Ndicka fa flop: sulla destra sbaglia tutto. Via nella ripresa e spazio a Ziolkowski

«Devo provarti anche a destra», aveva detto sorridendo Gasperini a Ndicka alla vigilia del match contro il Lille. […] Forse, dopo la gara di ieri il tecnico il sorriso lo ha perso vedendo la prestazione dell’ivoriano che da quella parte del campo è andato in confusione spesso e volentieri.

E’ protagonista in negativo – insieme a Celik – in occasione della rete del vantaggio di Bonny. Sbaglia l’uscita a metà campo e si perde il francese che tutto solo davanti a Svilar non sbaglia. Poi la sua prestazione peggiora di minuto in minuto. Non prende mai le misure ai due attaccanti nerazzurri e nel primo tempo si prende anche un cartellino giallo per un fallo su Bonny. Ad inizio ripresa rischia il secondo per una brutta entrata su Lautaro. Massa lo grazia e suona il campanello d’allarme. Gasperini corre subito ai ripari: al 55′ entra il giovane Ziolkowski per evitare di giocare buona parte della ripresa con l’uomo in meno.

Una novità per lui che da quando è arrivato nella Capitale solamente in un’occasione era stato sostituito così presto. Bisogna riavvolgere 1 nastro e tornare ad aprile del 2024. In quel caso – a Lecce – fu sostituito da Daniele De Rossi all’inizio del secondo tempo. […]

Giovedì contro il Viktoria Plzen potrà partire fuori e riposare per farsi trovare al 100% per la trasferta di Reggio Emilia. Pronto al suo posto Hermoso oppure Ziolkowski che sta trovando spazio a differenza di Ghilardi che ancora non ha fatto l’esordio stagionale. […]

(Il Messaggero)

L’attacco resta a secco: per Dovbyk e Ferguson è un’altra serata flop

A un certo punto Gasperini ha calato persino l’asso impolverato rimasto in fondo al mazzo per 55 giorni. Leon Bailey s’è alzato dalla panchina, s’è scaldato e ha debuttato in giallorosso in una serata storta, amara, coincisa con la seconda sconfitta della Roma in Serie A. Anche questa senza fare gol. […]

Il filo che lega queste due sconfitte è un attacco spuntato. Gasperini ha sorpreso l’Olimpico con un Dybala falso nove, uscito a un quarto d’ora dalla fine dopo essersi acceso solo due volte. […] Dovbyk e Ferguson, entrati nel secondo tempo, hanno lasciato l’Olimpico con un borsone di rimpianti. Quello dell’ucraino è più pesante. Suo il colpo di testa a porta vuota nella ripresa dopo il regalo di Sommer, uscito a vuoto. L’irlandese, invece, ha giocato una decina di minuti senza incidere, eccezion fatta per un sinistro da fuori finito a lato di parecchio. […]

La Roma resta prima in classifica con 15 punti insieme a Inter e Napoli, ma i due centravanti hanno segnato un solo gol in due. […]

(gasport)

Inter di lotta, la Roma si arrende

[…] Dopo aver raccolto la miseria di 3 punti nelle prime 3 partite, l’Inter di lotta e di governo stende la Roma con un gol immediato di Bonny e pur soffrendo nel secondo tempo centra la quarta vittoria di fila, la prima in uno scontro diretto dopo 7 mesi (sempre contro Gasp, allora a Bergamo), che vale l’aggancio ai giallorossi a quota 15. […]

Attorno al terzo gol del francesino l’Inter costruisce un primo tempo fatto di duelli vinti e va vicina al raddoppio, concretizzando però solo in parte il dominio. «Abbiamo perso per un episodio e per troppa leggerezza» sostiene Gasperini – alla nona sconfitta di fila contro l’Inter – riferendosi forse anche alla leggerezza del suo attacco iniziale con Dybala falso nove e non solo a quella dei suoi difensori sul gol.

E dire che una volta esaurita la pila di Calhanoglu, la Roma a inizio ripresa testa più volte le qualità di Sommer, soprattutto con un tiro secco dello stesso Dybala sul primo palo, deviato col polso dallo svizzero e poi con Soulé. Un’uscita da brividi del portiere, però mette Dovbyk nelle condizioni di segnare di testa a porta vuota: l’ucraino fallisce l’occasione più clamorosa, alzando troppo il pallone. […]

(corsera)

Roma gelata: è la notte dei rimpianti

Non basta un gran bel secondo tempo, coraggioso e arrembante, la Roma lascia i tre punti all’Inter e le fa largo in testa alla classifica, dove c’è anche in Napoli, sconfitto a Torino. Occasione persa per volare. Forse bastava un pari (il primo della stagione), bastava poco per essere felici, invece arriva una sconfitta che scotta, 0-1 gol di Bonny che segna dopo appena sei minuti. Per Gasp è l’undicesima contro l’Inter e la Roma non supera i nerazzurri qui dal
2016. Dati significativi, forse.

La terza caduta stagionale all’Olimpico (una in Europa League) e sempre senza segnare, rilancia in alto la squadra nerazzurra e pone alla Roma una serie di quesiti, i soliti, sull’oggi e sul domani, e sul suo reale valore. Lo scudetto, magari, è questione altrui, ma un posto al sole della Champions resta possibile, nonostante qualche imperfezione della rosa e il solito problema del centravanti, che pure ieri si è presentato come una tassa. Forse avrà ragione Gasperini quando dice che il primato della sua squadra era solo casuale, ma la Roma del secondo tempo se l’è giocata e forse almeno quel pari lo avrebbe meritato. […]

Gasperini prova a sorprendere l’Inter, capovolgendo la sua Roma. La schiera al contrario rispetto ai (suoi) canoni, alle ormai consolidate abitudini, bocciando inizialmente i due centravanti, Dovbyk e Ferguson. […] Ndicka, stanco dopo gli impegni con la sua nazionale, va a destra dei tre e si occupa di Lautaro o Bonny (con Mancini), Hermoso sta a sinistra e si alza spesso su Barella, Wesley, a sinistra, deve tracciare il solco di Dumfries e Celik viene riportato nel suo vecchio ruolo di esterno a inseguire Dimarco e a provare qualche cross. Cristante segue a vista Calhanoglu, costretto al compitino. Risultato: l’Inter fa la partita, la Roma insegue, per scelta incomprensibile. […] Giocare senza un attaccante di peso contro i tre macigni dell’Inter, Akanji, Acerbi e Bastoni, non si è rivelata una buona idea, come accadde contro il Torino.

L’Inter del primo tempo ha in mano il pallino del gioco e il gol è un regalo dei giallorossi. […] Il secondo tempo inizia con una Roma che reagisce subito, più viva in area dell’Inter rispetto al primo tempo. […] Gasp toglie il frastornato Ndicka e l’inconsistente Pellegrini per inserire il giovane Ziolkowski e Dovbyk, che si mangia subito il gol del pareggio e di negativo non c’è solo quello. […]

Ma senza un vero centravanti è difficile andare troppo avanti. E sognare, rendendo meno casuale il primato, che comunque resta.

(Il Messaggero)

Soulé: “Ci siamo svegliati tardi. Davanti manca cattiveria”

Sei mesi fa aveva scucito all’Inter un pezzo di scudetto a San Siro. Ma ieri sera Matias Soulé ha fatto scena muta in un Olimpico su cui erano anche gli occhi del ct argentino Scaloni. […] «Dobbiamo segnare di più – ammette Soulé – abbiamo sempre vinto con sofferenza finora. Nella ripresa abbiamo creato tante palle gol, ma dovevamo farlo già a inizio partita». […]

Soulé ha trovato più di una difficoltà contro Bastoni trovando la prima e unica conclusione in porta a un quarto d’ora dalla fine della partita. […] «Dovevamo svegliarci prima – ribadisce Soulé – .Ora lavoreremo per restare lì in alto. Era uno scontro diretto, peccato per il risultato e per quel gol. Tutti pensavamo che Bonny fosse in fuorigioco. Queste partite ci dicono come siamo e per cosa vogliamo competere. Se avessimo giocato il primo tempo come il secondo sarebbe stata un’altra partita e probabilmente non avremmo perso». […]

(gasport)

Gasp rilancia: “Spiace per la sconfitta, ma la Roma andrà lontano”

Sperava di potersi issare da solo in vetta alla classifica, deve invece accontentarsi di condividerla con Napoli e Inter (in attesa della sfida del Milan di oggi). Ma se la terza sconfitta stagionale (tutte arrivate in casa) fa male, Gasperini a fine partita cerca anche di trovare l’aspetto positivo. «Ci sono sconfitte che ti danno anche delle convinzioni – dice l’allenatore della Roma dopo il match -. Sconfitte che pesano più delle vittorie e questa è una di quelle. Meritavamo di più, ma questo è il calcio. Se giochi così contro l’Inter, però, vuol dire che hai delle possibilità di far bene. E noi quest’anno faremo bene». […]

E’ chiaro come a tenere banco siano soprattutto le scelte iniziali di Gasperini, che ha stravolto l’assetto difensivo spostando Ndicka a destra, inserendo Hermoso dall’altra parte, alzando Celik come esterno destro e spostando Wesley dall’altra parte. «Ma secondo me la difesa ha funzionato molto bene anche questa volta – continua Gasp -. Wesley e Celik hanno fatto un’ottima partita, hanno avuto continuità e da loro abbiamo avuto la spinta che volevamo. Va bene così, mi dispiace solo Ndicka a destra, ma lui e Hermoso sono due mancini, ho preferito tenere lo spagnolo per le uscite a sinistra. Ma questa cosa non c’entra niente con l’episodio del gol..». […]

E sul gol di Bonny, Gasp assolve Hermoso. «Ha fatto bene ad uscire così alto, il problema è che non dovevamo fare il fuorigioco, non era il caso di rischiare in una situazione del genere. Con la sosta delle nazionali forse alcuni movimenti ce li siamo dimenticati un po’…». […]

(gasport)

Candela: “Roma-Inter non sarà una partita da 0-0 e nessuno si accontenterà del pareggio. I giallorossi vogliono restare in vetta”

TUTTOSPORT – Vincent Candela, ex difensore della Roma, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattati si è sofferma sul big match di questa sera tra i giallorossi e l’Inter. Ecco le sue dichiarazioni.

Ha giocato con Chivu: che ricordi ha dell’attuale tecnico dell’Inter?
“Era un guerriero intelligente. Parliamo di un ex difensore molto lucido negli interventi, tecnico e perspicace anche in mezzo al campo, il che non è da tutti. Un campione che ha vinto tanto in carriera, sia all’Inter, ma anche con la Roma. E poi è uno che si fa rispettare nel modo giusto. Non gli serve strillare per farsi ascoltare. E questa dote la stiamo vedendo anche ora che è diventato allenatore”.

Come vede la gara di questa sera?
“Chivu fa pressare molto alti i suoi, contro mister Gasperini sarà bello, avrà di fronte uno con un’esperienza molto forte. Non sarà una partita da 0-0, ma una gara da giocarsi anche tatticamente. La Roma vuole restare prima, l’Inter vuole tornare in vetta. Né i nerazzurri, né i giallorossi si accontenteranno del pareggio”.

Sabatini: “Napoli, Inter o Roma: lo Scudetto è tra loro”

LIBERO – Walter Sabatini, ex dirigente della Roma e protagonista dietro la scrivania anche a Milano, sponda nerazzurra, ha rilasciato un’intervista al quotidiano. Ecco le sue parole:

Emozionato, Walter? È proprio la “sua” partita.
«Sì, in questi club ho lavorato e li rispetto molto. Ma questa è anche la partita di un mio
fratello di calcio».

Ovvero?
«Sinisa Mihajlovic. A Roma iniziò la sua carriera italiana, nell’Inter la chiuse».

Le manca, Sinisa?
«Ogni giorno. E scriva che se l’Italia ha il miglior portiere del mondo, ossia Donnarumma,
è merito di Sinisa che lo fece esordire nel Milan sedicenne».

Torniamo a Roma-Inter di stasera?
«Questa Roma sta interiorizzando i meccanismi di Gasperini, gioca con felicità e ha due
campioni per i quali vale spendere i soldi del biglietto»,

Uno è Dybala, l’altro?
«Soulé. Loro possono decidere partite come quella di oggi».

Dall’altra parte c’è l’Inter di Chivu.
«Ragazzo intelligente, Cristian, ha personalità nel dare un’impronta alle squadre che
allena. Lo si è visto lo scorso anno quando salvò il Parma solo con il gioco».

È uno degli allenatori Sabatini-style?
«Fra i giovani sì, insieme a De Rossi. Tra gli esperti sono affezionato a Spalletti che ancora adesso soffre molto per la disavventura da ct».

[…]

Lo scudetto non è affare del Milan?
«Sarà un testa a testa Napoli-Inter. La Roma è una piacevolissima alternativa».

[…]

Prohaska: “Che sorpresa questa Roma. Mkhitaryan elegante come me”

GASPORT – Herbert Prohaska, doppio ex di Roma-Inter, ha rilasciato un’intervista al quotidiano sportivo, anticipando i temi del match e soffermandosi su alcuni giocatori.

«Ho la risposta pronta per tutti: per me Roma-Inter finisce pari. E, come dite voi, vissero felici e contenti…».

Diplomatico.
«No, direi più…emotivo. Parla il mio cuore: io sono un po’ milanese e un po’ romano. Non vorrei che nessuna delle due perdesse, anche se stavolta il pari serve solo al Napoli del mio amico Lele (Oriali, ndr). Per me l’Inter resta comunque la migliore della A, ma occhio alla Roma dopo questa partenza a razzo».

Si aspettava i giallorossi così poco…gasperiniani?
«Concedono poco, difendono bene: sembrano più una squadra di Ranieri! Ma l’ho imparato in Italia, comandano solo i risultati, quindi bene così: se poi trovano continuità davanti, possono diventare molto pericolosi, anche se lo scudetto è un po’ troppo».

Tra i giocatori in campo all’Olimpico c’è un Prohaska?
«Uno elegante come me? (ride, ndr). Spero solo che qualcuno ci faccia divertire e, nello stesso tempo, riesca ad aiutare la squadra. Se devo fare un nome, più che Soulé, dico Mkhitaryan che è cervello e piedi insieme».

Tra Roma e Inter si è parlato e si parlerà ancora di Koné: è il giocatore che avrebbe fatto svoltare i nerazzurri?
«Mi pare il classico giocatore moderno che varrà una montagna di soldi. Al momento, mi pare più adatto alla Roma, all’Inter tra Calhanoglu, Mkhitaryan e Barella dove lo metti? Ho la sensazione che, alla fine, sarebbero rimasti loro i titolari».

 

[…]

In Gasp e Chivu vede qualcosa dei suoi maestri in Serie A, Bersellini e Liedholm?
«Sono uomini di altri tempi quei due, uno più duro e l’altro più paterno: ho avuto fortuna a conoscerli. Posso solo augurare agli allenatori di oggi di essere grandi come loro…».

Nei suoi sabati con la “Pete Art & Band” che canzoni dedicherebbe a questi due tecnici?
«A Gasp un classico “Grazie Roma”, la canzone eterna con cui concludo i concerti. A Chivu un “Diamante” di Zucchero perché la sua squadra brilla».

 

Giocala

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Oooh, grazie! Grazie Gasperini e non per il primato in classifica (provvisorio? parzialissimo? immeritato? fate voi), ma perché finalmente c’è un allenatore che non si eccita per il quarto posto. In una quarantina d’anni di stadio, io “Quarto posto sarà!” o “Vinceremo il quarto posto!” non l’ho sentito, né lo vorrei mai sentire. «È un obiettivo economico, non tecnico, io penso a quello» ha detto l’allenatore della Roma Associazione Sportiva (prima che economica, finanziaria, prima ancora che srl e/o spa) rispondendo alla domanda sulle possibilità Champions, su quali siano i traguardi, gli obiettivi, gli orizzonti di questa squadra. Gasperini è un indiano da questo punto di vista, non si preclude niente, né si dà per vinto pure davanti alla cavalleria tonante, per lui c’è prima di tutto la sua tribù, e solo l’orizzonte che ha davanti. […] Come deve giocare la Roma? Provarci? Sognare? Sbarazzina all’assalto come gli indiani nelle praterie perché tanto, per certi versi, non hai niente da perdere (meno dell’Inter sicuramente)? Oppure alla strenua resistenza della tenda, alla difesa di un punto che significherebbe comunque tanto, fatica e pane quotidiano per i romanisti. A come deve giocare la Roma ci pensa Gasperini, per il resto prendo in eterno prestito la frase calata dall’alto dello spirito Divino di Paulo Roberto Falcao, che questa partita l’ha siglata mille volte e per sempre (con quell’arcobaleno blu d’inverno nell’82): alla nostra radio ha detto una frase che cortocircuita schemi, attese, attitudini di pensiero (categorie stupide e noiose di risultatisti e giochisti) dicendo semplicemente «la Roma si deve far vedere, queste sono le partite in cui si può crescere e fare qualcosa». […] Così come Carmelo Bene riassunse in uno splendido “vivacchio” 500 anni di interpretazioni di Amleto, Falcao ci ha indicato la via: la Roma si deve far vedere. E noi ci andiamo apposta, per vederla. Perché è sempre e solo tanto, tanto, tanto bella.

(ilromanista.eu)

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