Da Dybala a Koné: gli “assenti” inattesi nelle sfide con le big

Gian Piero Gasperini le sta provando un po’ tutte, anche usando la dialettica. A volte è (troppo) duro con certi calciatori, vedi Ferguson; con altri, è (troppo) morbido, vedi Dybala. Il risultato: pochissimi sussulti, da una parte e dall’altra. Anche dopo la sconfitta di Bergamo l’allenatore ha parlato di una buona prestazione, ma allo stesso tempo ha sottolineato come la squadra, nello specifico gli attaccanti, hanno fallito «occasioni clamorose». Ma il problema, lo sa benissimo anche il tecnico, non può essere legato solo al reparto offensivo. La squadra, a volte, manca di personalità. Di struttura. Di leader. E quando la squadra è in svantaggio, non recupera mai: è accaduto solo una volta, a Firenze. (…) Soluzioni alternative per cambiare il trend e sfidare ad armi pari le big, e qui ha ragione Gasp, sono poche e ci si arrangia come si può. L’attacco, ad esempio, è sorretto dalle giocate di Soulé, che non è certo un bomber, anche se del reparto è quello che ha fatto centro più volte. (…) La qualità di Dybala si è vista poco anche con le piccole, mentre con le grandi, le concorrenti per la Champions, è sempre stata assente, colpita spesso da infortuni e quasi mai supportata da una condizione fisica accettabile. Paulo è fermo alla rete con il Sassuolo e a un assist con il Parma (più la rete su rigore con il Plzen). Poco incisivo, non solo lui, nelle sfide con Milan (contro cui ha fallito un rigore), Inter, Juve, Napoli e Atalanta. Con la Lazio era assente, con il Bologna era appena tornato dopo l’intervento e il lungo stop estivo. La Roma con queste squadre, con cui si gioca il posto in Champions, ha sempre perso e non ha mai segnato – fatta eccezione per Baldanzi. (…) E gli altri? Un calciatore da cui Gasp pretende di più e non fa certo parte del reparto offensivo è Koné. Un centrocampista di quel livello, titolare della Nazionale francese, deve prendere per mano la squadra, confrontarsi a testa alta con i suoi pari livello e soprattutto segnare qualche gol in più. (…)

(Il Messaggero)