Candela: “Ranieri finora ha fatto un lavoro perfetto. Angelino mi piace moltissimo, corre anche più di me” (VIDEO)

Il nuovo protagonista del podcast ufficiale della Roma su YouTube è l’ex terzino francese Vincent Candela, vincitore di campionato e Supercoppa Italiana nel 2001 e considerato uno dei migliori nel suo ruolo in tutta la storia giallorossa. Queste le sue parole.

Smesso di giocare ti vediamo sempre lì allo stadio, molto attivo sui social. La Roma ti è rimasta dentro.
“Non te lo so dire, è tutto naturale. Sono quasi trent’anni che vivo a Roma, le mie tre figlie sono nate a Trastevere, mia moglie è romana…è tutto naturale. Io sto bene qui, ho sempre avuto un bel rapporto con la gente fin dal primo giorno, mi sento a casa e grazie a loro ho fatto il mio percorso. Ancora oggi mi viene normale tifare Roma”.

E’ come se non te ne fossi mai andato.
“Perché io sono istintivo, mi arrabbio su un cross sbagliato, mi alzo e mi dicono di abbassarmi perché sto sempre in piedi, sono fatto così. Ho fatto tutte le cose con passione, a volte ho sbagliato ma le ho fatte col cuore, mi viene naturale”.

Mai pensato di fare l’allenatore?
“Quello è un lavoro vero, un conto è un calciatore, quello non è un lavoro ma un piacere. L’allenatore ha tante responsabilità, a volte ci ho pensato, ma anche come quarto, quinto o ottavo (ride, ndr), col gruppo e con i giocatori ho grande empatia e mi sono trovato bene con tutti quelli con cui ho giocato e non ho giocato. Mai dire mai”.

Questa Roma così cambiata da Claudio Ranieri, è uno che vede oltre certe cose. Non è un gran normalizzatore, è un grande allenatore.
“Far uscire il 200% da ogni giocatore è la cosa più difficile, mister Ranieri come esperienza ha pochi che lo battono, non solo per l’età ma per tutte le squadre che ha allenato. Sta riportando la normalità, la Roma ha giocatori per per stare nella parte alta della classifica, sta facendo un lavoro perfetto finora”.

Forse era sbagliata la percezione della Roma prima, la rosa della Roma ha qualità.
“E’ una rosa competitiva, ha giocatori, ha campioni, ha esperienza, ha campioni del mondo, non è poco”.

Quanto vi volete bene con Francesco (Totti, ndr)? Cosa vi univa così tanto?
“Tutte le battaglie fatte in campo e in allenamento, per dieci anni abbiamo giocato insieme poi io ho smesso e lui ha continuato e per dieci anni non ci siamo più visti. La stima e il rapporto che ho e ho avuto con lui è perché si fida di me, è un bel rapporto di amicizia che va oltre trent’anni e mi fa piacere”. 

L’inserimento nella Hall of Fame è stato emozionante per te.
“E’ sempre importante, io vivo di emozioni e quando ti chiama la Roma per far parte dell’Hall of Fame…fai parte di una squadra che non è solo undici giocatori, ma ventidue con la società e i tifosi, l’ho sempre pensata così. Quando fai parte della Roma ed entri nella Hall of Fame è gratificante, una bella soddisfazione”.

Parliamo di Angelino, inizialmente ha faticato ma ha un bel piede.
“Appena l’ho visto ho notato che è uno che si prende rischi e mi piace, non è banale e corre anche più di me, non si ferma mai, corre veloce e verticalizza tanto, inizia a fare anche i gol. E’ un giocatore importante, poi sulla fascia quando si gioca a 5 fa avanti e indietro, non è facile oggi che fisicamente sono tutti fortissimi, è un giocatore che mi piace moltissimo”.

Ora lo accostano molto a Dimarco, è cresciuto tanto nella considerazione.
“Dimarco è bravo, Theo è un fenomeno ma il livello di Angelino si sta avvicinando al loro”.

Ti mostro due foto insieme a due esterni discreti (Cafu e Maicon ndr).
“Pendolino, una persona che ride sempre, è stato un campione del mondo ma ha avuto anche dei dolori nella sua vita. E’ sempre positivo, un grande campione e un grande uomo. Con Maicon non ho giocato insieme, solo qualche amichevole, parliamo di due dei terzini destri più forti della storia”.

Mi viene in mente Zeman, è un momento particolare per lui, un tuo pensiero.
“Non ho mai litigato con un allenatore quanto con lui, ero giovane e correre tutti i giorni, fare i gradoni tutti i giorni, non ero abituato a questo. Col tempo però ho capito che se non lavori senza pallone poi non rendi, questo mi è servito dopo con Capello, mi ha fatto capire anche questo. Sono cresciuto dai 5 anni ad oggi solo col pallone, non capivo perché correre senza. Zeman ha la sua metodologia, forse è sbagliata sulla fase difensiva, ma sono stati due anni belli e oggi ha i suoi problemi e gli sto vicino. Spero presto di abbracciarlo”.

La tua voglia di libertà la vediamo anche con le moto.
“Ogni tanto ci venivo a Trigoria e mister Capello non voleva, anche se ogni tanto me lo concedeva. Anche lui ci faceva uscire il 300% di noi, mi aveva capito e per questo chiudeva ogni tanto un occhio”.

E’ vero che tu e Francesco eravate sempre gli ultimi nelle ripetute?
“C’era pure Di Biagio, non eravamo da soli (ride, ndr). A me piace correre col pallone, per me stare in campo senza pallone era perdere tempo ma poi ho capito che serve. L’anno dello scudetto ho fatto comprare 11 moto alla mia squadra, per far capire che gruppo eravamo, l’ho fatta a Mangone, Rinaldi, Delvecchio, Di Francesco, Lupatelli, Nakata, Montella…Il gruppo è importante e questo ne è un esempio”.

Parliamo del padel. Chi è il più forte?
“Pizarro è bravo, abbiamo il nostro ranking, l’anno scorso ho vinto io poi c’è Pizarro, Locatelli, Fiore fino a due anni fa era il più forte, la coppia con Giannichedda era dura. Francesco dipende dalle giornate, Daniele sta crescendo, Toni con Di Biagio e Albertini se la giocano. Ci divertiamo. In Francia il migliore è Deschamps”.

Ti abbiamo visto anche ballare, sei uno che spazia.
“A me piace sperimentare, sono curioso di base, ballare è stata un’esperienza bella ma non fa per me. Delvecchio è bravo, ha fatto tanti corsi”.

Cosa ti auguri per questa Roma in crescita?
“Sono ormai 3-4 anni che lo stadio è sempre pieno, mi auguro di vedere la Roma vincere, non dico lo scudetto anche se basterebbe poco, bisogna essere preparati come squadra, società e i tifosi. Sarebbe giusto per la gente appassionata che c’è, ne parlo spesso con loro, non vivo della gloria del passato e sarei contento se la Roma rivincesse. Mi auguro di vedere una Roma importante che duri per tanto tempo, tra poco arriviamo a cent’anni…”. 

Trigoria: Celik in gruppo, individuale per Saud e Rensch. Terapie per Dybala. Ranieri carica i suoi: “Riconquistare subito palla” (FOTO e VIDEO)

Continua la preparazione della Roma in vista della delicatissima sfida di domenica sera (ore 20:45 allo stadio Olimpico) contro la nuova Juventus di Igor Tudor. Gli uomini di Claudio Ranieri sono scesi in campo a Trigoria per l’allenamento giornaliero: Celik ha svolto tutta la seduta integralmente in gruppo, mentre Saud e Rensch hanno effettuato individuale. Il tecnico giallorosso si è complimentato coi suoi giocatori: “Bravi bravi, subito reagire, da perdere palla a riconquistarla immediatamente”. Da segnalare due bei gol in partitella di Dovbyk (sinistro all’angolino) e Koné, con la sfida che è stata vinta dalla squadra formata dal centravanti ucraino, Cristante, Pellegrini, Hummels, Angelino e Gollini. Paulo Dybala, invece, ha svolto terapie.

(LR24 – Emanuele Grilli)

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Southampton, Juric: “Il nostro obiettivo? Non essere la peggior squadra nella storia della Premier League” (VIDEO)

Dopo l’esperienza negativa sulla panchina della Roma, Ivan Juric è diventato lo scorso 21 dicembre il nuovo tecnico del Southampton in Inghilterra. La situazione del club inglese è pero tuttora molto critica, con soli 9 punti totalizzati in campionato e una retrocessione che si sta concretizzando ogni giorno di più. Anche il tecnico croato sembra essersi arreso e le dichiarazioni in conferenza stampa prima della sfida di stasera contro il Crystal Palace lo confermano: “Il nostro obiettivo è non essere la peggior squadra della storia della Premier”.

(southamptonfc.com)

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ASPRI: “L’aggancio della Roma alla Lazio è meritato” – CAMELIO: “Firmerei per l’Europa League”

All’interno delle trasmissioni delle emittenti radiofoniche della Capitale l’argomento principale è Roma-Juventus, partita in programma domenica alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico e valida per la trentunesima giornata di Serie A. “Chi vincerà sarà la candidata principale per il quarto posto”, dice Fernando Orsi. Ugo Trani parla del possibile arrivo di Stefano Pioli: “È da contestazione, mi auguro che la gente protesti e glielo impedisca…”. Paolo Assogna, invece, rivela dei retroscena su Massimiliano Allegri: “Mi ha detto che l’ipotesi Roma è una cavolata clamorosa, ha risposto in maniera categorica”.

Proseguono le analisi e i commenti sulle frequenze romane anche nel pomeriggio. Mentre si continua a discutere sulla cruciale partita contro la Juventus, emergono i dubbi sul quarto posto: “La Champions resta molto difficile da raggiungere per la Roma“, avverte Roberto Maida. Infatti c’è chi, come Enrico Camelio, teme il calendario e si accontenterebbe: “Firmo ora per la Roma in Europa League“. Ma non manca chi sottolinea i meriti attuali, come Fabrizio Aspri: “L’aggancio in classifica della Roma alla Lazio è meritato“.

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto“, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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Roma-Juventus? Non vedo una favorita. I giallorossi hanno carattere, vincono anche giocando male come con Cagliari e Lecce. Chi vincerà sarà la candidata principale per il quarto posto (FERNANDO ORSIRadio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport & News)

La Roma ha fatto un percorso clamoroso, i giallorossi possono battere la Juventus anche se la squadra vista a Lecce non basterebbe. Sulla trequarti serve qualità, l’assenza di Dybala si sentirà (ROBERTO PRUZZO, Radio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport & News)

Dovbyk è un attaccante da 25 milioni, il suo problema è il prezzo con cui è stato pagato. Perché non l’ho mai visto scaraventare un difensore con forza fino all’ultima partita… (RICCARDO TREVISANI, Manà Manà Sport Roma, 90.9)

Allegri alla Roma? Mi ha detto che è una cavolata clamorosa, ha risposto in maniera categorica. Pioli, invece, mi ha riferito che ha diverse possibilità e non ha messo una pietra sopra l’argomento (PAOLO ASSOGNAManà Manà Sport Roma, 90.9)

Anche la difesa a 4 credo che sia una possibilità migliore rispetto ad inserire Hummels. Non penso che il tedesco possa più giocare nella Roma (MARCO JURIC, Manà Manà Sport Roma, 90.9)

Sarri? Per me è un buon allenatore e un grande lavoratore, lo prenderei. Pioli è da contestazione, mi auguro che la gente protesti e glielo impedisca… (UGO TRANITele Radio Stereo 92.7, Te la do io Tokyo)

Pioli è un buon allenatore, ma non mi sembra all’altezza di un compito del genere. Io vedo Allegri alla Roma, potrebbe fare una buona con alcuni ritocchi in questa squadra (ANTONIO FELICITele Radio Stereo 92.7, Te la do io Tokyo)


La Champions League resta molto difficile da raggiungere per la Roma (ROBERTO MAIDARadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

Le due punte darebbero più peso all’attacco giallorosso. Un 4-3-3 con due esterni pronti a crossare per Dovbyk sfrutteresti le sue caratteristiche. Con i due trequartisti forse ancora non si trova, ma non è detto non possa farlo (ANDREA DI CARO, Manà Manà Sport 90.9)

Non credo che la Roma sia appagata dopo le 7 vittorie di fila (LUIGI FERRAJOLORadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

L’aggancio in classifica della Roma alla Lazio è meritato. Champions League? Senza Dybala è molto complicato, bisogna puntare sulla forza del gruppo (FABRIZIO ASPRIRadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

Firmo ora per la Roma in Europa League: i giallorossi rischiano di restare a mani vuote a causa del calendario (ENRICO CAMELIORadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

Pruzzo: “Sarei dovuto andare via prima dalla Roma. Con i campioni dell’83’ eravamo un gruppo molto legato, Liedholm mi ha dato tutto”

CORSPORT – L’ex storico attaccante della Roma Roberto Pruzzo ha rilasciato un’intervista speciale per il quotidiano sportivo, dove riavvolge il nastro della sua carriera nel giorno del suo settantesimo compleanno. Queste le sue parole.

Roberto, ma è vero che prima delle partite (o durante) ti sentivi male per la tensione?
“In campo mi trasformavo. In certe partite eravamo tirati al massimo, io in particolare con il mio carattere litigavo con tutti, ma devo anche dire che quando l’arbitro fischiava la fine non mi ricordavo più niente. Con il mio carattere, di grandi partite non ne ho sbagliata nessuna, magari rischiavo di non riuscire a mantenere la stessa concentrazione contro gli avversari più scarsi. Una giusta tensione deve esserci sempre”.

Ancora oggi vi rivedete spesso tra voi, i campioni dell’83.
“Eravamo un gruppo molto legato. Certo, con Bruno (Conti, ndr) ho giocato insieme dieci anni, non può esserci lo stesso rapporto con chi ha giocato un solo anno. C’è stato qualcuno con il quale non avevo un grande feeling, ma con Iorio e Prohaska ho giocato una sola stagione e siamo rimasti in ottimi rapporti”.

Hai legato quasi tutta la tua carriera alla Roma, per i tifosi sei ancora il Bomber. Ti è dispiaciuto essere andato a chiudere a Firenze?
“No, assolutamente. Forse alla Roma l’ho tirata un po’ per le lunghe, avrei dovuto andare via prima. Avevo bisogno di sentirmi io: quando diventi un’alternativa, quando sei stato il numero nove per tanti anni, fai fatica. E poi non ero un granché da panchinaro. A Firenze mi sono trovato bene, in un ambiente di amici, bella esperienza. Al di là del gol nello spareggio Uefa che fece fuori la Roma (ride, ndr). Lì ho trovato un gruppo di persone che conoscevo bene, con Sven (Eriksson, ndr), il suo secondo Santarini, l’allenatore dei portieri Negrisolo”.

Tra gli avversari pochi amici, uno dei più spigolosi era Brio.
“In campo non bisogna essere amici, devi fare qualsiasi cosa per mettere in difficoltà chi ti sta davanti, in campo vale tutto, poi tra persone serie finisce lì. Ma quello che più di tutti mi rompeva le palle era Vierchowod. Purtroppo l’ho avuto come compagno un solo anno: avrebbe dovuto fare 500 partite con la Roma, era uno tosto, uno duro”.

Oggi sono 70, cosa chiedi alla vita?
“Conta la qualità di come si vive, è fondamentale. Ti devi allenare, più passano gli anni e più devi stare attento. Io non lo sono molto…Avrei voluto fare la maratona, ho corso per tanti anni, ora non lo faccio più come prima. I malanni ci sono, ci mancherebbe, mica sono bionico. Non ho più il ritmo di qualche anno fa. Ti devi adeguare alle situazioni e trovare sempre una motivazione per essere felice. Non sempre è facile trovarle e così c’è il rischio di cadere nella depressione, ti vengono brutti pensieri in testa. Mia moglie è stata fondamentale, ma devo dire grazie a Roberta che in certi momenti è stata più di una figlia. Ora è tutto superato”.

In campo eri un rompiscatole. Con gli avversari, i compagni, gli arbitri. Eppure sei stato espulso raramente.
“Ma io ero amico degli arbitri, sono riuscito a creare un rapporto confidenziale. Il mio vaffa era plateale, ma valeva quello che gli dicevo in campo. C’era un certo rispetto reciproco. A parte qualche eccezione, riuscivo ad avere un buon rapporto con gli arbitri”.

Liedholm ti ha dato tutto.
“Non c’è dubbio, da tutti i punti di vista. Credeva in me perché ho sempre giocato e poi aveva costruito una squadra che mi metteva nelle condizioni migliori per fare gol. Mi dava tranquillità e responsabilità e mi permetteva di dare il meglio. Ma in assoluto non ho mai avuto grandi problemi con gli allenatori, ho sempre giocato, ho sempre fatto il titolare fino all’ultimo. Liedholm era un personaggio, in assoluto. Sulla sua scaramanzia si potrebbe scrivere un libero. Una volta, prima di una trasferta a Cagliari, ci portò in ritiro a Busto Arsizio per incontrare un suo amico mago. Non voleva mai i fiori fuori dallo spogliatoio”.

In Nazionale invece non è stato così, anche se in quegli anni eri il centravanti che segnava di più.
“Il diritto di giocare in azzurro non si acquisisce con i gol. Ho perso un paio di Mondiali, è andata così. Il carattere fa parte della persona. Io se devo dire qualcosa la dico, con educazione. A quei tempi Bearzot aveva altre esigenze e quando ho espresso il mio disappunto perché pensavo di meritare di essere titolare non sono stato più chiamato. Preferiva Paolo Rossi, ha vinto e ha avuto ragione lui. Ma non ho rimpianti”.

Oggi c’è un altro Pruzzo?
“Ce ne saranno tanti meglio, ma come me non c’è nessuno”. 

Totti-Blasi, ora parla Iovino: “In aula l’uomo del caffè”

Proprio mentre la procura chiede l’archiviazione dell’indagine per evasione fiscale a carico di Francesco Totti, i riflettori si accendono su un altro capitolo spinoso della sua vita privata. E’ il giorno di Cristiano Iovino, il supertestimone nel processo di separazione tra Ilary Blasi e l’ex capitano della Roma. Il personal trainer è atteso oggi in tribunale, al civile, convocato direttamente dal giudice. […] Ma chi è Iovino? Secondo quanto da lui stesso dichiarato in un’intervista, avrebbe intrattenuto una relazione con Blasi durante il matrimonio della showgirl con Totti.

Una versione che contrasta nettamente con quella della conduttrice, la quale ha sempre sostenuto che si trattasse solo di una visita per un caffè a casa sua, a Milano. […] Insomma, la separazione tra Blasi e Totti continua a occupare le cronache giudiziarie. […] Inizialmente, il tribunale civile di Roma ha assegnato a Ilary la villa all’Eur e stabilito un assegno mensile di 12.500 euro per il mantenimento dei figli. […] Tuttavia, le divergenze tra gli ex coniugi persistono, soprattutto sul lato economico. […]

(la Repubblica)

Ipotesi due attaccanti, istruzioni per l’uso

Un attaccante in più e un trequartista in meno? Cambia qualcosa sotto il profilo tattico ma non è proprio una rivoluzione. […] Se la Roma dovesse giocare con due punte è evidente che Shomurodov sarebbe chiamato a muoversi di più negli spazi, svariando da destra a sinistra ma anche a rimorchio di Dovbyk che curerebbe di più l’area di rigore pronto ad intervenire in zona gol. […] L’uzbeko è bravo di testa e le sue spizzate possono favorire Dovbyk o un centrocampista bravo nell’inserimento. […]

Sempre in fase di possesso le due punte ti permettono di proporre una sorta di elastico con i due attaccanti che di volta in volta si dividono i compiti: uno viene incontro per fare la sponda e l’altro attacca lo spazio per favorire un palla-avanti palla-dietro palla-avanti che resta nella sua semplicità […] uno dei modi più efficaci per liberare l’uomo oltre le linee. […] In fase di non possesso, in caso di 3-5-2, dipende dalla strategia di gara: pressing alto, i due vanno sulle linee di passaggio tra il portiere e i difensori avversari ovviamente con l’aiuto di tutta la squadra che sale praticamente a uomo sul resto dei giocatori. […] Tra le cose da non fare: pestarsi i piedi finendo per ostacolarsi, restare fermi in attesa di palloni giocabili, non rientrare sotto palla quando il pallone torna in possesso degli avversari.

(il Romanista)

Stadio della Roma, nodo archeologia: “In definizione il cronoprogramma”

A Pietralata gli scavi archeologici da parte dei tecnici della As Roma non sembrano prossimi al riavvio. Le prime trincee erano state realizzate la scorsa estate. Poi, un lunghissimo stop. […] Il primo tentennamento arriva il 7 marzo. Qualche giorno prima la Roma aveva presentato la richiesta “formale di assenso alle attività di abbattimento/taglio delle alberature e di individui arborei per la conduzione di indagini archeologiche”. […] La risposta del Campidoglio è un capolavoro: “Si autorizza lo scavo nelle aree libere e, precisamente, dove non sono presenti elementi arborei o arbusti. Pertanto si esclude qualsiasi operazione di abbattimento”. […]

Siamo al 19 marzo. E dal Campidoglio, assessorato all’Ambiente, arriva un documento che contraddice un anno di vulgata. Per un anno, di fatto, il Comune ha sostenuto che su Pietralata non vi sia alcun bosco urbano. Ora […] il Comune dice alla Roma che le attività di scavo a Pietralata “potranno essere realizzate solo a completamento della ricognizione di potenziale “area boscata””. […] I sondaggi archeologici slittano di giorno in giorno da mesi. E senza il completamento non si può depositare il progetto definitivo anche se fosse ormai chiuso e pronto. […]

Dopo un pomeriggio di frenetiche riunioni, in serata arriva una nota congiunta Comune-Roma: “Con riferimento al previsto riavvio delle indagini archeologiche propedeutiche alla realizzazione dello Stadio, Roma Capitale e A.S. Roma rendono noto che è in corso una definizione congiunta della pianificazione delle operazioni da attuare a partire dai prossimi giorni, dunque senza alcun tipo di ritardo rispetto a quanto annunciato”. […]

(Il Messaggero)

Stadio della Roma, il Comune dispone verifiche sul bosco

Il dipartimento Tutela Ambiente del Comune ha avviato una ricognizione per accertare se vada classificata come “area boschiva” la zona di Pietralata dove dovrebbe sorgere il nuovo stadio della Roma. […] Il passaggio è fondamentale per l’avvio dei lavori mirati alla costruzione dell’impianto: nel caso in cui il Campidoglio dovesse riscontrare l’esistenza di un’area boschiva alcune piante potrebbero essere soggette a vincoli che ne complicherebbero la rimozione. […] L’avvio della ricognizione si è reso opportuno, tra le altre cose, perché è stata la stessa Roma a rilevare la potenziale presenza di “un’area boschiva” nella relazione agronomica presentata al Campidoglio.

(corsera)

Roma chiama Koné

IL TEMPO (L. PES) – Stop and go. Manu Koné vuole riprendersi la Roma dopo un periodo di appannamento. Le esclusioni nella doppia gara degli ottavi di Europa League contro il Bilbao, l’ottima prova con la Francia e il gol clamorosamente sbagliato a Lecce mostrano il francese meno lucido rispetto a un paio di mesi fa. “Con noi si è riposato e in nazionale ha giocato bene” aveva detto Ranieri alla vigilia della sfida poi vinta al Via del Mare, aprendo al fatto che il centrocampista potesse anche partire dalla panchina, salvo poi rilanciarlo dal primo minuto. Una prestazione non brillantissima quella dell’ex Gladbach, che oltre al gol facile sbagliato ha palesato difficoltà nelle scelte peccando in diverse scelte. La presenza fisica certamente non manca, ma Koné appare meno lucido. Mai una sosta da settembre al nove febbraio, quando saltò per squalifica la trasferta di Venezia. Un lungo periodo di titolarità e prestazioni di livello che inevitabilmente ha logorato la condizione fisica del classe 2001 transalpino.

Da quando è arrivato, in campionato, il diciassette ha saltato soltanto due gare per intero: quella del Penzo e quella all’Olimpico col Monza del 24 febbraio. Ma ora è tempo di risorgere. Arrivano i big match e Ranieri ha bisogno del miglior Koné. Intensità, fisicità e strappi che nella prima parte di stagione lo hanno reso il migliore per rendimento della rosa giallorossa. Il tecnico lo ha punzecchiato nelle ultime settimane non sortendo però ancora gli effetti sperati. Già a partire dal match di domenica contro la Juve (visibile gratuitamente sulla piattaforma Dazn, anche per i non abbonati) Sir Claudio aspetta risposte. Match con i bianconeri dove non ci sarà Saelemaekers per squalifica ma dove dovrebbe tornare Celik. Oggi è fissata la ripresa degli allenamenti a Trigoria e il turco, assente da oltre venti giorni, dovrebbe riprendere ad allenarsi regolarmente con i compagni dopo qualche assaggio della scorsa settimana.

Più difficile rivedere Rensch. L’olandese ha accusato una lesione all’adduttore della coscia sinistra durante il match col Cagliari dello scorso 16 marzo ma appare complicato rivederlo in campo già contro i bianconeri. Ranieri dovrà valutare se confermare il terzetto difensivo di Lecce con Hummels al centro del reparto e Celik ad agire da “quinto” o riprendere l’assetto precedente alla sosta col turco nei tre di difesa e uno tra El Shaarawy e Soulé sulla corsia. Grande gioia ieri in casa Paredes. L’argentino, assieme alla moglie Camila Galante, è diventato papà per la terza volta con la nascita di Lautaro. Nel corso della giornata il connazionale Dybala ha voluto condividere la gioia del compagno di squadra postando anche uno scatto sui social col piccolo Lautaro. La Joya, peraltro, dovrebbe riprendere a seguire la squadra anche da infortunato proprio a partire dalla serata dell’Olimpico contro la sua ex Juve.