Piantedosi: “Vareremo misure per proteggere i nostri uomini”

«Siamo pronti a portare avanti ogni ulteriore misura per garantire l’incolumità dei nostri agenti». La decisa presa di posizione arriva dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi dopo la guerriglia tra ultras prima del derby di Roma. «Si susseguono i vergognosi attacchi di delinquenti contro le forze dell’ordine – ha detto Piantedosi -: a Milano per una manifestazione caratterizzata da danneggiamenti e aggressioni, a Torino in occasione di un rave abusivo, a Roma con ultras scatenati in violenze di ogni tipo. A fronte di questi comportamenti indegni e inaccettabili, le forze di polizia continuano a svolgere il proprio lavoro con equilibrio e professionalità, garantendo la sicurezza della collettività in condizioni molto difficili. A loro va la gratitudine e il sostegno del governo. Per questo, oltre al decreto-legge sicurezza appena varato, siamo determinati a portare avanti ogni ulteriore misura necessaria per garantire l’incolumità degli uomini e delle donne in divisa». […]

Il 5 gennaio scorso, per il derby d’andata, furono sequestrate diverse armi da taglio e mazze da baseball mentre un’auto era esplosa a Ponte Duca d’Aosta a seguito del lancio di una bomba carta. Le due tifoserie avevano provato a venire a contatto. Ci erano riuscite un anno prima quando il derby non si giocava ancora in notturna. Alcuni ultras della Roma – circa 200 – avevano lanciato bottiglie e petardi verso i tifosi laziali a Ponte Milvio. La Polizia aveva respinto a fatica l’assalto, ma la storia non è finita li. La “vendetta” biancoceleste si è consumata intorno alla mezzanotte, al Clover Pub di viale Angelico. Una decina di “tifosi” aveva fatto irruzione a volto coperto nel locale: gli ultras armati di bastoni avevano distrutto tutto quello che si sono trovati davanti ferendo gravemente un tifoso romanista di 30 anni.

(gasport)

Guerriglia prima del derby: ultrà contro forze dell’ordine, tredici poliziotti feriti

IL TEMPO (L. GARBATO) – È scoppiata una vera e propria guerriglia urbana ieri pomeriggio tre ore prima del fischio d’inizio del derby Lazio-Roma. Gli scontri sono avvenuti a Ponte Milvio verso le 17,30. In strada, con caschi, passamontagna, spranghe, pietre e bottiglie i tifosi biancocelesti e gli ultra giallorossi hanno aggredito le forze di polizia che hanno evitato che le due tifoserie entrassero in contatto. Il bilancio è stato di tredici poliziotti feriti
dal lancio di qualsiasi oggetto. Per riuscire a far tornare la calma è stato necessario l’intervento dei blindati che hanno attivato gli idranti per disperdere i teppisti che hanno messo a ferro e fuoco l’area intorno alla stadio Olimpico.

Durante i disordini, oltre a prendere di mira gli uomini in divisa, gli ultrà violenti hanno danneggiato a colpi di bastone anche le vetture che erano parcheggiate, spaccando finestrini e parabrezza. Non solo. Anche i motorini che erano in sosta sono stati buttati in terra e lasciati in mezzo alla strada. Dalla parte opposta di Ponte Milvio, in via Flaminia, un fumogeno è arrivato addirittura sul terrazzino di un palazzo dove era presente il proprietario, rimasto illeso solo per un colpo di fortuna. Un uomo, invece, che si trovava a Ponte Milvio al momento degli scontri si è sentito male, tanto che è stato necessario l’intervento dei sanitari del 118.

Tutto è iniziato quando un gruppo di circa 300 tifosi giallorossi da piazza Mancini ha
tentato di spostarsi verso l’area dedicata all’afflusso dei tifosi laziali, ma ha trovato lo schieramento degli agenti. Anche un gruppo di tifosi laziali avrebbe poi tentato di spostarsi verso l’area destinata al romanisti. In questi frangenti sono rimasti feriti poliziotti che erano in tenuta anti-sommossa, al centro tra circa 500 tifosi teppisti. Le prime scintille si sono accese anche intorno alle 16 in via Flaminia, dove alcuni sostenitori della Roma si sono scontrati con tifosi del Lipsia, storicamente legati ai laziali. Le due fazioni sono venute alle mani, utilizzando le cinture dei pantaloni come armi improvvisate. L’intervento della Digos ha evitato che la situazione degenerasse. Contro gli agenti sono stati lanciate bombe carta e petardi.

È in corso adesso l’attività della Digos per l’identificazione dei tifosi che hanno partecipato alla guerriglia. «Si susseguono i vergognosi attacchi di delinquenti contro le forze dell’ordine: oltre al Decreto legge sicurezza appena varato, siamo determinati a portare avanti ogni ulteriore misura necessaria per garantire l’incolumità degli uomini e delle donne in divisa», ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

“Una città, una maglia”: Di Bartolomei protagonista

IL TEMPO (F. BIAFORA) – «Una città, una maglia». La Curva Sud tira fuori l’ennesima scenografia carica di emozione e di passione per la Roma, la sua storia, i suoi simboli e la sua casacca. Poco prima del fischio d’inizio del derby il settore caldo del tifo giallorosso ha esposto una maxi-immagine di Agostino Di Bartolomei – indimenticata bandiera, che lo scorso 8 aprile avrebbe compiuto 70 anni senza quel maledetto gesto – e sotto a lui tre giocatori che indossano le maglie di Alba, Fortitudo e Roman, le tre squadre che nel 1927 si riunirono sotto un’unica effige, quella della Roma. A fare da contorno, distinti e curva laterale compresa, uno sfondo metà giallo e metà rosso composto da migliaia di cartoncini (nella mattinata di ieri era stato diffuso un comunicato con le rigide regole da seguire per non rovinare lo spettacolo) e dieci iconiche maglie giallorosse del passato. Il solito grande show intriso di romanismo.

Il pre-partita, almeno all’interno dello Stadio Olimpico, è trascorso in maniera piuttosto tranquilla, con gli spalti che si sono presto riempiti. Prima dell’inizio della contesa sono apparsi giusto un paio di striscioni. «Laziale Don Buro», la scritta esposta ricordando il film «Vacanze in America» e il personaggio di un giovane parroco ciociaro interpretato da Christian De Sica.

Oltre a quello, in sud e stata anche ricordata la sfida dell’andata e la vittoria per 2-0 in un momento difficilissimo per la Roma. E infatti spuntato uno stendardo che cita la copertina dell’album degli 883, il gruppo fondato da Max Pezzali e Mauro Repetto, «La donna, il sogno e il grande incubo». «La sconfitta, il falconiere e il grande incubo», la frase con cui è stata riadattata l’immagine, con tanto di abbraccio tra Pellegrini e Saelemaekers, autori dei gol della vittoria. Sullo sfondo anche il «Pippanera», luogo di fondazione della società biancoceleste.

Durante la partita, la solita sfilza di striscioni ironici e di sfottò, oltre ad una rivendicazione della supremazia del tifo nel quartiere Testaccio: «Per chi l’avesse dimenticato, fare l’ultras non è Radu», (per la vicinanza dell’ex giocatore alla Curva Nord), «Iban, ordine e spedizione, unica fede, unica passione», «Fai tanto il pittore, poi fai stampare il telone», «Pochi gruppi, pochi ultras… Voi infelici pochi» (parole che fanno il verso ad una vecchia scenografia laziale che citava il discorso di Re Enrico V con la frase: «Noi felici pochi»), «Bonifici tracciati… Per guadagni assicurati», «10/4/25, con Lotito non si Bodo a spese», «Noi controcorrente, voi conto-corrente», «Che brutto destino esse nati al Pippanera».

Insomma il solito derby, fatto di tanto amore per la propria squadra e di ironia per i tifosi dell’altra sponda del Tevere.

Ghisolfi: “Claudio mi sarà vicino. Allenatore? Serve passione”

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Archiviato il derby con la Lazio, la Roma inizia a pensare al prossimo appuntamento. Nel sabato prima di Pasqua, la squadra giallorossa sarà di nuovo protagonista all’Olimpico (ore 20:45) contro l’Hellas Verona. Da capire se Paulo Dybala deciderà di sostenere in compagni direttamente dalla panchina, come accaduto nella sfida di ieri sera.

Pochi istanti prima dell’inizio del derby della Capitale, Florent Ghisolfi è intervenuto al microfoni di DAZN e ha chiarito il ruolo di Ranieri a partire dalla prossima stagione: «Sarà un consigliere sportivo, vicino a me e alla proprietà. Vogliamo una dirigenza che lavori insieme». Il direttore sportivo francese non si è sbilanciato sul fronte allenatore: «Cerchiamo un tecnico che abbia la stessa passione per il nostro progetto. Un progetto grande, con il centenario nel 2027 e il nuovo stadio forse nel 2028. Deve esserci un allineamento tra me, Ranieri e la società. Ne sono rimasti pochi, stiamo valutando le ultime scelte».

Ghisolfi, invece, ha rivelato le intenzioni della Roma per quanto riguarda il futuro di Saelemaekers: «Alexis sta bene qui e vuole restare. Anche noi vogliamo trattenerlo».

Ranieri s’accontenta: “Mi prendo il punto”

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Pari e patta. La magia di Soulé, alla prima rete allo stadio Olimpico, ha evitato la sconfitta alla Roma nel derby. Ranieri chiude il suo bilancio nella stracittadina da imbattuto, ma manca l’appuntamento con il sesto successo in altrettanti confronti con la Lazio. «Mi sarebbe piaciuto chiudere con un’altra vittoria» ha dichiarato dopo la partita il tecnico testaccino, poco soddisfatto per l’approccio iniziale della sua squadra: «Avevo chiesto di andare in profondità e, invece, tornavamo sempre indietro. Questo aspetto non mi piace. La Lazio ha avuto qualche occasione in più, però mi prendo questo pareggio».

Sir Claudio deve ringraziare Soulé per l’imbattibilità nei derby: «Se parte dall’esterno, Soulé può prendere la Roma per le mani. Nel secondo tempo è stato molto più ficcante. E’ un ragazzo che ha dei colpi importanti, il futuro è suo perché ha tutto per esplodere».

Uno dei dubbi della vigilia riguardava la possibilità di vedere una Roma in campo con il doppio centravanti. «So che con due punte slamo più verticali – ha spiegato l’allenatore giallorosso – se poi devo cambiare qualcosa non ho giocatori da inserire lì davanti. E’ il mio unico freno».

In panchina contro la Lazio c’era anche Dybala, che ha voluto essere vicino ai propri compagni di squadra in una sfida cosi importante. «Paulo è un leader, in campo e nello spogliatoio» ha precisato Ranieri.

Subito dopo il triplice fischio, ha parlato anche Matias Soulé: «Sono contento per il mio gol, meno per il risultato finale. Volevamo la vittoria». Il premio di man of the match è finito nelle mani di Svilar, decisivo ancora una volta con i suoi interventi: «Penso che la parata sul colpo di testa di Romagnoli sia stata la più difficile. Avrei preferito non ricevere questo premio e conquistare i tre punti». Il portiere giallorosso è consapevole di quanto sia complicato, adesso, raggiungere l’obiettivo Champions: «Il risultato è giusto per quello che si e visto. E sempre meglio pareggiare che perdere, ma questo punto non ci aiuta in classifica. Dobbiamo guardare avanti perché ci sono altre sei finali».

Svilar e Soulé salvano la Roma, Champions più lontana

Prima Svilar, poi Soulé. E ancora Svilar. Alla Roma sono serviti i miracoli del portiere e una perla dell’argentino per recuperare la Lazio e pareggiare il derby. Il belga ha tenuto in piedi la baracca giallorossa per tutta la partita, sia nel primo tempo con tre interventi decisivi su Romagnoli e Isaksen (due volte). E poi a fine partita, alzando il muro davanti all’assalto dei biancocelesti.

Secondo pareggio consecutivo per la Roma dopo quello contro la Juventus che spegne, forse definitivamente, i sogni Champions, con il quarto posto lontano cinque punti. Ranieri rovina il suo record, non vincendo il suo ultimo derby della carriera. Persa l’Europa dei grandi, da adesso il focus del senior advisor sarà inevitabilmente più rivolto alla prossima stagione. Perché sono tante le decisioni da prendere. A cominciare dal nuovo allenatore. […] Nella short list restano Pioli e Montella su tutti. Italiani e d’esperienza, come richiesto dall’allenatore testaccino. La decisione finale è in mano al presidente Dan Friedkin.

Ranieri dovrà iniziare a fare anche le valutazioni sul comparto squadra. Si partirà dalle certezze. E la prima porta il nome di Mile Svilar. […] Il rinnovo di contratto è lontano. Il club giallorosso deve fare in fretta, perché il mercato attorno al belga incombe. Con diversi club inglesi, più il Bayern Monaco, pronti all’assalto questa estate. Serve un’offerta importante, che certifichi la centralità di Svilar nel nuovo progetto Roma e convinca il portiere a sposare il progetto.

Valutazioni che dovranno coinvolgere, inevitabilmente, anche i senatori. Su tutti Lorenzo Pellegrini, che sembra sempre più ai margini del progetto tecnico della prossima stagione. […]

(La Repubblica)

Ranieri: “Siamo stati bravi a riprenderla, ma male per un tempo”

Il pareggio serve quasi a niente alla Roma in ottica Champions League, ma almeno consente alla formazione di Ranieri di rimanere in corsa per un posto in Europa e di portare a 16 il numero delle gare consecutive senza sconfitte in campionato.

«Siamo stati poco propositivi nel primo tempo, avevo chiesto di andare in profondità e per questo avevo messo le ali. E’ stato un derby nervoso, la Lazio ha avuto più opportunità e noi abbiamo fatto meno: mi prendo il pareggio. Ultimo derby da imbattuto? Mi sarebbe piaciuto chiudere con un’altra vittoria ma lo sport è questo. Quando smetterò mi mancherà l’Olimpico pieno». […]

Se la Roma è riuscita a tenere il pareggio, gran parte del merito è stato di Svilar. «E’ un risultato giusto, peccato perché volevamo vincere: è meglio pareggiare che perdere, però alla fine con questo punto ci facciamo poco. La parata più difficile è stata quella del primo tempo su Romagnoli perché non ho visto la palla arrivare. Avrei preferito non vincere il premio di migliore in campo, ma la partita. Volevamo regalare una vittoria al mister, con questo punto non andiamo avanti in classifica, ora però ci sono altre sei finali».

(corsera)

Lazio e Roma, riso amaro. Derby, alla fine un pareggio che non fa felice nessuno

Nessuno è perfetto, ma Claudio Ranieri è riuscito a non perdere il suo ultimo derby dopo averne vinti 5. La Lazio — visto che Svilar è stato per distacco il migliore in campo — è andata più vicina ai tre punti ma un po’ di imprecisione e una giocata «dybalesca» di Soulé hanno inchiodato il risultato finale sull’1-1. Un pareggio che non serve a nessuno per la corsa ai posti Champions ma, come diceva Buffon, a volte sono meglio due feriti che un morto. […] La Roma conferma la sua difficoltà negli scontri diretti e prende ancora una volta un gol da palla ferma. Un difetto grave in un calcio fatto di dettagli, soprattutto adesso che non ha Dybala e non lo avrà fino al termine della stagione. […]

Ranieri si mette a specchio con l’avversario e schiera la Roma con un 4-2-3-1: Angelino fa il terzino sinistro e davanti a lui gioca Saelemaekers, che per tutta la stagione era stato schierato a destra. Parte meglio la Lazio, con la Roma che sembra fotocopiare l’andamento lento della giornata precedente contro la Juve. […] Dovbyk non tiene un pallone, Lorenzo Pellegrini non trova mai la posizione giusta. Il dato degli expected gol spiega bene la qualità della partita proposta all’Olimpico: 0,26 per la Lazio e 0,05 per la Roma. Una specie di record al contrario. È stata una scelta di Ranieri, magari aspettando un calo degli avversari nella ripresa dopo le fatiche in Europa League? Oppure la Roma, dopo la lunghissima rincorsa, adesso è in calo fisico? […]

La Roma comincia a giocare solo quando è passata in svantaggio. Mancini, disastroso in difesa, fa bene il centravanti e impegna Mandas nella parata più difficile della sua serata.
[…] Per il pareggio serve una genialata di Soulé, che si accentra e fa partire un sinistro da lontano: il pallone tocca la traversa, rimbalza oltre la riga di porta e poi torna in campo. La goal line technology aiuta l’arbitro e si riparte da capo. La Roma prova a vincerla, ma le occasioni vere capitano ancora alla Lazio. […]

(corsera)

Flaminio, la furia degli ultrà. Danni e paura per i residenti

Hanno alzato le campane del vetro davanti a ponte Milvio e le hanno utilizzate come arsenali di bottiglie da lanciare contro gli agenti. Insieme con sassi, sampietrini, mattoni, chiavi inglesi e tanti altri oggetti. I segni sull’asfalto di via Flaminia, come anche i parabrezza sfondati delle auto parcheggiate, sono la testimonianza diretta della violenza del raid di ultrà romanisti ieri pomeriggio per scontrarsi con i rivali laziali prima del derby. In mezzo a loro poliziotti e carabinieri che li hanno respinti a caro prezzo: tredici agenti feriti. […]

Digos e Nucleo informativo dei carabinieri indagano per identificare i responsabili dell’assalto al cordone di sicurezza, soprattutto sulla base dei numerosi filmati degli scontri a piazzale Cardinal Consalvi e, dall’altra parte del ponte, a piazzale di ponte Milvio, dove è dovuto intervenire l’idrante per disperdere i violenti. Un laziale fermato per accertamenti, un altro tifoso assistito perché colto da malore. Cassonetti incendiati in viale Pinturicchio, tafferugli anche vicino piazza Mancini, luogo di ritrovo giallorosso, dopo che
500 ultrà romanisti avevano attraversato al contrario ponte Duca d’Aosta per arrivare a ponte Milvio, quartier generale laziale. […]

Da accertare il coinvolgimento negli scontri anche ultrà stranieri, inglesi del West
Ham, tedeschi del Lok Lipsia (quelli del tifoso con la maglia di «Hitlerson» di qualche anno fa) e bulgari del Levski Sofia con i laziali, croati della Dinamo Zagabria e greci del Panathinaikos con i romanisti. […]

Il segretario Domenico Pianese parla di poliziotti feriti «colpiti alle gambe da lanci di sassi e altri coinvolti dallo scoppio di numerose bombe carta. Non è tollerabile che ogni evento sportivo diventi un fronte di guerra per le forze dell’ordine. Il derby di sera è una scelta che aumenta i rischi, complica il lavoro degli agenti e protegge chi vuole creare caos. Non si possono assecondare logiche tv a scapito della sicurezza».

(corsera)

Ranieri: “Mi mancherà questa sfida. Ma che bello non aver mai perso…”

Sperava di chiudere con un altro successo, il sesto su sei. Deve invece accontentarsi di non aver perso il suo ultimo derby, che comunque conta qualcosa eccome. Alla fine Claudio Ranieri si prende il punto, perché «potevo star meglio ma potevo stare anche peggio».
Alla fine, come contro la Juventus, Ranieri ha recuperato la partita con le due punte. Ma questa voleva vincerla davvero. “Al sesto successo ci ho pensato prima e dopo la partita – dice il tecnico giallorosso – Da tifoso è bellissimo finire da imbattuto, anche se mi sarebbe piaciuto chiudere con un’altra vittoria. Ma il calcio è questo, a volte ti regala cose belle e altre meno. Bisogna saperlo accettare. Cosa mi mancherà del derby? L’Olimpico pieno, una cosa che ti coinvolge e ti riempie di pathos. Perdere l’ultimo derby mi sarebbe dispiaciuto anche per quello che voglio fare nel futuro della Roma”. […]

(gasport)