L’oro di Roma

IL TEMPO (L. PES) –  La grandezza di chi non vuole i complimenti anche quando sa bene di meritarseli. Quella modestia, non falsa, ma consapevole che appartiene ai migliori. Lo fa spesso Claudio Ranieri, soprattutto nei post partita e soprattutto quando vince, cosa che gli riesce particolarmente bene da tre mesi a questa parte. Rifiutare i complimenti e lasciarli per i calciatori. Ma dopo la quinta vittoria consecutiva in campionato (non accadeva da otto lunghissimi anni in Serie A) e una serie di dodici risultati utili consecutivi che dura dal 15 dicembre qualche complimento dovrà pure incassarlo. Un lavoro enorme, quello partito il 14 novembre 2024 quando dopo un incontro a Londra con i Friedkin ha firmato un accordo importante con la Roma, da allenatore prima (fino a giugno) e da dirigente poi. Un lavoro partito da due sconfitte contro Napoli e Atalanta. L’allenatore ha valorizzato molti calciatori che ora possono tornare utili anche in chiave mercato dalla zona retrocessione lonta-na appena due punti fino al settimo posto conquistato al Castellani che inserisce i giallorossi in piena lotta per un posto nelle coppe europee. Un percorso lungo, fatto di alcune cadute (Como, Alkmaar e Milano in Coppa Italia, forse l’unico vero neo della gestione del tecnico di San Saba) ma nel quale a Ranieri è riuscito l’impensabile. Dai sorrisi riportati a Trigoria fino all’entusiasmo ritrovato dell’Olimpico. Dalla ricerca iniziale di un undici titolare competitivo fino al coinvolgimento di tutta la rosa con un turnover inaspettato ma efficace. E poi la valorizzazione di tanti calciatori che in molti neanche con-sideravano più utili alla causa. Celik e Shomurodov sono l’emblema di come un allenatore possa riuscire a trarre il meglio da chiunque, creando un gruppo forte, unito e facen-do sentire tutti importanti. Carota e bastone, esclusioni e complimenti, un po’ come ha fatto con Soulé. L’argentino è rimasto a lungo a guardare col tecnico che lo bacchettava in conferenza stampa, ma ora è diventato un titolare aggiunto. Tre gol nelle ultime quattro di campionato e due gare decise proprio dai suoi lampi. Al Castellani come al Tardini l’ha decisa l’ex Juve. Successi anche lontano dall’Olimpico sono tornati ad arrivare. Quattro consecutivi e gli ultimi tre senza subire gol. Un’inversione di rotta importante per il presente quanto per il futuro. Ranieri ha sgomberato il terreno per il suo successore. Ha tolto le scorie e valorizzato la rosa intera anche in chiave mercato. Ora, finalmente, la Roma è tornata grande e appetibile.

Ranieri meglio di Liverpool e Bayern. Da gennaio nessuno come la Roma

LEGGO (F. BALZANI) – Sindaco, imperatore, addirittura futuro Papa. Ovviamente con la sana ironia del tifo romanista. Il secondo miracolo giallorosso di Ranieri ha conquistato tutti e portato la Roma a una rimonta molto simile a quella vista nel 2009. In queste sedici gare con Sir Claudiosono stati recuperati 13 punti alla Fiorentina, 7 al Milan e alla Juve e 5 al Bologna. Dalla paura retrocessione si è passati alla zona Europa con il sogno 4° posto che si è riacceso all’improvviso e un’Europa League ancora in ballo. Nel 2025 con 26 punti nessuno ha fatto meglio nei 5 campionati top del vecchio continente: più di Liverpool, Bayern, Psg (25 punti), Barcellona (21) e Real Madrid (19). Una rinascita che riguarda anche i singoli: da Dybala a Paredes passando per Angelino, Baldanzi, Shomurodov, Celik e Soulè decisivo ad Empoli. «Non mi aspettavo nemmeno io di fare così bene», ha ammesso il tecnico. Il paradosso è che Ranieri non sarà in panchina il prossimo anno. L’allenatore ha ribadito anche ai Friedkin la voglia di spostarsi dietro la scrivania, a raccogliere la pesante eredità potrebbe essere Sarri. Per impreziosire l’opera Ranieri è chiamato giovedì a difendere il vantaggio con l’Athletic in un San Mames che si preannuncia bollente e senza Celik che ha rimediato una lesione al tendine congiunto del bicipite femorale della coscia sinistra. Il turco starà fuori fino a dopo la sosta, una perdita importante nello scacchiere giallorosso. Al suo posto Ranieri dovrebbe impiegare Rensch favorito su Hummels mentre a centrocampo c’è l’intenzione di formare una diga formata da Konè, Paredes e Cristante. In attacco tornerà Dybala che ieri si è sottoposto a una visita di controllo per la contusione rimediata all’andata. Ieri l’argentino non si è allenato in gruppo, ma la sua presenza a Bilbao non sembra in dubbio.

IL PUNTO DEL LUNEDÌ – D’UBALDO: “Una striscia di risultati che ricorda la Roma del 2010” – TRANI: “A prescindere da chi va in campo, la squadra segue Ranieri”

Dodici risultati utili consecutivi per la Roma di Claudio Ranieri, che ci mette 22 secondi per battere l’Empoli grazie ad un gol di Matias Soulé. I giallorossi vincono ancora e adesso sognano l’Europa. Sulle colonne del Corriere dello Sport, Guido D’Ubaldo ricorda come questa striscia di risultati, ricordi quella fatta dalla Roma del 2010, sempre con lo stesso Ranieri in panchina: “Una striscia di risultati che ricorda molto da vicino quella del 2010 sempre con Ranieri in panchina, quando la Roma sfiorò lo scudetto”. Ugo Trani, invece, si concentra sull’atteggiamento della squadra, che segue il suo allenatore: “La Roma segue Ranieri, a prescindere da chi va in campo”.


Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.


A. POLVEROSI – CORRIERE DELLO SPORT 

Ranieri rispetto alla gara di giovedì ne ha cambiati nove, belli, freschi, pimpanti e subito in partita. Subito vuol dire dopo 22 secondi. Prima irruzione nella metà campo dell’Empoli, primo attacco e gol di Soulé. […] Dodicesima partita senza sconfitte, quinta vittoria di fila, quarta consecutiva in trasferta e dall’inizio di gennaio è la squadra che nei primi 5 campionati ha fatto più punti. […] La Roma sta crescendo in maturità, consapevolezza, ora conosce bene le sue risorse. […] Partite come queste servono anche per riportare Pellegrini al suo livello. Ieri sera si è di nuovo impadronito del ruolo di capitano e di colui che tiene insieme la squadra. […]


G. D’UBALDO – CORRIERE DELLO SPORT

A Empoli è arrivata la quinta vittoria consecutiva grazie ad un gol di Soulé dopo 22 secondi. Sono state almeno cinque le occasioni per raddoppiare, con due legni di Shomurodov e Koné. Quando è arrivato Ranieri la Roma era in zona retrocessione, adesso può sognare l’Europa. Da quando c’è lui solo il Liverpool ha avuto un rendimento migliore in Europa. Una striscia di risultati che ricorda molto da vicino quella del 2010 sempre con Ranieri in panchina, quando la Roma sfiorò lo scudetto. […] Una volta portata la Roma fuori dai guai, l’allenatore ha lavorato per far crescere tutti i giocatori della rosa. […] In quattro mesi il tecnico ha rivoltato la Roma come un pedalino e ha restituito un valore patrimoniale all’organico. Adesso tutti i giocatori sono utili alla causa e ieri Ranieri ha potuto cambiare nove giocatori rispetto a quelli che giovedì avevano battuto l’Athletic Bilbao. […]


U. TRANI – CORRIERE DELLO SPORT

Ranieri sbraccia e urla: è inquadrato in piedi davanti alla panchina sotto la pioggia. È l’immagine di chi vuole essere sicuro di migliorare il raccolto della Roma, cominciato dopo il ko a Como. […] Claudio è spontaneo nella richiesta, facendo riferimento alla sua età, ai suoi 73 anni. Pensa al suo cuore e non solo di tifoso giallorosso. Avrebbe evitato molto volentieri di soffrire dal ventiduesimo secondo del primo tempo. […] La Roma segue Ranieri, a prescindere da chi va in campo.


T. CARMELLINI – IL TEMPO

La Capitale ride, o sorride dopo il successo della Roma. […] Intanto nel pomeriggio in Toscana, i giallorossi di Ranieri hanno centrato il quinto successo consecutivo, continuando una scalata incredibile che l’ha vista risalire dal -4 alla zona retrocessione fino al settimo posto in classifica. Partita senza storia che la Roma non ha chiuso ed è stata costretta a giocarla fino all’ultimo minuto. […] Calma e gesso, perché dopo la sosta i giallorossi avranno un calendario terribile che li metterà di fronte a tutte le prime della classe: ora c’è bisogno di far cassa in vista dell’inevitabile salita che arriverà ad aprile. […]


T. DAMASCELLI – IL GIORNALE

[…] A proposito di nervi, chi ha cambiato la cronaca della Roma è Claudio Ranieri che resta un professionista equilibrato. Non strilla, non si dispera, non insulta, non riempie taccuini, però, essendo un vecchio “risultatista”, non fa tendenza. Ma fa la classifica, la Roma scavalca Fiorentina e Milan ed è settima.

I VOTI DEGLI ALTRI – Soulé “migliore in campo”, Pellegrini “in crescita”, Hummels “annulla le punte dell’Empoli”

Alla Roma bastano 22 secondi per battere l’Empoli di D’Aversa. I giallorossi sbloccano il risultato alla prima azione, ma poi, non riescono a chiuderla nonostante un dominio assoluto. Migliore in campo Matias Soulé (7.29): “Dopo quello di Parma, fa un altro gol da tre punti. La sensazione è che ora giochi libero mentalmente, in campo fa ciò che vuole e vederlo è un piacere. Migliore in campo” (Il Romanista).

Ottima anche la prestazione di Lorenzo Pellegrini (6.79). Il capitano della Roma disputa una grande gara e va anche vicinissimo al gol: “In giornata up, corre e zompetta come un grillo, dal primo all’ultimo minuto. Stop di fino, assist, giocate, finalmente, alla Pellegrini. Peccato per il gol sbagliato nel primo tempo: ha cercato il colpo in contro-tempo alla Rivera, ma è stata un’illusione. In crescita” (Il Messaggero). Partita gigantesca anche di Mats Hummels (6.64): “Qualche volte si specchia un pò troppo con delle giocate rischiose, riuscendo però ad essere davvero un regista aggiunto. Annulla le punte dell’Empoli” (Il Tempo).

LA MEDIA VOTI DELLE PAGELLE DEI QUOTIDIANI (La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport,  Il Messaggero, Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Tempo, Il Romanista)

Svilar 6.14
Nelsson 6.21
Hummels 6.64
Ndicka 6.36
Saud 6.00
Paredes 6.57
Koné 6.93
Salah-Eddine 5.86
Soulé 7.29
Pellegrini 6.79
Shomurodov 6.07

Rensch 6.17
Angelino 6.14
Cristante 6.00
Dovbyk 5.50
Baldanzi 6.33

Ranieri 7.14


LA GAZZETTA DELLO SPORT

Svilar 6
Nelsson 6
Hummels 6,5
Ndicka 6
Saud 6,5
Paredes 7
Koné 6,5
Salah-Eddine 6
Soulé 7
Pellegrini 6,5
Shomurodov 7

Rensch 6
Angelino 6
Cristante 6
Dovbyk 6
Baldanzi SV

Ranieri 7,5


IL CORRIERE DELLO SPORT

Svilar 6
Nelsson 6
Hummels 6,5
Ndicka 6,5
Saud  6,5
Paredes 7
Koné 6,5
Salah-Eddine 6
Soulé 7
Pellegrini 7
Shomurodov 6

Rensch 6
Angelino 6
Cristante 6
Dovbyk 5,5
Baldanzi SV

Ranieri 7


IL MESSAGGERO

Svilar 6
Nelsson 6,5
Hummels 6,5
Ndicka 6,5
Saud  5,5
Paredes 6,5
Koné 7,5
Salah-Eddine 5,5
Soulé 7,5
Pellegrini 7
Shomurodov 6

Rensch 6
Angelino 6
Cristante 6
Dovbyk 5,5
Baldanzi 6

Ranieri 7,5


IL CORRIERE DELLA SERA

Svilar 6
Nelsson 6
Hummels 7
Ndicka 6,5
Saud  6
Paredes 6,5
Koné 7
Salah-Eddine 6
Soulé 7,5
Pellegrini 7
Shomurodov 6,5

Rensch 6,5
Angelino 6
Cristante 6
Dovbyk 4
Baldanzi 6,5

Ranieri 7


LA REPUBBLICA

Svilar 6
Nelsson 6
Hummels 6,5
Ndicka 6,5
Saud  6
Paredes 6
Koné 6,5
Salah-Eddine 6
Soulé 7
Pellegrini 6
Shomurodov 5,5

Rensch SV
Angelino 6,5
Cristante SV
Dovbyk 6
Baldanzi SV

Ranieri 7


IL TEMPO

Svilar 6,5
Nelsson 6,5
Hummels 6,5
Ndicka 6,5
Saud  5,5
Paredes 6,5
Koné 7
Salah-Eddine 5,5
Soulé 7,5
Pellegrini 7
Shomurodov 5,5

Rensch 6,5
Angelino 6
Cristante 6
Dovbyk 5,5
Baldanzi SV

Ranieri 7


IL ROMANISTA

Svilar 6,5
Nelsson 6,5
Hummels 7
Ndicka 6
Saud  6
Paredes 6,5
Koné 7,5
Salah-Eddine 6
Soulé 7,5
Pellegrini 7
Shomurodov 6

Rensch 6
Angelino 6,5
Cristante 6
Dovbyk 6
Baldanzi 6,5

Ranieri 7

 

Empoli-Roma, la moviola dei quotidiani: Di Bello senza problemi in una sfida senza gialli

La Roma vince ancora. I giallorossi battono anche l’Empoli e si riavvicinano pericolosamente alle zone dedicate ai piazzamenti europei. L’arbitro della gara è stato Marco Di Bello (media voto 6,25), che si è ritrovato a dirigere una gara in cui non c’è stato il bisogno di cartellini gialli.


IL CORRIERE DELLO SPORT – VOTO 6

Partita sotto controllo per Di Bello: nessuna difficoltà né dal punto di vista tecnico né dal punto di vista disciplinare. L’arbitro è stato facilitato dalla mancanza di episodi in area ed ha chiuso il match con 22 falli e 0 cartellini gialli. Nessun dubbio sulla regolarità del gol di Matias Soulé. Unica situazione al limite è l’intervento di Grassi su Koné e su cui resta il dubbio del cartellino. […]


IL ROMANISTA – VOTO 6,5

Partita sin troppo semplice per Di Bello. […] La partita è rimasta correttissima e l’arbitro non è mai dovuto intervenire, finendo la gara senza sanzioni. Unico errore il pestone subito da Koné. Grassi calpesta la caviglia del francese e Di Bello, con la visuale sgombra, ha lasciato giocare. […]


IL TEMPO

Di Bello, porta a casa bene Empoli-Roma, gara senza particolari grattacapi. L’arbitro tiene una soglia uniforme per tutto il match e applica qualche vantaggio da una parte all’altra. Nei primi 45′ non emergono troppi problemi. Nel secondo tempo il gioco viene spezzettato ma tutti i fischi sono corretti. Lamentele da parte dell’Empoli per un fallo non fischiato nel finale ad Hummels, ma, il tedesco è pulitissimo nell’intervento. […]

“Il finale? Ho una certa età… Non molliamo”

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Bastone e carota. Ancora una volta. «Sono una persona di una certa età, non mi possono far stare sul chi va là fino alla fine. Ero convinto di far bene con questa Roma, anche se non così tanto. Abbiamo giocato con grande determinazione e spirito di sacrificio». Ranieri, che sta facendo trottare la Roma ad un ritmo forsennato, continua ad usare carezze e bacchettate per il suo gruppo, anche dopo la vittoria per 1-0 in casa dell’Empoli. Un successo che poteva essere molto più rotondo con maggiore precisione sotto porta e che nel finale ha rischiato anche di trasformarsi in una beffa incredibile. Il tecnico giallorosso però non può che essere soddisfatto per l’ennesimo risultato positivo, con la squadra che, nonostante le grandi rotazioni e gli impegni infrasettimanali europei a drenare energie, sta avendo un ruolino di marcia da schiacciasassi. Dal suo arrivo dopo l’esonero di Juric sono dieci le volte in cui sono stati portati i tre punti a casa, su un totale di 16 partite in A. E nelle ultime 10 è imbattuta, con 8 vittorie, 2 pareggi, 19 reti realizzate e appena 6 subite. Numeri che, se proiettati sull’intera stagione, metterebbero la Roma nella lista delle squadre che rincorrono l’Inter per contenderle lo scudetto.

E su questo Ranieri non può che dar meriti ai giocatori, bravi a seguirlo in tutto e per tutto: «Ho messo ragazzi che sapevo avessero fame di giocare, ho lasciato chi aveva speso tantissimo in campo e adesso possiamo preparare la gara di Bilbao. Mi è piaciuta tutta la squadra, ma i cavalli si vedono all’arrivo. Stiamo facendo bene, sono contento ma ci mancano tanti piccoli particolari difficili da mettere a punto. Quando giochi con una squadra che lotta per non retrocedere devi dare tutto fino all’ultimo. È un peccato non averla chiusa, ma non si può allenare il cinismo». Passando ai singoli l’allenatore ha cercato di rincuorare ShomurodovEra dispiaciuto, ma ci ha risolto tante partite»), elogiato HummelsMi è piaciuto molto») ed ha punto qualcuno, senza farne il nome: «C’è chi ha giocato per sé stesso. Ma non dico chi è». Altro tema su cui si è soffermato è quello relativo a Pellegrini, per cui ha speso importanti parole di stima: «Il capitano ci ha deliziato, soprattutto nel primo tempo. Ha sempre giocato per la squadra, facendo una gara di quantità e di qualità. Io gliel’ho detto che non è lui a essere cambiato, ma io dovevo cercare cosa non andasse in lui. Il fatto è che ora gli arbitri hanno cambiato modo di arbitrare e lui è rimasto un po’ indietro in questo. Non si deve fermare».

E Pellegrini sta apprezzando i consigli paterni di Ranieri: «Sono contento del rapporto che ho con lui, sa la stima che ho di lui e sa quanto sono contento che sia arrivato a darci una mano. Non c’è dubbio che io cerchi di migliorare in qualsiasi cosa lui mi chieda». Un’unione di intenti che tutti riescono a vedere sul campo, dove la differenza tra titolari e riserve è stata quasi del tutto annullata.

Soulé meglio di Totti: “Mai stato tanto veloce”

Il gol di Soulé, realizzato dopo soli 22 secondi, è il più veloce segnato dalla Roma in Serie A dal 2004-05, superando anche Francesco Totti. “Non avevo mai segnato un gol così veloce, sono contento perché è servito per portare a casa la vittoria, ma dovevamo fare più gol“, ha dichiarato l’argentino, già proiettato alla sfida di Bilbao.

Anche Hummels ha parlato della partita e del rapporto con i tifosi: “Grazie ai tifosi, sembrava di giocare in casa. È tutto cambiato rispetto a qualche mese fa, c’è una grande unità di intenti con i tifosi e all’interno del gruppo, stiamo raddrizzando la stagione“. Hummels ha poi espresso la sua fiducia in vista del match contro l’Athletic: “Possiamo vincere la coppa. A Bilbao sarà una grande partita contro un avversario molto forte: ci sarà un’atmosfera bellissima, dovremo lottare contro 11 giocatori più i tifosi. Noi siamo una squadra dura da battere, quindi sarà difficile anche per loro ma vogliamo dimostrare di meritare il passaggio del turno”.

(corsera)

Bruno Conti: “Dribbling, tacchi, finte quanto mi sono divertito. La Roma unico amore”

LA GAZZETTA DELLO SPORT – In occasione del suo 70° compleanno, Bruno Conti, leggenda della Roma, si è raccontato in una lunga e toccante intervista, ripercorrendo i momenti più importanti della sua carriera e della sua vita. Tra aneddoti, ricordi e emozioni, Conti ha parlato del suo amore per la Roma, dei suoi compagni di squadra, dei successi e dei rimpianti.

Di seguito, alcuni estratti dell’intervista:

Bruno, 70 anni di cui 50 passati nella Roma. Due traguardi…

“Sono l’uomo con la più lunga militanza in giallorosso da calciatore, allenatore e dirigente: un grande orgoglio”.

Cosa è stata la Roma per lei?

“Cosa è: tutta la mia vita. Ancora oggi quando sento gli inni di Venditti, Fiorini e Conidi mi emoziono, mi viene la pelle d’oca. Ho passato due anni al Genoa per farmi le ossa in prestito, avendo come maestro Simoni, ma non ho mai pensato di lasciare la Roma, neanche quando Maradona ogni volta che ci incontravamo mi diceva “vieni a Napoli”. Mio padre, romanista fino al midollo, non me l’avrebbe mai perdonato”.

Ricorda il primo allenamento con la Roma?

“Certo c’erano De Sisti, Cordova, Di Bartolomei, ma mister Liedholm chiamò me, un ragazzino, per mostrare un gesto tecnico: “Bruno fai vedere lo stop di interno”, “Ora di esterno…”. Liedholm, mi ha insegnato tanto e mi ha lasciato libero di esprimermi. Io andavo a destra, a sinistra, dribblavo e lui non mi ha mai ingabbiato o chiesto sacrifici, ma solo di sfruttare la mia fantasia. Chi mi mandava a quel paese era Bomber Pruzzo: “E dai ‘sta palla…”, io mi divertivo a fare finte e lui era costretto a liberarsi due tre volte dal suo marcatore prima che lo servissi. Ma quando gli arrivava il cross, era quasi sempre gol”.

La Roma di Liedholm degli anni ’80 è stata la più forte di sempre?

“La più forte non lo so, la più bella penso di sì. Era elegante, dominante, ci divertivamo a giocare. Nell’anno dello scudetto il Barone si inventò Di Bartolomei libero, due terzini mancini, Nela e Maldera. Falcao, Ancelotti, Prohaska, io, Pruzzo. Difendeva solo Vierchowod. L’anno dopo arrivarono Graziani e Cerezo. E pensate se avessimo avuto anche Rocca”.

(…)

Chi è stato Dino Viola?

“Un visionario, creò la Roma pezzo dopo pezzo. Era tutti i giorni a Trigoria, appena nasceva un problema lo risolveva e la sera faceva il giro a spegnere le luci lasciate accese”.

Il tempo che passa regala ricordi felici ma anche grandi dolori.

La perdita di Agostino Di Bartolomei è una ferita che non si rimarginerà mai. Era il mio idolo, il mio capitano. Prima che accadesse l’irreparabile avevo organizzato una partita al palazzetto dello sport per un ex compagno sfortunato. Vennero tutti i ragazzi dello scudetto, Agostino era lì con noi e suo figlio Luca. Rideva, era normale. Non ci siamo accorti del suo disagio, se solo avesse parlato, chiesto aiuto. Io non riesco ad accettarlo: Ago, perché?”.

(…)

Finita la carriera è stato responsabile del settore giovanile, scovando una infinità di talenti.

“Il primo anno presi Pepe, Bovo, Aquilani e il mio fiore all’occhiello di sempre, Daniele De Rossi. La lista negli anni è lunghissima. E quante plusvalenze… Romagnoli, Bertolacci, Caprari, Politano, Frattesi, Scamacca, Calafiori, Pellegrini, Zalewski, Bove, Pisilli”.

Quanto le spiace che Totti non sia nella Roma?

“Tantissimo, lui è la storia della Roma”.

Guardando indietro: a chi deve dire grazie?

“Ai miei genitori che hanno cresciuto sette figli facendo mille sacrifici. Mi hanno trasmesso i valori veri della vita. E poi a mia moglie, i miei figli e i miei nipoti, che mi sono stati vicino in un momento difficile, fortunatamente alle spalle”.

Le va di parlarne?

“Due anni fa mi hanno diagnosticato un tumore al polmone. Devo ringraziare il mio medico di famiglia, il dottor Camilli, che si è accorto subito della mia tosse persistente e il professor Rendina del S. Andrea per le cure che hanno funzionato. E non dimentico il presidente Dan Friedkin che voleva portarmi a sue spese negli Stati Uniti: conservo le sue affettuose lettere. Ora però sto bene, gli esami sono tutti a posto. E posso dire che mi è riuscito un altro dribbling…”.

La squadra di Valverde fa 1-1 in casa. Out Sancet

L’Athletic Bilbao frena in campionato, pareggiando 1-1 in casa contro il Maiorca e interrompendo una serie di tre vittorie consecutive. Un risultato che permette comunque ai baschi di mantenere il quarto posto in classifica, con un vantaggio di 5 punti sul Villarreal.

(…) L’Athletic, che ha faticato a creare occasioni da gol, è riuscito a pareggiare grazie a Nico Williams, che ha sfruttato un cross di Gorosabel. Nonostante l’assedio finale, il Maiorca è riuscito a difendersi con ordine.

In vista della sfida di ritorno contro la Roma, restano dubbi sulle condizioni di Sancet, assente nella partita contro il Maiorca. (…) Come Ranieri, anche Valverde ha fatto ampio turnover, cambiando otto giocatori rispetto all’ultima formazione. (…) Nonostante i cambi, l’Athletic non è riuscito a conquistare i tre punti. Il San Mamés, si preannuncia caldo, anche se non come l’Olimpico. Giovedì sarà diverso.

(Messaggero)

Gemma Soulé: “A Bilbao una guerra”

IL TEMPO (M. CIRULLI) – Gli bastano 22 secondi per confermare l’ottimo periodo di forma. Oltre ai tre punti, il gol di Soulé ha ribadito ancora una volta l’eccellente lavoro di Ranieri sull’argentino, che da oggetto misterioso sta diventando sempre più una certezza. Terzo gol in campionato, il secondo decisivo sotto la guida del tecnico testaccino, dopo la pennellata su punizione con il Parma. Oltre alla rete, però, la prestazione del calciatore più acclamato dai tifosi giallorossi al suo arrivo in estate, è stata piena di spunti positivi, tra cui due assist al bacio, poi non concretizzati da Koné e Shomurodov. «Sono contento perché il mio gol è servito a portare i punti a casa. Non mi era mai successo in carriera di segnare così presto» ha dichiarato al termine del match, allontanando pericolosi paragoni con Totti, detentore del gol più veloce con la maglia della Roma: «Lui è un grande, io punto a fare il meglio». Servirà anche il suo estro nella gara di giovedì, un ritorno infuocato contro l’Athletic: «Le prossime partite saranno dure, ma a Bilbao sarà una guerra». Della stessa idea Hummels, tornato nuovamente titolare: «Sarà una grande partita contro un avversario molto forte – ha affermato il tedesco – ci sarà un’atmosfera bellissima a Bilbao, ma sarà difficile anche per loro. Dobbiamo dimostrare di meritare il passaggio del turno, ma possiamo vincere l’Europa League».