AIla fine l’inattesa frenata interna con il Lecce non è stata poi così dolorosa per la classifica della Juventus. La successiva sconfitta della Roma a Bergamo ha permesso alla Signora di agganciare il quarto posto, in condominio a 33 punti con i giallorossi. Il trio di testa – Milan, Napoli, per ultima l’Inter – ha scavato un piccolo solco definendo un primo indizio di lotta scudetto e al contempo anche il duello per l’ultimo posto in Champions (sempre che dal ranking Uefa non arrivi lo slot supplementare a fine stagione). Se lo contendono Juve e Roma per il momento, fingendo di ignorare la silenziosa ascesa del Como che potenzialmente potrebbe essere a pari punti dovendo recuperare il match con il Milan. (…)Il trend è sicuramente più promettente per la Signora, squadra in evidente crescita dal punto di vista del gioco rispetto a una Roma che sembra invece essersi incartata di gol, o meglio chi li segna, è un problema condiviso e difficilmente risolvibile: se acquisti un attaccante, sempre che ci siano obiettivi all’altezza, non compri i gol che ha segnato ma quelli che dovrà segnare, e quelli non sono mai garantiti. I problemi di Spalletti, tuttavia, sembrano meno profondi, perché tutto il resto ha cominciato a funzionare. E la rosa non ha mancanze considerevoli come invece può lamentare Gasperini, che oltre a un 9 di livello lamenta la mancanza di gente che salti l’uomo sulla trequarti (un Lookman, per intenderci). (…) Per attaccare il terzetto di testa probabilmente è tardi, per difendere il posto Champions proprio no. Anzi. Anche perché di partite ha invece cominciato a sbagliarne troppe la Roma: quattro sconfitte nelle ultime sei di campionato, già 7 complessive in Serie A. Gasperini si è tenuto in alto e anche in vetta con tanti 1-0, anomali per un tecnico come lui che all’Atalanta ha costruito e ricostruito macchine da gol. Nella Capitale ha trovato la materia prima per impiantare il suo calcio di riconquista palla ma non per costruire occasioni a ogni possesso. E ora che pure la difesa ha smesso di essere blindata, le lacune offensive si sono amplificate. Non di sistema, di individualità. Sulle difficoltà di Dovbyk e Ferguson si è detto già abbastanza, aggiungiamoci la mancanza di un trequartista di sinistra rapido a saltare l’uomo e pure di due esterni che abbiano attitudine ad attaccare la porta, caratteristica che ha contribuito a rendere grande la Dea. Insomma, difficilmente Gasp potrebbe ripetere le parole di Spalletti, che ha detto di non aver nulla da invidiare al Napoli scudettato. E alla Roma lo sanno già bene.
(gasport)