Roma-Frattesi, Inter alleata

[…] Davide Frattesi e la Roma, una storia infinita e chissà, forse un nuovo capitolo tutto da scrivere dopo quello chiuso nelle giovanili e quello mai aperto due estati fa, quando Tiago Pinto preferì prendersi il 30% della sua cessione all’Inter anziché riportarlo nella Capitale. […] Se proprio Frattesi dovesse chiedere la cessione, e fin qui non lo ha fatto direttamente, la Roma in Serie A sarebbe la candidata preferita a cui venderlo. Costo del cartellino per i Friedkin (non provocatorio): 45 milioni. Attenzione però: la notizia delle ultime ore è che sono trattabili […] E allora se il Napoli in questo momento è naturalmente defilato, i giallorossi stanno ragionando attentamente sull’operazione. Lo hanno fatto ufficialmente con l’Inter una ventina di giorni fa con un primo sondaggio. E lo stanno facendo adesso con l’agente di Frattesi, Giuseppe Riso, che ieri ha incontrato Ghisolfi a Milano per parlare del ragazzo ma anche di Cristante, altro suo assistito, che adesso è sceso nelle gerarchie e dopo sette anni non è più titolare. Potrebbe finire nella trattativa, o meglio, potrebbe essere un aiuto all’Inter per cedere Frattesi […] Di certo l’unica possibile è quella con il prestito con obbligo di riscatto (la stessa che farebbe il Napoli, con pagamento biennale). Magari aggiungendo qualche milione in inverno e saldando il conto in estate, quando la Roma avrà chiaramente un budget diverso contando anche su qualche cessione […]

(Corsport)

Pellegrini verso la conferma tra i titolari

Per la gara di domani (ore 18, diretta tv su Dazn e Sky, arbitro Abisso) Ranieri avrà a disposizione tutta la rosa a eccezione di Cristante che però “non avverte più dolore, la caviglia non si gonfia più e presto dovrebbe tornare a correre“. Sempre in gruppo Pellegrini e Celik, con il capitano che dovrebbe giocare la seconda consecutiva da titolare dopo il gol nel derby. Ranieri potrebbe mandare in campo gli stessi 11 che hanno cominciato contro la Lazio in uno stadio in cui la Roma non fa risultato dall’1-5 del 13 dicembre 2020 con Paulo Fonseca in panchina […].

(Corsera)

PELLEGRINI: “La Roma è casa mia. Ranieri mi capisce. Mai pensato di andare via. Dopo Bruxelles parlai a Hummels”

GAZZETTA DELLO SPORT – Lorenzo Pellegrini, il capitano della Roma, ha rilasciato un’intervista al quotidiano sportivo. Ecco le parole del numero 7 giallorosso, protagonista nell’ultimo derby con il gol che ha deciso il match.

Come si sta dopo aver deciso un derby?
Bene, anche se era già qualche settimana che stavo bene. Nel senso che si è parlato forse anche un po’ troppo del mio umore. Era normale che fossi arrabbiato, le cose non stavano andando bene per tutti noi. E di questo ho parlato con il mister, anche se con lui non c’è neanche bisogno di parlare. Mi conosce bene, sotto alcuni aspetti ci assomigliamo e questo gli permette di capirmi. Lui è stato eccezionale, ha ridato a me, alla squadra e alla città quella serenità di cui avevamo bisogno”.

Ranieri ha sempre parlato bene di lei, ma poi non la faceva giocare. 
Abbiamo sempre avuto un bel rapporto, quello di chi non dice troppe cose ma…. Per esempio, la famosa chiacchierata prima della Lazio è durata in tutto due minuti. Poi ci siamo abbracciati. Era una cosa che sentivo: gli voglio bene, lo stimo come persona prima ancora che come allenatore. Qui ha rimesso a posto un po’ tutte le cose. Poi è normale che si possano incontrare delle difficoltà, ma con lui ora ci sembra tutto più giusto”.

Con i tre gol nei derby sta diventando un po’ l’incubo della Lazio. A quale è più legato dei tre? 
Il più bello dal punto di vista estetico è quello su punizione, forse anche il più bello della mia carriera. Lì non ero sicuro di calciare, poi Mancini mi ha detto: ‘Lore, mettila’. E io l’ho messa. La rete in questo derby e quella di tacco sono invece più importanti. Questo non c’è neanche bisogno di spiegare perché, ma anche il primo è arrivato dopo un periodo un po’ complicato. E da lì siamo ripartiti”.

Dopo il gol si è battuto a lungo il petto, sullo stemma. Che
significato aveva quel gesto lì?
A volte mi sembra che la mia riservatezza, il mio essere silente venga un
po’ travisato, come se la personalità sia solo far casino. Per me non è così,
la personalità è essere se stessi. Era un gesto per dire che questa per me è
una società speciale, è casa mia. Non ci sarà mai un giorno in cui Pellegrini
darà qualcosa in meno per la Roma. Era solo questo. Al di là di ciò che si dice
su di me e su altri miei compagni, chi ci conosce sa che veniamo a Trigoria per
fare il bene della Roma: che sia giocare, andare in panchina, anche lavorare
per ritrovare il sorriso e poi rigiocare. L’impegno è sempre massimo, perché
per me questa è una maglia molto speciale”.

La gente al derby è tornata ad acclamarla, i fischi sono solo un
brutto ricordo?
Di questo sono contento, ho vissuto un momento difficile. Se un tifoso mi
fischia perché gioco male ci sta, ma se succede a inizio partita perché
qualcuno crede che io abbia fatto cose che non ho fatto, questo un po’ mi
dispiace. Ma va bene uguale. vado avanti lo stesso. Quando Ranieri è arrivato
non ero triste ma arrabbiato, perché le cose non stavano andando bene. E
siccome io alla Roma ci tengo, quella situazione mi faceva male. E come quando
torni in famiglia e capisci che qualcosa non va…».

Lei è uno che interiorizza sempre tutto. Avere un carattere diverso
l’avrebbe aiutata?
È vero, se le cose non vanno per il verso giusto ci sto male. Sono uno
molto autocritico e sempre pronto a chiedere a me stesso cosa posso fare in più
per gli altri. A volte però dovrei scindere l’uomo dal calciatore. Il
calciatore dovrebbe sempre giocare con leggerezza, l’uomo non ci riesce. E
avere un altro carattere mi avrebbe aiutato. lo non sono uno che riesce ad
esternare ciò che è con tutti, quanto ci tiene a una cosa. Ma sono uno leale. E
se dico che ci tengo alla Roma, è così. Altrimenti non lo direi”.

Per la Roma ha rinunciato anche a un Europeo poi vinto dall’Italia.
Se n’è mai pentito?
No, mai. lo penso sempre molto a ciò che faccio e quando torno a casa e
mi lavo i denti devo essere contento di chi sono. Quella fu una non scelta, non
ho mai messo in dubbio di non giocare quel derby. Quell’anno non eravamo ancora
riusciti a vincere contro le squadre che ci stavano sopra. Quella era
un’opportunità, non un problema. Mi sono preso le mie responsabilità, per me
era importante giocare quel derby e vincerlo. E ci siamo riusciti”.

Essere una persona riservata l’ha penalizzata?
Non è una colpa essere fatto in un certo modo o in un altro. C’è chi riesce a liberarsi delle cose più velocemente e a viverle con maggiore leggerezza. Ma ognuno ha i suoi tempi per metabolizzare e trovare una soluzione. Ranieri questo l’ha capito: sa come sono fatto, mi era stato vicino anche a settembre. Il mister sa chi sono, mi capisce e questo mi dà serenità. Lui ti sa dire la cosa giusta al momento giusto. Mai troppo né troppo poco., E questo la differenza, soprattutto nei momenti di difficoltà“.

Totti ha detto che, oltre a essere un capitano vero, lei è anche una
persona onesta. Nel calcio è meglio essere onesti o ruffiani?
Dipende da come sei fatto, a me peserebbe di più guardarmi allo specchio
e non essere felice di chi sono come persona. Ho sempre pensato che la persona
viene prima del calciatore. Mi piace stare in famiglia, che poi è il mio
equilibrio. Li capisci davvero quali sono le priorità della vita”.

Lei finora ha segnato 55 gol con la Roma, a 63 c’è De Rossi. È
pronto a un piccolo sgarbo?
Per il rapporto che abbiamo Daniele non si arrabbierebbe se lo
superassi…Quando venne qui il primo giorno mi chiese di parlargli della
situazione e mi disse: “Qualsiasi cosa succeda, sappi che ti voglio un
bene dell’anima. Ma voglio più bene a me stesso, alla mia famiglia e alla
Roma”. Ho apprezzato, lui è uno trasparente, ti dice sempre la verità. Ho
avuto la fortuna di essere allenato da grandissimi allenatori, ma lui non me
l’aspettavo così pronto. Invece è stato fantastico, per me farà una carriera
meravigliosa: è un uomo top, una persona ambiziosa, ha la capacità di non
guardare in faccia nessuno e ha idee di calcio. Per me già adesso è un
grandissimo allenatore”.

Le partite finora sono invece 302, per entrare nella top ten
giallorossa deve arrivare alle 325 di Perrotta. Il che vuol dire dover andare
avanti nelle coppe. La Roma può arrivare fino in fondo?
Con Ranieri abbiamo ritrovato la via, siamo più positivi guardando al
futuro. Ora dobbiamo solo lavorare e pensare gara per gara, mettendoci
l’elmetto, come dice il mister. Con lui siamo più agguerriti, ci trasmette la
voglia di dare tutto. Mi piacerebbe da morire riprenderci ciò che ci è stato
tolto a Budapest. Di certo lotteremo fino alla fine per provarci“.

Il momento più bello e quello più brutto da quando è tornato alla
Roma.
Facile, le due coppe. La Conference è storia, rimarrà lì per sempre. Era
un sogno, anche con la mia famiglia, che è tutta romanista. Difficilmente penso
che rivivrò un’emozione così: era il primo trofeo, da capitano, una gioia che
non sarebbe raggiungibile neanche con altri trofei perché quello era il primo.
Il più brutto Budapest. A inizio partita guardavo i miei compagni e vedevo che
stavamo bene. Abbiamo fatto 35′ fantastici, lì mi dicevo: “Segniamone un
altro che ne facciamo tre”. Eravamo perfetti. Poi abbiamo visto tutti cosa
è successo…“.

La Conference l’ha alzata da capitano. Ma in tutti questi anni la fascia le ha mai pesato?
Assolutamente no. Giocare, segnare, fare gol e ritrovarsi con sé stessi e
con la piazza a volte è stato complicato. Ma come ho detto, sono uno che si è
sempre preso le sue responsabilità, sia nei momenti belli sia in quelli brutti.
Per me la fascia è sempre stata un vanto, un orgoglio, una responsabilità che
dura tutta la settimana, non solo la domenica. Ecco, a volte forse sono più
bravo ad aiutare gli altri che me stesso. Cerco sempre di essere importante per
i miei compagni, di aiutarli nelle difficoltà“.

Del resto di recente l’ha ricordato anche uno come Hummels…
Andai a parlargli dopo Bruxelles, dove giocò Cristante difensore
centrale. Mi dispiaceva vederlo giù, gli dissi solo: “Mats, per qualsiasi
cosa io ci sono”. Lui è un ragazzo eccezionale e si è sempre comportato da
campione qual è. Era giusto stargli vicino“.

Spalletti invece all’ultimo giro l’ha lasciata fuori dalla
Nazionale. Quanto è dentro il progetto azzurro?
Con il mister ho un buon rapporto umano. Ho capito quando non mi ha
chiamato, sono uno obiettivo. Ci sta, si va avanti. Ma lui mi ha sempre fatto
sentire dentro, rendendomi partecipe del progetto. Spalletti è un allenatore
che ti migliora come giocatore e io sono contento di poterlo fare. Quando non
giocavo mi ha detto di insistere, lavorare. E per me è importante farlo:
allenarsi bene è un’opportunità, perché poi sai che quando il mister ti dà
un’occasione puoi dimostrare di esserci. Cosa che è successa…“.

Tre aggettivi per descriverla come uomo?
Buono, perché fondamentalmente lo sono. Poi testardo: anche se penso che posso sbagliare preferisco farlo con la mia testa che non fare la cosa giusta on quella di un altro. Infine leale, se ti devo dire qualcosa te lo dico. Non mi interessano nomi, vestiti o chi sei. Io do rispetto a tutti, ma mi aspetto altrettanto“.

La Roma non vince fuori casa da 16 partite. A Bologna domani si va
per vincere?
Sì, è il momento di invertire la rotta. È inaccettabile che una squadra
come la Roma non vinca fuori da così tanto tempo, 16 partite sono quasi un
campiona to intero. Ovvio che giocare all’olimpico ci dà una carica diversa. Ma
ora dobbiamo dimostrare personalità anche lontano dai nostri tifosi“.

Anche per far contenti i Friedkin…
In questi mesi è stato tutto molto più difficile anche per loro. Ma ogni
volta che abbiamo modo di parlarci, lo facciamo sempre per un qualcosa riferito
alla Roma, per il bene del club. È importante avere una presidenza che ci tenga
davvero. Perché la Roma non è un club come gli altri: se ti compri la Roma, ti
compri Roma tutta“.

Ma lei in passato ha mai pensato di andare via?
No, mai. Di momenti duri ne ho vissuti tanti, ma anche di meravigliosi.
Ma non sono uno che scappa. Credo che davanti alle difficoltà uno si debba
assumere le sue responsabilità. Ed è quello che il mister mi ha letto negli
occhi prima del derby. Qui un momento normale diventa bello, uno bello diventa
meraviglioso e uno negativo diventa un disastro. Roma è questa, vive di
passione. E io questa passione qui me la vivo al cento per cento

Per chiudere, se il prossimo anno arrivasse il suo “idolo”
Montella che sensazione le farebbe?
Sarebbe curioso, da piccolo facevo l’attaccante ed esultavo come lui, poi
me lo sono ritrovato come allenatore nelle giovanili. Lo stimo tanto. Ma su
queste cose non metto mai bocca, non decido io. Al contrario di ciò che si è
detto in passato…“.

 

Francesco Totti abbandonato anche da Cristian Volpato: l’avventura da procuratore è da dimenticare

Anche l’ex giallorosso Cristian Volpato, ora al Sassuolo, lascia l’agenzia di Francesco Totti. Secondo quanto riferito dal sito del quotidiano, il giocatore ha deciso di interrompere il rapporto con la CT10 Management e ora il parco calciatori dell’ex capitano e dirigente della Roma vale solo 735 mila euro. In precedenza avevano lasciato l’agenzia anche Retegui, Caprari, Kalimuendo e Laurienté.

(repubblica.it)

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Ma che Casms state facendo

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Como si sperava fosse un’eccezione, invece, il divieto per i tifosi residenti a Roma è stato ribadito anche per le trasferte di Bologna e di Udine. Lo ha deciso il CASMS e accolto dal prefetto di Bologna. Una decisione sanzionatoria non si sa per cosa, visto che al derby c’è stato un daspo per un tifoso laziale e che l’ordine pubblico ha funzionato. […] Una decisione anti-costituzionale che vieta alle persone di muoversi e che misura il basso grado di civiltà del paese. Non si danno soluzioni, si vieta. […] Non si capisce che nel calcio il tifo è la soluzione, non il problema, un’emozione non si blocca ma la si deve vivere. […] Forse in questi tempi virtuali senza sentimento, di trasmissioni tv da vomito, di pochi esempi puri, è giusta la decisione del Casms. […]

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Contucci: “È anticostituzionale, pronto il ricorso”

IL TEMPO (M. CIRULLI) – Lorenzo Contucci, avvocato penalista ed esperto delle vicende della tifoseria della Roma, commenta la decisione del prefetto di Bologna di vietare la trasferta ai romanisti residenti nel Lazio al Dall’Ara.

Siamo di fronte ad una situazione ai limiti dell’incostituzionalità?
“Si. Si Sta trasformando il CASMS nel giudice sportivo delle tifoserie. Per vietare la presenza dei tifosi in trasferta, è necessario che quella partita sia a rischio. In Inghilterra nessuno si sognerebbe di vietare una trasferta”. 

Si può fare ricorso?
“Lo stiamo facendo insieme a un collega di Udine”.

Le tempistiche?
“Bisogna agire con rapidità, ma i costi per un ricorso al TAR sono significativi. Servirebbe un organo rappresentativo dei tifosi all’interno di ogni società, difficile che i singoli tifosi possano organizzarsi da soli per intraprendere azioni legali”. 

Si è chiesto il divieto anche per la partita di Udine, quanto è probabile?
“Di solito il prefetto si allinea pedissequamente alle indicazioni dell’Osservatorio. La situazione con il Bologna poteva anche essere più comprensibile, visto che non c’è un rapporto particolare tra le tifoserie, ma il discorso per Udine è diverso”. 

Svilar: “Resto”. Frattesi spera

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Mile Svilar giura amore alla Roma. Dopo mesi in cui si è discusso tanto del rinnovo del contratto è lo stesso portiere a fare chiarezza sul proprio futuro: “L’attuale accordo non scade tra tantissimo, però secondo me c’è ancora tempo per parlare. Ci incontreremo molto presto. Io sto nella Roma, sto molto bene, mi piace tutto qua. Io ho ambizioni forti e grandi, però con questo club”. […] L’ex Benfica, acquistato da Tiago Pinto guadagna poco meno di un milione di euro e il suo contratto sarà rivisto a rialzo dopo l’exploit avuto dal portiere. […] E intanto con Ghisolfi e Vitale volati a Milano per alcuni impegni in Lega, si sono riaccese le voci su Davide Frattesi. […] Da giorni da parte sua c’è il grande desiderio e la speranza di un ritorno alla Roma. A complicare il trasferimento è però la richiesta nerazzurra: 45 milioni di euro. Il suo agente, Beppe Riso, sta cercando una strada per accontentarlo. […] Nel frattempo a centrocampo, con la posizione di Pellegrini ben salda dopo la rinascita nel derby, si è già materializzato il primo addio. Le Fée ieri mattina ha infatti salutato tutti a Trigoria per andare al Sunderland. Per averlo, i Black Cats hanno accettato un prestito gratuito con diritto di riscatto a 24 milioni, che si trasformerà in obbligo in caso di promozione in Premier League. […]

Tifosi a casa: vietate 4 trasferte

Il Comitato di Analisi per la Sicurezza delle manifestazioni sportive ha preso una decisione drastica: niente trasferte per i tifosi di Roma e Lazio. Una restrizione che coinvolge ben 4 partite: Bologna-Roma, Hellas Verona-Lazio, Udinese-Roma e Cagliari-Lazio. Viene quindi vietata dei biglietti ai residenti della regione Lazio. Questa stretta punta a prevenire nuovi episodi di violenza. La decisone arriva dopo i recenti scontri avvenuti al derby. […] Fin dalle prime ore della giornata, le due fazioni hanno cercato lo scontro. […] Il bilancio della giornata è stato pesante. Oltre all’uso massiccio di petardi e fumogeni, alcuni gruppi sono riusciti ad entrare senza tagliando. Le tensioni sono poi proseguite dopo la partita, con aggressioni varie. […] A rendere ancora più preoccupante il quadro, il ritrovamento un vero e proprio arsenale nei pressi dell’Olimpico.

(La Repubblica)

Vertice con l’Inter per Frattesi: Cristante nell’operazione per convincere i nerazzurri

Il mercato della Roma si accende. Dopo aver ceduto Enzo Le Fée al Sunderland, i giallorossi vanno in all-in su Frattesi. Ieri a Milano, c’è stata una riunione tra Florent Ghisolfi e Giuseppe Riso, agente del centrocampista dell’Inter. Un appuntamento per parlare della fattibilità del trasferimento dell’ex Sassuolo nella Capitale. Il calciatore vuole andare via dall’Inter già da gennaio e ha messo la Roma tra le possibilità. I nerazzurri, però, non sono disposti a fare sconti e il prezzo fissato è 45 milioni di euro. […] I giallorossi nell’operazione vorrebbero inserire anche il cartellino di Bryan Cristante per abbassare le richieste. […] Questa è la prima idea di Ghisolfi per arrivare a Frattesi. […]

(La Repubblica)

Il Casms vieta la trasferta di Bologna

Strascichi da derby. Il Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive, CASMS, ha vietato la vendita dei biglietti ai residenti nella Regione Lazio per Bologna-Roma di domenica alle 18. […] È solo una parte del prezzo da pagare per gli incidenti tra ultrà avvenuti domenica scorsa. Le restrizioni interessano anche Hellas Verona-Lazio, Udinese-Roma e Cagliari-Lazio. […] Dalle riprese prese a bordo campo sono uscite altri retroscena del derby con protagonisti Dybala e Guendouzi. Poi Paredes che dice a Rovella: “Bambino, stai zitto! Vattene via! Hai giocato due partite e parli?”.

(corsera)