Donne, oggi la Supercoppa: la Roma contro la Fiorentina

Vincere la prima partita del 2025 significherebbe portare un trofeo a casa. Mica male. Nella finale contro la Fiorentina la Roma femminile vuole prendersi la Supercoppa Italiana. Si gioca a La Spezia e l’ultimo confronto tra queste due squadre che ha messo una coppa in palio è andato in scena lo scorso 24 maggio: vittoria giallorossa ai calci di rigore.

[…] La Roma recupera tutte le infortunate (convocate Di Guglielmo, Pilgrim e Viens) e potrà contare sul primo innesto del mercato invernale: Mia Pante, classe 2003, esterna offensiva canadese è pronta al debutto. Per lei ci potrebbe essere spazio a gara in corso. Tornerà dal primo minuto Haavi. […]

(Il Messaggero)

Primavera: giallorossi sconfitti dal Verona dopo sette vittorie di fila

IL TEMPO (P. DAN) – Il 2025 dei giallorossi di Falsini parte sotto una cattiva stella. La Roma Primavera ferma la sua corsa in campionato dopo sette vittorie consecutive perdendo in casa contro il Verona nella prima gara del nuovo anno. Il primo posto in classifica torna nelle mani del Sassuolo che nel pomeriggio ha battuto la Sampdoria, e il 13 gennaio è attesa dal giro di boa contro il Torino per chiudere il girone d’andata.

Dopo appena sei minuti i giallorossi sono andati sotto concedendo il vantaggio agli scaligeri con la rete firmata da Monticelli. La risposta romanista arriva appena otto minuti dopo col pari di Levak. Ma a inizio ripresa Kurti fissa il punteggio sul 2-1 in favore dei veneti che avvicinano la zona playoff.

La Roma a caccia della Supercoppa

IL TEMPO (A. DI PASQUALE) – Tutto pronto allo Stadio Picco di La Spezia per la finale di Supercoppa Italiana: alle 15.30 il fischio d’inizio di Roma-Fiorentina (Rai 2 e Sky Sport). In palio il trofeo che le giallorosse hanno vinto nel novembre del 2022, mentre le viola nell’ottobre del 2018.

Oggi si riaffronteranno le due squadre che a maggio si contesero la Coppa Italia, andata alle capitoline. Il primo match dell’anno quindi sarà subito impegnativo. Mister Spugna arriva alla gara con diversi dubbi di formazione, visto che l’infermeria nelle ultime settimane non accennava a svuotarsi. Tornano però tra le convocate Haavi, Di Guglielmo, Pilgrim e Viens a cui si unisce anche la nuova arrivata Pante; out dalla lista invece Valdezate e Lukasova che comunque hanno viaggiato con la squadra.

«Ci siamo preparate al meglio. La Fiorentina sta facendo bene, è una squadra aggressiva e di qualità, sono forti e da rispettare. Contro di loro sono state sempre partite tirate, poi le gare in cui ti giochi un trofeo possono avere più fasi – le parole del tecnico giallorosso – questa sfida è un obiettivo dall’inizio della stagione. Aprire il 2025 con un trofeo ci darebbe più spinta per i prossimi impegni».

Dello stesso avviso anche Haavi: «Siamo pronte, vogliamo iniziare l’anno con un trofeo, è il nostro obiettivo. Vincere ci darebbe fiducia per il resto della stagione e in questo momento potrebbe essere importante per noi – l’analisi della norvegese in conferenza stampa – dopo l’infortunio sto bene e voglio fare ancora meglio nel 2025».

Dal canto suo De La Fuente carica la Viola: «Quando si gioca una finale non c’è una favorita ma se devo indicarne una dico la Roma perché ha vinto il campionato e la Coppa Italia – ha dichiarato l’allenatore delle toscane ai canali ufficiali della FIGC – noi però vogliamo fare bene. Come in qualsiasi finale, gli episodi faranno la differenza. La nostra vittoria può passare attraverso l’attenzione ai dettagli, senza mollare un centimetro. Vogliamo questa coppa per raggiungere l’obiettivo di inizio stagione che era quello di vincere un trofeo».

In caso di parità, si disputeranno due tempi supplementari da 15′; qualora persistesse il risultato di parità, la Supercoppa Frecciarossa verrebbe assegnata ai calci di rigore.

Prima della partita verrà osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Aldo Agroppi, che in carriera ha allenato anche la Fiorentina. Attesi sugli spalti il segretario generale della FIGC Brunelli, la presidente della Divisione Serie A femminile professionistica Cappelletti, il ct della Nazionale femminile Soncin e il sindaco di La Spezia Peracchini.

La Roma ritrova la Fiorentina

Sette mesi dopo la finale di Coppa Italia a Cesena, è di nuovo sfida tra la Roma di Spugna e la Fiorentina di De La Fuente. […] In palio, a La Spezia, c’è la Supercoppa che la Roma ha vinto nel novembre del 2022 (sempre ai rigori contro la Juve) e che la Fiorentina ha alzato al cielo nell’ottobre 2018, ultimo titolo del club oggi di Commisso. […]

(corsera)

IL PUNTO DEL LUNEDÌ – SORRENTINO: “Ranieri ha sbranato l’esordiente Baroni” – ZAZZARONI: “Pellegrini? Il derby come reset personale”

La Roma vince 2-0 il Derby della Capitale grazie alle reti di Pellegrini e Saelemaekers e inaugura il 2025 con un successo fondamentale. “La partita conferma che questa squadra, seppur con dei limiti nella rosa, era costruita con valori sufficienti per lottare per un posto in Europa”, afferma Andrea Di Caro sulle colonne de La Gazzetta dello Sport. Ivan Zazzaroni del Corriere dello Sport, invece, si sofferma su Lorenzo Pellegrini: “Uscendo dal campo tra gli applausi, ha indicato lo stemma della Roma per affermare la volontà di restare. Il derby come reset personale”. Andrea Sorrentino de Il Messaggero esalta la preparazione della partita da parte di Claudio Ranieri: “Il peso delle centinaia di partite di Ranieri a certi livelli è stato determinante e il Sor Claudio ha sbranato l’esordiente Baroni”.


Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.


A. DI CARO – LA GAZZETTA DELLO SPORT

Chissà Claudio Ranieri dove collocherà questo derby nella galleria dei tanti successi ottenuti in una carriera lunghissima e prestigiosa. […]

Ranieri della Roma non è solo il tecnico, ma il primo tifoso. Per lui, allievo di Mazzone, la “Maggica” non è mai stata solo una squadra di calcio, ma un pezzo di cuore. Ecco perché questa gioia per lui inaspettata (si era ritirato…), raggiunta in tarda età, siamo sicuri abbia un valore sentimentale altissimo. Ranieri, dopo il disastroso interregno di Juric, sta dando alla Roma davvero molto. Nell’ordine: 1) Tranquillità in un momento di fragilità e smarrimento della squadra. 2) Pacificazione tra proprietà – fortemente contestata – e tifosi. 3) Identità tattica, con scelte razionali. 4) Il recupero di giocatori importanti come Dybala a livello fisico e, da ieri, Pellegrini a livello psicologico. Ora gli resta un’ultima missione: far rendere meglio Dovbyk.

Dopo questo successo c’è chi avanzerà la candidatura del “Sor” Claudio anche per l’anno prossimo: si vedrà. […] Di certo il derby conferma che questa squadra, seppur con dei limiti nella rosa, era costruita con valori sufficienti per lottare per un posto in Europa. […]


I. ZAZZARONI – CORRIERE DELLO SPORT

Il coniglio si chiama Lorenzo detto Lollo, il cilindro è la capoccia di Claudio Ranieri – contiene esperienza, concretezza, intuizioni, umanità, semplicità, che è il valore più alto, e un filo di sana paraculaggine -. Dal voluminoso cilindro di Claudio è uscito a poche ore dal derby il coniglio Lollo che sembrava definitivamente perduto e addirittura destinato al mercato di gennaio, una sorta di fiera dell’est(emporaneità).  […]
Ranieri ha vinto il quinto derby romano su cinque, è diventato un eroe della resistenza (penso al secondo tempo dell’Olimpico, più che alla sua longevità), ha aggiustato parzialmente la classifica e s’è guadagnato un murale con corona.
PS. Uscendo dal campo tra gli applausi, Pellegrini ha indicato lo stemma della Roma per affermare la volontà di restare. Il derby come reset personale. […]

G. D’UBALDO – CORRIERE DELLO SPORT
Claudio Ranieri è mister derby, ne ha giocati cinque e li ha vinti tutti. Quello di ieri
era il più difficile, contro la Lazio quarta in classifica. […] Pellegrini lo ha ripagato con un gol straordinario, il terzo contro la Lazio, che ha sbloccato il derby dopo dieci minuti. Una mossa coraggiosa, con la quale ha offerto al capitano l’occasione migliore per riscattarsi e per scrollarsi di dosso un periodo negativo. […]
Ranieri inoltre ha ridato personalità alla Roma, che sembrava smarrita sotto la guida buia di Juric. Lo si è visto anche nel derby. […] Il tecnico romano è riuscito a trasferire ai suoi giocatori la mentalità giusta, c’è stata un applicazione feroce da parte di tutti. […]
Pellegrini ha lasciato il campo dopo poco più di un’ora di gioco tra gli applausi dei tifosi. Ranieri lo ha recuperato nella partita più delicata e sarà importante per il prosieguo della stagione, perché un giocatore come lui se è sereno può dare tanto alla Roma. […]

U. TRANI – CORRIERE DELLO SPORT

Il pokerissimo di Ranieri: il quinto derby vinto su cinque fa felice la Roma e la sua gente. […]
Ha schierato la Roma secondo i suoi principi. È stato il successo delle vecchie maniere. Cioè è andato a dama con i concetti più semplici del suo mestiere e di questo gioco. […] Ha cominciato con la sana pretattica, annunciando l’esclusione di Pellegrini. E, invece, ha dato spazio al capitano dal primo minuto. È stata la prima mossa vincente della serata. Capolavoro psicologico e anche tattico. Il gol dopo dieci minuti lo ha ripagato della scelta rischiosa e al tempo stesso azzeccata. In diciotto minuti l’uno-due, dopo Pellegrini il bis di Saelemaekers, per indirizzare il match e, visto il risultato finale, chiuderlo già nel primo tempo. […]
La Roma, insomma, ha rovesciato il pronostico proprio sorprendendo la Lazio in contropiede. Con velocità, astuzia e qualità. E sul lato forte del sistema di gioco di Baroni, andando a colpire, al momento di ripartire, sulla corsia occupata da Nuno Tavares. […]

P. CONDÒ – CORRIERE DELLA SERA
[…] Le mezze stagioni esistono ancora, scadono a inizio anno e servono a dividere in fasce le protagoniste da qui all’estate: Inter (davanti), Atalanta e Napoli per lo scudetto, le altre fino al Milan per la Champions, il resto balla tra estreme ambizioni d’Europa (la Roma sta risalendo) e zona salvezza. […]
Il derby della capitale, al di la del rissoso finale, è stata un altra recita a soggetto di Claudio Ranieri, capace di leggere nel reietto Pellegrini le stimmate del protagonista così come, in un’altra epoca, bene interpretò l’angoscioso amore di Totti e De Rossi e le sue possibili conseguenze. Il calcio è una storia di uomini, e il modo in cui usano i piedi conta ma non è esaustivo. Quando allena i giocatori Ranieri è certamente bravo. Quando allena i loro cuori, da Vardy a Pavoletti, da Totti a Pellegrini, è semplicemente il migliore.

 A. SORRENTINO – IL MESSAGGERO

Quella gran bugiarda della classifica aveva ingannato tutti, tranne Claudio Ranieri. Altro che 15 punti di distanza tra Lazio e Roma, gli equilibri erano ben diversi e la notte della Befana lo certifica. […] E con il coraggio della propria personalità, imponendola all’avversario che si sentiva rassicurato dal proprio vantaggio, la Roma si è presa il derby. Da subito, senza discussioni, con nettezza e serenità, guidata con mano sicurissima dal suo condottiero. Il peso delle centinaia di partite di Ranieri a certi livelli è stato determinante e il Sor Claudio ha sbranato l’esordiente Baroni. […] Ha inventato la mossa psico-strategica di Pellegrini in campo a sorpresa e ne ha tratto subito beneficio con il gol dell’1-0, proprio del capitano, che da pallido prence, manco fosse Fregoli, si trasforma nel Cavaliere Nero. […] Con le ripartenze la Roma è volata via nel primo tempo che ha indirizzato i destini, poi per tutto il resto c’è Svilar ma non bastava solo la tattica. Ci voleva anche la personalità dei protagonisti: facendo perno sui giganti internazionali Hummels, Paredes e Dybala, e con un grande aiuto dai leoncini Saelemaekers e Koné. […] La Roma vince col collettivo, anche se le resta dentro l’amarezza per quel primi mesi sciatti che tanto hanno compromesso. Ma da oggi il vento può essere davvero cambiato. E c’è da ringraziare quel ragazzino di 73 anni in panchina, che ha riportato la luce.


A. DIPOLLINA – LA REPUBBLICA

Fino a inizio partita era stata una gaffe costata all’autore molte prese in giro sul web. Ma visto il risultato del derby, Leandro Paredes alla prossima sfida con la Lazio potrebbe ripetere la storia Instagram pubblicata ieri mattina: un incitamento ai tifosi, la celebrazione della giornata-derby e, sotto, la foto del Colosseo. Secondo lui. Ma in realtà era l’Arena di Verona. Ha portato benissimo. […]

T. CARMELLINI – IL TEMPO

Lo ha fatto ancora! Ranieri, o forse sarebbe meglio chiamarlo «mister derby» vince per la quinta volta la stracittadina della Capitale, una partita che non ha mai perso. Lo fa con scelte azzardate (alzi la mano chi non ha pensato «questo è matto» quando si è visto Pellegrini titolare), con quel modo pacato di dare dure lezioni ai suoi rivali. L’ha vinta di testa e di coraggio gettando il cuore oltre l’ostacolo, mandando in campo dall’inizio Pellegrini che contro il Milan aveva mostrato quanto è indietro rispetto alla sua condizione abituale. Invece proprio il capitano ha preso per mano la Roma realizzando un gol capolavoro che ha messo la serata romanista in discesa. Un gol che spazza via una crisi lunga fin troppo che lo rimette al centro del progetto e nei cuori dei tifosi romanisti.

Il meglio dei giallorossi nei primi venti minuti di gioco, con il tap-in di Saelemaekers che porta il risultato sul 2-0 dopo diciotto minuti di derby: realizza un gol pesante alla sua prima stracittadina. Il tutto solo e grazie a un Dybala in condizione stellare che cambia la dinamica della gara: quando sta così è tanta roba.

Ma la serata non è finita lì, perché la Roma prima prova a chiuderla, poi subisce il ritorno della Lazio che fatica a trovare la solita velocità e fluidità di gioco anche per la pressione dei giallorossi che però soffre sempre più col passare dei minuti. Nella ripresa infatti cambia tutto, la Roma si mette sulle corde pronta ad incassare ma la Lazio, che è a dodici punti più su non a caso, inizia a martellare la difesa giallorossa pur non riuscendo a sfondare. Oltre trenta le palle messe dentro dagli uomini di Baroni (non a caso la Lazio è la squadra che crossa in più della Serie A), ma Hummels & Co. tengono fino all’ultimo minuto chiudendo con la porta inviolata.

Il resto sono episodi, giocatori che entrano ed escono, inizia il valzer dei cambi con il solito Pairetto a far casino. Alla fine il peggiore in campo è lui, non riesce a tenere in mano la partita soprattutto nel finale e si chiude con il rissone: rosso a Castellanos ma manca un provvedimento nei confronti di Hummels altro protagonista della baruffa a ridosso dei tre punti.

Il bilancio è chiaro: da una parte ride la Roma che vince il derby in un momento fondamentale della sua stagione, grazie a Ranieri riuscito nel duro compito di dare un senso alla crescita della squadra. Dall’altra piange la Lazio perché ha perso una partita che non vorresti mai perdere, ma esce a testa alta dalla sfida contro i «nemici» di sempre. Questa sconfitta non toglie nulla allo splendido cammino di Baroni e di una squadra che ha tutte le carte in regole per chiudere la stagione al top e giocare la prossima Champions League.
Ora via agli sfottò e scarico di adrenalina ma poi subito testa ai prossimi appuntamenti: perché inizia il girone di ritorno.


A. BARILLÀ – LA STAMPA

È la vittoria di Ranieri, l’aggiustatore, il tecnico della semplicità e dell’efficacia in un mondo di sbarbatelli che si credono Alex Ferguson dopo una decina di panchine. Ed è la vittoria di Pellegrini, campione limpido e ragazzo sensibile, zavorrato dal peso della maglia che ama e condizionato dalle critiche. Già, ci voleva Sir (o Sor) Claudio: per la Roma e per il suo gioiello.

I. CUCCI – LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

[…] E se la Roma cresce è certamente buona cosa per il calcio romano. Se poi cresce rilanciando il Derby con la Lazio é buona cosa per tutto il calcio italiano. Risse a parte.
Perché l’Olimpico si trasforma in un grande teatro popolare rivaleggiando con il Colosseo e ospitando l’ultima edizione di una sfida cittadina che va oltre il pallone, rinuncia ai paralipomeni della tecnologia digitale e riporta tutti (ignorando la Var) al buon football della tradizione. […]
Con i suoi testimoni del tempo, tipo Claudio Ranieri, giallorosso sempre, dai dieci ai settant’anni. Il suo urlo al gol del contestato e riabilitato Pellegrini – tale da indurre i perbenisti a mettere in dubbio la lineare correttezza del Mister – è in realtà soltanto il grido dell’anima romanista. E si perdona. Al secondo gol di Saelemaekers è già un urletto soffocato dalla gioia. Ranieri a Roma è come l’eroe di un romanzo di Dumas. […]

Capello: “Ranieri è l’uomo adatto per riportare serenità all’ambiente. L’esperienza è una qualità importante”

RAI RADIO 1 – Fabio Capello, ex allenatore della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni durante la trasmissione radiofonica ‘Radio Anch’io Sport’ e si è soffermato sul lavoro di Claudio Ranieri sulla panchina giallorossa. Ecco le sue parole: “Ranieri è una persona anziana che sta dando dei consigli a tutti quanti, viene ascoltato e recepito dai giocatori perché tocca le corde giuste. Ranieri è l’uomo adatto per riportare serenità alla squadra, ai giocatori e ai tifosi. Sta dimostrando di capire molto di calcio, i risultati sono una logica conseguenza. Non è l’età da criticare. Tante volte, in questi casi, si dice che un allenatore è bollito. Era bollito Ancelotti che ora al Real sta vincendo tutto, era bollito Ranieri che sta facendo bene a Roma. L’esperienza è una qualità importante”.

Saelemaekers: “Una notte speciale”. Mancini: “I tifosi sono il nostro cuore”

Esplode la gioia della Roma e il protagonista della festa è sempre Gianluca Mancini. Quest’anno, però, zero polemiche. Non sventola la famosa bandiera con il topo, ma i giocatori prendono quella che raffigura Italo Foschi, fondatore della Roma. […] «Troppo bello festeggiare insieme ai nostri tifosi. Sono il nostro cuore e vogliamo vederli felici.
Ma nel girone di andata abbiamo fatto troppo poco. Bisogna essere onesti, 23 punti sono pochi. Questo derby ci deve dare qualcosa in più per risalire la classifica». Mancini ha anche parlato di Pellegrini che è tornato a prendersi la scena dopo mesi difficili: «Lo vivo tutti i giorni, è un amico. L’ho visto soffrire per il momento che stavamo passando. Da capitano era felice per i risultati positivi. Quando sono entrato in campo gli ho detto ‘riprenditi questo stadio e questi tifosi perché te lo meriti e se li è ripresi in 15 minuti». […]

L’altro protagonista del match, Saelemaekers: un’altra rete dopo quelle contro Lecce e Parma. […] «Emozione incredibile, avevo già giocato quello di Milano ma qui è speciale. Sono contento di aver fatto gol, di aver aiutato la squadra. Continuiamo così adesso». Anche lui come Mancini ha parlato di Pellegrini: «Nel pullman gli avevo detto che oggi avrebbe fatto gol e l’ha fatto. Sono molto contento per lui perché è stato un momento difficile. È un giocatore importante e oggi l’ha fatto vedere. Ranieri? È una leggenda». […]

(Il Messaggero)

Ranieri è da record: “Siamo una squadra”

Il derby l’ha vinto soprattutto Claudio Ranieri, con le sue scelte in campo, con le dichiarazioni pre partita e con la carica che ha trasferito alla squadra per tutta la settimana. Era una partita da non perdere e lui lo sapeva. È l’unico allenatore ad aver vinto cinque derby consecutivi alla guida dei giallorossi. […] Uno specialista che non si fa sopraffare dall’emozione di affrontare il nemico cittadino, sa sempre qual è la mossa giusta da fare. Anche quando c’erano da sostituire Daniele De Rossi e Francesco Totti a fine primo tempo per inserire Menez e Taddei. Era il 18 aprile 2010, una mossa che ha ribaltato la partita da 1-0 per la Lazio a 2-1 per la Roma. Ieri l’altro colpo di genio, mettere in campo Pellegrini. […] Dopo 10 minuti a segnare è proprio il capitano che spiana la strada alla vittoria. Quando lo ha sostituito al 66′ lo ha abbracciato forte e gli ha fatto sentire l’ovazione del pubblico romanista all’Olimpico.

Le dichiarazioni del pre gara sono servite da miccia, poi l’animo di Lorenzo ha fatto il resto: “Ho capito che aveva una voglia matta di essere il capitano della Roma nel derby e io non aspettavo altro”. […]

Dopo la vittoria chiave nel derby, Ranieri diventa un serio candidato anche per guidare la Roma anche il prossimo anno. Claudio, però preferisce non prendere impegni e taglia corto: «Ghisolfi ha detto che vorrebbe me perché così non gli chiederete più quale sarà l’allenatore dell’anno prossimo. lo sono disponibile a restare qua fino alla fine dell’anno, e poi si provvederà». […]

(Il Messaggero)

Lorenzo torna il magnifico: Roma è sua

Ci sono giubilei diversi, declinabili in tempi e misure. Forse anche il derby della Capitale a suo modo lo è. Così ieri, dopo che Papa Francesco aveva aperto l’ultima Porta Santa per indicare la strada del paradiso, Claudio Ranieri, pontefice infinito della diocesi laica di Trigoria, ha deciso che il periodo di penitenza era terminato e Lorenzo Pellegrini poteva lasciare i sommersi per tornare tra i salvati. […]

La sorprendente via crucis percorsa dal numero sette giallorosso, invece, è stata a un passo dal deragliare, trasformando lo psicodramma dell’erede di Totti e De Rossi ripudiato dalla sua tifoseria in una banale vicenda di calciomercato, che lo vedeva già con la valigia pronta con destinazione Napoli. Ma come aveva fatto con Hummels e Paredes, Ranieri ha scrostato la ruggine dalla mente di Pellegrini, convincendolo che la storia d’amore con la sua gente non era terminata. Bastava solo aspettare il momento giusto, che è arrivato dopo una manciata di minuti di un derby che Lorenzo non avrebbe neppure dovuto giocare da titolare. Il resto ce lo ha messo lui, segnando una rete con un tiro all’incrocio dei pali che è parso una sorta di macchina del tempo, un filo rosso che scivolava all’indietro fino al settembre 2018, quando il suo primo gol in una Stracittadina – per giunta di tacco – sembrava essere un segno della sua predestinazione da ventiduenne destinato a leopardiane “magnifiche sorti e progressive”. […]

L’impressione è che per Pellegrini gli esami non finiscano mai e che tutti i verbi che in questo articolo abbiamo coniugato al passato possano ritornare malinconicamente al presente, certificando un pregiudizio mai estinto davvero. Per una notte, però, Lorenzo si è gettato tutto dietro alle spalle. Le ingiustizie del passato come la gioia del presente. Forse lui non sarà mai come Lampard, secondo la santificazione astuta di Ranieri, ma il derby di Roma ancora una volta è roba sua. Quanto basta per essere felici.

(Il Messaggero)

Ranieri e Roma: che show

Il delitto perfetto, l’assassino è Claudio Ranieri, audace e genio della strategia. Che le pensa tutte, anche a far giocare Lorenzo Pellegrini in una partita così e in un momento, per il capitano, non certo esaltante. E succede che è proprio Lorenzo a spaccare in due il derby, con la Roma che si porta a casa tre punti, e a guardarli bene, sembrano di più. […]

È come raccontare una favola, quella palla che scende sui piedi di Pellegrini al decimo del primo tempo, un paio di finte al limite dell’area, gli avversari che dondolano di qua e di la e la palla si arrotola elegante all’incrocio dei pali. È il suo primo gol in campionato (il terzo alla Lazio), pesantissimo e quel marpione di Ranieri in panchina sorride, come il popolo romanista, che aveva bisogno di un successo cosi lucente. Pellegrini avvia i giochi, Saelemaekers li delinea con il secondo gol. […] La Roma nel primo tempo e tanto di più della Lazio: per organizzazione, per la qualità nei calciatori, che portano a spasso la palla senza paura e sempre con criteri giusti. […]

Nella ripresa è un’altra Lazio, meno impallata e meno ansiosa rispetto ai primi quarantacinque minuti, di palle gol ne crea, la più clamorosa è nei piedi di Tchaouna, che inciampa sul pallone prima di scheggiare la traversa. […]

La Roma si immola alla sofferenza, ma si porta a casa il derby. La rissa finale, con Dovbyk che dalla panchina lancia il pallone, con l’espulsione di Castellanos (e un uomo di Ranieri), è solo cinema. Pessimo, questo sì.

(Il Messaggero)