SKY SPORT – Monchi, ex direttore sportivo della Roma e attualmente all’Aston Villa, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni dell’emittente televisiva e tra i vari temi trattati è tornato a parlare delle difficoltà incontrate nella sua esperienza giallorossa. Ecco le sue parole: “Portare i giocatori alla Roma non era facile, è un club grandissimo e che ha tanta pressione. L’Aston Villa sta diventando lo stesso perché stiamo crescendo tanto. Alla Roma non era semplice perché è una squadra dove devi arrivare a guadagnare sempre”.
Delvecchio: “I derby non li soffrivo, i tifosi della Lazio mi temevano. Champions? Il calendario è difficile. Se arrivano i ritocchi giusti la Roma può lottare per lo scudetto”
CORRIERE DELLO SPORT – Servirebbe un pool di psicanalisti per diagnosticare la sindrome di Marco Delvecchio, capace di overperformare nei derby come nessuno mai. Un incubo per la Lazio: persino Nesta perdeva la luce quando guardava la chioma di questo attaccante. Delvecchio ha segnato 9 gol su 17 derby giocati.
Beveva una pozione magica nella settimana più importante
“No. Semplicemente preparavo la partita con serenità. Ne conoscevo l’importanza, l’unicità, ma non la soffrivo”.
Forse perché non è romano
“Io sono romano”.
Sugli almanacchi continuo a leggere che è nato a Milano
“Si ma sono un milanese atipico. Mi sento più vicino ai romani nel carattere esuberante. Infatti quando sono arrivato alla Roma dall’Inter, ho chiesto subito di fermarmi. Dove lo trovi un altro posto così nel mondo?”.
La Roma le ha fatto gli auguri per il compleanno qualche giorno fa. Non sente il desiderio di rientrare a Trigoria?
“Ho ancora rapporti ottimi con la Roma. Ma sto bene così. Poi è chiaro, se ci fosse la voglia di collaborare su qualcosa io ascolterei la proposta”.
Domenica andrà allo stadio?
“No ma ci sarò la settimana dopo, per Roma-Verona”.
Tra i tanti derby quale ricorda con maggiore gusto?
“Il 3-1 con Zeman, nel 1999. Venivamo dalla stagione delle quattro sconfitte e avevamo pareggiato 3-3 all’andata. Segnai due gol io e uno Francesco. Quella vittoria fu liberatoria e cambiò anche la storia dei derby successivi. Ne avremmo vinti molti, dopo”.
Lei ha segnato 9 gol alla Lazio ma spesso giocava tornante
“È vero. Nell’estate del 2000, Capello viene da me in ritiro e mi domanda: vuoi vincere lo scudetto? Io rispondo: certo. Allora mi fa, devi giocare all’ala e correre avanti e indietro”.
Accettò la sfida?
“Per forza. Altrimenti in un attacco con Batistuta, Totti e Montella quante partite avrei giocato? Per me era importante esserci”.
Fu uno dei segreti dello scudetto. E uno degli incubi della Lazio
“Devo essere sincero: dopo i primi 2-3 gol nei derby, si respirava nell’aria che avrei segnato ancora. Se lo aspettavano i tifosi della Roma, che venivano a Trigoria a regalarmi le magliette celebrative. Lo temevano i tifosi della Lazio”.
E i difensori della Lazio? Ricordo Nesta con gli occhi terrorizzati a terra, prima di uno dei suoi gol
“Anche loro. C’era una bella aria di fatalismo che mi aiutava. Una congiunzione astrale, che devo dire. Una volta giocai il derby dopo quattro mesi di assenza per una fascite plantare. Avevo fatto solo un allenamento, la rifinitura: arriva la palla buona e gol”.
Chi può essere il Delvecchio della Roma?
“Spero Dovbyk. È stato molto criticato ma ha segnato al primo anno di Serie A gli stessi gol di Lautaro Martinez. Non mi sembra abbia fatto così male e io su un centravanti del genere imposterei la Roma del futuro. Tifo per lui, anche perché è mancino come me”.
Speranze di Champions?
“Onestamente poche. E molto passa da una vittoria domenica. Il calendario è molto difficile e alimenta i rimpianti per quello che poteva essere e non è stato, perché la Roma ha un organico di buonissimo livello”.
De Rossi, Juric, Ranieri. È stata una stagione tribolata
“Mi chiedo dove sarebbe ora la squadra se Ranieri fosse stato in panchina dalla prima giornata. Con tutto il rispetto, se mandi via De Rossi dopo poche partite non puoi chiamare Juric. Non era un profilo adatto alla Roma”.
Dal primo luglio a chi affiderebbe la panchina?
“A Ranieri”.
Ranieri non ne ha alcuna voglia
“Lo so ma sarebbe la scelta migliore. In alternativa mi auguro che venga ingaggiato un allenatore che conosce il campionato italiano. Meglio non inventarsi cose strane, perché ho una certezza assoluta”.
Sarebbe?
“Se arrivano i ritocchi giusti che colmano le lacune nell’organico, la Roma sarà competitiva già dall’anno prossimo”.
Per cosa?
“Per lo scudetto”.
I nodi degli stadi da Roma a Milano: confronto al Senato per una nuova legge
A Roma c’è il caso Pietralata per i giallorossi e Flaminio per la Lazio; a Milano quelli di Inter e Milan: l’ammodernamento degli stadi italiani procede lentamente fra mille difficoltà. Per discuterne, il prossimo 15 aprile, politici, avvocati, il mondo del calcio, architetti, si ritroveranno al convegno “Stadi intelligenti e sostenibili: verso una nuova era dello Sport in Italia” nella sala Zuccari di Palazzo Giustiniani al Senato. […]
(Il Messaggero Cronaca di Roma)
Caccia al gol
IL TEMPO (L. PES) – Dovbyk e poi? L’ucraino è l’unico giocatore in doppia cifra nella rosa della Roma, non solo tra gli attaccanti. I suoi sedici gol, rappresentano un vero e proprio unicum in una squadra in cui oltre agli attaccanti si segna davvero poco. I migliori marcatori dopo l’ex Girona sono Dybala e Saelemaekers e Shomurodov. Lo stesso Ranieri ha manifestato la necessità di aumentare la quota di gol all’interno del gruppo. Tutti i calciatori che si sono alternati nel ruolo alle spalle della punta hanno numeri bassissimi per quanto riguarda le marcature. Sia Soulé che El Shaarawy che Pellegrini, infatti, hanno segnato soltanto 3 gol in stagione, mentre Baldanzi è a 2. Non fanno meglio i centrocampisti, eccetto Pisilli. Rispetto alle scorse stagioni, i numeri positivi vengono dagli esterni. Difficile invertire la rotta nell’ultimo mese e mezzo di campionato quando ormai i meccanismi e le scelte del mercato sono radicate e soltanto con mosse oculate in estate si potranno aggiungere numeri importanti nella fase offensiva. Certo è che con tre competizioni fino a febbraio, portare un solo calciatore in doppia cifra è un segnale allarmante. Chissà se nel derby il tecnico proverà la soluzione a due punte. In ogni caso per questo finale di stagione servirà l’apporto di tutti.
Torna Rovella, Pellegrini e Belahyane si candidano
IL TEMPO (D. ROC) – La trasferta in Norvegia si è rivelata dura sotto ogni punto di vista per la Lazio, che torna da Bodo con un pesante passivo da ribaltare. Ma, prima del ritorno, c’è un appuntamento ancora più delicato: il derby di domenica sera contro la Roma. La squadra è rientrata nella Capitale in nottata e si ritroverà già nel pomeriggio a Formello per la classica seduta di scarico. Domani sarà invece il giorno della rifinitura, l’ultima tappa prima della stracittadina. Baroni potrà contare su diversi rientri importanti: torneranno a disposizione Rovella e anche i vari Pellegrini, Ibrahimovic, Provstgaard, Belahyane e Basic, tutti frimasti fuori dalla lista UEFA. L’ex centrocampista del Monza partirà titolare accanto a Guendouzi, mentre sulla trequarti ballottaggio aperto tra Dele-Bashiru e Dia. La certezza è che si rivedrà dall’inizio Castellanos. Gli esterni saranno di nuovo Zaccagni e Isaksen, con Noslin e Tchaouna in panchina. Pochi dubbi sul portiere: Mandas merita la conferma, difficile rivedere Provedel in una partita così delicata. La coppia di centrali davanti al greco dovrebbe essere composta da Gila e Romagnoli.
Roma, l’ultimo derby di Ranieri
Mancano due giorni al derby. Almeno per 48 ore a Trigoria si proverà a parlare solo di campo, lasciando da parte il futuro della panchina della Roma. La partita contro la Lazio, è a tutti gli effetti uno scontro diretto in chiave Champions League, in una bagarre che coinvolge, oltre alle due romane, Atalanta, Bologna, Juventus e Fiorentina. Ranieri sogna di chiudere il cerchio perfetto. Domenica per lui sarà l’ultimo derby della carriera e il tecnico proverà a non rovinare il suo record di cinque vittorie su cinque. Per farlo, si affiderà alla miglior Roma possibile. Oltre a Dybala, mancherà solo Saud, il resto tutti recuperati. […] L’unico dubbio riguarda Pellegrini, forse anche lui all’ultimo derby della carriera. Intanto sulla questione allenatore, sembra essersi aggiunto anche Patrick Vieira, normalizzatore del Genoa post Gilardino e che fa parte della stessa agenzia che segue anche Stefano Pioli. Ranieri ha ammesso che i giallorossi sono molto vicini alla scelta del nuovo tecnico e manca solo il via libera dei Friedkin. […]
(La Repubblica)
Dovbyk “re di marzo” si scalda per il derby
Dovbyk è stato eletto giocatore del mese di marzo della Serie A. Un riconoscimento ottenuto dopo i 3 gol in 4 partite. L’ex Girona non ha ancora fatto breccia nel cuore di tutti i tifosi romanisti, nonostante delle statistiche di tutto rispetto. […] Logico che con i problemi di quest’anno, l’ucraino si sia sentito spaesato, ma, ora gran parte della responsabilità dell’attacco è sulle sue spalle. […] Per sperare di arrivare in Champions, c’è bisogno di aumentare il numero di gol segnati. Con la Lazio, Dovbyk ha l’occasione per segnare ad una big e all’Olimpico non c’è mai riuscito. […]
Claudio Ranieri, che parla oggi alle 12:45, ha recuperato Rensch che ora gli offre una soluzione in più a destra. Sul fronte allenatore, alla lista si sarebbe aggiunto anche Patrick Vieira, che a fine stagione può svincolarsi dal Genoa. Ieri la società ha reso note le modalità per prenotare il posto all’allenamento aperto al pubblico che ci sarà giovedì prossimo alle 16 allo stadio Tre Fontane.
(corsera)
Roma, quando il casting è una corsa a ostacoli
La lista dei tre/quattro nomi, è stata recapitata da tempo ai Friedkin. Ora tocca alla proprietà scegliere l’allenatore della Roma. […] Non è stato un compito semplice per Claudio Ranieri, poiché non tutti i candidati erano disposti ad accettare l’incarico. Alcuni hanno ringraziato senza sentire la proposta, come Cesc Fabregas che però non lascerà così velocemente il Como, squadra di cui è anche azionista. […] Restando nel panorama spagnolo, Ranieri ha tentato anche Unai Emery, il pluridecorato vincitore dell’Europa League con il Villarreal e autore di un percorso splendido con l’Aston Villa. […]
Sicuramente la Roma, poi, ha contattato Gian Piero Gasperini, ma, si è poi esclusa la possibilità di assumerlo. Totti e i tifosi sognano Carlo Ancelotti, che potrebbe dire addio al Real Madrid. Sembra però una suggestione. Tra gli italiani liberi, invece, non risultano contatti con Allegri, Mancini e Sarri, mentre all’estero sarebbe disponibile Terzic. […] Non è da escludere Vincenzo Montella, che forse lascerebbe la Turchia solo per la Roma. Chi piace, e non poco, a Trigoria è Vincenzo Italiano che non ha ancora rinnovato con il Bologna e non si sa mai. […]
(corsport)
Carica Ranieri: le strategie oltre il derby
Claudio Ranieri è stato onesto: si sente al centro del progetto Roma, ma, vuole contare. Vuole avere un’influenza sulla proprietà e molte delle scelte dovranno passare da lui e Ghisolfi. […] Non ha fatto il nome, ma ha detto che il prossimo tecnico sarà un “buon allenatore”, non un top. Tra quelli usciti c’è Pioli, oppure un profilo straniero come Terzic, o Patrick Vieira. Il francese, ha lo stesso procuratore di Gourna-Douath, ma, rimane una grossa scommessa per una piazza come Roma. […] Alla lista bisogna aggiungere Vincenzo Montella, che a Roma tornerebbe di corsa. […] Sulla scelta dell’allenatore si gioca la partita di Claudio, che spera che venga scelto un nome della sua lista. […] Il mercato è già stato svelato: s9ervono attaccanti che facciano gol. I rinnovi di El Shaarawy e Shomurodov spostano poco.
Ora, però, Claudio è ancora l’allenatore della Roma e domenica c’è il derby. L’ultima chance per sognare ancora un posto in Champions League, cosa che cambierebbe lo scenario futuro. Ranieri sa che l’obiettivo è difficile da raggiungere, ma, una vittoria contro i rivali della Lazio, li rilancerebbe. Dopo aver vinto tutti i precedenti, Claudio si appresta a disputare il suo ultimo derby, il più importante.
(Il Messaggero
Quei “monumenti” ormai ai margini: ora Paredes rischia di essere l’unico
La Roma che si approccia al derby contro la Lazio, lo fa senza i suoi monumenti. Con Dybala infortunato e Hummels in panchina, è rimasto solo Leandro Paredes. La Joya ha purtroppo finito la stagione, sta lavorando ma domenica sarà in tribuna. Se all’andata ha giocato da protagonista, il ritorno il difensore tedesco rischia di guardarselo dalla panchina. […] L’ex Borussia Dortmund è in ballottaggio con Celik ed è uno dei dubbi che ha Ranieri. Scalpita invece Paredes che, dopo la panchina contro la Juventus, ha tanta voglia di essere in campo. […] Parlando di monumenti, chi rimane incompiuto è Lorenzo Pellegrini. Nel derby d’andata ci ha messo 10 minuti per sbloccare la sfida e, va a caccia del quarto gol contro la Lazio. Ranieri continua a credere in lui e in queste ultime 7 partite deve dimostrare di essere un giocatore da Roma. Chi è diventato leader e sarà sicuramente presente sarà Mancini, affiancato dall’insostituibile Ndicka. Devyne Rensch, invece, potrebbe essere un protagonista inatteso. L’olandese si è ambientato bene e potrebbe trovare spazio anche contro la Lazio sulla destra. Questa scelta potrebbe portare lo slittamento in avanti di Alexis Saelemaekers.
(Il Messaggero)