Dan è mister miliardo. Intanto calano le perdite

IL ROMANISTA (S. VALDARCHI) – Chi vuol essere miliardario? Non abbiamo fatto un salto indietro di 25 anni tornando alla lira e al gioco a premi che teneva incollati al piccolo schermo tanti italiani, ma stiamo parlando dei conti di casa Roma. Dall’ultimo bilancio depositato in Camera di Commercio, con la fotografia della salute economica e finanziaria della società al 30 giugno del 2025, si può dedurre che la quota degli investimenti fatti da Dan Friedkin nella Roma, a partire dall’estate 2020, ha superato il miliardo di euro.

Per carità, nulla che lasci il texano in difficoltà economica – Forbes ha stimato il suo patrimonio, in crescita, in circa 10 miliardi di euro – ma fa comunque un certo effetto pensare all’entità dell’investimento complessivo. […]

Facendo un confronto con la situazione economica del 30 giugno 2024, infatti, si vede come le perdite siano diminuite di oltre 30 milioni: 98,1 nell’estate di due anni fa, 66,8 nell’ultimo bilancio depositato. E se i ricavi o il fatturato non aumentano, a calare, in modo significativo, sono i costi di gestione, vero punto focale sul quale al Fulvio Bernardini si stanno concentrando ormai da tempo. Lo si nota, soprattutto, dal dato sul costo del personale – condizionato in larga parte dagli stipendi lordi della rosa. Se un anno e mezzo fa l’intero ammontare dei lavoratori – tra calciatori, staff, dirigenti e dipendenti – era a 193,5 milioni, la fotografia a fine giugno scorso raccontava di un costo del personale pari a 144,6 milioni. Quasi 50 milioni di differenza.

Un risultato che, per la Roma, deve essere solo l’inizio, come ribadito ieri da Ranieri a Sky Sport: «Per la sopravvivenza del club, dobbiamo abbassare il monte ingaggi>> Parola di un Sir. Il consigliere di Dan, mister miliardo.

Il dirigente rivela: «I Friedkin stanno pensando al ritorno». Roma, Ranieri riapre a Totti

La perla, se la tiene alla fine. Perché chi ama la Roma non può non aver apprezzato l’apertura di Ranieri ad un possibile ritorno di Totti in società: «Francesco? I Friedkin ci stanno pensando e mi auguro che possa essere davvero utile alla Roma, perché lui è una parte della Roma». Le parole dette a Sky ieri, squarciano la città. Il tam tam via etere, nei bar e per strada tra i tifosi è immediato.

Perché Totti è Totti, anche se a maggio saranno 9 anni che ha smesso di giocare. È un’amore mai sopito, uno di quelli che non puoi dimenticare, perché fa parte di te. Francesco è l’emblema dell’inno di Venditti, quando Antonello canta «Dimmi cos’è che ci fa sentire amici, anche se non ci conosciamo». Anzi, forse Totti è addirittura di più perché lo abbiamo conosciuto, apprezzato e gli si è voluto bene come a un figlio o un fratello, a seconda dell’età, per 25 anni. […]

Ad oggi il pensiero raccontato da Ranieri deve ancora materializzarsi una proposta concreta, nonostante un contatto diretto avuto con Ryan nelle scorse settimane. Per intenderci, di quelli dove ci si mette seduti, ci si confronta, ci si scambia i rispettivi punti di vista e si cerca di arrivare a dama. […]

Tra l’altro a Trigoria, Totti ha la sponda di Ranieri. Ma la partita non si gioca su quello che potrebbe fare. Quando Claudio sottolinea «mi auguro che possa essere davvero utile alla Roma» lancia l’amo mediatico. Perché è il primo a sapere che ora si aprirà il dibattito sui quotidiani e nelle radio. Allo stesso tempo è consapevole che a Francesco di fare il gagliardetto, l’uomo immagine, non interessa minimamente. Per non incorrere in errori o in scene già viste, basterebbe ripartire dalla conferenza stampa di sette anni fa al Coni nella quale Totti aveva annunciato l’addio al ruolo da dirigente: «Mi dimetto. Perché? Semplice, sono tenuto fuori da tutto». Ecco, Totti vuole essere coinvolto. Ma in cosa? In quello che sa fare meglio, ergo l’aspetto tecnico, il campo, il rapporto con i calciatori, scovarli. […]

Dentro Malen, Zaragoza e Vaz. Esce Angelino

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Gasperini ha fatto le sue scelte europee. Nella serata di ieri, la Roma ha comunicato la lista UEFA per la fase ad eliminazione diretta dell’Europa League, sfruttando i tre cambi possibili. Non c’erano dubbi sull’inserimento dei due nuovi acquisti Malen e Zaragoza. A contendersi l’ultimo posto erano Robinio Vaz e Venturino e il tecnico giallorosso ha deciso di puntare sull’attaccante acquistato a titolo definitivo dal Marsiglia.

Fuori ovviamente Bailey, rientrato all’Aston Villa, e Dovbyk, che sarà indisponibile almeno fino ad aprile. La terza, prevedibile, esclusione è quella di Angeliño, ancora distante dal pieno recupero. Baldanzi, ceduto al Genoa, non era già stato incluso nella lista presentata per la fase campionato, mentre Pisilli è stato inserito nella lista B. La Roma, grazie al pareggio sul campo del Panathinaikos, tornerà protagonista in Europa League direttamente agli ottavi di finale in programma a metà marzo (12 e 19). Per conoscere il suo avversario – uno tra Bologna, Brann, Dinamo Zagabria e Genk – gli uomini di Gasperini dovranno attendere il sorteggio del 27 febbraio, che delineerà anche l’eventuale percorso fino alla finale di Istanbul.

Slitta nel frattempo il rientro in gruppo di Dybala e Ferguson. I due restano da valutare per l’impegno con il Cagliari. Differenziato per El Shaarawy, alle prese con il recupero dall’infiammazione al tendine d’Achille.

Intanto ieri la squadra, staff tecnico compreso, si è riunita in zona piazza Cavour per una cena di gruppo.

Claudio calma Gasp: «È un martello». E il tecnico porta la squadra a cena

Chiaro, conciso e senza peli sulla lingua. È il solito Ranieri che torna a parlare a distanza di qualche settimana. I temi: mercato, obiettivi e il rapporto tra ds e allenatore. E su quest’ultimo tema la frase che balza subito agli occhi è «Massara è la società, sente l’allenatore e poi parla con il presidente. lo sono in mezzo», dice lui. Piaccia o meno è questa la verità, ma Ranieri non ha intenzione di sminuire Gasperini che gode della fiducia di tutti. […]

E il senior advisor pone gli obiettivi, senza mettere inutili pressioni: «La voglia è quella di andare il più in alto possibile, però sappiamo che stiamo costruendo e c’è un progetto di tre anni. La richiesta è stata chiara: i Friedkin vorrebbero arrivare in Champions, starci e poi ci sarà l’anno in cui si vincerà lo Scudetto ma non si può chiedere di arrivare quarti e basta sin da subito». […]

Anche perché lo stesso Ranieri non si aspettava una campagna acquisti del genere: «Voleva Malen e Zaragoza e sono stati presi. Segno che Gian Piero è bravo. Vaz, invece, è stato un acquisto voluto da tutti noi, perché tutte le squadre in Europa stanno prendendo giocatori giovani, ma non a 20 milioni, gli altri ne spendono da 50/60. E non possiamo competere con Chelsea, Liverpool e
PSG
».

Infine, sui rinnovi di Pellegrini e Dybala: «Per sopravvivenza dobbiamo abbassare il monte ingaggi. O ci si viene incontro o ci si saluta». Se qualcuno se lo fosse dimenticato, Claudio ha ricordato che i paletti del FFP ci sono e impongono regole stringenti. […]

(Il Messaggero)

Un Capitano è per sempre Roma lo sa

IL TEMPO (T. CARMELLINI) – Non siam mai stati particolarmente attaccati a un giocatore, piuttosto che a un altro. Ma chi quel 28 maggio del 2017 all’Olimpico non versò nemmeno una lacrima, non si può definire romanista. L’addio di Totti al calcio giocato è stato una linea di demarcazione tra passato, presente e futuro per il popolo romanista. Una di quelle cose che ti segnano e non a caso è divenuta poi una sorta di film-documentario di quello che è stato il giocatore più rappresentativo della Roma degli ultimi trent’anni: probabilmente il più forte di sempre, ma su questo si potrebbero aprire discussioni infinite. I numeri comunque dicono quello, senza voler entrare nella specifica «trattativa».

La cosa inspiegabile è che un uomo cosi, un calciatore di un livello tale, universalmente riconosciuto come uno dei giocatori più forti di sempre di questo sport, così legato alla Roma e alla Città Eterna, non sia rimasto all’interno di un perimetro per poter continuare a dare il suo contributo alla causa giallorossa. Una cosa che per certi versi verrebbe naturale e così è stato in tutte le grandi società del nostro calcio: Maldini al Milan, Facchetti all’Inter, Boniperti, Nedved e Chiellini alla Juve.

Ci avevano provato, Totti aveva accettato di restare, ma poi si è trovato «stretto» all’interno di un ruolo che non sentiva suo. Un dirigente, che si possa definire tale, deve avere un margine di manovra che all’epoca non fu lasciato a Totti e a quel punto il «capitano» si chiamò fuori. Ora si riparte, nulla è stato ancora deciso, ma stavolta i Friedkin sembrano aver capito che Totti può essere un valore aggiunto che la società deve riuscire a sfruttare: come scouting, come uomo immagine di un club che rappresenta, da sempre, in giro per il mondo… suo malgrado.

Ma che sia la volta buona

Come un film già visto: Totti si avvicina, Totti scompare. È successo, siamo al terzo episodio, da quella conferenza stampa d’addio al Coni, anno 2019, a quando lo abbiamo rivisto Francesco sulla tribuna dell’Olimpico durante

Roma-Stoccarda. Due anni da dirigente mal sopportato, poi l’addio per incompatibilità coni vecchi dirigenti, l’arrivo dei Friedkin aveva riaperto altre strade, nuove possibilità. Anche con Mourinho si era paventato un ritorno di Totti a Trigoria, con un ruolo che gli si addice di più, nella sfera tecnica. Un compito operativo, non il santino da esibire qua e la. […]

Lui sorride, aspetta, sostiene – da burlone qual è – di non sapere nulla, invece con Ryan si è già visto. E di sicuro, davanti a una proposta concreta per un ruolo tecnico ritagliatogli addosso su misura, tornerebbe di corsa. Giacca, cravatta e quel tocco di classe dentro e fuori lo spogliatoio: la sua competenza calcistica può servire. Al fianco di Ranieri e di Gasperini, e soprattutto dei calciatori. Lui poi il talento lo conosce e lo sa individuare. […]

(Il Messaggero)

Conti, De Sisti, Boni e altri ex: che reunion

Settanta voglia di Roma. I calciatori che hanno indossato la maglla giallorossa negli anni ’70 si ritroveranno venerdi 27 marzo, alle ore 20 presso il Park Hotel Mocolar per una serata emozionante e ricca ricordi. L’iniziativa, fortemente voluta da Loris Boni, che dal 1975 al 1979 ha disputato 102 partite con la Roma prima di trasferirsi al Pescara, coinvolgerà anche tanti tifosi. […]

Tra gli ex presenti non mancheranno Paulo Roberto Falcao, Franco Peccenini, Domenico Maggiora, Michele De Nadai, Guglielmo Bacci, Franco Tancredi, Pietro Sbaccanti, Roberto Scarnecchia, Bruno Conti, Giancarlo De Sisti, Paolo Borelli, Franco Cordova, Walter Cesaroli, Piergiorgio Negrisolo e Guido Ugolotti. […]

(corsport)

Non solo stadio Dan vuole tutto


«’Ihe sleeping giant», il gigante addormentato che Ryan Friedkin nel 2020 scelse come metafora per descrivere le potenzialità inespresse della Roma, è già in piedi e oggi cammina con le sue gambe. Se i primi cinque anni sono serviti a rimettere in sesto una società che tra urgenze di bilancio e risultati mancati faticava a tenere il passo delle big, questo lustro dovrà segnare il definitivo cambio di passo rispetto alla gestione Pallotta, il presidente che in qualche caso ha trasformato la Roma in un supermarket facendo continuamente ricorso alle plusvalenze e che in otto anni non ha alzato al cielo neppure un trofeo, riuscendo comunque a stabilizzare la società al vertice del calcio italiano ed europeo.

Anche il proprietario texano, come il predecessore, vede nello stadio un punto di partenza irrinunciabile. Per far lievitare i ricavi, chiaramente, ma anche per continuare a patrimonializzare il club. Anche se i ritardi burocratici e i continui cavilli (anche politici) iniziano a spazientire il sempre pacato Dan. La conferma dell’interesse pubblico sarà in aula entro la fine del mese, la Conferenza dei servizi dovrebbe aprirsi entro l’estate e di sicuro Friedkin non accetterà ulteriori ritardi rispetto al piano di posare la prima pietra a marzo del 2027, rispettando il cronoprogramma dei “lavori in corso” nell’anno del centenario giallorosso. […]

Il riservato Friedkin senior non compare quasi mai, né parla. Le interviste per lui sono come la kryptonite. Eppure si fa sentire: a Trigoria non si muove foglia che lui non voglia. La presenza del figlio Ryan, il vicepresidente, e invece anche fisica. Ma quando sia il padre sia il figlio sono altrove per affari, dovendosi dividere tra il business delle Toyota, la casa di produzione cinematografica, gli alberghi di lusso e la Pursuit Sports, che con Everton, Cannes e l’interesse per i San Diego Padres di Baseball sta allargando sempre più il proprio bacino, al Fulvio Bernardini tutto passa sotto lo sguardo attento di Ed Shipley, amico d’infanzia e braccio destro di Dan.

Con Ranieri hanno trovato il filo rosso che unisce le cose di campo alle dinamiche dirigenziali. Lo chiamano “Santa Claus” per la sua genuina capacità di portare serenità. Totti sarebbe l’ennesimo dono, probabilmente il più prezioso.

(corsport)

Adesso Francesco dimostri di sapere cosa sa e può fare

I Friedkin ci stanno pensando: Totti può tornare alla Roma. Firmato Claudio Ranieri, consulente della proprietà, in un’intervista tv a Sky. Boom. Nella capitale non si parla d’altro. […]

Fa un certo senso stupirsi della notizia. Perché, come ha detto Ranieri, Totti fa parte della storia della Roma. Eppure un po’ di stupore c’è, figlio legittimo dei molti messaggi concilianti lanciati dal Capitano negli ultimi anni (“Se mi volete io ci sono) alla nuova proprietà Usa, dopo che dalla precedente aveva preferito divorziare (17 giugno 2019) per incompatibilità, diciamo così, con una dirigenza che aveva sempre dato l’idea di averlo ereditato piuttosto che legittimato.

Messaggi, però, che non avevano mai avuto risposta, facendo cadere la questione in un’indifferenza ai confini dell’incomprensibile. Ora, invece, il cambio di rotta. Accolto da molti con un brindisi perché un Capitano c’è solo un Capitano. Da altri con il dubbio, sì va bene ma che viene a fare? Da altri ancora (una minoranza) con un dissenso sorprendente perché la risposta all’interrogativo l’hanno trovata, secondo loro. Ovvero: Totti che altro sa fare se non tirare calci a un pallone? […]

Se ognuno di noi ha posto dove deve e può stare, quello di Francesco Totti è Trigoria. […]

(Repubblica)

La Roma cerca Totti, il «Capitano» verso un clamoroso ritorno. A volte tornano

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Dal 17 giugno 2019 sono passati quasi sette anni. Un’eternità per tutto quello che è successo nel mondo e nella Roma. Ma ora, dopo uno strappo mai ricucito del tutto, le strade di Francesco Totti e della società giallorossa potrebbero tornare ad incrociarsi. Dopo rumors che andavano avanti sin dal suo ritorno sugli spalti dello Stadio Olimpico per la partita europea con lo Stoccarda – era la prima volta dopo la semifinale d’andata di Europa League contro il Bayer Leverkusen nel 2023 -, è stato Claudio Ranieri a chiarire la situazione.

Il dirigente senior e consulente dei Friedkin ne ha parlato in maniera molto più diretta rispetto a quanto accaduto in passato e l’ha fatto in un’intervista ai microfoni di Sky Sport: «Un suo rientro in dirigenza? Ci stanno pensando i Friedkin e mi auguro che Francesco possa essere veramente utile alla Roma, perché è una parte della Roma». Una mano tesa importante nei confronti dell’ex capitano.

Da diversi mesi le diplomazie sono all’opera per riavvicinare Totti al «suo» club e nelle ultime settimane il dialogo si è intensificato, con il faccia a faccia andato in scena con Ryan Friedkin durante il match con lo Stoccarda. Si è ancora in una fase embrionale dei dialoghi, in cui ci sono parecchie cose da sistemare, in primis sul ruolo e l’operatività. Tutti predicano la massima cautela, ma il fatto che Ranieri sia uscito allo scoperto (rispondendo comunque a una domanda) è un segnale che un’intesa si può trovare. Il nodo della carica non è però banale, visto che il «10» non ha intenzione di apparire soltanto come un ambasciatore o una bandiera da sventolare in vista del centenario romanista.

Oltre all’argomento Totti, Ranieri ha cercato di rasserenare i tifosi dopo i giorni caldi del mercato, con le conseguenti polemiche sul rapporto tra Gasperini e Massara: «Non stiamo chiedendo a Gian Piero di andare in Champions League, anche se è la voglia di tutti quanti. Con la proprietà si è parlato di un programma di tre anni. Stiamo facendo molto bene, siamo molto contenti di come gioca la squadra, di quello che Gasp sta facendo. La voglia e quella di andare il più in alto possibile, però sappiamo che stiamo costruendo. A inizio campionato ho detto che avremmo passato due mercati di difficoltà e io sono sincero, non pensavo di poter vedere tutti questi arrivi. Questo è segno che Gian Piero è molto bravo».

Poi entra nello specifico della relazione tra ds e tecnico: «Hanno due caratteri differenti, a Gian Piero piace stare sempre lì a martellare, se venisse qui Dio come ds, farebbe lo stesso e martellerebbe pure lui, è la sua forza. Massara è una persona molto riflessiva e calma, incassa molto bene e cerca di fare il suo lavoro. Un lavoro che è legato alla società. Io sono nel mezzo».

Ranieri, che promuove il mercato di gennaio, si è infine soffermato sulla questione dei rinnovi di Pellegrini e Dybala: «I procuratori hanno bussato e si sono parlati. Per la sopravvivenza del club bisogna però abbassare il monte stipendi. Se ci sarà un punto di incontro bene, altrimenti ci si saluta».