Non è più il colpo dei soliti ignoti

IL ROMANISTA (T. Cagnucci) – Il gatto di Gasperini più che a quello di Schrodinger rassomiglia a quello con gli Stivali, ma solo perché la sua Roma più che a un’ipotesi quantistica assomiglia a una favola. Viva. Primi o poi andiamo a Milano da Capitale con un pensiero stupendo che però più che bisogno d’amore è quello di sognare. Della Roma siamo sempre innamorati, non abbiamo bisogno di belle classifiche. La realtà di oggi è che Milano non è più lontana, ma è stasera, per una partita, comunque, da mille e una notte: più che favola è statistica, qui contro il Milan abbiamo ottenuto la vittoria numero 1000 quando tornammo a vincere nel Meazza rossonero in A dopo 19 anni. […] Voglio dire questa cosa: io questo Milan-Roma, decima giornata del campionato di calcio 2025/26, non la giocherei con lo spirito del “comunque vada”, perché tanto la classifica è bella, perché il Milan è forte e soprattutto perché a San Siro si potrebbe anche perdere, ma con la consapevolezza di chi sa che deve percorrere la sua strada e comportarsi di conseguenza. Non è un bonus, non è un jackpot questa partita, ma una tappa importante della costruzione di una squadra che sappia vincere. Cioè: va bene la leggerezza d’animo ma non la superficialità, non siamo dei dilettanti che vanno a provare il grande colpo dei soliti ignoti a Milano (anche se io quell’1-1 che racconta Giuseppe “Peppe er Pantera” Baiocchi in commissariato oggi me lo prenderei, eccome). […] Dai Roma vinci per noi, e un po’ di più per lui: Antonio De Falchi. EEE OOO.

(ilromanista.eu)

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Angelino: corsa e pallone. Ma serve altro tempo

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Servirà ancora del tempo per rivedere Angeliño a disposizione di Gasperini. Il terzino, sabato della scorsa settimana, ha avuto il primo approccio per una leggera corsa in campo e anche negli ultimi giorni si è rivisto sui prati verdi di Trigoria. Nelle prossime ore inizierà inoltre a riaccarezzare il pallone. Timidi segnali positivi per l’ex Lipsia, che però deve ancora avere l’ok dei medici per essere considerato recuperato ed iniziare quindi una vera e propria preparazione atletica dopo la bronchite asmatica che l’ha fortemente debilitato. L’ultima convocazione è quella del 2 ottobre con il Lille: Gasp lo aspetta a braccia aperte, ma bisognerà ancora attendere.

Dybala e Soulé in attacco. Dovbyk spera

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Gasperini non cambia. Cristante in posizione
avanzata è stata la mossa vincente a Reggio Emilia e nel secondo tempo con il
Parma. Il numero quattro dovrebbe esser riproposto sulla trequarti anche a San
Siro, alle spalle di Dybala e Soule. La Joya sta bene e viaggia verso la quinta
titolarità consecutiva in quindici giorni. Con questo assetto in attacco, El Aynaoui andrebbe a prender posto in mediana al fianco di Koné. Il tecnico, però, potrebbe anche sfruttare il momento positivo di Dovbyk e lanciarlo dal primo minuto. In questo caso, Cristante arretrerebbe la propria posizione ed il marocchino scivolerebbe in panchina. Spera in una maglia da titolare anche Pellegrini, che ha collezionato solo venticinque minuti nelle ultime tre gare. Il terzetto difensivo dovrebbe essere lo stesso impiegato con il Parma. Possibili conferme anche sulle fasce, con Wesley a sinistra – Tsimikas e Rensch continuano a non convincere
Gasp – e Celik sul lato opposto. Non convocati Angelino e Ferguson.

Roma sogna

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Una chance inaspettata per molti, anche dentro Trigoria. A dieci anni esatti di distanza dall’ultima volta, la Roma scende questa sera in campo a San Siro alle 20.45 contro il Milan con la possibilità di ritrovarsi da sola in testa alla classifica, grazie al pareggio di ieri del Napoli. E lo fa con un allenatore che si è insediato sulla panchina meno di 150 giorni fa, con la volontà di cambiare profondamente il volto alla squadra e di partire forte all’inizio di un progetto di respiro triennale. Anche per Gasperini è una sorpresa la posizione in classifica, ma
tiene i piedi ben saldi a terra senza nascondere la soddisfazione per i risultati: «Io non partecipo a discussioni su scudetto o Champions. Penso solo alla Roma e a come si rapporta con una squadra come il Milan. Entrambe hanno avuto un’ottima partenza. Gli obiettivi e i discorsi più ampi li lascio volentieri ad altri. È chiaro però che Inter e Napoli sono partite con i favori del pronostico e hanno qualcosa in più. Il nostro obiettivo è misurarci con loro, lo abbiamo fatto con l’Inter e abbiamo disputato un’ottima prestazione, ora ci misureremo a San Siro con il Milan, una squadra di grande valore. È una bella occasione per noi, una di quelle partite che ti fanno crescere». La sfida contro gli uomini di Allegri, al di là delle dichiarazioni della vigilia, rappresenta però un vero e proprio esame di maturità: più che pensare a fughe scudetto o ad altri voli pindarici, il match al Meazza dà l’opportunità di guadagnare punti su una diretta rivale per la qualificazione alla Champions League del prossimo anno. Una gara che darebbe anche un’importante dose di consapevolezza al gruppo, sempre elogiato da Gasperini per l’applicazione nel seguire i nuovi dettami tattici dopo la cavalcata con Ranieri. In una conferenza in cui arrivano elogi per tutti i giocatori citati – Dybala, Dovbyk, El Aynaoui, con qualche scintilla per la domanda su Pellegrini – Gasp dimostra di non accontentarsi di statistiche parziali e vuote, come il primato giallorosso nell’anno solare: «In termini di punti è difficile fare meglio, in termini di squadra, però, il lavoro quotidiano è la cosa più importante. Il mio obiettivo è migliorare, coinvolgere il più possibile tutti i giocatori e costruire un impianto di gioco che renda la rosa sempre più competitiva. Fare più punti di cosi è complicato, ma si può comunque diventare migliori. L’importante è che i punti che riusciremo a conquistare siano più efficaci, magari più pesanti, rispetto a quelli ottenuti finora. Abbiamo bisogno di risultati». Senza particolari guanti di sfida ad Allegri e con la testa bassa, la Roma va a San Siro per sognare in grande.

Massara torna a San Siro per la prima volta

Un filo di emozione, quella sì. Tanto la voglia di rivalsa, seppur presente, non si può
mai confessare. Ma quella di stasera è anche la partita di Ricky Massara, il direttore sportivo della Roma è l’ex più “nascosto” del match, lui che torna a San Siro per la prima volta dopo l’addio traumatico al club rossonero nel giugno 2023. […] Massara, al Milan, è stato una figura importante, artefice della crescita della squadra negli anni precedenti, culminata con la vittoria dello scudetto nel 2021-22: quel Milan arrivò a trionfare con un’età media di 26 anni e 93 giorni, la più bassa di sempre in A. Leao, Maignan, Theo Hernandez e Tomori sono alcuni dei colpi che portano la firma di Massara in coppia con Maldini. […]

(Corsera)

Roma, l’ora della verità

Ci sono due modi di approcciarsi a questo campionato della Roma. Uno, il fattore sorpresa, una posizione in classifica sovradimensionata, alcuni limiti evidenti ben nascosti fin qui dai risultati. L’altro invece allarga un po’ lo sguardo: nell’anno solare 2025, 70 punti in 29 partite, +8 sul Napoli, +11 sull’Inter, un campione sufficientemente ampio per evitare di considerare casuale il rendimento.
[…] Ecco: la partita di stasera a San Siro contro il Milan serve a capire. E il pareggio del Napoli ha aggiunto pepe: vincendo, Gasp se ne andrebbe in testa solo soletto. Per intendersi: l’ultima volta che e accaduto, alla 10ª giornata, è stato nel 2015-16. È una gara della verità, per usare un’espressione conosciuta. […] È il secondo esame di livello del campionato della Roma. Il primo, pur dentro una prestazione che non può essere definita negativa, è stato fallito. Il secondo è contro una squadra che è partita all’inizio della stagione dichiarando l’obiettivo qualificazione in Champions. Il risultato sposterà qualcosa. In termini ambientali, e non c’è neppure bisogno di spiegare il perché. […] A San Siro stasera arriva una Roma che in trasferta ha sempre e solo vinto, sia in Italia sia in Europa. E spesso convinto. […] Ecco: nell’ora della verità, Gasp non può non affidarsi alla miglior difesa d’Europa: 4 gol subiti in questo campionato, appena 15 in tutto il 2025. E le facce di questi numeri sono quelle di Mancini e Svilar. Sono i due giocatori più impiegati da Gasperini fino a questo momento. […] E a quello stadio sono legati: Svilar di fatto si prese il posto da titolare nel gennaio 2024, Mancini proprio lì segnò un gol importante nei quarti di Europa League. […]

(Corsera)

Allegri e Gasp, specialisti in missione. Modric e Dybala, ciak si gira lo show

Sanno come si fa. Max & Gasp, gli specialisti. A loro, alla loro esperienza e al loro
mestiere, alla loro conoscenza delle pieghe del calcio italiano, Milan e Roma si sono
affidate in estate per riprendersi il futuro – leggi qualificazione Champions con annessi milioni – dopo i troppi esperimenti dell’ultima stagione, conclusa con un ottavo e un quinto posto. Quante affinità fra rossoneri e giallorossi, che si affrontano stasera a San Siro davanti a 75 mila spettatori, con la Roma che può prendersi la vetta solitaria della classifica superando il Napoli fermato dal Como. Buon per i Friedkin, che con Cardinale condividono la stessa visione di sport e business, proprietà made in Usa fra stadio di proprietà e sostenibilità finanziaria che però si
raggiunge solo attraverso i risultati sul campo. Quelli che finora non sono arrivati. Da qui, la scelta (saggia) di affidare la missione ad Allegri e Gasperini, 58 e 67 anni, 1.123 panchine in due in A fra le 515 di Max e le 608 di Gian Piero, che ne fanno i più esperti del torneo. […] Stasera confermato titolare Leao (centrare nella testa di Rafa è difficile, ora sta ritrovando la condizione, sorride Max) che può giocare con Nkunku: la strana coppia. In mezzo, spicca il talento eterno di Modric: la lotta di classe con Dybala sarà la sfida nella sfida. Quel Dybala che fisicamente ha dato ottimi segnali. […] Poche cose invece hanno fermato Gasperini fin qui alla Roma. Qualche infortunio. Un mercato che non lo ha soddisfatto. E giusto ieri un gatto che ha interrotto la sua conferenza stampa a Trigoria cominciando a miagolare, facendo tornare alla mente il Vinicius durante i Mondiali 2022. «Risponde lui al posto mio», ha scherzato il tecnico. […] Per la Roma in verità è una conferma: nell’anno solare 2025, 8 punti più del Napoli e 11 dell’Inter. […]

(Corsera)

Dybala e Leao, una classe da 9

A pensarci bene, sono un po’ i mister Wolf di Gasp e Allegri. Perché Dybala e Leao sono chiamati a risolvere problemi che sì competono loro, essendo comunque degli attaccanti, ma che non dovrebbero essere di loro esclusiva prerogativa. Gol infatti fa rima con centravanti (leggi Gimenez e il duo giallorosso Dovbyk-Ferguson) e guardandoli, tutto pensi meno che i due debbano/possano ricoprire questo ruolo. Paulo è delicato ma tosto, come vuole un argentino doc, pupille blu ghiaccio che quando si accendono sai che di lì a poco accadrà qualcosa. Ma più che infilarsi dentro l’area, te lo immagini svolazzare dietro la punta, magari affiancandola, ca-
pace di dettare l’ultimo passaggio o di diventare decisivo con una giocata che strappa l’ooooh del pubblico. Con la Joya del resto la qualità è al potere, è uno dei pochi che quando calcia in serie A si ascolta ancora il rumore del pallone, prerogativa soltanto dei grandi, e può ruotare sul versante offensivo in qualsiasi posizione perché dove lo metti farà bene. Soprattutto se sta bene. […] Perché Dybala per i tifosi della Roma resta l’uomo dei sogni, quell’idea di campione che il calcio moderno sta pian piano erodendo dalle aspettative estive, implicati come sono i club nel far quadrare i conti. Per questo negli ultimi anni ci si è accontentati di ammirarlo per la metà delle partite: già basta l’altra metà infatti, per rassegnarsi a vedere stop ad inseguire, rigori sbagliati, tiri che non inquadrano mai la porta e passaggi sballati di tre metri. Il rapporto di Leao con i tifosi del Milan è diverso. Rafa è un po’ il vorrei ma non posso che a Milano, abituati a vedere i Modric a 20 anni e non a 40 (che comunque resta un bel vedere), mal sopportano. Ma poi il calcio è strano. Il tifoso ancora di più. E allora basta un gol per dimenticare tutto. Gol che Max e Gasp questa sera chiedono proprio a loro due, a quella che per molti – seppur a distanza – era e resta una strana coppia.

(Il Messaggero)

Milan-Roma, mai dire scudetto

Un po’ lo soffre, forse più di un po’. Le tredici sconfitte di Gasp contro Allegri sono una foto del passato, ma da oggi comincia il futuro e, con il Napoli fermato dal Como in casa, c’è futuro per entrambe. Milan e Roma sono due squadre che in fondo si somigliano: sono le due outsider del campionato, sono lassù a braccetto con Napoli e Inter, per tutti, le favorite per il titolo. Sono due squadre che non segnano molto (14 gol il Milan, 10 la Roma) e non subiscono tanto (7 reti i rossoneri, 4 i giallorossi). Entrambe hanno centravanti che si sono persi davanti alla porta, Dovbyk ha segnato due sole reti, Gimenez nemmeno quelle. I due allenatori, Max e Gian Piero inventano cose per ovviare a certe carenze e pescano sulla qualità di Leao e Dybala, ritornato ai suoi livelli (fisici) da un paio di settimane. Stasera a San Siro si capirà che strada le due squadre potranno prendere, per quali obiettivi potranno correre. […] La costruzione è sperimentazione e Gasp si è lanciato: sta proponendo più modi di giocare, mantenendo intatti certi principi. Roma camaleontica o Roma che sta solo cercando se stessa? […] E’ vero che Gasperini abbia ereditato una squadra da ricostruire, ma è altrettanto realistico ricordare come questo gruppo (più o meno) nel 2025 sia stato così bravo a totalizzare il maggior numero di punti rispetto alle avversarie. Un ruolino da scudetto e torniamo al discorso di cui sopra e che è tabù. […] Al di là dei sogni scudetto, la Roma ha bisogno prima di tutto di tornare in Champions. Per prestigio ok, ma soprattutto per i vantaggi economici che la partecipazione alla Coppa più importante concede. E la Roma, che non la gioca dal sette anni, ne ha bisogno più delle altre. […]

(Il Messaggero)

Leao e Nkunku contro la classe di Soulé e Dybala

Non ci sono macchine da gol, ma talento di sicuro in abbondanza. Milan e Roma stasera si affidano a due “strane coppie“. E nel poker giallorossonero non figura nemmeno un centravanti puro. Nkunku e Leao – il duo di Max Allegri – non hanno mai iniziato una partita insieme. Mentre Soulé e Dybala, mancini deliziosi al servizio di Gasperini, fino a qualche tempo fa erano impensabili senza un vero nove a completare. Attacchi particolari, insomma, a cui San Siro chiede però gol e spettacolo in una serata di gala, col tutto esaurito sugli spalti. […] A logica, Allegri ha provato più spesso Rafa che il francese, ma poco importa. Fondamentale sarà, piuttosto, la connessione tra i due. E la fame: Leao deve riprendere la marcia dopo lo stop di Bergamo (aveva segnato tre reti con Fiorentina e Pisa, prima di restare a secco con l’Atalanta), Nkunku è ancora alla ricerca del primo gol in Serie A, dove però non ha mai giocato titolare nelle prime nove giornate (nell’unica occasione in cui è partito dal 1′ – in Coppa Italia contro il Lecce – ha firmato il suo primo sigillo rossonero). Nella Roma, intanto, le certezze offensive sono Soulé e Dybala. E quello che sorprende è che dall’estate del 2024, da quando cioè Soulé è sbarcato in giallorosso, i due sembravano destinati ad entrare in competizione. Anzi, la dirigenza di allora aveva studiato proprio la staffetta, con Dybala out (in Arabia Saudita) e Soulé in. E invece oggi giocano uno fianco all’altro, anche se poi Dybala è costretto a spostarsi dall’altra parte, a sinistra, per ché tutti e due amano giocare a destra ma insieme non si può. E allora quello di maggior qualità Gasperini lo sposta anche nelle altre posizioni, perché sa che la Joya può rendere e aiutare un po’ ovunque. Anche se poi, a conti fatti, quello che finora ha fatto meglio è proprio Soulé, che in questo inizio di stagione ha già messo a segno tre reti e piazzato due assist. Insomma, il 38% dei gol della Roma (5 su 13 complessivi) passa proprio dai piedi di Matias. «È quello che sta giocando di più, le sue prestazioni sono sempre di livello. Ha continuità e questo mi soddisfa», le parole di ieri di Gasperini. Che poi oggi potrà decidere anche quando e come affidarsi al centravanti. Difficilmente avverrà dall’inizio, probabile che invece accada in corsa. Perché Dovbyk è in fiducia, viene dal gol decisivo con il Parma e sa che Gasp vuole tenerlo il più caldo possibile. Ci sarà spazio anche per lui. […]

(Gasport)