«Mettetevi d’accordo: volete una Roma da Champions o una Roma under 23?». La domanda che Gian Piero Gasperini ha posto ai giornalisti in quel di Udine una risposta ce l’ha. Tutte e due, l’una e l’altra: così la pensano i Friedkin. Perché non può essere altrimenti, per un club che deve uscire dal pressing del fair play finanziario della Uefa. E che dunque deve allo stesso tempo creare valore e inseguire i risultati del campo. E per risultati s’intende sì, la qualificazione Champions. Il gioco dell’obiettivo fissato è abbastanza comune nel mondo del calcio, un po’ tutti tendono a sfilarsi dal dichiarare il traguardo ambito così da evitare eventuali processi di fallimento a fine stagione. O da attribuirsi i meriti in caso di successo. Ma la verità è che la Roma oggi è una realtà spaccata in due, con un allenatore che viaggia ai suoi ritmi — anche nella comunicazione — ed è sintonizzato sulle sue frequenze, mentre c’è una società che su quelle frequenze ogni tanto si posiziona ma poi è costretta ad avere una visione più ampia.(…) Certo, all’allenatore è stato chiesto anche altro. Di lottare per il quarto posto ma pure di valorizzare i giovani, cosa che gli è riuscita alla perfezione all’Atalanta. E il messaggio era chiarissimo allo stesso Gasp, che durante il ritiro estivo così raccontò: «Lavorare con i giovani? Quando ho parlato la prima volta con la società, il progetto che mi fu esposto era proprio questo. A me ha dato tanto entusiasmo. È una dimensione diversa anche per la Roma. L’ho fatto da tante parti, se riuscissi a farlo bene anche qui sarebbe davvero straordinario». E allora suonano strane le sottolineature ripetute sui giovani acquistati. Nello specifico Venturino e Robinio Vaz, il primo arrivato in prestito gratuito dal Genoa, il secondo un investimento da 25 milioni di euro (il cui peso a bilancio tra ammortamento e
costo dell’ingaggio è decisamente inferiore a quello che sarebbe stato anche solo il prestito di Nkunku), investimento di fronte a cui lo stesso Gasperini ha detto sì. Tra il tecnico e il direttore sportivo Massara le frizioni non mancano. Il primo rimprovera al dirigente la lentezza nell’esecuzione delle trattative e il fatto di aver impiegato due sessioni intere per prendere il famoso esterno sinistro che cercava dall’estate. Ora è arrivato Zaragoza, profilo — come Malen — gradito all’allenatore, che li ha promossi anche pubblicamente. Con grande sospiro di sollievo dentro Trigoria. (…) Nel frattempo, la proprietà ha impegnato oltre 50 milioni in questo mercato di gennaio, tra cui i 27 per Malen. Un giocatore per l’oggi, non per il domani. E se i Friedkin l’hanno fatto, è perché sono convinti di poter lottare fino in fondo per la Champions, non certo per il sesto posto. (…)
(corsera)