IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Nessuna lesione per Hermoso. É quanto emerso dall’ecografia effettuata ieri dallo spagnolo che ha avvertito un risentimento all ileopsoas, il muscolo lesionato un mese ta durante la sfida con il Torino. L’ex Atletico Madrid era in procinto di riprendersi una maglia da titolare con la
Cremonese dopo l’indisponibilità per la contusione al collo del piede. Poi, il fastidio durante il riscaldamento e la scelta di Gasperini di non rischiarlo, inserendo Ghilardi dal primo minuto. Dopo il giorno libero concesso dal tecnico di Grugliasco, la Roma si ritrova a Trigoria oggi pomeriggio per cominciare a preparare il big match con la Juventus. I prossimi giorni saranno determinanti per capire se Gasp riuscirà a recuperare qualche elemento del reparto offensivo. A cominciare da Soulé, che continua a convivere con il dolore provocato dalla pubalgia. L’argentino avrebbe bisogno di riposare, ma farà di tutto per essere disponibile domenica. Da monitorare, poi, le condizioni di Dybala. La Joya, alle prese con il recupero dalla contusione al ginocchio rimediata con il Milan, spera di aumentare i carichi di lavoro giorno dopo giorno. Discorso valido anche per El Shaarawy, frenato da un’infiammazione al tendine d’Achille. Ferguson è ancora in Inghilterra, dove è volato qualche giorno fa per effettuare una serie di consulti medici. Il Brighton, proprietario del cartellino, vuole approfondire il problema alla caviglia del centravanti irlandese, ma non è ancora stata presa una decisione su come procedere.
Autore: MatteoM
Roma totale
IL TEMPO (L. PES) – Tutti gli uomini del Gasp. Dalle poche certezze alle tante risorse, in pochi mesi il tecnico piemontese ha plasmato a sua immagine e somiglianza la rosa della Roma, partendo dal blocco dei titolari ai quali ormai si sono aggiunti giovani e meno giovani che nel corso delle settimane hanno scalato le gerarchie e oggi sono dei titolari aggiunti a tutti gli effetti. A ottobre erano otto-nove quelli dello «zoccolo duro» mentre ora tra i progressi di Ghilardi, la crescita di Ziolkowski e la vera trasformazione di Pisilli la doppia cifra è stata superata. Il match contro la Cremonese è stato il vero manifesto della Roma «totale» dell’allenatore di Grugliasco. L’emergenza offensiva non scalfisce le certezze dei giallorossi, che con un Malen in versione «one man show» riescono anche ad apprezzare la qualità del giovane Venturino. Ma soprattutto contro i lombardi si sono viste tutte le qualità di un gruppo che dall’inizio della stagione sa andare oltre i propri limiti. Il cambio modulo all’intervallo col passaggio alla difesa a quattro, il ritorno al gol da calcio piazzato e la disponibilità di tutti a dare qualcosa in più. Wesley ormai da mesi
gioca nella sua fascia non proprio ideale, Pellegrini ieri ha fatto l’ala d’attacco in tutto e per tutto a inizio ripresa e Cristante galleggia tra la mediana e la trequarti con grande naturalezza. Principi solidi e tanto sacrificio per arrivare all’obiettivo oltre a una partecipazione sempre più corale. Domenica all Olimpico la quota di marcatori diversi è salita a 14 in campionato (19 considerando anche le coppe). La continuità nelle partite contro le medio-piccole, finora, è stato il vero e proprio segreto del percorso romanista che non ha ancora visto sussulti nei big match ma a parte tre inciampi (Torino, Cagliari e Udinese) è stato arricchito da sedici vittorie con le squadre vicine in classifica. Domenica, però, c’è bisogno di una svolta per dare l’accelerata definitiva al quarto posto, o di più. Contro i bianconeri, in realtà, potrebbe bastare un pari ma il rendimento ormai consolidato di Como e Atalanta obbliga i giallorossi a continuare a correre. Il vantaggio di avere una settimana intera per preparare la gara, a fronte di sette giorni di fuoco per i bianconeri che domani affrontano il ritorno dei playoff Champions per provare a rimontare il Galatasaray. Resta, in ogni caso, la certezza di aver costruito in pochi mesi una squadra solida e dall’identità definita e riconoscibile. Un percorso appena iniziato ma che lo stesso Gasperini vuole accelerare da adesso. E la sua ambizione resta il motore più potente che la Roma possa avere.
Giovani ma già decisivi: Venturino e Pisilli hanno conquistato Gasp
“I cambi di Venturino e Pisilli ci hanno dato tanto”. Una delle fotografie del secondo tempo di Roma-Cremonese la scatta Gasperini in una frase. Perché c’è lo spostamento di Cristante sulla trequarti, c’è lo schieramento a 4 in difesa, ma anche l’inserimento dei due giovani giallorossi che ha cambiato l’inerzia contro gli uomini di Nicola. Con Dybala e Soulé ai box e Malen troppo isolato in attacco, Gasp ha scelto di cambiare pelle in corsa alla sua Roma. Prima con l’ingresso in campo di El Aynaoui, poi lanciando Venturino al posto di Zaragoza. È lì che la partita gira. Fino a quel momento la Roma era stata prevedibile, lenta, quasi scollegata. Con il classe
2006, invece, cambia il ritmo. Venturino entra e punta. Recupera palloni, cerca l’uno contro uno, si fa dare palla con continuità. Le statistiche raccontano la sostanza del «protetto» di De Rossi: un tiro che sfiora l’incrocio con il piede debole, tre passaggi chiave, 26 tocchi nella metà campo avversaria, il 90 per cento di precisione nei passaggi offensivi. Non solo brio, ma anche concretezza: suo l’angolo da cui nasce il raddoppio di Ndicka. Arrivato a gennaio dal Genoa, come contropartita nell’operazione Baldanzi, Venturino si sta ritagliando un ruolo all’interno della rosa. Complice anche l’ecatombe di infortuni. Domenica arriva la Juventus all’Olimpico e, a meno di miracoli, Soulé non sarà della partita, così come Dybala, disponibile solo part-time. Senza attaccanti, Gasp potrebbe coltivare la pazza idea di lanciare l’ex genoano dal primo minuto. Dall’altra parte c’è Pisilli, che continua a crescere dentro il sistema di Gasperini. Entra, segna e mette ordine: 18 minuti, un gol, 9 passaggi riusciti su 10, due palloni recuperati. […] Intanto dall’Argentina rimbalza sempre più insistentemente la voce di un ritorno in Argentina di Paulo Dybala. Contatti costanti tra l’enturage del calciatore argentino e il Boca Juniors, che punta a metterlo sotto contratto a parametro zero in estate. La Roma resta alla finestra, in attesa, intanto, del suo ritorno in campo. Non c’è ancora nulla di deciso, ma la sensazione sempre più forte è quella che l’argentino stia vivendo gli ultimi scampoli della sua avventura in giallorosso.
(La Repubblica)
Aspettando Vaz, la sorpresa è Venturino: c’è una Roma Under 23 che si fa largo
Che la Roma non fosse un instant team per vincere lo scudetto fin da subito si era capito già in estate. Avere undici Malen aiuterebbe e non poco, ma la realtà dei fatti è un’altra. Competere con le superpotenze europee è impossibile, Gasperini lo sa. Ci è voluto un po’ di tempo, ma col passare dei mesi il gruppo di fedelissimi è aumentato. Una macchina guidata dai soliti leader che con l’aggiunta di nuovi pezzi sta andando sempre più veloce. L’ultima scoperta è Venturino. Diciannove anni compiuti a giugno e arrivato come oggetto misterioso ha capito subito la differenza con Genova quando a sorpresa si è ritrovato i giornalisti che lo attendevano fuori da Fiumicino al suo arrivo. Neanche il tempo di firmare il contratto che si è ritrovato in campo con il Milan. Un po’ per emergenza un po’ perché le qualità le ha. Contro la Cremonese ha cambiato il match. Una rete sfiorata, tre passaggi chiave e il 100% di duelli vinti. Il diritto di riscatto è fissato a 8 milioni e il suo destino può incrociarsi con quello di Baldanzi. Serve continuità e Gasp è pronto a dargli ancora fiducia. Non é un problema i baby e tra le prime 4 in Serie A, la Roma è quella che manda in campo l’undici iniziale più giovane. A gennaio è arrivato anche Vaz, 22 i milioni sborsati dai Friedkin e la ciira crea aspettative per un ragazzino del 2007. Fino ad oggi si è visto poco e nulla, ma a Trigoria sono tutti sicuri che arriverà anche il suo momento. Il primo giovane ad imporsi è stato Wesley. Probabilmente il fatto che sia un titolare della Roma e della nazionale brasiliana trae in inganno ma la carta d’identità parla chiaro: classe 2003, non un giovanissimo ma neanche uno navigato. E tra i pari età c’è anche Soulé. Nel circolo dei 2003 merita una menzione speciale
Ghilardi. L’inizio è stato tutt’altro che semplice: zero presenze da titolare nelle prime diciotto. Poi la svolta: il 6 gennaio viene buttato nella mischia a Lecce. Da quel momento non è praticamente mai uscito dal campo. Ha iniziato dal 1′ sette delle ultime otto in Serie A, senza paura ha affrontato Milan e Napoli e ora lo attende la Juventus. E c’è anche un retroscena: l’agente aveva fissato un incontro con Massara per parlare di un eventuale addio in prestito. Il Torino era in pressing, poi le ottime prestazioni hanno cambiato il suo futuro. Una sliding doors molto simile a quella di Pisilli. Anche lui è stato ad un passo dal salutare la Capitale. De Rossi se lo sarebbe portato volentieri a Genova, ma per un ragazzo nato e cresciuto a Casal Palocco era troppo presto per salutare. In un mese è diventato il centrocampista con più gol (3) e domenica anche con soli 18 minuti a disposizione ha strappato applausi. E nel corso della stagione c’è stata gloria anche per Arena (2009) e Ziolkoswski (2005). Il futuro è in buone mani e la garanzia è l’allenatore che ormai ha conquistato la fiducia di tutti.
(Il Messaggero)
A difesa della Champions
Gian Piero Gasperini ha cominciato a ballare anche qui, i socialnavigatori possono verificare direttamente, almeno chi non lo avesse già fatto: c’è un reel nel quale improvvisa una danza poco prima di imboccare le scale per gli spogliatoi, davanti al pubblico del la Monte Mario. Un ballo di felicità? Di soddisfazione, quanto meno.
Ha di che essere soddisfatto, il Gasp. Ora come a Bergamo, la squadra viaggia al ritmo che lui le ha imposto. Si sta avviando pian piano verso la perfezione. I numeri parlano chiaro, un po’ come quella Gasp dance. La Roma non è l’Atalanta, segna di meno, forse è meno spettacolare. Ha giocatori diversi, non tutti adatti al suo calcio, specialmente in attacco, almeno per questa stagione in cui si è cercato di aggiustare un reparto spento, e in parte ci si è pure riusciti, con l’arrivo di Malen. I veri fuoriclasse sono là dietro, e hanno reso la difesa della Roma la meno penetrata in Europa: sedici gol incassati da Svilar in ventisei giornate sono davvero pochi, poco più di mezzo gol a partita (0,6), con dodici clean sheet. Una media da squadra scudetto, almeno in Italia. La Roma, il titolo, non lo vincerà, ma quei numeri possono garantire almeno il mantenimento del posto in Champions. La difesa si è evoluta nel tempo, ha vissuto sostanziali cambiamenti, metamorfosi. Prima si fondava sul terzetto più affidabile, era nata con Hermoso centrale di destra, poi lo spagnolo si è spostato a sinistra, avendo sempre come compagni Mancini e Ndicka. Poi, ha conosciuto l’alternativa, buona per i tre ruoli: Ghilardi. Il ragazzo arrivato da Verona tra mille diffidenze, si sta pian piano ritagliando gli spazi che merita. E’ cresciuto, ora tiene botta anche nei match più complicati; è migliorato anche commettendo errori grossolani, ed ora più che una riserva si è trasformato in un dodicesimo. E contro la Juve, con molta probabilità, dovrà giocare al posto di Hermoso che con la Cremonese si è stoppato durante il riscaldamento. Ieri Mario si è sottoposto ad esami strumentali: risentimento muscolare all’ileopsoas. La difesa è passata dal reggersi quasi esclusivamente sulle prodezze di Svilar, al vivere sulle marcature implacabili dei tre davanti a lui. Prima la Roma subiva molti tiri in porta, ora gli attaccanti avversari arrivano meno davanti portiere. Mancini è una garanzia, Ndicka si sta dimostrando un marcatore fenomenale e su di lui hanno messo gli occhi addosso molti club blasonati soprattutto in Premier e in Liga ed Hermoso, quando c’è, porta una buona dose di esperienza. Oltre a Ghilardi, ha mostrato una certa affidabilità anche Ziolkowski, decisivo in Europa League con il gol che ha regalato alla Roma la qualificazione diretta agli ottavi, e il solito Celik quando, sempre meno, viene impiegato nei tre. La fantastica Arsenal di Arteta, che ha vissuto il testa a testa con la Roma per essere la migliore difesa europea, è ora a 21 reti subite, come il Real Madrid. Ora la squadra che se la batte con la squadra di Gasperini è il Psg, ma parliamo dei campioni d’Europa in carica. Gasp ci può stare, e (anche) per questo balla.
(Il Messaggero)
Un muro da record, Roma da Champions: al top in Europa e ora i difensori fanno anche gol
Una difesa di ferro. Perché poi quando hai uno dietro l’altro gli attaccanti che cadono come birilli, allora i successi li devi costruire su altro. E Gasp quest’anno sta scalando posizioni e classifica anche grazie alla sua linea difensiva, una retroguardia che sta dimostrando un’affidabilità mai vista prima. Ma che, adesso, ha preso confidenza anche con il gol. Tanto che con la Cremonese Ndicka ha segnato il temporaneo 2-0 e sfiorato la doppietta in almeno altre due occasioni, mentre Mancini il gol se l’è visto negare solo dalla traversa. Una difesa che non resta a guardare e che, se può, sa rendersi pericolosa anche davanti. La Roma continua ad avere la miglior difesa d’Europa e questo già di per sé è un vanto non di poco conto. Tra i 5 campionati top d’Europa nessuno ha preso così pochi gol come i giallorossi, sia in termini assoluti (16 in 26 partite) sia come media (0,61 a partita). Insomma, un percorso che ha reso quasi impenetrabile la porta di Svilar, altro segreto monumentale di questa solidità difensiva. Fatto sta che i giallorossi in questo momento hanno fatto anche meglio di colossi europei come Arsenal, Psg, Bayern Monaco e Real Madrid. Basterebbe questo per far capire che tipo di risultato sta conseguendo la Roma di Gasp, dal punto di vista difensivo. Roma che, tra l’altro, contro la Cremonese ha piazzato anche il secondo clean sheet casalingo consecutivo, dopo il 2-0 ottenuto contro il Cagliari. Fattispecie che non capitava da quasi un anno, quando a cavallo dei mesi di aprile e maggio scorso i giallorossi. Ma il gioco di Gasperıni prevede anche che i difensori partecipino molto alla manovra offensiva. E non solo perché la linea quando difende è sempre abbastanza alta o perché l’aggressività per il recupero palla coinvolge anche i difensori stessi, fin da subito. Questo lavoro, ad esempio, lo fa sempre molto Gianluca Mancini, che Gasperini ha spostato sul centrodestra proprio perché ha una propensione maggiore ad accompagnare la manovra rispetto a Ndicka. Finora in questa stagione Mancini ha segnato una sola rete, nella trasferta di Europa League a Nizza, ma il gol è arrivato proprio con una proiezione offensiva che lo ha portato fino alla porta avversaria. Ndicka, invece, il suo primo gol in Serie A lo ha festeggiato proprio contro la Cremonese (con i giallorossi finora aveva segnato altre due volte, ma in Europa League), sfiorandone poi altri due. Perché lo step Gasp lo sta facendo anche altrove, cambiando la mente dei suoi giocatori. Che devono difendere, ma anche saper attaccare.
(gasport)
Venturino scala le gerarchie: con la Juve l’esordio da titolare?
Da oggi inizierà un lungo testa a testa. Perché se Dybala e Soulé rischiano di essere fuori causa anche per la sfida di domenica prossima con la Juve, Gasperini adesso sa bene di avere una soluzione in più in attacco. E quella soluzione si chiama Lorenzo Venturino, che si andrà a giocare il posto da titolare con Bryan Zaragoza. Un lungo testa a testa, appunto, verso la sfida contro i bianconeri. Dove Venturino potrebbe essere davvero la carta a sorpresa. Gasperini ne sta apprezzando sempre più l’intraprendenza e l’imprevedibilità e anche contro la Cremonese era stato tentato di mandarlo in campo dal via. Poi ha scelto di dare fiducia ancora a Zaragoza, che però lo ha convinto meno del baby arrivato in prestito (con diritto di riscatto a 7 milioni) dal Genoa. La prestazione contro la Cremonese, però, ha cementato alcune certezze, con Venturino che ha dimostrato di poter dare quella vivacità all’attacco giallorosso che Zaragoza, vece, ancora non riesce a offrire. Insomma, il sorpasso nelle gerarchie è vicino e potrebbe avvenire già d0menica, contro la Juventus.
(gasport)
Sogno Gasp, Roma: mai così in alto dalle stagioni di Totti
LEGGO (F. BALZANI) – Una Roma così in alto non si vedeva dai tempi di Totti. E proprio nei giorni che potrebbero segnare il ritorno della leggenda a Trigoria, la squadra giallorossa conquista il terzo posto e fa sognare quella Champions League che manca da sette anni. Tutto merito del fattore Gasp che ormai ha conquistato anche i detrattori della prima ora. Il tecnico ha stravolto la Roma e l’ha riportata finalmente in alto in classifica nonostante i tanti infortunati soprattutto nel reparto offensivo. Il tecnico ha conquistato prima la squadra, poi i tifosi. E, nonostante le frecciate pubbliche, vuole costruire nel prossimo futuro una Roma da scudetto con la società. Così in alto in classifica la Roma, a questo punto della stagione, non si trovava dal 2016-2017, l’ultima di Francesco Totti in campo. Una vita. I giallorossi a questo punto del campionato si trovavano in seconda posizione. Il bottino di 50 punti nelle prime 26 erano stato trovato anche nell’annata 2020/2021 ma in quel caso la Roma era quarta. Lo scorso anno i giallorossi erano noni, due anni fa settimi. Insomma un salto in avanti importante che certifica il lavoro di Gasperini concentrato ora anche sulla crescita dei giovani. Dopo Ghilardi e Ziolkowski, infatti, ha ripreso quota Pisilli (anche in ottica Nazionale). Il centrocampista contro la Cremonese, in soli 18 minuti, ha realizzato una rete, effettuato 9 passaggi precisi su 10 e recuperato due palloni. Numeri che danno continuità alla rinascita del talento di Casal Palocco. Ma occhio anche all’ascesa di Venturino, passato dalla panchina col Genoa alla possibilità di partire titolare contro la Juve. Tutto dipenderà dalle condizioni fisiche di Dybala e Soulè, Gasp conta di recuperarne almeno uno. ma in caso di nuovo (doppio forfait) c’è proprio il ragazzo di Genova in pole per una maglia da titolare nel tridente.
Serie A, Bernardeschi risolve Bologna-Udinese: gli emiliani salgono all’ottavo posto
Grazie ad un rigore trasformato da Federico Bernardeschi, il Bologna batte l’Udinese e ottiene la terza vittoria consecutiva tra campionato ed Europa League. La formazione di Vincenzo Italiano dopo un periodo di crisi torna in corsa per le posizioni europee ed ora gli emiliani salgono all’ottavo posto con 36 punti. I friulani invece, mantengono l’undicesima posizione a -2 dalla Lazio decima.
Serie A, Kean stende il Pisa: al Franchi finisce 1-0. La Viola aggancia il treno salvezza
La Fiorentina batte il Pisa 1-0 ed esce ufficialmente dalla zona retrocessione. Moise Kean risolve il derby toscano e porta al sedicesimo posto la formazione di Paolo Vanoli. La squadra di Hiljemark sempre più ultima insieme all’Hellas Verona. I Viola salgono a 24 punti agganciando Lecce e Cremonese (la Fiorentina avanti per scontri diretti con la formazione di Nicola, ma in svantaggio con la formazione di Di Francesco in attesa del ritorno), mentre il Pisa rimane a 15.