Molto più di un derby. Sarri-Gasp è la sfida tra due rivoluzionari

Maurizio Sarri e Gian Piero Gasperini si scornano da vent’anni. Si sono affrontati 21 volte. Da qualche parte nel mondo lo definirebbero una specie di clasico. Della panchina e delle idee. La prima volta fu vent’anni fa, in Serie B. Sarri era ancora una ciminiera, Gasperini l’uomo che prometteva di rivoluzionare il gioco del calcio. Uno (Sarri) allenava il Pescara, l’altro il Crotone. Finì pari, ma con noia. Adesso dimenticate tutto: domenica c’è il derby di Roma. (…) Anche se fuori dal Grande raccordo il derby è un evento secolarizzato, laico, è all’interno della città e dei suoi spazi che bisogna comprenderlo. E questo Lazio-Roma ha pure il sapore della novità. Persino religiosa, per i suoi adepti. Merito di questi due allenatori, che ancora si ostinano a ricercare un gioco diverso, elaborato, divertente. (…) Di Gasp, invece, affascina la filosofia positivista, un calcioscienza, ma arrembante, vivace, pieno di gol. Quello che aveva fatto vedere all’Atalanta. Ha reso d’attualità la difesa a tre, le marcature a uomo a tutto campo, la capacità di coinvolgere tanti uomini nella fase offensiva, il pressing. Insomma, quelle cose un po’ démodé, ma che poi nel calcio a un certo punto tornano sempre. E se incontrano rivoluzionari come Gasp diventano persino espressione della modernità. Un po’ meno le dichiarazioni: «Derby? Una partita a sé, abbiamo una settimana per prepararci al meglio». (…)  Nei derby romani Sarri vanta finora un bilancio positivo (4 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta) mentre Gasperini (che una forma di derby l’ha vissuta a Genova) ha un conto di 4 successi, 2 pari e 5 sconfitte contro la Sampdoria. Ma nel derby, si sa, i numeri non creano illusioni. (…)

(Quotidiano Nazionale)

La grande occasione

A volte arriva e bisogna saperla cogiere. Il derby è l’occasione, può essere un momento di rinascita o un nuovo inizio. La si aspetta, si spera. Guai ad evitarla, nascondendosi o scappando con la coda tra le gambe davanti al derby. Se così fosse, meglio stare a casa. Un pranzo in famiglia e passa la paura. Dovbyk, paura, non ne ha, ma sta lì e aspetta il suo momento. Il derby lo ha già vissuto (due, senza gol), quando era il titolare inamovibile e la sua riserva si chiamava Shomurodov. Una situazione ideale, ma Artem in quella comfort zone non ci sapeva stare benissimo. Pressioni ne aveva prima e le stesse, se non di più, ne ha oggi, quando non è più il titolare ed è lui la riserva della nuova riserva, Ferguson. (…) Un’occasione, appunto. Serve quella e, se arriva, sarà necessario sfruttarla se si ricerca una svolta. Zero minuti nelle gambe, ma soprattutto nel cuore infranto, per Lorenzo Pellegrini, che si è visto sfilare la fascia da Gasp, il quale ha scelto di assegnarla seguendo le sue regole e non più quelle dell’imprescindibilità. Lorenzo è a scadenza e la situazione non è fluida: gioca, non gioca, lo si può utilizzare, lo si deve utilizzare, specie ora in un momento di emergenza? Gasp ci pensa, magari uno spezzone gli toccherà. Lui è sempre quello che di reti alla Lazio ne ha segnate tre, una più bella dell’altra: un colpo di tacco (con Di Francesco), una punizione (con Mourinho) e una magia lo scorso anno nel derby di andata (con Ranieri). (…) Si mette in fila anche El Aynaoui, appena arrivato. Fresco fresco di convocazione con il Marocco. Per lui sarebbe un esordio nel derby. (…) Lui, tra questi citati, è quello che ha maggiori possibilità di giocare dall’inizio: come con il Toro, sulla trequarti, o in mezzo al campo, al fianco di Koné, con cui parla la stessa lingua. Neil ha partecipato alle tre partite disputate fin qui dalla Roma: ventinove minuti contro il Bologna, uno con il Pisa e un tempo, il primo, con il Toro, prima di essere riconsegnato mestamente alla panchina. Il der-by, pure per lui, è la chance di tirare fuori il petto, di far capire che non farà la fine di Le Fèe. (…)

(Il Messaggero)

Hermoso è in dubbio. Avanza Celik

Se due indizi fanno una coincidenza, tre cominciano a tratteggiare i contorni di una prova: la preparazione al derby per Gasperini si sta rivelando più complicata del previsto. Il primo intoppo risale ormai a Roma-Torino ed è forse l’eredità più fastidiosa del primo ko stagionale: all’Olimpico si è fermato nuovamente Dybala. (…) Il secondo e il terzo si sono verificati ieri a stretto giro, proprio a conferma che certi guai non si palesano mai da soli: Wesley non ha partecipato all’allenamento a causa di problemi gastrointestinali, mentre Hermoso è sceso in campo regolarmente ma poi ha alzato bandiera bianca per un affaticamento al polpaccio. Il difensore spagnolo ha subito svolto gli accertamenti, che hanno scongiurato il rischio di lesioni o di problemi di altra e più complessa natura. Un po’ di riposo potrebbe rimetterlo in sesto, eppure il tempo stringe e oggi, partecipando o meno all’allenamento, fornirà probabilmente al suo allenatore la risposta sulla sua tenuta fisica. (…)  Le condizioni non proprio ottimali di Hermoso potrebbero però convincere l’allenatore a rispolverare Celik, a lungo prima scelta sul centro-destra durante la fase di preparazione, oppure a lanciare dall’inizio il giovane Ghilardi. (…) Wesley, dopo il contrattempo di ieri che fa seguito all’affaticamento post nazionale della settimana scorsa, avrebbe certamente bisogno di riposare, ma secondo quanto filtra da Trigoria già oggi dovrebbe allenarsi regolarmente. (…)

(corsport)

Mancini: «Soulé cresce bene. Roma, Gasp è ideale»

CORSERA – Alessandro Faiolhe Amantino, per tutti i tifosi della Roma semplicemente Mancini o, meglio ancora, il tacco di Dio, soprannome che gli è stato dato dopo un gol sotto la Sud in un derby memorabile vinto contro la Lazio. «È un gol che ha cambiato la mia carriera, mi rimarrà addosso per tutta la vita».

Ora Mancini vive in Brasile, dove non si perde una gara dei giallorossi.

«Lì ho vissuto anni meravigliosi. Ho tanta gratitudine per il club e la città, per cui La Roma la seguo e la seguirò per sempre. Anche se da lontano».

Ai giallorossi servirebbe un esterno «alla Mancini»?

«Trovare un esterno con le mie caratteristiche nel calcio di oggi è davvero difficile. Servirebbe un calciatore bravo nell’uno contro uno, che abbia potenza e che faccia anche gol».

Tra quelli che ci sono in rosa, chi è secondo lei il più adatto?

«El Shaarawy è uno che ha queste caratteristiche. È però un ruolo che richiede tanto sacrificio dal punto di vista fisico».

La Roma ha un problema in attacco?

«Che la squadra al momento segni poco è un dato di fatto. L’infortunio di Dybala non ci voleva, anche se vedo Soulé in grande crescita».

(…)

Cosa pensa di Gasperini?

«È un grande tecnico, all’Atalanta ha fatto un lavoro straordinario. Lui sa di calcio, alla Roma può fare benissimo. E l’allenatore giusto per una piazza esigente come quella giallorossa perché lui è il primo ad essere esigente: il matrimonio è perfetto. Mi auguro che possa fare la storia».

Il derby…

«E sempre una gara particolare, si ferma la città. Già 3 mesi prima mi fermavano per strada i tifosi per chiedermi la vittoria. L’uomo decisivo? Non conta, importante è che La Roma vinca».

(…)

 

Incidenti di aprile: stop alle serali. Dal 2010 anni di botte e coltelli

Non ci si inventa mica niente. E infatti il rischio è una replica: 6 aprile 2024, il derby di Roma si giocava alle 18 eppure 300 ultrà delle due squadre si diedero appuntamento alle 9.30, davanti al bar River sul lungotevere Maresciallo Diaz. E non certo per farsi l’in bocca al lupo. Finì con incidenti, denunce e arresti. Come a dire: non c’è da stare tranquilli neppure di fronte a un derby che si gioca alla mattina. Di più: non c’è mai da stare tranquilli. Perché l’elenco dei precedenti è lunghissimo. E conviene partire dall’ultima sfida, quella del 13 aprile scorso. Si giocava di sera ma ben prima della partita — nel pomerig-gio, alla luce del sole — intor-no a Ponte Milvio andarono in scena diversi scontri, con un’azione almeno apparentemente studiata a tavolino in-ieme dagli ultrà di Roma e Lazio: 24 agenti feriti fu il bilancio, tra lo sdegno del sindaco Roberto Gualtieri. (…) Nel 2010 Olimpico e dintorni furono teatro dell’interno: tre accoltellati di cui uno alla carotide, dieci feriti totali e altrettanti arresti, una donna con due bambini vivi per miracolo perché la loro auto si era incendiata con i petardi lanciati dagli ultrà. L’allora prefetto Pecoraro disse: «Si rifletta sull’opportunità di far giocare di giorno questo tipo di partite». Il novembre successivo in effetti si giocò alle 15. Risultato? Un accoltellato, tre feriti totale e un arresto. Salto in avanti di tre anni. Siamo all’aprile 2013, altro bilancio della vergogna: dopo la partita ecco i tafferugli, con un bilancio di otto accoltellati e quattro ultrà arrestati.(…) Della serie: viene quasi da stupirsi quando non accade nulla, come nel 2016. Un anno più tardi — è il 3o aprile 2017 — va in scena l’ultimo derby giocato alle 12.30. Otto anni dopo, riecco l’ora di pranzo. La speranza è che non ci siano appunt-menti da rispettare e conti da regolare. E che non ci sia l’ennesimo lunedì dello sdegno e della conta dei feriti da mandare in scena.

(corsera)

Cancelli aperti alle 10: bonifiche e filtraggi. Così sarà blindata l’area di Roma Nord

Ieri in Prefettura il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, oggi il tavolo tecnico in Questura. Tappe obbligate di avvicinamento al derby di domenica mattina, che si annuncia rovente. In tutti i sensi. Sul fronte dell’ordine pubblico e su quello climatico. Si gioca alle 12.30, come disposto dopo le valutazioni dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive del Viminale, e per questo motivo il piano di sicurezza scatterà già dalla serata di domani attorno al Foro Italico. Anche perché sarà anticipata anche la preparazione delle coreografie. Un altro momento delicato. E non solo. (…) I precedenti sono numerosi tanto che la decisione di giocare di mattina è proprio legata agli scontri dell’aprile scorso a ponte Milvio con ultrà romanisti e laziali protagonisti di mezz’ora di guerriglia. Quindi per domenica cancelli aperti probabilmente dalle io per con-sentire lo svolgimento delle lunghe procedure di pre-filtraggio e filtraggio. Circa 1500 agenti in campo, bonifiche da domani sera, come detto, dentro e fuori l’Olimpico. Presidiati già nella notte precedente alcuni pub a Roma nord e in centro per evitare contatti fra ultrà biancocelesti e giallorossi. Saranno rimossi auto e cassonetti e la zona attorno allo stadio verrà battuta palmo a palmo alla ricerca di eventuali arsenali di armi e petardi nascosti fra siepi e banchine del Tevere, e su veicoli parcheggiati. (…) In tutti i casi l’Agenzia per la Mobilità ha già comunicato i divieti di sosta fra Foro Italico, Famesina, ponte Milvio e piazzale Maresciallo Giardino, fino a piazza Mancini e allo stadio Flaminio da una parte e Tor di Quinto dall’altra. Chiuso ponte Duca d’Aosta. Strade interdette sempre nelle stesse zone a partire dalla prima mattinata di dopodomani. Sono infine 22 le linee di trasporto pubblico potenziate dall’Atac per l’arrivo e il deflusso dallo stadio.

(corsera)

Stop per Wesley e Hermoso. Gasp spera nel doppio recupero

A due giorni dal primo derby della sua carriera, Gian Piero Gasperini deve fare i conti con due stop dell’ultim’ora. Mario Hermoso ha interrotto l’allenamento di ieri per un fastidio al polpaccio sinistro: inizialmente si era temuto un problema muscolare più serio, ma gli accertamenti hanno escluso lesioni. Si è trattato soltanto di crampi, frutto dei carichi di lavoro delle ultime settimane. (…) Stop forzato anche per Wesley, costretto a saltare l’ultima seduta a causa di problemi gastrointestinali. Nulla di grave, solo uno stop precauzionale, utile a consentirgli di recuperare energie in vista di un appuntamento che per la Roma vale moltissimo, sul piano del morale e della classifica. Gasperini conta di riaverli entrambi in gruppo già oggi, nell’ultimo allenamento prima della rifinitura, per testarne la condizione e confermare l’assetto tattico pensato per contrastare la Lazio. Entrambi i giocatori dovrebbero essere regolarmente a disposizione per il derby dell’Olimpico. Se per Wesley non ci sono dubbi sulla presenza dal pri-mo minuto, Hermoso resta in ballottaggio con Celik. (…)

(La Repubblica)

Allarme ultras stranieri. L’Olimpico sarà blindato: arrivano le curve più calde

L’allerta è massima, perché la prova di maturità dello scorso 13 aprile è stata miseramente fallita, con 24 agenti feriti e 6 ultrà arrestati. Ma è massima pure perché, proprio come nell’ultimo derby, anche domenica ci saranno numerose infiltrazioni di tifoserie estere. Di fatto, quelle storicamente alleate con gli ultrà di I azio e Roma. Tifoserie calde, da sempre pronte allo scontro e a creare disordini ovunque vadano in giro per l’Europa. Le due tifoserie romane da tempo hanno virato a destra e la geografia delle alleanze nasce anche in base alle stesse idee politiche dei principali gruppi ultrà delle due curve. Domenica a pranzo è quindi assai probabile che in Curva Sud al fianco dei “fratelli” giallorossi si vedano i greci del Gate 13 (Panathinaikos) , gli spagnoli del Frente Atletico (Atletico Madrid) e i croati del Bad Blu Boys (Dinamo Zagabria). Tra l’altro, qualcuno di questi potrebbe presentarsi anche mercoledì prossimo a Nizza, quando la Roma farà il suo esordio in Eu-opa League contro una squadra la cui tifoseria è da tempo gemellata con quella dell’Inter (e, quindi, per proprietà transitiva anche assai vicina a quella laziale) . In Curva Nord, invece, dome-nica sono attesi i tifosi di quattro gruppi “amici” dei biancocelesti: i tedeschi del Lokomotive Lipsia (sia gli Ultras sia i Blue Side Lok), i polacchi degli Sharks Hooligans (Wisla Cracovia), i bulgari del Sofia West (Levski Sofia) e gli in-lesi degli Inner City Firm (West Ham). (…) È l’allerta è massima anche perché Roma non vuole macchiare la sua imagine cittadina. Ieri, ad esempio, nella Capitale si è svolto un importan-e incontro tra il sindaco Gualtieri, l’Uefa, la Figc e il club giallorosso. L’ipotesi emersa è quella di avere due stadi a Roma per gli Europei 2032: l’Olimpico e Pietralata. Ma le guerre tra ultrà potrebbero rovinare un po’ tutto…

(gasport)

Konè spinge la Roma: serve cancellare l’incubo Simeone

Ci arriva da imbattuto, anche se poi i derby che ha giocato sono pochi, appena due, quelli della scorsa stagione. Manu Koné non vuole però fermarsi qui e dopo la vittoria (2-0) dell’andata e il pareggio (1-1) del ritorno dello scorso anno adesso è pronto a mettere su un bel tris. Con il solito carico di esplosività ed energia che sa portare in mezzo al campo, dove sarà sottoposto probabilmente ad un doppio lavoro. Di conteni – mento, ma anche di proposizione. Insomma, quello che si chiede di solito a un centrocampista box to box completo: saper difendere, ripartire e possibilmente attaccare anche nella metà campo avversaria. Il centrocampista fran-cese è una delle chiavi di Gasperini per scardinare la resistenza della Lazio. Koné dovrà cercare di attaccare lo spazio, pressare i primi portatori di palla e limitare le sortite offensive di Guendouzi. Già, proprio lui, l’altro francese della partita, l’uomo con cui Koné è amico da tempo ma poi in campo ognuno se la vede per sé. (…) E allora adesso si tratta di riprendere in mano il percorso interrotto domenica scorsa, contro il Torino. Anche perché Koné quella sconfitta un po’ se la sente sulla pelle, visto che sulla rete decisiva — quella di Giovanni Simeone — a sbagliare intervento a metà campo è stato proprio lui. Un errore che non gli appartiene, forse anche frutto di un pizzico di superficialità di troppo. (…)

(gasport)

Stop Wesley. Pure Hermoso è a rischio

IL TEMPO (L. PES) – Gasp aumentano. Dopo aver perso Dybala per infortunio e con Bailey ancora alle prese con il problema muscolare accusato dopo il primo allenamento, ora il tecnico è in apprensione per Wesley ed Hermoso. Il laterale brasiliano non ha preso parte all’allenamento di ieri a causa di una gastroenterite mentre lo spagnolo dopo la seduta ha accusato un sovraccarico al solco del polpaccio. A Trigoria filtra cauto ottimismo sulla presenza di entrambi per il derby di domenica, in particolare per l’ex Flamengo che una volta smaltito il problema intestinale dovrebbe essere regolarmente in campo. Qualche preoccupazione in più per lo il centrale spagnolo visto il problema muscolare a poche ore dal match, l’alternativa pronta, eventualmente, prevederebbe il ritorno da titolare di Celik chiamato al duro compito di contenere le sortite di Zaccagni. Ballottaggio che resta apertissimo, invece, quello tra El Shaarawy ed El Aynaoui per il ruolo alle spalle del centravanti. ll Faraone ha giocato le prime due gare di agosto senza prove di grande livello mentre il marocchino dopo il primo tempo opaco col Toro potrebbe avere un’altra chance. Difficile immaginare la mossa a sorpresa con Pellegrini dall’inizio. L’ex capitano è fermo dallo scorso 4 maggio ed è indietro rispetto ai compagni a livello fisico, oltre al fatto che Gasperini lo vede più in posizione arretrata che sulla trequarti. Il dubbio resterà fino alla fine, intanto la speranza è quella di recuperare i due acciaccati per domenica.