Grava il divieto trasferte sui tifosi della Roma. L’esito degli scontri sulla A1 tra romanisti e fiorentini, figli di uno dei classici appuntamenti dati negli incroci tra un viaggio qui (i giallorossi andavaro a Torino) e uno lì (i viola a a Bologna). Era il 18 gennaio, il ministro dell’Intero Piantedosi ha disposto per decreto lo stop ai viaggi al seguito della squadra (per entrambe le tifoserie). Non è certo la ratio del decreto il problema: su quella decide l’autorità nazionale di pubblica sicurezza e punto.
Più in generale si sa che la Uefa non ama molto i divieti, le partite con i tifosi al seguito sono quelle più godibili. Una volta, un bel po’ di anni fa, anche da noi vietare significava quasi abdicare ad un ruolo: la linea era più quella di far partire i tifosi e gestire l’ordine pubblico anche con fermezza di fronte ad eventuali violenze e intemperanze. […]
Nel frattempo la trasferta a Marassi resta vietata ma solo per Roma e provincia e non tutta la regione (dopo il ricorso al Tar vinto il 19 febbraio scorso).
In più la Questura locale ha disposto l’obbligo di occupare i pochi posti fuori abbonamento dello stadio del Genoa, ai soli possessori della fidelity card rossoblù (sottoscritta entro il 23 febbraio, altra curiosità): questo per evitare anche assembramenti di gruppi giallorossi organizzati da fuori Roma in aree raccolte e definite (nella fattispecie si parla della Gradinata Sud e dei Distinti).
(corsport)