Otto partite per centrare l’obiettivo. Sei big match: c’è un tabù da sfatare

Adesso viene il bello. Si fa per dire perché nelle prossime partite della Roma di bello c’è veramente poco. Otto partite per cercare di ottenere un posto in Champions League. Sei di queste contro Juventus, Lazio, Inter, Fiorentina, Atalanta e Milan. In rigoroso ordine cronologico. In mezzo la sfida col Verona dopo il derby e la trasferta di Torino all’ultima giornata. Di positivo c’è sicuramente il fattore Olimpico. Saranno cinque le gare in casa (considerando anche il derby). Ma i numeri negli scontri diretti delle ultime due stagioni e mezzo sono da brividi. Quest’anno è arrivata una sola vittoria: il 2-0 contro la Lazio firmato da Pellegrini e Saelemaekers. Per il resto 5 sconfitte e 4 pareggi con le più forti del campionato. L’anno scorso i giallorossi hanno raccolto solamente 12 punti contro le prime 9 in classifica. Un bottino misero che ha compromesso la rincorsa al quinto posto che consentiva l’accesso in Champions. (…) Dopo la sconfitta di Napoli – la prima di Claudio – la Roma ha piano piano cominciato a recuperare punti a tutte le big. È rimasta invariata solamente la distanza con l’Inter (15). Si è messa alle spalle il Milan che ora è a -5, mentre a fine novembre si trovava a +6. Sono 16 quelli ripresi alla Fiorentina, 15 alla Lazio. Quattro invece a Napoli e Bologna. E domenica c’è la sfida con la Juventus. I bianconeri sono passati da -12 a -3 e Dovbyk e compagni hanno l’occasione di agganciarli in classifica e mettere il muso davanti grazie agli scontri diretti a favore.

(Il Messaggero)

Gasp ha chiesto un’altra Roma

Conta più l’ambizione o l’identità? È ciò che nelle ultime settimane si sta chiedendo Gian Piero Gasperini, e in qualche modo la stessa Roma, vagliando i pro e i contro di un matrimonio che possa essere per entrambi d’amore e non di convenienza. Che la pubblica chiusura di Claudio Ranieri all’arrivo dell’allenatore dell’Atalanta sia stato un modo per proteggere il presente di entrambi i club, è noto a parecchi osservatori. Le parziali verità “finalizzate” (è vero che i tecnici non si parlano, ma sono in contatto grazie a intermediari) sono del resto parte integrante del calcio, e quindi il tecnico piemontese sa bene di essere in realtà ancora in corsa per la panchina giallorossa. (…) Gasperini ha piena consapevolezza che, se andrà via dall’Atatanta (e non è ancora detto che accada, visto che i Percassi stanno tornando alla carica per il rinnovo), per lui si materializzerà l’ultima chance di scudetto, e proprio per questo non intende fare gli stessi errori di accondiscendenza commessi nel 2011 durante la breve parabola interista. Questione d’identità, appunto.  Per questo – avendo chiaro come l’attuale rosa della Roma poco si adatti al suo calcio di aggressione, corsa e alta intensità – sa che occorre una ristrutturazione alla radice, in grado di portare a Trigoria sei-sette talenti giovani, non necessariamente costosi, ma capaci di seguirlo in ogni suo desiderio. Morale: è necessario fare spazio ai volti nuovi, salutando tutti quelli che non ritiene siano adatti al suo progetto tecnico. E gli addii farebbero rumore, perché Gasperini vuole rinunciare a giocatori come Dovbik, Dybala, Hummels, Paredes e Pellegrini, cioè tutta gente che finora ha rappresentato la vetrina giallorossa. (…) Le loro caratteristiche tecniche – non si attaglierebbero al gioco dell’artefice del miracolo Atalanta. Cosa che invece potrebbero fare Celik, Ndicka, Koné, Pisilli e Svilar. Sarebbero invece in bilico, ma non scartati, Abraham – se non restasse al Milan – Baldanzi, Mancini, Rensch e Cristante, anche se quest’ultimo è desiderio della società cederlo. Discorso diverso per Soulè, cu sui Gasp sarebbe disposto a lavorare (…)

(Il Messaggero)

Torna Celik. Rensch ancora out

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Celik punta la Juventus. Dopo la vittoria sul campo del Lecce targata Dovbyk e i due giorni di riposo concessi da mister Ranieri, la Roma si è ritrovata ieri a Trigoria per iniziare la preparazione del big match di domenica (ore 20:45) all’Olimpico contro la squadra di Tudor. L’osservato speciale è stato Celik, che venerdì scorso aveva svolto solo la prima parte di lavoro con i compagni e non era stato convocato per la sfida del Via del Mare. Il turco ha smaltito la lesione di primo grado del tendine congiunto del bicipite femorale della coscia sinistra e svolto l’intero allenamento con il resto del gruppo, saltando solamente la partitella finale. Un recupero fondamentale per Ranieri, il quale potrebbe impiegarlo sulla corsia di destra alla luce delle assenze dello squalificato Saelemaekers e degli infortunati Rensch (difficile il suo recupero) e Saud. Si è allenato regolarmente anche Dovbyk, che sabato era uscito per crampi subito dopo il gol vittoria. Dalle 10 di ieri, poi, è iniziata la prima fase della vendita dei biglietti per il Derby Lazio-Roma di domenica 13 aprile – dedicata agli abbonati Serie A 2024-2025. Non sono mancati i problemi tecnici sul sito Vivaticket, tanto che alcuni tifosi, dopo oltre un’ora d’attesa, non sono riusciti ad acquistare il biglietto. Il portale e andato in tilt, costringendo diversi sostenitori a ricominciare la coda virtuale. La prima fase terminerà alle 18 di domani, mentre l’eventuale vendita libera prenderà il via alle 12 di venerdì.

La Capitale ribaltata. Ranieri aggancio record: la Roma vede la Champions

Il solo pensiero di poter arrivare a competere per l’Europa sembrava un’utopia vera. Esattamente come l’idea di poter raggiungere o superare la Lazio in classifica. Domenica la Roma ha completato l’aggancio alla Lazio, con la speranza ora di mettersela anche alle spalle. (…)  A conti fatti, tor-nano in mente le parole di Mats Hummels di inizio gennaio, quando qualche giorno prima del derby il difensore tedesco disse: «Sono ancora convinto che si possa arrivare sopra di loro)». Una profezia che oggi risulta essere doldssima, ma che all’epoca fece pensare a più di qualcuno che Hummels fosse fuori di testa. O quantomeno un inguaribile ottimista. Anche perché prima del derby quei quindici punti di distacco erano ancora effettivi, reali. E sembravano davvero un solco incolmabile. (…) Da quello che succederà in queste otto partite dipenderà molto del futuro della Roma, anche a livello di scelta tecnica. Ranieri ha tolto dal piatto dei papabili allenatori Gian Piero Gasperini. Gasp avrebbe accettato di allenare anche un gruppo di ragazzi, ma di gente compatibile con il suo stile di gioco. E allora resta in piedi la candidatura di Stefano Pioli. Nelle retrovie, poi, Sarri e Montella, ma anche Italiano. (…)

(gasport)

Roma, affari d’oro per gli agenti: 17 milioni nel 2024

In casa Roma c’è un settlement agreement da rispettare. E i paletti finanziari fissati dalla Uefa sono molto stringenti. Un’evidenza resa pubblica dallo stesso Ranieri a più riprese. (…) Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo anche il calciomercato. E le sue regole. Fatte di agenti, intermediari e avvocati. Figure che hanno un costo. Spesso esoso. La Roma nell’ultima sessione estiva ha sborsato quasi 100 milioni di euro solo in cartellini dei calciatori. Spese a cui si aggiungono i 17 milioni di euro pagati nel 2024 per le commissioni degli agenti, nelle 32 operazioni di mercato concluse. Dati ufficializzati dal report annuale della Figc
che evidenziano un incremento dell’11,75% rispetto ai 15 milioni di euro spesi nel 2023 dai giallo-ossi. E pongono la Roma tra le “migliori” squadre d’Italia negli emolumenti ai procuratori. (…) Al vertice si trova la Juventus, con quasi 34 milioni di euro, seguita da Inter (24,7 milioni) e Napoli (18,1 milioni). A livello generale, le squadre di Serie A hanno versato complessivamente oltre 226 milioni di euro in commissioni agli agenti nel 2024, segnando una crescita del 2,7% rispetto all’anno precedente. Tornando al campo, la Roma si è ritrovata ieri per il primo allenamento settimanale in vista della sfida alla Juventus di domenica sera. La prima buona notizia per Ranieri arriva da Celik. Il terzino è tornato in gruppo e si candida per una maglia da titolare contro i bianconeri. (…) Celik che nelle ultime settimane si era messo in luce come braccetto nella difesa a 3. Un rebus che Ranieri cercherà di risolvere con gli altri calcia-tori a disposizione. Due le alternative possibili: l’inserimento di Hummels in difesa e lo sposta-mento di Celik sulla fascia, oppure adattare El Shaarawy come esterno di destra e lasciare il difensore turco nel pacchetto arretrato insieme a Mancini e Ndicka.

(La Repubblica)

Fattore Olimpico

IL TEMPO (L. PES) – Aria di casa. Cinque delle ultime otto partite di campionato, decisive per la corsa alla Champions e all’Europa League, la Roma le giocherà all’Olimpico. Formalmente saranno quattro gare casalinghe e quattro trasferte ma il derby del 13 aprile, ovviamente, cambia le carte in tavola. Juve, Lazio, Verona, Fiorentina e Milan (quasi tutti scontri diretti) dovranno provare a cercare fortuna nel fortino giallorosso dell’Olimpico dove sotto la gestione Ranieri il rendimento è tornato stellare. Dodici vittorie, un pareggio e una sola sconfitta, arrivata proprio all’esordio del tecnico capitolino in questa sua terza avventura romanista. Esattamente quattro mesi fa la Roma perdeva in casa con l’Atalanta, ma da lì in poi tra campionato e coppe il percorso è stato quasi netto. Soltanto il Napoli, allora capolista e oggi in lotta scudetto con l’Inter è riuscito a strappare un punto ai giallorossi. Domenica arriva la Juve ma i numeri dei big match casalinghi di questo campionato non fanno sorridere. Derby vinto a parte, infatti, la Roma ha totalizzato tre sconfitte (Inter, Bologna e Atalanta) e un pari nei confronti con le prime della clasifica. Un trend certamente da invertire contro i bianconeri, battuti l’ultima volta tra le mura amiche due anni fa grazie alla bordata di Mancini dalla distanza. Un solo precedente contro la Signora per Ranieri, che ha allenato dal 2007 al 2009 da allenatore della Roma: il successo per 2-0 del maggio 2019 firmato da Dzeko e Florenzi. La penultima gara all’Olimpico di quella stagione che la ama non riuscì a chiudere tra le prime quattro della classifica. Comunque imbattuto, Sir Claudio, nelle sfide ai bianconeri giocate quasi sempre a Torino. Il successo memorabile del 2010 con il gol nel recupero di Riise, il pari dell’anno successivo in campionato e la vittoria nei quarti di Coppa Italia grazie alle perle di Vucinic e Taddei. Sei anni dopo Ranieri ritrova la Juve da padrone di casa sapendo di non poter sbagliare. Le sette vittorie di fila che hanno ri-portato i giallorossi al sesto posto (e per ora anche sopra alla Lazio grazie al successo nel derby) sono una rarità ma ora arrivano gli scontri d’alta classifica che negli ulti-mi anni sono sempre stati il tallone d’Achille della Roma. Le gare con Juve e Lazio diranno se Mancini & Co. potranno davvero lottare fino all’ultima giornata per la Champions League. L’esperienza di Ranieri può aiutare a non fallire gli appuntamenti decisivi che in questi ultimi due mesi affolleranno il calendario romanista. La stanchezza della rimonta può farsi sentire, ma senza le coppe non c’è da mollare un centimetro.

La Roma dopo Ranieri scelga nella continuità

Se ci pensate, è paradossale – o almeno originale – quello che sta succedendo alla Roma. Già, perché -nella storia del calcio – è normale cambiare allenatore per mancanza di risultati.  (…) È inusuale, invece, che un tecnico amato dai tifosi, stimato dal club, gradito dalla squadra, sia comunque orientato, anzi di più, ad andarsene. È il caso di Claudio Ranieri, l’allenatore del momento e forse del secolo, considerando la sua impresa col Leicester, che ha deciso di dedicarsi ad altro. Ad una vita da dirigente. In cui sarà chiamato, dopo una vita sotto esame, a giudicare un collega in panchina. Certo è che nessuno, ma proprio nessuno, in questi cinque mesi avrebbe potuto far meglio. Perché Ranieri ha preso una Roma sull’orlo del precipizio, emotivo e non solo dal punto di vista della classifica. La situazione era infatti precaria, al limite della zona retrocessione, e con una situazione ambientale caldissima. Calciatori in crisi d’identità non solo di gioco, gente come Paredes in attesa di andarsene a gennaio, altri – e non solo Pellegrini – coperti di fischi all’annuncio di ogni formazione. Una società senza amministratore delegato, con un direttore sportivo sotto processo per la campagna estiva e un presidente lontano, lontanissimo. Non solo idealmente ma anche operativamente. Tanto da convincere Ranieri, profeta in patria, a prendere un aereo per andare a firmare il contratto a Londra. Una situazione insomma per certi versi incredibile. (…) Ad ogni conferenza, scatta la stessa domanda: a chi toccherà l’anno prossimo? E non c’è occasione in cui quel Signor allenatore, con la esse maiuscola, non accetti di spargere qualche indizio. Altri si sarebbero già stizziti da tempo, lui è capace di rispondere sempre con quella sua inconfondibile risata. Una firma d’autore. Come quella che dovrà apporre, su suo suggerimento, il nuovo tecnico. I nomi, addirittura, li ha fatti lo stesso Ranieri. Escludendo Gasperini (ma non sarà stato un depistaggio?) e tutti quelli che sono stati finora nominati. Di sicuro, però, si può provare a tracciare l’identikit del suo successore. Che dovrà essere – e potreste facilmente escludere qualcuno – talmente poco egocentrico da immaginare il rapporto con Ranieri dirigente come un valore e non come un fastidio. E soprattutto in grado di muoversi con personalità ma senza arroganza nel nuovo-vecchio ambiente. Perché Ranieri ha spiegato, senza troppi fronzoli, che nelle prossime due sessioni di mercato – a giugno e gennaio – bisognerà districarsi con molta attenzione. (…) Occorre dunque un uomo, prima ancora di un professionista, che raccolga l’eredità e abbia il buon senso (caratteristica fondamentale) di valorizzarla e non di disperderla. (…)

(gasport)

Celik in gruppo. Adesso a destra c’è una scelta in più

La bella notizia per Claudio Ranieri è che ieri si è riaggregato al gruppo il turco Zeki Celik. Con il suo rientro l’allenatore giallorosso ha una soluzione in più a destra, dove mancheranno Saelemaekers per squalifica e Rensch e Abdulhamid per infortunio. Ranieri avrà quindi due scelte: o schierare il turco a tutta fascia o mettere li uno adattato, da scegliere tra El Shaarawy e Soulé. leri si è allenato regolarmente anche Dovbyk, dopo i crampi di Lecce.

(gasport)

Spaccio in curva Sud: scacco a sei ultrà del gruppo Quadraro

LEGGO (M. ANT.) – Una vera e propria centrale dello spaccio organizzata da alcuni ultras nei bagni dell‘Olimpico di Roma, in curva Sud, durante le partite casalinghe di campionato dei giallorossi. Era quella l’occasione per effettuare «numerose cessioni di sostanza stupefacente del tipo cocaina», spiegano gli investigatori. A finire nelle indagini dell’antimafia sei persone, accusate di aver organizzato una filiera del traffico, fino alla vendita delle dosi allo stadio in occasione delle partite. Tra coloro coinvolti nelle indagini ci sarebbero il nipote del boss Senese e un minore. Nei loro confronti sono state effettuate delle perquisizioni. Gli indagati farebbero parte del Gruppo Quadraro, gli ex Fedayn, che occupano la parte centrale del secondo anello della curva. Le indagini, condotte dalla polizia e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura e dalla Digos capitolina, hanno riguardato numerosi incontri di calcio disputati dalla squadra giallorossa nel 2024 allo stadio Olimpico, da gennaio fino a maggio dello scorso anno. Per tre degli indagati la Digos ha notificato il decreto di fissazione dell’interrogatorio. Le dosi di cocaina passavano per la toilette, luogo in cui gli ultrà gestivano il trasporto della sostanza stupefacente, che correva poi lungo le direttrici della consegna, della detenzione, fino alla vendita al dettaglio durante i match della Roma all’Olimpico.

Graziani: «Pellegrini è triste. Panchina? Dico Pioli o Gasp»

LEGGO (T. BRANDI) – Francesco “Ciccio” Graziani. Uno di quelli per cui non servono presentazioni. Semplicemente un campione che ha scritto una pagina della storia del calcio italiano. Una carriera di successi e sconfitte, dallo scudetto col Torino nel 76 alla vittoria dei Mondiali nell’82 alla delusione in finale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool nella stagione 83/84, quando indossava la maglia della Roma. Ma d’altronde, è lui stesso a ribadire che «le sconfitte aiutano ad apprezzare maggiormente le vittorie». Campione con i piedi e, a quanto pare, anche con le mani. Di recente infatti Graziani ha partecipato al talent di cucina “Celebrity Chef”, arrivando secondo dietro il campione di rugby italo-argentino Martìn Castrogiovanni, con il quale condivide il progetto “Banca Generali Un Campione Per Amico”, presentato ieri a Roma.

Qual’è il rimpianto più grande della sua carriera?
«Senza ombra di dubbio – racconta Graziani – quella maledetta finale persa. Non tanto per non aver arricchito il mio palmarès, ma per non esser riuscito a regalare quell’immensa gioia al popolo giallorosso».
Torniamo al presente. Tra Allegri, Gasperini, Pioli e Fabregas, chi è il profilo giusto per allenare la Roma?
«Punterei su Gasperini. Ma a patto che abbia carta bianca e possa selezionare i giocatori. Ha bisogno di calciatori che ritiene adatti alle sue idee di calcio. Altrimenti, secondo me Pioli è l’identikit perfetto per allenare una squadra importante come la Roma.
Pellegrini sembra essere fuori dal progetto. L’Olimpico non è più la sua casa?
«Pensavo fosse il Gerrard italiano. Evidentemente non è un centrocampista di caratura europea. Mi dispiace perché lo vedo triste. Vuol dire che qualcosa non funziona».
Come valuta la stagione di Dovbyk?
«Non mi piace. È statico, prevedibile nei movimenti e usa solo il mancino. Preferisco gli attaccanti che giocano di più con la squadra, ma se continua a segnare dico “Viva Dovbyk”».
Diamo uno sguardo al presente: derby di Milano in Coppa Italia. Chi vede favorito?
«Credo l’Inter, ma occhio all’orgoglio del Milan».