesso. L’equazione è meno semplice di quel che si possa pensare. Non vuol dire che Ferguson e Dovbyk non siano giocatori all’altezza. Ma certamente, nel contesto gasperiniano, Malen funziona molto meglio. È praticamente perfetto. Contano i contesti, nei ragionamenti, altrimenti Emery all’Aston Villa sarebbe da considerare un pazzo ad aver rinunciato all’olandese a gennaio. Malen ha esaltato Gasperini e Gasperini ha esaltato Malen. Al punto che è bastato inserire l’attaccante per avvicinare la Roma di oggi all’Atalanta di Gasperini. Ovvero una squadra che, tolti i due campionati chiusi con 98 e 90 gol ha sempre portato a termine la Serie A con medie gol simili a quella che la Roma ha tenuto con Donyell, ovvero dalla 21 giornata fino ad oggi. Ecco qui il luogo comune smentito: è bastato Malen per far sembrare Gasperini veramente…Gasperini. Logico che ci sia la sua firma sulla volata Champions, allora. Meglio ancora, su come la squadra sia riuscita a risalire su un treno che pareva ormai perso. Ora manca l’ultima stazione. E la giornata di ieri ha confermato l’ottimismo intorno a Koné: il francese si è allenato in gruppo e a Verona ci sarà. Potrebbe essere la sua ultima partita con la Roma, ma questo è un altro discorso. Conta solo il presente, dei due binari di Gasp da qui a domenica se ne intravede solo uno. Giustamente.
(corsera)