La Roma è una Joya. Dybala stellare: ora per l’Europa la strada è doppia

A ripensare a Roma-Bologna 2-3 dello scorso 10 novembre vengono i brividi. […] Quella, di fatto, era una Roma in piena lotta per non andare in Serie B, soprattutto a causa della gestione Juric. Poi, però, le cose sono cambiate e con Claudio Ranieri la Roma ha ripreso prima a camminare e poi anche a volare. Adesso, nelle prossime due settimane, la Roma continuerà la sua corsa verso l’Europa del prossimo anno. Con una differenza, però, rispetto a quel mese di novembre. E, cioè, che i possibili canali ora sono due, perché i giallorossi sono tornati a sperare anche in campionato. […] Ed allora occhi sull’Athletic Bilbao, l’avversario da superare negli ottavi di finale di Europa League per continuare a sognare. […]

La Roma viene da undici risultati utili consecutivi in campionato, l’Athletic nella Liga è caduto immeritatamente sabato in casa dell’Atletico Madrid. […] Intanto, però, la Roma ieri ha festeggiato la notizia più attesa: nessuna squalifica per Ranieri dopo le frasi “caldissime” rilasciate ad Oporto contro l’arbitro Stieler. […] E allora è ovvio come molte delle speranze romaniste passino proprio dai suoi piedi, da quelli di Dybala, a caccia del suo 200° gol in carriera. “Lo scorso anno sono stato vicino all’addio, ma poi ho pensato che dovevo fare ancora qualcosa in più per questi tifosi – ha detto Paulo – Ranieri è tanto allenatore quanto psicologo: capisce i giocatori, sa gestire lo spogliatoio. Con lui siamo più sereni”. […]

(gasport)

Baroni e Ranieri anime di Lazio e Roma

[…] Anche se sembrerà strano – tanto più ai tifosi, che si nutrono della rivalità cittadina – Lazio e Roma (in stretto ordine alfabetico) hanno qualcosa in comune. […] Ad agosto era la Lazio ad essere accompagnata da critiche e scetticismo, al termine di una campagna acquisti che aveva fatto storcere il naso. Ad ottobre è stata invece la Roma, reduce al contrario da un mercato molto dispendioso, a trovarsi in un tunnel. […] Ma non è questo, o almeno non è solo questo, il loro punto in comune. Perché se la stagione è poi piegata in maniera completamente differente […] enorme merito va ai due allenatori. […] Baroni e Ranieri – con i complimenti alla Lazio per aver saputo scegliere il pilota e alla Roma per essersi saputa correggere – sono indubbiamente i protagonisti delle due squadre capitoline. […]

Ranieri vive le Coppe al pari dei campionati, è – in tutti i sensi – un uomo e un allenatore da Champions. […] Baroni è stato applaudito e mai abbastanza esaltato per alcune salvezze che avevano davvero il sapore di uno scudetto; Ranieri ha invece compiuto la più straordinaria impresa a livello di club. Vincendo col Leicester, mettendo in fila Manchester City, Liverpool, Arsenal. […] Conoscenze ed esperienze alimentate da buon senso e capacità di farsi prima apprezzare, poi stimare, alla fine ammirare dai calciatori. […] E per questo, comunque, meritano un unico, fortissimo, applauso.

(gasport – A. Vocalelli)

Totti: “Alla Roma vorrei Ancelotti, ma con questa squadra non verrebbe. Dybala il giocatore che più mi assomiglia, a gennaio mi ha cercato il Genoa” (VIDEO)

VIVA EL FUTBOL OFFICIAL – Ospite a dir poco speciale nella puntata di ieri sera di “Viva el Futbol” (trasmissione su YouTube condotta da Daniele Adani, Antonio Cassano e Nicola Ventola): l’ex storico capitano giallorosso Francesco Totti. La bandiera della Roma ha parlato a 360° della sua ex squadra, raccontando inoltre alcuni aneddoti sul suo passato e sul possibile ritorno in campo vociferato in questi ultimi mesi. Queste le sue parole.

“Io ingrassato? Macché, sto in gran forma. Dai che alle 21 già dormo, facciamo presto che ormai ho una certa età. Tu ormai non hai più freni, ne dici pure di cavolate (Cassano ndr). Però sei schietto. Ma ti ricordi quando ti eri inventato che ti avevamo rubato l’assegno? Vabbè eri giovane, eri una bomba a mano quel periodo. In campo però ci trovavamo a occhi chiusi, sei stato un coglione dovevi giocare con me altri 15 anni”. Totti ha poi parlato delle recenti dichiarazioni di Moratti su una presunta supplica di Franco Sensi di acquistarlo per risanare alcuni debiti: “Moratti è un signore, un numero uno, ma le sue dichiarazioni non mi sono piaciute. Sensi non mi ha mai voluto vendere, non sentiva ragioni, si è sempre impuntato. Quindi, in caso, era il contrario: Moratti e l’Inter mi volevano, ma per i Sensi io sono sempre stato incedibile. E questo va detto. Per lui non c’era discussione, così come per me: rimanere a Roma. Questa è la verità”.

Un commento sulla situazione attuale della Roma: “Per vincere lo scudetto a Roma servono grandi allenatori, ma soprattutto grandi giocatori. Serve qualcosa in più rispetto a quello vedo, oggi la Roma merita il quinto-sesto posto, non di più. Ci sono squadre più forti in questo momento”. Non ci sono dubbi invece su chi dovrebbe venire ad allenare la squadra giallorossa: “Alla Roma serve Ancelotti, ma tanto non viene. E se venisse ti direbbe: qual è la squadra? Perché con questa non vengo, mi deve cambiare la spina dorsale. Se io dovessi essere il direttore tecnico proverei a convincere lui. E se alzo il telefono io è diverso rispetto ad altri. Gasperini è un buon allenatore, ma non mi fa impazzire. Io non riuscirei mai a giocare con il suo modo a tutto campo. De Zerbi invece mi piace moltissimo, ma a Roma sarebbe un punto interrogativo. A Roma si sono abituati ad allenatori medi…”. Restando sul tema allenatori, questo il commento di Totti su José Mourinho: “E’ uno dei più forti al mondo anche se tu pensi il contrario (Cassano, ndr). Se il classico tifoso che vuoi giocare bene e non vuoi vincere niente. Io sono l’opposto di te. Lui, Allegri o Ancelotti non fanno un gran gioco ma sanno mettere i giocatori in campo. E vincono, e conta il risultato. A Roma Mourinho ha giocato due finali europee, che gli vuoi dire?”.

Un ritorno poi al passato, quando il Real Madrid fu vicinissimo a portarlo via dalla Capitale: “Nel 2004 mi avrebbero dato una vagonata di soldi, dopo l’Europeo in Belgio per 9 anni ho sempre avuto tante richieste. Se avessi scelto un’altra squadra sarebbe stato più facile vincere un Pallone d’oro, ma quello che mi ha dato la Roma non me l’avrebbe dato nessuna città. Sono diventato Totti grazie a questo percorso, altrimenti ero uno dei tanti. Non era semplice rimanere qui, ne ho visti di giocatori scarsi passare vicino a me. Tommasi? No no, lui era uno buono”. E restando in tema di buoni giocatori: “Dybala è il giocatore che più mi somiglia oggi, fatico a trovarne altri in serie A. Paulo è un talento vero, non solo in Italia. Ai tempi miei c’erano tanti, oggi come lui ce ne sono 5 o 6 al mondo. Uno di questi è Yamal. Dybala ora sta bene, non fa fatica e non si ferma. In Serie A è il più forte, ma ce ne sono troppo pochi in Italia. Nel Brescia una volta giocavano Guardiola e Baggio, oggi nemmeno i nomi si conoscono”.

Si ritorna poi a parlare degli ultimi complicati anni di carriera da calciatore: “La società mi chiese se volevo restare, io dissi che sarei rimasto gratis e che stavo bene. Sapevo di poter continuare. Non avrei mai preteso di essere titolare, per me la Roma veniva prima di tutto. A tre giornate dalla fine mi dicono che devo smettere e che quello sarebbe stato il mio ultimo derby, in quel momento ho rosicato per i modi. L’ultimo anno con Spalletti è stato difficile, ma nel calcio capita. Il mio ritorno? Non ho mai pensato di giocare con un’altra squadra, non avrebbe avuto senso. Solo io Maldini abbiamo giocato 25 anni con la stessa squadra. Ma voi pensate che Messi in 25 anni alla Roma con Frau, Cesar Gomez e Pivotto avrebbe vinto tutti quei Palloni d’oro?”. Si chiude riparlando del suo possibile ritorno nel calcio professionistico di questi ultimi mesi: “Cerco di trovare qualche giovane forte e di farli crescere bene, ma non faccio il procuratore. Se poi qualcuno dovesse cercarmi valuterò, posso prendere in considerazione anche la Nazionale. In un’altra squadra no, tornerei solo la Roma. C’è solo la Roma per me. Io come Maldini? Mi piacerebbe, vorrei un ruolo importante ma non è che dovrei decidere da solo. Vorrei dare un contributo, saprei quale giocatori scegliere. A gennaio davvero mi ha cercato una squadra in Italia di Serie A, non scherzo. Stavo bene, ma non volevo cambiare città. Quale era la squadra? Dico solo che avrei dovuto vivere vicino a Cassano”. E quindi a Genova…”.

Juventus-Verona 2-0: in gol Thuram e Koopmeiners. Bianconeri al quarto posto

La Juventus approfitta dei pareggi di Inter, Napoli e Atalanta e si avvicina alle prime tre posizioni in classifica: nel posticipo della 27° giornata i bianconeri battono 2-0 il Verona e salgono al quarto posto a 52 punti, a -6 dai nerazzurri di Simone Inzaghi. Tante occasioni per i padroni di casa fin dai primi minuti anche se il primo gol arriva solamente al 72′ con il solito Thuram. Nel finale al 90′ trova la rete del 2-0 anche Koopmeiners che si riscatta così parzialmente dopo un periodo molto complicato.

Roma-Como, l’abbraccio di Ranieri a Fabregas negli spogliatoi: “Non devi sperare nella mia carriera, te lo dico con il cuore. Complimenti” (VIDEO)

Al termine di Roma-Como 2-1, negli spogliatoi dello stadio Olimpico, è avvenuto l’incontro tra il tecnico giallorosso Claudio Ranieri e Cesc Fabregas, con quest’ultimo che per squalifica ha dovuto assistere alla partita dalla tribuna dello stadio. Sir Claudio non ha risparmiato ulteriori complimenti per lo spagnolo che nelle interviste post partita si è augurato di fare la carriera del tecnico romano. Questa è stata la sua risposta durante un lungo abbraccio: “Non devi sperare nella mia carriera, te lo dico con il cuore. Complimenti”.

 

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Serie A, Milan-Lazio 1-2: decide Pedro su rigore all’ultimo respiro. Terza sconfitta di fila per i rossoneri

In un finale a dir poco incandescente la Lazio vince 1-2 a San Siro contro il Milan grazie a un gol di Pedro su calcio di rigore al 98′. Partita che si mette subito in discesa per gli uomini di Baroni che vanno avanti al 28′ grazie a un tap-in vincente di Zaccagni. Nella ripresa i rossoneri restano in dieci per l’espulsione di Pavlovic ma riescono all’84’ a trovare il gol del pareggio con un colpo di testa perentorio di Chukwueze. I biancocelesti però continuano a spingere e al 98′, dopo una revisione Var, trovano il gol del definitivo 1-2 con Pedro su calcio di rigore. La Lazio sale quindi a 50 punti e fa un salto importante in zona Champions League, il Milan si fa superare dalla Roma e ottiene la terza sconfitta consecutiva in tutte le competizioni.

DYBALA: “Dai tifosi sento un amore pazzesco, alla presentazione mi tremavano le gambe. Ranieri capisce i giocatori, ha portato tranquillità” (VIDEO)

CBS SPORTS GOLAZO – L’attaccante della Roma Paulo Dybala ha rilasciato una lunga intervista per il canale sportivo, in cui ha parlato a 360° della sua attuale esperienza in giallorosso. Queste le sue parole.

Sei in Italia da dodici anni ma sembra che non invecchi mai, qual è il segreto?
“Sì in tanti me lo dicono ma questa è una fortuna che ho, sono molto grato a mamma e papà che mi hanno fatto con questo viso giovane, spero di poter continuare così qualche anno in più. Vediamo se a fine stagione se continuo a stare così”.

Sei molto legato alla Serie A, qual è la cosa speciale dell’Italia?
“Sono molti anni che sono qua in Italia, ho avuto la possibilità di stare in tre squadre che si assomigliano ma sono anche molto diverse. Sono felice del mio percorso in Serie A e in Serie B che mi ha aiutato a crescere come giocatore e come uomo. E’ un paese che assomiglia tantissimo all’Argentina, da bambino vedevo tanti film italiani soprattutto a Roma e adesso trovarmi qui è il sogno di quel bambino che mi ha fatto crescere e che oggi mi godo in prima persona”.

Quello che mi impressiona di più è il tuo impatto fuori campo, con i giovani che fanno la tua Dybala Mask. Quante emozioni ti vengono?
“Tantissime, sono emozioni bellissime, quando vedi i bambini che ti seguono che cercano di imitare la tua esultanza. Essere d’esempio per loro è qualcosa di speciale, uno lavora dentro il campo per fare le cose bene per la squadra e i tifosi ma al tempo stesso cerca sempre di avere la disciplina e portare i valori che hanno trasmesso a casa mia sia in campo che fuori. Far vedere ai bambini che loro possano vedere in me qualcosa che loro vorrebbero essere”.

La tua presentazione a Roma. Cosa hai pensato quando hai visto tutta quella gente?
“Lo dico sempre, è stato uno di quei pochi momenti in cui mi sono tremate un po’ le gambe prima di vedere la gente, dietro le mura vedevo tutto quello che stava succedendo fuori ed era difficile per me crederlo in una situazione così. Arrivavo da una squadra con cui c’è tanta rivalità, che un giocatore della Juventus venisse accolto in un club tanto importante come la Roma non me l’aspettavo. La gente così mi ha fatto sentire fin dal primo giorno un amore pazzesco, unico, da quel giorno sapevo che dovevo dare qualcosa in più di quello che pensavo di dare, dovevo dare indietro sul campo quello che i tifosi mi avevano dato fuori”.

Ti viene un sorriso quando parli della Roma. Perché è così speciale?
“E’ difficile da spiegare, Roma ha un nome molto pesante come città, come storia e anche come calcio. Quando ti metti questa maglia che hanno messo giocatori come Totti, De Rossi o anche tanti argentini come Batistuta, senti il peso e il dovere di dare qualcosa per la gente e per la maglia”.

Quest’estate non è stata facilissima per te. Cosa è successo e come è andata?
“E’ stata un’estate calda e particolare per me, sono stato vicino all’addio ma poi parlando con mia moglie e la mia famiglia eravamo tutti d’accordo che non era il momento di lasciare la Roma, questa città e il calcio europeo, di poter continuare qua a scrivere ancora un po’ di pagine. Sapevo che dovevo fare di più e alla fine sono rimasto”.

Poi è arrivato Ranieri. Quanto è stato l’impatto di questo allenatore? Come si può spiegare?
“Una spiegazione facile per capire la sua dimensione è che lui è tanto allenatore ma anche psicologo, è fortissimo in quell’aspetto lì. Capisce tutte le situazioni, capisce i giocatori, sa gestire molto bene lo spogliatoio e questa cosa fa molto la differenza. Credo che da quando è arrivato  ha portato tranquillità e adesso siamo in una situazione completamente diversa rispetto a come avevamo iniziato, c’è molta tranquillità e serenità ma siamo consapevoli che arriva la parte più calda dell’anno. Tutto quello che abbiamo fatto non servirà a niente se non continueremo a giocare e ottenere risultati”.

C’era un video di Timothée Chalamet che ha detto: “Devo andare, devo vedere Roma e segnare Paulo Dybala”. Come è nato questo?
“E’ stato bellissimo perché lui era a un evento qua a Roma, ci siamo salutati, abbiamo scattato qualche foto e ricordo che quel giorno si è portato via le mie scarpe con cui avevo giocato. Siamo rimasti in amicizia e ci siamo scambiati qualche messaggio, gli ho detto che la prossima volta ci vedremo a Los Angeles”.

A lui piace il calcio?
“Gli piace tantissimo, ma non so come mai è un grande tifoso della Roma, gli ho detto che la prossima volta andremo a cena e gli farò qualche domanda sul calcio per vedere quanto ne capisce”.

Tu sei tra quei giocatori che è sempre un piacere vedere in TV. Spero che resterai a Roma per tanti anni e che alla fine di quest’anno ci possa essere un trofeo.
“Speriamo, vi mando un forte abbraccio”.

Lione, Fonseca espulso dopo un testa a testa con l’arbitro: rischia 7 mesi di stop. Il direttore di gara: “Inimmaginabile e intollerabile”

Clamoroso quello che è successo nel finale di Lione-Brest, con protagonista l’ex tecnico di Roma e Milan Paulo Fonseca. Nei minuti di recupero della sfida, sul risultato di 2-1 per i padroni di casa, il Var ha richiamato l’arbitro Millot per un possibile fallo di mano in area di rigore. Il portoghese, già ammonito, ha protestato con veemenza prendendosi un secondo cartellino giallo e ha reagito con rabbia andando testa a testa con il direttore di gara. Il rigore poi non è stato comunque concesso ma il tecnico ora rischia ben 7 mesi di squalifica.


Questo è stato il commento dell’arbitro dopo questo spiacevole episodio: “Ha l’atteggiamento di chi provava a tirarmi una testata. Inimmaginabile da un allenatore professionista. E’ intollerabile”.

Serie A, Fiorentina-Lecce 1-0: decide Gosens, Beltran sbaglia un rigore. Viola a 45 punti

Dopo un periodo complicato la Fiorentina ritrova il successo nell’anticipo della 27° giornata contro il Lecce. Al Franchi la squadra di Palladino si impone 1-0 grazie al gol dopo 8 minuti di Gosens su assist di Dodo. Nella ripresa i padroni di casa avrebbero l’occasione di raddoppiare ma Beltran fallisce un calcio di rigore. Con questi tre punti la Fiorentina sale a 45 punti superando temporaneamente il Bologna e arrivando a -2 dalla Lazio, mentre il Lecce resta a 25 a +4 dalla zona salvezza.

Athletic Bilbao: Nico Williams out dall’allenamento odierno per sintomi influenzali (COMUNICATO)

Arrivano ulteriori aggiornamenti negativi in casa Athletic Bilbao, prossima avversario della Roma agli ottavi di Europa League. Come confermato dal club tramite un comunicato ufficiale, oltre al recente infortunio di Sancet, anche Nico Williams si è dovuto fermare e saltare quindi l’allenamento odierno. Per lui sintomi influenzali che verranno valutati nelle prossime ore.

(athletic-club.eus)

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