Roma all’esame San Siro. Gasp punta su Dybala e Soulé

Per capire che campionato sarà davvero per la Roma, servirà guardare San Siro. Dopo il passo falso con l’Inter, l’altra metà di Milano diventa il nuovo esame di maturità per la squadra di Gasperini, che vuole provare a difendere il primo posto e, se possibile, dare un segnale più profondo al campionato. […] Gasperini sembra orientato a confermare il 3-5-2 “ibrido” visto nelle ultime uscite: una struttura elastica che si apre e si chiude a seconda della posizione di Wesley e dei movimenti di Cristante. L’ex atalantino agirà ancora da trequartista aggiunto, alle spalle di due punte leggere – Dybala e Soule favoriti – che rappresentano la soluzione più tecnica e mobile a disposizione. […] È un equilibrio nuovo, costruito più sul gioco che sulla forza. L’idea è quella di difendere a tre ma attaccare con cinque uomini, con i quinti pronti a trasformarsi in esterni offensivi e Cristante a galleggiare tra le linee, dove può accompagnare e rifinire. Dybala sarà il centro creativo, libero di muoversi e di accorciare sulla trequarti. È un attacco leggero, ma non fragile: nelle ultime partite la Roma ha mostrato una crescita nella gestione del possesso e nella qualità dei movimenti senza palla. […] Per la Roma sarà una partita di resistenza e lucidità, in cui sarà fondamentale confermare la compattezza difensiva – solo 4 gol subiti – mostrata in questo inizio campionato. Gasperini chiede maturità, più ancora che coraggio. […]

(la Repubblica)

Angelino ancora out: il rientro non è vicino ma ha ripreso a correre in campo

Qualche timido segnale positivo per Angelino: lo spagnolo, infatti, nelle ultime ore è tornato ad allenarsi in campo a Trigoria. Dunque non solamente sedute in palestra, ma anche corse all’esterno, ovviamente in maniera differenziata rispetto ai compagni. II rientro dell’esterno però non è ancora vicino. La bronchite asmatica lo ha debilitato, al punto che servirà ancora del tempo per completare il ricondizionamento atletico del giocatore. […]

(Corsera)

A regola d’Artem

È stato il possibile colpo last minute del mercato estivo. Sicuramente il più ingombrante. Due mesi fa, lunedì 1 settembre, Dovbyk doveva solo preparare la valigia per lasciare la Capitale e andare a Milano. Massara e Tare hanno provato a scambiarsi al fotofinish i rispettivi centravanti. Il Milan avrebbe dato Gimenez alla Roma. Quindi Artem da Allegri e Santiago da Gasperini. Entrambi in prestito con diritto di riscatto. Non si arrivò all’accordo e chi sta a Trigoria, dove in attacco comunque il problema non è stato ancora risolto, adesso fa capire che è andata bene così. […] Dovbyk è stato titolare in campionato solo due volte in nove partite – contro il Verona (primo gol stagionale, di testa) e a Firenze – e alle due reti ha aggiunto anche un assist. Appena 268 minuti in campo, con otto presenze (una in panchina), contro i 627 di Gimenez che, pur avendo giocato più del doppio del rivale, è ancora a digiuno, limitandosi all’assist contro la Fiorentina, l’unico match in cui non è partito titolare. Due centravanti che fin qui hanno dunque viaggiato al minimo, con il rossonero però in evidente svantaggio. […] Anche se Santiago non è mai stato convinto di spostarsi nella Capitale, è stato il club giallorosso a chiamarsi fuori all’improvviso, bocciando l’operazione che avrebbe aggravato i conti e chissà se avrebbe migliorato il potenziale offensivo per Gasperini. Artem è rimasto e sa bene perché: il Milan chiese di inserire nell’intesa la cifra di 45 milioni per il riscatto a giugno del messicano. […] Gian Piero il primo settembre è stato chiaro: meglio puntare su Dovbyk e rimandare ogni discorso a gennaio. Da quel momento focus quotidiano su Artem. Gasperini si è dedicato prima persona all’ucraino durante gli allenamenti. Addestramenti mirati. […] La svolta sembra vicina: nel lavoro quotidiano comincia ad andare al tiro con continuità. È quello che vuole Gian Piero. E con il Parma, Artem ha lasciato il segno con il suo sinistro, potente e preciso. Anche per tornare titolare domani a San Siro, opzione che Gasperini non esclude a priori.

(Corsera)

Calciomercato Roma: primi contatti con Cristante per il rinnovo del contratto

La Roma pensa al rinnovo di Bryan Cristante. Il centrocampista è arrivato nella Capitale nel 2018 e ora porta la fascia da capitano al braccio. Il legame, secondo quanto riferito dall’edizione odierna de Il Messaggero, potrebbe non finire nel 2027. Il contratto è in scadenza tra un anno e mezzo ma nei giorni c’è stato un primo contatto con l’entourage del giocatore per parlare di rinnovo. C’è la volontà di proseguire insieme.

Trequartista contro la sua prima squadra. Per Cristante è un ritorno alle origini

Milan-Roma per Bryan Cristante sarà un vero e proprio tuffo nel passato. Con i rossoneri ha mosso i primi passi da calciatore, a soli 16 anni l’esordio in Champions
League contro il Viktoria Plzen diventando il più giovane italiano a giocarla. […] Nel 2018 l’arrivo nella Capitale, una Conference League alzata al cielo ed ora la fascia da capitano. Un legame che potrebbe non finire nel 2027. Il contratto è in scadenza tra un anno e mezzo, ma nei giorni scorsi ci sono stati i primi contatti con l’entourage per parlare di rinnovo. La volontà di proseguire insieme c’è per entrambi e le parti si aggiorneranno prossimamente. […] È un leader silenzioso e nessun allenatore ci rinuncia, figuriamoci Gasperini che lo ha cresciuto all’Atalanta e se
lo è ritrovato a Roma più maturo rispetto a sette anni fa. Ha occupato tutte le zone del centrocampo e addirittura si è ritrovato a giocare come difensore centrale nelle passate annate. Ora il tecnico lo sta riportando indietro nel tempo. A Reggio Emilia lo ha schierato sulla trequarti, in quel caso dietro a Dybala e Bailey. Stesso esperimento nella ripresa col Parma. Risultato? Due vittorie su due. […] Lì il numero 4 può avere una duplice funzione: inserirsi per sfondare il muro rossonero e andare in marcatura su Modric. […] L’alternativa è rispolverare Pellegrini insieme a Soulé e Dybala. In quel caso giocherebbe in coppia con Manu in mezzo al campo. […] Due le trasferte in pochi giorni per la Roma. Dopo Milano, mercoledì i giallorossi voleranno a Glasgow. Visto il viaggio lungo (3 ore e mezza) Gasperini ha deciso di spostare il luogo della rifinitura che non si terrà come al solito a Trigoria, ma allo stadio dei Rangers alle 18.30 (ora locale).

(Il Messaggero)

Gasp e Allegri a corto muso

Allegri l’ha coniato, Gasperini si è accodato. Sì, perché a sorpresa Milan-Roma s’è
trasformata nella sfida del corto muso. Max ne ha fatto uno stile di vita calcistico. Per Gasp dopo esser stato per una carriera il simbolo del modo diametralmente opposto di fare e pensare calcio – è stata invece una necessità. Presentatosi a Roma come il profeta del gol, forte di 9 anni a Bergamo dove ha viaggiato alla media di 75 reti a stagione con gli exploit di 94 e 90 nelle stagioni 2019-20 e 2020-21, ha dovuto fare marcia indietro e capire che ad oggi il modello Atalanta non è replicabile. […] In comune, al di là di questa prerogativa pragmatica e di un carattere fumantino, i due sembrano aver poco in comune, se non il padre adottivo. Perché magari i due non lo sanno, o fanno finta di non saperlo, ma sono figli di quel Giovanni Galeone che li ha plasmati e lanciati: «Gian Piero è un osso duro, ha una personalità forte e idee molto chiare che gli permettono di regalare un’impronta a tutte le sue squadre e lo stesso atteggiamento in ogni gara, qualunque sia l’avversario e il campo, in casa o fuori. Allegri invece ha sempre fatto tutto con semplicità, con naturalezza. Capisce e parla bene di calcio. Legge bene le partite, i pensieri degli altri. Svelto, sicuro e deciso». […] Padre calcistico in comune anche se i due hanno poi preso strade diverse. Gasp ispirandosi al calcio olandese, essendo un grande estimatore di Louis Van Gaal; Allegri ricorda invece molto Capello con la stella cometa della concretezza e della centralità del calciatore a farla da padrone. Ora fa sorridere che Roma sia riuscita a cambiare per qualche mese Gasperini. Sì, perché non illudetevi: appena potrà, il pensiero del tecnico di Grugliasco tornerà ad essere quello di segnare un gol in più dell’avversario piuttosto che subirne uno in meno. […]

(Il Messaggero)

Allegri contro Gasperini: un romanzo lungo 35 anni

Sono passati 17 anni dalla prima volta che si sfidarono in panchina. Allora era la nona giornata del campionato ’08-09, il primo da allenatore in Serie A per Massimiliano Allegri. Il tecnico livornese guidava il Cagliari e a Marassi affrontò il Genoa di Gian Piero Gasperini, forte già di un’annata nel massimo torneo italiano, terminato con un sorprendente decimo posto con una squadra neopromossa. […] Allegri contro Gasperini rappresenta oggi la sfida con più precedenti fra i tecnici attualmente in attività in Serie A: si è imposto 13 volte Allegri, 6 Gasperini, 10 i pareggi. […] Oggi la vita di Allegri è ripartita con ben altro spirito rispetto a come era terminato il bis in bianconero. La seconda esperienza al Milan è cominciata meglio di quanto potesse pensare e, nonostante le tante assenze che stanno condizionando questo ciclo di partite del mese di ottobre, il Diavolo è in piena zona Champions, dove tutti a Casa Milan sperano di essere anche a fine stagione. Non potrebbe andare meglio anche per Gasperini. Il mercato non gli ha regalato tutto quello che sognava – vale anche per Allegri, parzialmente ripagato nell’ultime settimana di agosto dall’arrivo di Nkunku e il pupillo Rabiot -, ma il tecnico dopo l’epopea a Bergamo sta volando nella Capitale. È primo, contro ogni pronostico, e sta puntellando il percorso con un vestito per lui inedito: pochi gol, figli di un attacco a lui poco congeniale per caratteristiche tecniche, ma difesa di ferro (solo 4 reti incassate). Entrambi hanno giocatori che farebbero comodo al rivale: Gasperini farebbe carte false per un attaccante esterno da mettere a sinistra come Leao o Nkunku; ad Allegri manca un ariete come Dovbyk (che infatti avrebbe preso a fine mercato per Gimenez) o Ferguson, ma siamo certi che accoglierebbe a braccia aperte anche Dybala che lui fece diventare “grande” a Torino. In ballo domani ci saranno tre punti fondamentali: Allegri per l’aggancio, Gasperini per l’allungo. La storia di sfide fra i due è lunga 17 anni, ma il filo che lì unisce è un romanzo lungo oltre 35 anni e parte da Pescara, con un minimo comune denominatore: Giovanni Galeone. […] Gasperini e Allegri hanno poi avuto un altro paio di esperienze simili: da giocatori sono passati entrambi da Pistoia, mentre in panchina hanno vissuto due tappe fondamentali a Torino: Gasperini ha iniziato la sua lunga carriera da allenatore nel settore giovanile della Juventus; Allegri in bianconero è diventato…Allegri.

(Tuttosport)

Julio Baptista: “Tradito dalla Roma. Troppe critiche su di me”

GASPORT – Julio Baptista, ex giocatore della Roma, tra le altre squadre, si è raccontato ai taccuini del quotidiano sportivo. Ecco alcuni passaggi della sua intervista:

Julio, partiamo dalla sua avventura italiana. A pochi giorni dal suo arrivo morì il presidente della Roma Franco Sensi. Che ricordi ha?
«Mi trovai a portare la sua bara sulle spalle. Totti mi spiegò che Sensi era la Roma. E piangeva. Lui, come tanti altri. Era una forma d’amore che raramente avevo visto in una tifoseria, mi impressionò».

Il primo anno le cose sono andate bene. Un bel feeling con Spalletti, il gol al derby, la rovesciata con il Torino.
«Ne ho fatte tante di grandi giocate eh! Scherzi a parte sì, è stata una buona stagione. Per Spalletti sarei andato in guerra, mi aveva messo al centro del suo gioco. Gli devo tanto».

Un flash sul derby? Era il suo primo, subito in gol sotto la Sud.
«Fu pazzesco. Cross di Totti, incornata mia e gol. Vincemmo così. Ricordo la gente in delirio. A Roma sono pazzi … in senso buono. Ma la rete nel derby per me vale quella segnata al Camp Nou contro il Barcellona. Anche lì, fui decisivo».

La sua esperienza a Roma, però, si chiuse tra difficoltà e critiche. Come andò?
«Mi sono sentito un po’ tradito, a dir la verità. Stavo bene, andavo in nazionale ed ero il migliore in campo. A Roma, invece, non giocavo. Ranieri non mi vedeva molto. E non mi ha mai preso da parte per darmi una spiegazione, mai un chiarimento. Peccato. Andai via perché avevo bisogno di nuovi stimoli».

Se si cerca il suo nome su YouTube, si vede come venga associato a telecronache cult dei suoi errori in giallorosso. Quel “Julio vattene via” è diventato famoso tra i tifosi. L’ha mai visto?
«No e non me ne frega niente. Ho letto e sentito tante cazzate su di me. lo ero in un periodo di difficoltà, dove non avevo fiducia e non riuscivo a essere il giocatore di sempre. Capisco il voler diventare ‘famosi’, ma ci vuole un po’ di rispetto. Molta gente, soprattutto in Italia, si permette di parlare senza sapere».

Nel complesso, come giudica la sua esperienza in giallorosso?
Se la guardo a 360 gradi dico che sono state annate importanti, certo mi spiace non aver vinto lo scudetto e aver chiuso così. Sembra che alcune persone si ricordino più degli errori che dei gol in rovesciata. Le sembra giusto? Forse andrebbe detto a qualcuno di fare meglio il suo lavoro e di veicolare meglio le informazioni…».

Veniamo alle sliding doors. Ce ne sono almeno un paio da raccontare, entrambe in direzione Milano. La prima fu colpa di un desiderio di Galliani…
«Era il 2007, venivo da due anni così così tra Madrid e Londra. So che il Milan mi voleva. Alla fine, però, presero Pato e io andai alla Roma. E pensare che a maggio di quell’anno vinsero la Champions…».

(Gasport)

Florenzi: “Roma, sei bella. Scudetto? Se i giallorossi restano lassù possono dire la loro”

GASPORT – Alessandro Florenzi, doppio ex di Roma e Milan, due squadre che si affronteranno domani sera in campionato, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano sportivo. Alcune delle sue risposte:

Due istantanee, una per maglia
«In maglia Roma l’esordio, nel 2011. Ma anche i quarti di Champions contro il Barça, una partita così non l’ho vissuta mai: per lo stadio, per com’eravamo perfetti noi, per la gara che venne fuori. In maglia Milan nessun dubbio: il pomeriggio di Sassuolo, quello dello scudetto».

    Milan-Roma: chi si gioca di più?
    «Il Milan. Ha come obiettivo dichiarato di tornare in Champions League ma può sicuramente ambire a qualcosa in più. La Roma ci arriva già da capolista, gioca bene e i numeri per adesso sono dalla sua…».

    Una Roma così se l’aspettava?
    «Ho sempre pensato che la Roma avesse una rosa molto forte, ma da un certo punto di vista è una sorpresa. Assimilare il gioco di Gasperini e il livello di preparazione fisica che impone in così poco tempo non è facile, e questo mi fa pensare che ci siano margini di miglioramento».

    Lotta scudetto, il suo ranking.
    «Favorite Inter e Napoli, alla pari. Ma è una lotta aperta, la classifica andrà guardata in primavera. Se la Roma resta lassù può dire la sua, il Milan ha una sola competizione e ci resterà sicuro, e non scordiamoci della Juventus che per me avrà tanti benefici dal cambio di allenatore».

    Milan e Roma, lo stesso problema: il centravanti.
    «Alla base c’è sempre un problema di fiducia, quando uno non ne ha può tendere ad autosabotarsi. Poi sono casi diversi: il centravanti del Milan si chiama Santi Gimenez, davanti alla porta ci arriva, ha tante occasioni e gli manca tanto così, un granellino di
    sabbia, per sbloccarsi. Alla Roma invece il centravanti non si sa chi è, ed è un po’ lo stesso problema che ha la Juve. Non è un ruolo banale: è come il portiere, devi sapere chi è il titolare. La mancanza di certezze può influire sull’annata di un calciatore
    ».

    L’ambiente di Roma: valore aggiunto o peso sulle spalle?
    «Non scherziamo, un valore aggiunto. Ho i brividi mentre lo dico: immaginate cosa sarebbe l’Olimpico senza la pista di atletica…Darebbe alla squadra almeno 6-7 punti in più ogni stagione».

    Gabbia, Bartesaghi, Pisilli, Pellegrini…com’è giocare con addosso la maglia che ti ha forgiato?
    «Quattro ragazzi speciali. Pellegrini è un amico, Pisilli l’ho visto crescere, a Matteo e Davide credo di aver dato qualcosa al Milan. Giocare per la “tua” squadra può darti di più, ma sono oneri e onori. Hai più pressione, ma se la sai gestire allora ti fa veramente volare».

    Dybala brilla. La Roma lo vuole così continuo

    Almeno 15 gol. Del resto, ad alzare l’asticella è stato proprio Gian Piero Gasperini, subito dopo la fine di Sassuolo-Roma. E lo ha fatto parlando esattamente di Paulo Dybala, di questo Dybala qui, scintillante e fisicamente brillante come poche altre volte da quando è sbarcato a Roma. […] D’altronde, dopo un inizio di stagione altalenante – anche a causa dei postumi dell’infortunio della scorsa stagione e di un ritorno con un paio di “stop and go” – Dybala ora sembra aver trovato una continuità quasi inattesa. Quella di domani sera sarà infatti la sua quarta partita consecutive in cui partirà dal via, dopo quelle giocate contro Inter (77 minuti), Sassuolo (66, «ma potevo tenerlo in campo anche di più», le parole di Gasp) e Parma (90). […] Dybala a Milano dovrebbe giocare ancora una volta come punta di sinistra, in quel 3-4-1-2 con Cristante incursore che è stato la mossa vincente sia a Reggio Emilia (contro il Sassuolo) sia nel secondo tempo con il Parma. In quella posizione lì Dybala si trova più vicino alla porta di quando gioca invece da trequartista. […] Tra l’altro, il Milan è un avversario “comodo” per Dybala, uno di quelli che gli ha sempre portato fortuna. […] Ma molto più in generale, considerando che i rossoneri sono l’avversario maggiormente affrontato in carriera dall’argentino (27 partite, con 15 vittorie, 6 pareggi e 6 sconfitte), ma anche una delle sue vittime preferite. Al Milan, infatti, Paulo ha già segnato in tutto dieci reti, facendogli male anche con 6 assist. […] Ecco, allora Dybala proverà a migliorare anche questi numeri, considerando che in campionato, da quando è a Roma, contro i rossoneri non ha mai perso (una vittoria e tre pareggi, nelle due sconfitte del 2023/24 era out per infortunio). Tenendo ancora la Roma ben salda in vetta.

    (Gasport)