Soulé meglio di Totti: “Mai stato tanto veloce”

Il gol di Soulé, realizzato dopo soli 22 secondi, è il più veloce segnato dalla Roma in Serie A dal 2004-05, superando anche Francesco Totti. “Non avevo mai segnato un gol così veloce, sono contento perché è servito per portare a casa la vittoria, ma dovevamo fare più gol“, ha dichiarato l’argentino, già proiettato alla sfida di Bilbao.

Anche Hummels ha parlato della partita e del rapporto con i tifosi: “Grazie ai tifosi, sembrava di giocare in casa. È tutto cambiato rispetto a qualche mese fa, c’è una grande unità di intenti con i tifosi e all’interno del gruppo, stiamo raddrizzando la stagione“. Hummels ha poi espresso la sua fiducia in vista del match contro l’Athletic: “Possiamo vincere la coppa. A Bilbao sarà una grande partita contro un avversario molto forte: ci sarà un’atmosfera bellissima, dovremo lottare contro 11 giocatori più i tifosi. Noi siamo una squadra dura da battere, quindi sarà difficile anche per loro ma vogliamo dimostrare di meritare il passaggio del turno”.

(corsera)

Bruno Conti: “Dribbling, tacchi, finte quanto mi sono divertito. La Roma unico amore”

LA GAZZETTA DELLO SPORT – In occasione del suo 70° compleanno, Bruno Conti, leggenda della Roma, si è raccontato in una lunga e toccante intervista, ripercorrendo i momenti più importanti della sua carriera e della sua vita. Tra aneddoti, ricordi e emozioni, Conti ha parlato del suo amore per la Roma, dei suoi compagni di squadra, dei successi e dei rimpianti.

Di seguito, alcuni estratti dell’intervista:

Bruno, 70 anni di cui 50 passati nella Roma. Due traguardi…

“Sono l’uomo con la più lunga militanza in giallorosso da calciatore, allenatore e dirigente: un grande orgoglio”.

Cosa è stata la Roma per lei?

“Cosa è: tutta la mia vita. Ancora oggi quando sento gli inni di Venditti, Fiorini e Conidi mi emoziono, mi viene la pelle d’oca. Ho passato due anni al Genoa per farmi le ossa in prestito, avendo come maestro Simoni, ma non ho mai pensato di lasciare la Roma, neanche quando Maradona ogni volta che ci incontravamo mi diceva “vieni a Napoli”. Mio padre, romanista fino al midollo, non me l’avrebbe mai perdonato”.

Ricorda il primo allenamento con la Roma?

“Certo c’erano De Sisti, Cordova, Di Bartolomei, ma mister Liedholm chiamò me, un ragazzino, per mostrare un gesto tecnico: “Bruno fai vedere lo stop di interno”, “Ora di esterno…”. Liedholm, mi ha insegnato tanto e mi ha lasciato libero di esprimermi. Io andavo a destra, a sinistra, dribblavo e lui non mi ha mai ingabbiato o chiesto sacrifici, ma solo di sfruttare la mia fantasia. Chi mi mandava a quel paese era Bomber Pruzzo: “E dai ‘sta palla…”, io mi divertivo a fare finte e lui era costretto a liberarsi due tre volte dal suo marcatore prima che lo servissi. Ma quando gli arrivava il cross, era quasi sempre gol”.

La Roma di Liedholm degli anni ’80 è stata la più forte di sempre?

“La più forte non lo so, la più bella penso di sì. Era elegante, dominante, ci divertivamo a giocare. Nell’anno dello scudetto il Barone si inventò Di Bartolomei libero, due terzini mancini, Nela e Maldera. Falcao, Ancelotti, Prohaska, io, Pruzzo. Difendeva solo Vierchowod. L’anno dopo arrivarono Graziani e Cerezo. E pensate se avessimo avuto anche Rocca”.

(…)

Chi è stato Dino Viola?

“Un visionario, creò la Roma pezzo dopo pezzo. Era tutti i giorni a Trigoria, appena nasceva un problema lo risolveva e la sera faceva il giro a spegnere le luci lasciate accese”.

Il tempo che passa regala ricordi felici ma anche grandi dolori.

La perdita di Agostino Di Bartolomei è una ferita che non si rimarginerà mai. Era il mio idolo, il mio capitano. Prima che accadesse l’irreparabile avevo organizzato una partita al palazzetto dello sport per un ex compagno sfortunato. Vennero tutti i ragazzi dello scudetto, Agostino era lì con noi e suo figlio Luca. Rideva, era normale. Non ci siamo accorti del suo disagio, se solo avesse parlato, chiesto aiuto. Io non riesco ad accettarlo: Ago, perché?”.

(…)

Finita la carriera è stato responsabile del settore giovanile, scovando una infinità di talenti.

“Il primo anno presi Pepe, Bovo, Aquilani e il mio fiore all’occhiello di sempre, Daniele De Rossi. La lista negli anni è lunghissima. E quante plusvalenze… Romagnoli, Bertolacci, Caprari, Politano, Frattesi, Scamacca, Calafiori, Pellegrini, Zalewski, Bove, Pisilli”.

Quanto le spiace che Totti non sia nella Roma?

“Tantissimo, lui è la storia della Roma”.

Guardando indietro: a chi deve dire grazie?

“Ai miei genitori che hanno cresciuto sette figli facendo mille sacrifici. Mi hanno trasmesso i valori veri della vita. E poi a mia moglie, i miei figli e i miei nipoti, che mi sono stati vicino in un momento difficile, fortunatamente alle spalle”.

Le va di parlarne?

“Due anni fa mi hanno diagnosticato un tumore al polmone. Devo ringraziare il mio medico di famiglia, il dottor Camilli, che si è accorto subito della mia tosse persistente e il professor Rendina del S. Andrea per le cure che hanno funzionato. E non dimentico il presidente Dan Friedkin che voleva portarmi a sue spese negli Stati Uniti: conservo le sue affettuose lettere. Ora però sto bene, gli esami sono tutti a posto. E posso dire che mi è riuscito un altro dribbling…”.

La squadra di Valverde fa 1-1 in casa. Out Sancet

L’Athletic Bilbao frena in campionato, pareggiando 1-1 in casa contro il Maiorca e interrompendo una serie di tre vittorie consecutive. Un risultato che permette comunque ai baschi di mantenere il quarto posto in classifica, con un vantaggio di 5 punti sul Villarreal.

(…) L’Athletic, che ha faticato a creare occasioni da gol, è riuscito a pareggiare grazie a Nico Williams, che ha sfruttato un cross di Gorosabel. Nonostante l’assedio finale, il Maiorca è riuscito a difendersi con ordine.

In vista della sfida di ritorno contro la Roma, restano dubbi sulle condizioni di Sancet, assente nella partita contro il Maiorca. (…) Come Ranieri, anche Valverde ha fatto ampio turnover, cambiando otto giocatori rispetto all’ultima formazione. (…) Nonostante i cambi, l’Athletic non è riuscito a conquistare i tre punti. Il San Mamés, si preannuncia caldo, anche se non come l’Olimpico. Giovedì sarà diverso.

(Messaggero)

Gemma Soulé: “A Bilbao una guerra”

IL TEMPO (M. CIRULLI) – Gli bastano 22 secondi per confermare l’ottimo periodo di forma. Oltre ai tre punti, il gol di Soulé ha ribadito ancora una volta l’eccellente lavoro di Ranieri sull’argentino, che da oggetto misterioso sta diventando sempre più una certezza. Terzo gol in campionato, il secondo decisivo sotto la guida del tecnico testaccino, dopo la pennellata su punizione con il Parma. Oltre alla rete, però, la prestazione del calciatore più acclamato dai tifosi giallorossi al suo arrivo in estate, è stata piena di spunti positivi, tra cui due assist al bacio, poi non concretizzati da Koné e Shomurodov. «Sono contento perché il mio gol è servito a portare i punti a casa. Non mi era mai successo in carriera di segnare così presto» ha dichiarato al termine del match, allontanando pericolosi paragoni con Totti, detentore del gol più veloce con la maglia della Roma: «Lui è un grande, io punto a fare il meglio». Servirà anche il suo estro nella gara di giovedì, un ritorno infuocato contro l’Athletic: «Le prossime partite saranno dure, ma a Bilbao sarà una guerra». Della stessa idea Hummels, tornato nuovamente titolare: «Sarà una grande partita contro un avversario molto forte – ha affermato il tedesco – ci sarà un’atmosfera bellissima a Bilbao, ma sarà difficile anche per loro. Dobbiamo dimostrare di meritare il passaggio del turno, ma possiamo vincere l’Europa League».

La Roma di Ranieri non si ferma più. Soulé, gol da record

La Roma realizza la sua quinta sinfonia, conquistando la quinta vittoria consecutiva grazie al gol decisivo di Soulé contro l’Empoli. Un successo che avvicina i giallorossi all’Europa, confermando l’ottimo lavoro svolto da Ranieri.

Il protagonista della trasferta toscana è stato Soulé, autore del gol vittoria e di un nuovo record: la sua rete, realizzata dopo soli 22 secondi, è la più veloce nella storia della Roma in Serie A. (…)

Ranieri ha dato spazio a diversi giocatori, cambiando nove elementi rispetto alla partita contro l’Athletic Bilbao. Tra le note positive, l’esordio da titolare di Nelsson e la buona prova di Salah-Eddine. (…)

(…) Le prestazioni di Soulé fanno ben sperare i tifosi giallorossi, con l’attaccante che sembra essersi definitivamente sbloccato. “Deve stare tranquillo, il futuro della Roma è il suo”, aveva dichiarato Ranieri qualche settimana fa. Come Soulé, anche Baldanzi si sta prendendo la Roma, diventando sempre più protagonista. Il futuro della Roma passa per la crescita di questi due talenti classe 2003, simbolo della rinascita firmata Ranieri.

(Repubblica)

Roma, le mani sul 7° posto. Ranieri ironico: “I ragazzi mi han fatto soffrire troppo”

La Roma conquista la quinta vittoria consecutiva in campionato, superando la Fiorentina e salendo al settimo posto in classifica. La vittoria di misura (1-0) contro l’Empoli non rende giustizia alla superiorità mostrata in campo dai giallorossi.

Sono una persona di una certa età – ha scherzato Ranieri a fine partita – ho detto ai ragazzi che non possono farmi soffrire così fino alla fine. Dovevamo chiuderla, queste sono partite che alla fine rischi di pareggiare. Siamo venuti a Empoli in modo umile, il girone di ritorno è difficile per tutti. L’impegno europeo crea difficoltà e molte squadre hanno avuto dei problemi in campionato. Ho scelto ragazzi che avevano fame di giocare: a me piace la praticità e non l’accademia, per me giocare bene significa vincere le partite e quando bisogna segnare va fatto. Ora possiamo preparare al meglio la partita contro l’Athletic”.

Il tecnico ha sottolineato l’importanza di continuare a lavorare per migliorare ulteriormente. (…) Ranieri ha anche parlato dei singoli, elogiando Shomurodov, Pellegrini e Hummels.

Infine, Ranieri ha parlato della prossima sfida contro l’Athletic Bilbao, sottolineando la difficoltà della partita e la necessità di affrontarla con determinazione. “Sarà dura, andiamo lì con la nostra determinazione e se saranno più bravi di noi gli stringeremo la mano, ma dovranno dimostrarlo”.

(corsera)

Sir Claudio oltre i record: “Dovevamo chiuderla. A Bilbao una battaglia”

La Roma è la miglior squadra d’Europa nel 2025, almeno considerando i 5 top campionati, grazie ai 26 punti conquistati (8 vittorie e 2 pareggi). Nonostante l’ottimo momento, Ranieri preferisce non esaltarsi troppo, cercando di mantenere la squadra concentrata. “Se ho un pregio è che quello che è successo per me è subito acqua passata“, ha dichiarato il tecnico, sottolineando l’importanza di prepararsi al meglio per la sfida di Bilbao. “Lì sarà dura, andiamo a giocare contro un popolo intero. Dovremo essere compatti e determinati e se alla fine saranno più bravi di noi gli stringeremo la mano. Ma prima dovranno dimostrarcelo…“.

(…) Ranieri ha rimproverato alla squadra di non aver chiuso la partita contro l’Empoli: “Sono una persona di una certa età, i ragazzi non possono farmi questi scherzi e farmi stare sul chi va là fino alla fine. Dovevamo chiuderla prima, alla fine mi aspettavo anche il pareggio, perché queste sono partite dove la beffa è dietro l’angolo quando non concretizzi”. Il tecnico ha elogiato le prestazioni di Hummels e Pellegrini, definendole ottime.

(…) Ranieri si è detto soddisfatto dell’atteggiamento della squadra, sottolineando l’umiltà e la capacità di calarsi nel contesto della partita. “Ho scelto gente che aveva fame di giocare. E poi la partita di giovedì contro l’Athletic ci aveva tolto molte energie, giocare ogni tre giorni crea delle difficoltà. Mi son piaciuti tanti giocatori che hanno giocato per la squadra, tranne qualcuno che ha pensato più a se stesso. Ma non vi dico chi…”.

(gasport)

Lorenzo è rinato: “Claudio mi aiuta”. Hummels: “Il post? Era uno scherzo”

Matias Soulé, dopo il gol di Parma, si conferma decisivo, mettendo alle spalle un inizio di stagione complicato. “Sento la fiducia del mister e dei compagni. Ora sono in un buon momento, ma l’inizio non è stato facile“, ha dichiarato l’argentino, autore del gol più veloce della storia della Roma in Serie A, superando Totti. “Totti è un grande. Provo a fare del mio meglio e sono contento per la vittoria. Non mi era mai successo di segnare così presto“, ha aggiunto.

Ora la testa va alla sfida di giovedì contro l’Athletic, dove ci sarà un ambiente infuocato. (…) La Roma, che partirà con un gol di vantaggio, dovrà essere più precisa sotto porta. Anche Soulé ha sottolineato la necessità di concretizzare le occasioni create: “Abbiamo creato tanto e tenuto molto il pallone, ma potevamo fare 2 o 3 gol in più. Questa partita ci serve per affrontare le prossime che saranno dure”. Contro i baschi tornerà Dybala, dopo il turno di riposo concesso da Ranieri.

Lorenzo Pellegrini ha elogiato il gruppo, sottolineando l’unità e la determinazione. (…) Il capitano ha parlato anche del suo rapporto con Ranieri, descrivendolo come un rapporto sincero e basato sulla fiducia reciproca.

(…) È rientrato Hummels dopo le “vacanze” e ha chiarito: “Il post su Instagram era una scherzo. Mi piace sia lavorare che visitare Roma“. Poi ha suonato la carica in vista della partita contro l’Athletic, definendola una grande sfida contro un avversario molto forte. Il tedesco ha sottolineato l’importanza di lottare contro la squadra e contro il pubblico, ribadendo la convinzione di poter vincere l’Europa League.

(Messaggero)

Roma no stop

IL TEMPO (L. PES) – La Roma non si ferma, ma quanta fatica. A Empoli arriva la quinta vittoria consecutiva in campionato (settima considerando l’Europa) come non accadeva da otto anni. Basta il lampo di Soulé dopo ventidue secondi per altri tre punti fondamentali che permettono ai giallorossi di superare Milan e Fiorentina e guadagnarsi il settimo posto in classifica. Un match che Pellegrini & Co. dominano sin dal primo minuto ma non riescono a chiudere consentendo ai toscani di restare in partita fino al novantesimo e far correre un paio di brividi lungo la schiena di Svilar. Prestazione comunque positiva e di personalità davanti a una squadra che lotta per salvarsi.

Ranieri opera nove cambi rispetto al match contro il Bilbao confermando soltanto N’Dicka e Svilar e stravolgendo completamente lo scacchiere. In difesa torna Hummels con la sorpresa Nelsson sul centrodestra mentre sulle fasce Sir Claudio dà fiducia a Saud e Salah-Eddine. Koné e Paredes (entrambi out contro gli spagnoli) la cerniera mediana con Soulé e Pellegrini alle spalle di Shomurodov. I giallorossi inizia no forte recuperando alto il pallone dopo una manciata di secondi. Salah-Eddine è bravo a pescare Soulé che col mancino infila Silvestri. L’argentino apre la strada a un primo tempo letteralmente a senso unico. Almeno quattro chance pulite per andare in gol gettate al vento dalla Roma con ben due legni colpiti. La prima occasione capita sui piedi di Pellegrini che da buona posizione manda fuori di poco cercando il piazzato. Poi è il turno di Shomurodov che servito proprio dal capitano con una gran giocata spara sulla traversa da pochi metri. Altro giro e altro palo, stavolta tocca a Koné che lanciato a rete supera Silvestri ma sbaglia clamorosamente. Ancora Shomurodov viene pescato con un buon cross di Salah-Eddine ma di testa la passa al portiere avversario. Ripresa a ritmi più bassi ma con lo stesso spartito. Il tecnico pesca dalla panchina inserendo Cristante, Angelino, Rensch, Dovbyk e Baldanzi. A pochi minuti dalla fine chance anche per Dovbyk lanciato in porta da Baldanzi, ma l’ucraino non segna. Nel finale l’Empoli si affaccia ma Rensch e Svilar sono attenti. Ranieri supera un altro esame complesso e ora la testa torna all’Europa dove giovedì a Bilbao ci sarà un ambiente infernale e un solo gol di vantaggio non garantisce tranquillità. L’esperienza in casa Roma non manca ma i baschi inseguono la finale al San Mamés e venderanno cara la pelle. Intanto però i giallorossi continuano il momento positivo che va avanti dal 15 dicembre contro il Como e nell’ultimo mese ha conosciuto soltanto vittorie. Domenica prossima all’Olimpico arriva il Cagliari prima della sosta, altro appuntamento da non sbagliare.

Questa volta alla Roma bastano 22 secondi

Esistono le mezze stagioni. Ne è bastata mezza a Ranieri per trasformare la Roma, passando da squadra schizofrenica a realtà brillante. Il tecnico, capace di riportare ordine e fiducia, ha ribaltato le sorti di una squadra che, ad inizio campionato, sembrava smarrita. Se cambia il regista, cambia il film: la Roma di oggi non è paragonabile a quella vista ad inizio stagione.

Ero convinto che avrei fatto bene, ma così non credevo neanche io”, ha ammesso Ranieri, soddisfatto del 12° risultato utile consecutivo e del sorpasso alla Fiorentina. Il tecnico è riuscito a valorizzare tutti i giocatori, a ruotarli e farli sentire importanti. (…)

Certo, Ranieri non è riuscito a cancellare tutti i difetti della squadra. La Roma continua a sprecare occasioni e a rischiare fino alla fine, ma ora i difetti si portano con eleganza. (…) Pur non amando i luoghi comuni, Ranieri sa bene che non è vero che si stava meglio quando si stava peggio.

(Repubblica)