TORRI: “Non mi sorprenderebbe un addio di Ranieri a fine stagione” – MAIDA: “Sto rivedendo sinistri segnali del declino dell’era Pallotta”

All’interno delle trasmissioni delle emittenti radiofoniche della Capitale l’argomento principale è legato ai sostituti di Paulo Dybala: “Con l’assenza della Joya, Soulé e Pellegrini devono tornare protagonisti”, afferma Roberto Pruzzo. Marco Valerio Rossomando, invece, parla di mercato: “Se dovessi sacrificare qualcuno cederei Ndicka”.

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto“, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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Da tempo i Friedkin sono lontani dalla Roma. Credo che Ranieri continuerà ad avere un ruolo centrale, ma lui vuole essere un consigliere e non un supervisore che stia ogni giorno a Trigoria (ALESSANDRO VOCALELLIRadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

La proprietà si sta comportando in modo offensivo verso la gente, i tifosi e la città (LUIGI FERRAJOLORadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

Sto rivedendo sinistri segnali del declino dell’era Pallotta: presidente sparito, disorganizzazione interna con allenatore lasciato solo, prospettive economiche che cominciavano ad avvicinare cessioni eccellenti e mercato da decifrare (ROBERTO MAIDARadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

Nuovo allenatore? Ci risulta che la Roma abbia virato su Pioli (ILARIO DI GIOVAMBATTISTARadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

La partita con la Juventus ti ha dimostrato una cosa, cioè che non disponendo di Dybala la Roma vale il posto in classifica che ha, non di più, perché non ha un fuoriclasse in campo. È chiaro che considerando il calendario che hai tu, che è duro, l’Europa League è l’unico obiettivo ragionevole, diciamo la verità. La Champions League può essere un sogno e, per carità, uno il sogno lo deve tenere aperto e lo deve alimentare, però poi dobbiamo rimanere coi piedi per terra (ANTONIO FELICITele Radio Stereo 92.7, Te la do io Tokyo)

Non mi sorprenderebbe se Ranieri a fine stagione andasse via (PIERO TORRI, Manà Manà Sport 90.9)

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Hai incontrato una squadra di livello superiore, non puoi vincere sempre. La Roma ha fatto una ripresa di grande sostanza (FERNANDO ORSIRadio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport & News)

Con l’assenza di Dybala lì davanti, Soulé e Pellegrini devono tornare protagonisti. In quella zona di campo devi avere giocatori che saltano l’uomo e creano superiorità (ROBERTO PRUZZO, Radio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport & News)

Se dovessi fare una scelta su qualcuno da sacrificare, cederei Ndicka (MARCO VALERIO ROSSOMANDO, Manà Manà Sport Roma, 90.9)

Gourna Douath a 19 milioni non lo riscatterei mai, a 10 però ci farei un pensiero. Pellegrini? Non lo terrei il prossimo anno, per il bene di entrambi (PIERO TORRI, Manà Manà Sport Roma, 90.9)

Vedo il bicchiere mezzo pieno dopo il punto contro la Juventus perché ti permette di stare ancora in lotta e ora i posti sono due, vista la sconfitta dell’Atalanta (MATTEO DE SANTIS, Manà Manà Sport Roma, 90.9)

(LR24 – Emanuele Grilli)

I consigli di Claudio e le scelte del club: il futuro si gioca sul nuovo allenatore

Nel bel mezzo di una corsa Champions ancora tutta da decidere e a un passo dalla scelta del nuovo allenatore, con Stefano Pioli tra i preferiti, le parole di Claudio Ranieri nel post Roma-Juve fanno suonare un campanello d’allarme. […] Comunicato dello scorso 14 novembre, giorno dell’insediamento di Ranieri come nuovo allenatore della Roma: “Al termine della stagione assumerà un ruolo dirigenziale senior: sarà consulente della Proprietà per tutte le questioni sportive del club”. […] Andiamo a domenica sera, subito dopo il pareggio contro la Juve. Ecco Claudio che parla di un futuro da “viaggiatore” alla “scoperta del mondo” e ribadisce che non sarà “un dirigente ma un consulente della proprietà”. […] La parola dirigente, nella testa di Claudio, sparisce e prima era presente: “In questo momento lavoro al 50% come allenatore e al 50% come dirigente”, diceva. […]

Il tecnico ora appare stanco, e quelle parole, pronunciate in quel modo, hanno creato preoccupazione nei tifosi. […] Ranieri – e lo garantisce chi lo conosce bene – non è il tipo che abbandona la nave, specie se si tratta della Roma. […] Dopo la sfida con la Juve ha solo voluto precisare che il suo sarà un ruolo di affiancamento, di punto di riferimento della proprietà, con cui si confronta quotidianamente. […] Nella famosa lista del consigliere Ranieri c’è anche Stefano Pioli, per tutta una serie di motivi, come l’essere vicino a lui come stile, l’essere un normal one capace di entrare in empatia con i giocatori. […] C’è ancora tempo per vedere se i Friedkin avranno la forza di dargli retta oppure se prenderanno altre strade, più esotiche. […]

(Il Messaggero)

Champions: la corsa senza fiato

Anche se ha fatto storcere la bocca a molti, Ranieri ha fatto centro ancora una volta: “Quando capisci che non puoi vincere devi cercare di non perdere”. […] Con il Cagliari, a Lecce e contro il Como, […] la Roma ha palesato la fatica di una rincorsa che non permette pause. Vincere ha garantito il recupero di posizioni o quantomeno di rimanere in linea di galleggiamento; è bastato però un pari […] per scivolare indietro e regalare all’esterno il sapore agrodolce del mezzo passo falso. […]

Il problema quindi non è nell’1-1 dell’altra sera ma nella sensazione, sempre più forte guardando le prestazioni di alcuni singoli, che la squadra stia attraversando una fase di flessione. […] Al di là del ko di Dybala – già dimenticato a livello di analisi generale – calciatori come Angelino, Ndicka, Paredes, Dovbyk che hanno giocato sempre, ora pagano la stanchezza. […] E finché Ranieri è bravo a tirare fuori dal mazzo il jolly Shomurodov, il calo passa in secondo piano. […] Ndicka è un altro elemento che avrebbe bisogno di una pausa. Ma nella rosa attuale, la Roma non ha un centrale di piede mancino. […] Chi non ha di questi problemi è Svilar, sempre più decisivo. La Roma sta cercando di blindarlo. […] Ballano almeno un paio di milioni tra domanda e offerta più, particolare non indifferente, il premio alla firma richiesto dall’agente del portiere.

(Il Messaggero)

Shomu che non ti aspetti: è il talismano di Ranieri

E’ stato il protagonista che nessuno si aspettava, Shomurodov. Se la Roma è riuscita a pareggiare, domenica sera, all’Olimpico contro la Juventus e a mantenere vivo il sogno di raggiungere un posto buono per la prossima Champions, il merito è anche dell’attaccante uzbeko pupillo di Ranieri. […] Contratto in scadenza a giugno del 2026, a Trigoria non avrebbe dovuto esserci da tempo. Già la scorsa estate, infatti, era stato ceduto all’Atlanta United. […] Poi un problema al momento dello scambio dei documenti ha fatto saltare il trasferimento a stelle e strisce.

A gennaio stesso film: la cessione al Venezia era cosa fatta, poi un ripensamento dell’ultimo momento ha lasciato Di Francesco senza centravanti e Ranieri con un attaccante di scorta che si sta rivelando una risorsa. Sono 6 i gol siglati in tutte le competizioni (3 in Serie A, 2 in Europa League e 1 in Coppa Italia) in poco meno di mille minuti (quasi tutti da subentrato) disputato. Inoltre l’uzbeko ha il merito, quando entra, di togliere un po’ del lavoro sporco dalle spalle di Dovbyk, che beneficia della sua presenza. […] E’ ipotizzabile un suo ingresso a partita in corso anche nel derby che, parola di Shomurodov, “varrà sei punti” e sarà importantissimo nella bollente corsa Champions. […]

(corsera)

Il futuro giallorosso e il giro del mondo di sir Claudio

La tattica, dicono gli allenatori, è l’arma delle squadre meno forti. […] La Roma ha tutto sommato meritato il pareggio con la Juve. Non ha giocato, però, alla pari con l’avversario. Ha dovuto fare di necessità virtù. […] Ranieri ha cambiato tre volte modulo: 3-4-2-1, 4-4-2 e 3-5-2. Ha usato la tattica. C’è chi è rimasto deluso dal pareggio, ma l’attuale forza della Roma è questa. E’ un miracolo avere ancora sogni di zona Champions. […]

La Roma della prossima stagione ha strada da fare per diventare davvero da corsa. Credere alla straordinaria rimonta di questa seconda parte di stagione sarebbe un errore. In questo senso stanno facendo molto discutere le frasi di Ranieri a fine gara, quelle sul ruolo di consigliere dei Friedkin e non di dirigente, per trovare anche il tempo “per vedere il mondo che ho girato senza conoscerlo”. Molti si sono spaventati, ma nell’era Pallotta il consigliere Franco Baldini era più ascoltato dei dirigenti. […]

(corsera – L. Valdiserri)

Le grandi nemiche

IL TEMPO (L. PES) – Il tabù resiste. La Roma interrompe la sua striscia di vittorie mancando il successo contro una big, un vizio che negli ultimi anni è costato sempre il posto in Champions League. Per carità, dopo sette vittorie consecutive un pareggio in casa contro la Juventus è tutt’altro che un risultato negativo, intendiamoci. E la rincorsa dei giallorossi ha messo la squadra di Ranieri dentro a una corsa che soltanto all’inizio dell’anno sembrava utopia. Ma per coltivare ancora ambizioni europee serve un cambio di marcia contro le grandi del campionato. Da qui alla fine ancora quattro scontri diretti di alta classifica, a cominciare dal derby di domenica che diventa una battaglia da dentro o fuori nella rincorsa ai primi quattro posti della classifica. La gara con i bianconeri di Tudor ha messo a nudo alcuni limiti di una squadra che per stessa ammissione di Ranieri deve ancora colmare il gap con quelle che la precedono. Le assenze di Dybala e Saelemaekers, oltre a Celik che tornava da un lungo stop e Rensch solo in panchina, hanno influito in una serata dove forse è mancato l’acuto giusto.

Ma le poche vittorie nei big match sono una costante delle ultime stagioni dove, infatti, è sempre mancata la qualificazione alla Champions. Dal dopo Ranieri-bis, e prendendo quindi in esame le ultime sei stagioni, i risultati sono molto negativi. Dal 2018-19 in 68 partite giocate contro le sei squadre che in questi anni (Bologna a parte lo scorso anno) si sono qualificate alla Champions sono arrivate solo 12 vittorie e un totale di appena 57 punti realizzati sui 204 disponibili. A completare il dato globale ci sono 21 pareggi e 35 ko e una media punti sotto l’uno a partita (0.84 per l’esattezza). Nella stagione in corso sono 7 i punti totalizzati nei big match grazie alla vittoria sulla Lazio e ai pareggi con Juve (sia andata che ritorno), Napoli e Milan. Con ancora quattro match da disputare i giallorossi possono arrivare massimo a quota 21, ma in ogni caso il dato peggiore resta, a meno di quattro ko da qui a fine maggio, quello della stagione 2020-21 con 7 punti totali nelle dodici sfide contro le grandi.

In panchina c’era Fonseca che invece l’anno prima ne fece 13, dato migliore fino ad ora. Mourinho si fermò a quota 11 il primo anno e 9 il secondo, mentre la scorsa stagione la Roma chiuse a 10. Il derby è la sfida che ha portato più punti (15) in questi anni mentre l’Inter con 6 è la vera e propria bestia nera seguita dal Milan a 7: contro le milanesi una sola vittoria negli ultimi cinque anni in campionato (in Europa League lo scorso anno arrivarono due successi contro i rossoneri nei quarti di finale). Dati che testimoniano una difficoltà tremenda a fare punti quando si alza il livello. Ranieri è riuscito magistralmente a rimettere in sesto la stagione e in ogni caso anche contro le concorrenti i punti sono arrivati (pari con Napoli, Juve e Milan e successo con la Lazio), ma ora dovrà cercare lo scatto mentale del gruppo per non avere rimpianti da qui a fine campionato, come ha ribadito anche alla squadra in questi giorni. Testa al derby, un’altra finale da non sbagliare.

Ten Hag fa visita a Rensch

IL TEMPO (GAB. TUR.) – Risolto il mistero ten Hag. L’avvicinamento alla sfida Champions di domenica scorsa tra la Roma e la Juventus è stato caratterizzato dall’arrivo nella Capitale del tecnico olandese. Sbarcato in mattinata a Fiumicino, l’allenatore esonerato dal Manchester United ad ottobre si è recato poche ore più tardi all’Olimpico dove ha assistito al pareggio tra i giallorossi e i bianconeri. Una presenza inaspettata che non ha fatto altro che alimentare le voci sulla sua possibile candidatura alla panchina della Roma per il prossimo anno. La motivazione reale è emersa nella giornata di ieri.

Erik ten Hag era semplicemente ospite di Rensch, non direttamente invitato dal club. Il tecnico ha allenato il suo connazionale per due stagioni all’Ajax, in cui nel 2022 militava anche l’altro giallorosso Salah-Eddine. Anche ieri, poi, ten Hag e il numero 2 della Roma hanno avuto modo di salutarsi a Trigoria, dove Ranieri ha diretto l’allenamento post Juventus. Nessuna conferma su un eventuale interessamento della Roma per il tecnico con smentite sia da Trigoria che dall’entourage dell’ex Manchester United. Giorno di riposo oggi per i giallorossi, che torneranno in campo domani per iniziare la preparazione del derby con la Lazio in programma domenica, sfida cruciale per continuare a sperare nella Champions.

Simplicio: “Quella volta che ho fatto chiudere un mese la sauna di Trigoria” (VIDEO)

GASPORT – L’ex centrocampista della Roma Fabio Simplicio (in giallorosso dal 2010 al 2012) ha raccontato sui social del quotidiano sportivo un aneddoto curioso avvenuto durante la sua esperienza nella Capitale. Queste le sue parole: “Ho fatto una roba un po’ bruttina perché c’era una sauna alla fine degli allenamenti, c’erano i ragazzi che andavano in sauna per rilassarsi. Ho preso una bottiglia d’acqua, ci ho pisciato e l’ho lasciata dentro, l’ho dimenticata. Forse è stata un mese la sauna chiusa perché non si poteva capire la puzza che c’era. E poi tutti “Ma chi è stato”, finora nessuno lo sapeva, però adesso lo sapranno che sono stato io (ride, ndr)”.

 

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Non sognavo d’essere Agostino

Il 29 ottobre al Tempio di Adriano, Luca Di Bartolomei per presentare la Fondazione intitolata al papà che aiuta le famiglie meno agiate a far fare sport ai ragazzi […] disse una cosa che mi è rimasta impressa: “Ognuno di noi ha il suo Agostino. Ognuno di noi ha il suo Agostino a cui rivolgersi in un momento di difficoltà”. […] Io non sognavo di essere Agostino perché Agostino doveva stare là, fuori. Io ero il tifoso bambino pazzamente innamorato di una squadra e di uno stadio e lui era quello che ci guidava. […] Io non volevo essere Agostino perché lui mi rassicurava, era quel pizzico di tranquillità in più che avevo quando subivamo un calcio d’angolo e lui si metteva sul primo palo di Tancredi. […]

Era quello che mi rappresentava con l’arbitro, cioè con la legge, i genitori per me, quello che aveva una missione: la Roma Campione. […] Io non volevo essere Agostino perché un po’ già lo ero, perché in Agostino mi riconoscevo: ero serio, timido, capelli corti, sempre a posto. […] Forse avrei voluto essere Agostino, ma non per dare un calcio alle mie paure (è splendido questo verso, Marco), ma alle sue, se solo avessi mai immaginato ne avesse. […] Io non volevo essere Agostino perché lui era il mio Capitano, quello di una città e di una squadra che ha fatto veramente felici le persone. […] Io non sognavo di essere Agostino perché lui doveva stare ancora qua. Ognuno di noi ha il suo Agostino, il mio è quello che non ci sta.

(il Romanista – T. Cagnucci)

Roma, senza i colpi di Dybala la Champions è più lontana

[…] Il pur apprezzabile pareggio contro la rigenerata […] Juventus di Tudor, quindicesimo risultato utile consecutivo, numero che non si può dimenticare, rischia di non essere sufficiente per l’inseguimento a quel quarto posto che vorrebbe dire una sessantina di milioni. […] Quando diciamo che rischia di non essere sufficiente, non è certo per mancanza di fiducia in una Roma che il sor Claudio ha rigenerato. […] Lo diciamo per una serie di considerazioni oggettive che rendono ora più problematica la rincorsa al quarto posto. Partendo dal calendario delle ultime sette partite di campionato. Quello della Roma che prevede cinque scontri diretti (Inter e Atalanta in trasferta, il derby di domenica prossima, Milan e Fiorentina all’Olimpico) e quello della Juventus che è decisamente più in discesa. […]

Continuando con il vantaggio di un Bologna che fin qui è riuscito a fare meglio anche della stagione con Thiago Motta in panchina. Concludendo con una concorrenza da corsa (Lazio e Fiorentina) […] a cui ora bisogna aggiungere anche la declinante (a sorpresa) Atalanta di Gasperini. […] Per questo era necessario battere la Juve per avvicinarsi alla balena bianca con l’obiettivo di arpionarla. […] Questione, probabilmente, di qualità. Quella che è mancata nel momento in cui Dybala ha alzato bandiera bianca per un infortunio che ha costretto tutto il mondo romanista a dargli l’arrivederci per la prossima stagione. Potrà sembrare pure banale dire c’è una Roma con Dybala e una senza, ma è dannatamente la verità, soprattutto nella stagione in cui il capitano Pellegrini tutto è stato meno che un fattore. […]

(la Repubblica)