Coppa di Francia, impresa del Cannes: il club dei Friedkin elimina il Guingamp e vola in semifinale (VIDEO)

La magia della Coppa di Francia colpisce ancora. Ieri sera, infatti, il Cannes ha eliminato il Guingamp ed è approdato in semifinale. Il club di proprietà dei Friedkin, ha trionfato per 3-1 ed ha scritto la storia. Oltre al primo posto nel campionato,  la squadra di quarta divisione francese potrà giocarsi l’accesso alla finale della Coppa di Francia. A stendere il Guingamp sono state le reti di Abbas, Domingues e l’eurogol di Cedric Goncalves. Il calciatore classe 1993, sfruttando l’errore del portiere avversario, ha segnato direttamente da centrocampo.

 

Serie A, anticipi e posticipi dalla 27esima alla 29esima giornata: Como e Empoli alle 18, Cagliari alle 15

La Lega Serie A ha reso noti date e orari per i match dalla 27esima alla 29esima giornata. La Roma di Claudio Ranieri giocherà domenica 2 marzo alle 18:00 contro il Como allo Stadio Olimpico, contro l’Empoli in trasferta domenica 9 marzo alle 18:00 e infine domenica 16 marzo alle 15:00 in casa contro il Cagliari.

(legaseriea.it)

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Europa League, gli orari degli ottavi con l’Athletic Bilbao: andata alle 21:00, ritorno alle 18:45 (FOTO)

L’urna di Nyon ha decretato che agli ottavi di Europa League, la sfida sarà tra Roma ed Athletic Bilbao. L’andata del match contro i baschi si disputerà all’Olimpico, mentre, il ritorno al San Mames. La prima gara è fissata alle 21:00, la seconda alle 18:45.

(uefa.com)

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Bove: “Futuro? Il mio obiettivo è tornare a giocare. Non è escluso che possa togliere il defibrillatore. De Rossi? Mi ha messaggiato”

Edoardo Bove torna a parlare del malore che lo ha colpito sul campo dell’Artemio Franchi durante il match tra Fiorentina ed Inter. L’ex centrocampista della Roma si è confidato alla rivista statunitense Vanity Fair, raccontando il delicato momento della sua vita e spendendo anche qualche parola sul suo futuro.

Che ricordi ha di quel primo dicembre, di quel diciassettesimo minuto?
“Ricordo davvero poco, che ero in campo e che a un certo punto ha cominciato a girarmi la testa come quando ti alzi troppo velocemente dal letto, ho avvertito una sensazione di spossatezza… e basta. Non ricordo di essere caduto. Mi sono risvegliato in ospedale, toccandomi le gambe perché pensavo mi fosse successo qualcosa al ginocchio, un incidente. Per me, all’inizio, non è stato difficile come per i miei cari: io non capivo nemmeno la gravità della situazione, pensavo di essere semplicemente svenuto. Loro invece sapevano di avere corso il rischio perdere un figlio, un amico, o di potermi rivedere in condizioni… brutte”.

E ricorda qualche sensazione dei minuti in cui ha perso coscienza?
“No, il nulla. Mi hanno raccontato, però, che quando ero in ambulanza ho fatto un po’ di casino: gridavo, mi dimenavo, dicevo cose a caso. Ho urlato “Fiorentina” fortissimo. Mi hanno dovuto legare”.

Ha rivisto le immagini di quando si è sentito male?
“Subito, su Instagram. Preferisco prenderle di petto le situazioni, reagire immediatamente: se non posso farci niente, mi dico “andiamo avanti, vediamo cosa posso fare subito per stare meglio”. Capire le cause di quello che mi è successo è stato il passo successivo”.

Che cosa ha pensato?
“Sincero? ‘Ammazza che figura di… davanti al mondo intero. Ma non potevi scegliere un altro momento?!’. Era la partita delle 18, quella per il primo posto in classifica, la stavano guardando tutti. Detesto farmi vedere vulnerabile. Subito dopo, però, ho capito di essere stato molto, molto fortunato. Ho rischiato tanto, devo essere grato alla vita perché tutto è successo in un campo di calcio, col soccorso a portata di mano: in 13 minuti ero in ospedale. Non so come sarebbe andata, se fosse successo in un’altra circostanza. Dopo aver metabolizzato, mi sono sentito la persona più felice del mondo”.

Ha capito da solo che sarebbe potuto morire?
“No, me l’hanno detto”.

E qual è stata la sua reazione?
“Inizialmente mi hanno prospettato una situazione persino più grave di quanto realmente fosse. Ma lì per lì ero semplicemente contento di essere vivo. Era destino che andasse così, che mi salvassi. Non c’è altra spiegazione”.

Si è chiesto «perché proprio a me»?
“Certo. E anche ‘perché proprio nel momento migliore della mia carriera?'”.

Che cosa si è risposto?
“Mi reputo una persona buona, che rispetta sempre tutti, non ho fatto male a nessuno. A quelle domande non ci sarà mai una risposta”.

Ha passato 12 giorni in ospedale.
“Stavo bene, ero tranquillo. Ma vedevo la preoccupazione e la sofferenza negli occhi delle persone che mi vogliono bene. Sono un personaggio pubblico, sono abituato all’attenzione mediatica, anche alle notizie prive di ogni fondamento. Loro no. Hanno scritto qualsiasi cosa: che non sarei più potuto tornare a giocare, che mi sarei operato un certo tal giorno… Mia nonna mi ha chiesto: ‘Ma come, ti operi domani e non mi dici niente?'”.

Le ha fatto male?
“Sì, certi titoli, la ricerca dello scoop a tutti i costi. A un certo punto ho smesso di leggere i giornali”.

Come è andata, quando è uscito dall’ospedale?
“All’inizio ho saputo reagire con forza. Ma poi è arrivata anche la tristezza: mi sono buttato giù, non volevo vedere nessuno, non volevo fare niente. Non avevo voglia”.

Credo sia normale, ma lei come se lo spiega?
“Sono un po’ ossessionato dal controllo, una delle mie più grandi paure è perdere quello della situazione. Non ho potuto controllare ciò che mi è successo, e quindi, sotto sotto, già ero arrabbiato per quello. E poi, in questo momento, mi sento completamente in balia degli eventi, impotente”.

Era arrabbiato con se stesso?
“Lo sono ancora, un po’. Mi viene da chiedere al mio cuore: ‘Ma che scherzetto mi hai fatto, ma ce n’era proprio bisogno?'”.

E che cosa le ha risposto il suo cuore?
“Sto ancora cercando la risposta, è un’analisi che sto facendo dentro di me. Dal punto di vista medico c’è certamente una causa scatenante, ma ancora la dobbiamo capire fino in fondo. Sto facendo dei controlli, e altri ne farò ancora. Su questo fronte sono positivo e tranquillo. Però…”.

Quanto è importante il calcio nella sua vita?
“È uno dei miei più grandi amori. C’è quello per la mia famiglia, quello per la mia fidanzata e quello per il calcio”.

Ora è completamente fermo: le manca?
“Tantissimo. Non solo quello della serie A, mi manca proprio giocare con gli amici. Non poter giocare è stato come perdere il mio amore più grande, posso spiegarglielo solo così. Adesso la sfida è provare a continuare a essere me stesso, sapendo però di avere perso una parte importante di me”.

Ha ancora paura?
“Mi fa paura non avere, per la prima volta nella mia vita, una routine. Non ho uno schema da seguire, posso fare quello che voglio. Prima, mi svegliavo la mattina e sapevo che il mio obiettivo era allenarmi. Ora faccio 200mila cose in più, anche più importanti, ma arrivo a sera e mi chiedo: ma che ho fatto oggi? Non sono appagato allo stesso modo”.

Non si starà rattristando?
“Ma no, zero. So che questo è un periodo, una condizione temporanea. Il mio obiettivo è tornare a giocare a giugno”.

E come farà?
“Eh. Ho ancora qualche visita da fare, i medici devono incrociare tutti i dati”.

E poi? Ora ha un defibrillatore sottocutaneo in grado di rilevare il battito cardiaco irregolare ed erogare uno shock salvavita per riportarne il ritmo alla normalità.
“Se si decide di mantenerlo, in Italia non potrò giocare: qui da noi la salute viene prima dell’individuo, e non sto dicendo che sia una regola sbagliata. Ma all’estero sì, praticamente ovunque. Gliel’ho detto, il calcio è troppo importante per me, non posso permettere a me stesso di mollare così. Io ci riprovo, senza ombra di dubbio. Vedrò anche come starò: se avrò paura, se non sarò tranquillo… allora cambierà tutto”.

Sta pensando di giocare all’estero?
“Per come stanno le cose adesso, sì. Però non escludo affatto di poter togliere il defibrillatore: i medici mi stanno dicendo che c’è questa possibilità”.

In che città non le dispiacerebbe trasferirsi?
“Mi è sempre piaciuta Londra. E poi il campionato inglese è molto competitivo”.

Daniele De Rossi l’ha messaggiata?
“Eh sì, certo! Mi sarei arrabbiato se non l’avesse fatto”.

E Totti?
“Lui no”.

José Mourinho, suo grande sostenitore, l’ha definita un «cane malato». Voleva essere un complimento?
“Sì, anche se uscito male. So che mi vuole bene”.

Ha anche detto: “Sembra un trentenne”.
“Anche quello era un complimento. Non parlava mica del mio aspetto fisico”.

Si sente più maturo rispetto ai suoi 22 anni?
“Sono sincero: no”.

Allora Mourinho sbagliava.
“Lui parlava di certi miei comportamenti un po’ noiosi, un po’ pedanti”.

Che cosa riesce a immaginare, oggi, per il suo futuro?
“È molto semplice, sono due gli scenari. Il primo: continuo a giocare a calcio. Il secondo: nel caso in cui non potessi più farlo, lotterei per per trovare un nuovo fuoco dentro di me, che mi possa rendere sereno. Quella è la cosa più importante. Il giorno in cui andando ad allenarmi non mi sentissi più felice, sarei il primo a dire ‘ciao a tutti'”.

Su quale di questi due scenari scommetterebbe?
“Ma non c’è dubbio, io giocherò a calcio”.

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Roma-Monza: non ci sarà la conferenza stampa di Ranieri

Dopo la bella vittoria ottenuta contro il Porto ai playoff di Europa League, la Roma ricomincia a pensare al campionato. Nel posticipo del lunedì sera, allo stadio Olimpico arriva il fanalino di coda Monza fresco di cambio in panchina. Come di consueto quando ci sono le partite infrasettimanali, Claudio Ranieri non interverrà in conferenza stampa per presentare il match contro i brianzoli.

Roma agli ottavi di Europa League: Athletic Bilbao o derby con la Lazio. Domani alle 13 il sorteggio

LAROMA24.IT (Matteo Morale)  Missione compiuta. La Roma batte il Porto all’Olimpico e, con un totale di 4-3 supera lo scoglio playoff. I giallorossi, dopo il pareggio dell’andata al Do Dragao, ospitano i portoghesi in casa e li eliminano dall’Europa League vincendo per 3-2. Ora per la squadra di Ranieri arrivano gli ottavi di finale.

LA DATA DEL SORTEGGIO E LE REGOLE
L’Europa League entra nel vivo. A partire dagli ottavi di finale, infatti, scenderanno in campo tutte le squadre ancora in corsa. Il turno playoff, disputato tra i club che nel girone unico si sono piazzati dal nono al ventiquattresimo posto, ha ridotto le squadre partecipanti da 24 a 16. Ora, l’ultimo sorteggio delineerà il tabellone fino alla finale di Bilbao. Gli abbinamenti saranno, ovviamente, tra teste di serie (club arrivati nelle prime 8 posizioni del girone unico) e non teste di serie (tutte le compagini uscite illese dai playoff).

Anche questa fase dell’estrazione è simile alla precedente, con la differenza che le squadre uscenti dai playoff, sanno già la loro collocazione all’interno del tabellone. Dunque, i club vengono accoppiati in base alla loro posizione nella fase campionato, per andare a formare quattro coppie di teste di serie (prima e seconda classificata, terza e quarta, quinta e sesta e infine settima e ottava). Il sorteggio andrà ad assegnare alle compagini definite teste di serie, il proprio lato del tabellone. Il sorteggio si svolgerà venerdì 21 febbraio, a Nyon, alle ore 13:00 del fuso orario italiano.

LE DATE DEGLI OTTAVI DI FINALE
La Roma di Claudio Ranieri, essendo approdata agli ottavi tramite i playoff, sa già che dovrà disputare l’andata allo Stadio Olimpico, mentre il ritorno lontano dalle mura amiche. La prima sfida è in programma giovedì 6 marzo, mentre la partita che deciderà le sorti del passaggio del turno, si giocherà giovedì 13 marzo.

TUTTE LE SQUADRE QUALIFICATE AGLI OTTAVI

Teste di serie
LAZIO (ITA)
Athletic Bilbao (SPA)
Manchester United (ING)
Tottenham (ING)
Eintracht Francoforte (GER)
Lione (FRA)
Olympiakos (GRE)
Rangers (SCO)

Non teste di serie
ROMA (ITA)
AZ Alkmaar (OLA)
Steaua (ROM)
BODO GLIMT (NOR)
Viktoria Plzen (REP. CECA)
Real Sociedad (SPA)
Fenerbahce (TUR)
Ajax (OLA)

I POSSIBILI ACCOPPIAMENTI AGLI OTTAVI

  • Viktoria Plzen (REP. CECA)/ROMA (ITA) – LAZIO (ITA)/ATHLETIC BILBAO (SPA)
  • Bodo Glimt (NOR)/Fenerbahce (TUR) – Olympiakos (GRE)/Rangers (SCO)
  • Ajax (OLA)/Steaua (ROM) – Eintracht Francoforte (GER)/Lione (FRA)
  • AZ Alkmaar (OLA)/Real Sociedad (SPA) – Manchester United (ING)/Tottenham (ING)

Domani la Roma scoprirà se agli ottavi ci sarà il derby contro la Lazio di Marco Baroni o l’Athletic Bilbao già affrontato nella fase di campionato (risultato di 1-1 con gol di Dovbyk).

ROMA-PORTO: le probabili formazioni dei quotidiani. Tornano Hummels, Pellegrini e Angelino dal 1′, El Shaarawy sostituirà Saelemaekers

Alle 18:45, la Roma di Claudio Ranieri sfiderà il Porto nel ritorno dei playoff di Europa League. Si riparte dall’1-1 dell’andata e i giallorossi davanti ai propri tifosi non possono sbagliare. Per l’occasione, il tecnico ha scelto i migliori. In difesa torna Mats Hummels, dopo un paio di partite di pausa, e sarà affiancato dagli instancabili Mancini e Ndicka. Per sostituire lo squalificato Saelemaekers il ballottaggio è aperto tra Celik, Rensch ed El Shaarawy, con quest’ultimo in vantaggio. In mezzo al campo gli intoccabili Koné e Paredes, mentre a sinistra torna Angelino. Davanti insieme a Dybala e Dovbyk, dovrebbe giocare Lorenzo Pellegrini. Ma, non è esclusa la presenza di Pisilli.

LE PROBABILI FORMAZIONI DEI PRINCIPALI QUOTIDIANI

CORRIERE DELLO SPORT: Svilar; Mancini, Hummels, Ndicka; El Shaarawy, Koné, Paredes, Angelino; Dybala, Pellegrini; Dovbyk.

GAZZETTA DELLO SPORT: Svilar; Mancini, Hummels, Ndicka; El Shaarawy, Koné, Paredes; Angelino; Dybala, Pellegrini; Dovbyk.

IL MESSAGGERO: Svilar; Mancini, Hummels, Ndicka; El Shaarawy, Koné, Paredes, Angelino; Dybala, Pellegrini.

IL TEMPO: Svilar; Mancini, Hummels, Ndicka; El Shaarawy, Koné, Paredes, Angelino; Dybala, Pellegrini, Dovbyk.

IL ROMANISTA: Svilar; Mancini, Hummels, Ndicka; El Shaarawy, Koné, Paredes, Angelino; Dybala, Pellegrini, Dovbyk.

Non parlate di vessillo

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Non v’azzardate a parlare di vessillo solo perché abbiamo a che fare col Porto. È un sedicesimo di finale di Europa League, non uno Scudetto a cui mancavano 3 partite e 41 anni. Questa notte è la stessa con l’Eintracht, solo molto più difficile, ma in palio c’è lo stesso dovere di andare avanti in una coppa che i romanisti sentono “loro”. […] Oggi c’è Roma-Porto. Noi siamo un po’ il loro Feyenoord o loro per noi il nostro Liverpool: ci hanno eliminato tre volte su tre e almeno due volte eravamo più forti noi. Hanno stufato, so pure antipatici, hanno i colori e le amicizie sbagliate. È l’ora di mandarli a casa. […] Da ieri sappiamo che i giocatori lavorano con il sorriso e che si sento una famiglia: bene, ne prendiamo atto e sorridiamo anche noi, ma pure quando eravate tristi dovevate giocare a pallone. Nessun porto, siamo in mare aperto, con la bussola di Ranieri per superare scogli e onde da superare per arrivare dall’altra parte che si chiama Bilbao. […]

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Torna Hummels, El Shaarawy sulla destra

IL TEMPO (M. CIRULLI) – Hummels pronto a riprendersi la difesa, Celik insidia El Shaarawy. A poche ore dal calcio d’inizio della sfida con il Porto, Ranieri deve ancora sciogliere gli ultimi dubbi di formazione, a partire dal reparto arretrato, dove Hummels potrebbe ritrovare una maglia da titolare. Nonostante il tedesco abbia riposato nelle ultime tre partite, il tecnico giallorosso potrebbe confermare il terzetto difensivo visto una settimana fa a Oporto, schierando Celik sul centro-destra. Il turco rappresenta un’opzione anche per la fascia destra, dove mancherà Saelemaekers, squalificato. In quella zona di campo potrebbe agire El Shaarawy, ma attenzione alla sorpresa Soulé. Ballottaggi aperti anche a centrocampo, dove Pellegrini e Pisilli si contendono una maglia da titolare. In attacco, dopo aver riposato in Serie A, torneranno Dybala e Dovbyk.

Notte da Roma

IL TEMPO (L. PES) – Tornano le notti europee dell’Olimpico che negli ultimi anni hanno fatto sognare i tifosi della Roma. Una gara da dentro o fuori che i giallorossi si giocano davanti al proprio pubblico senza rimonte o imprese. Contro il Porto si riparte dall’esatta parità del Do Dragao. […] La gente della Roma è pronta a sostenere la squadra per novanta minuti e oltre se servirà. Nessuna chiamata alle armi da parte di Ranieri. Solito approccio soft e tanta concentrazione in vista di una serata cruciale. […] Tutti a disposizione, Hummels compreso, e tutti utilizzabili nel ruolo di esterno destro. […] Sarà la Roma dei migliori col rientro di Dybala e del tedesco e la fiducia a Dovbyk. Nessun calcolo rispetto agli eventuali ottavi in tema squalifiche. L’obiettivo resta uno solo: qualificarsi e festeggiare con i tifosi.