Energia Soulé per Ranieri: il futuro della Roma è adesso

[…] Tra diverse prestazioni incolore e un generale atteggiamento remissivo nel secondo scontro diretto giocato in due settimane, Ranieri prova a consolarsi con le uniche due buone notizie ricavate dal derby. Svilar è uno dei portieri più forti d’Europa e Soulé è pronto per caricarsi la Roma sulle spalle, almeno nelle ultime sei partite di campionato. […] Dal 16 marzo scorso, giorno dell’infortunio a Paulo Dybala, si è parlato tanto di chi potesse prendere lo scettro lasciato dalla Joya. E l’unico a rispondere presente nella Roma è stato proprio Soulé. […]

Pellegrini sembra essere ormai ai titoli di coda in giallorosso, El Shaarawy ha fallito l’occasione contro la Juventus e Baldanzi non ha avuto il minutaggio per dimostrare di essere all’altezza. […] L’argentino non si è mai nascosto, ha sempre provato ad incidere positivamente all’interno di una squadra scarica e sonnolenta. Più propensa alla difesa che ad aggredire avversario e risultati. Contro il Verona toccherà nuovamente a lui avere tutto il peso dell’attacco sulle spalle. Magari insieme a Shomurodov e Dovbyk, la coppia di attaccanti di cui ha un urgente bisogno la Roma di Ranieri. […]

(la Repubblica)

X, gli auguri della Roma Femminile a Linari: “Buon Compleanno!” (FOTO)

Pilastro della difesa della Roma Femminile dal 2021 ad oggi, Elena Linari compie 31 anni. Il club giallorosso, con cui finora ha totalizzato ben 143 presenze e 18 gol, ha voluto fargli gli auguri con un post speciale sul proprio profilo X: “Tanti auguri di buon compleanno a Elena Linari!”.

Poco coraggio e un tabù big che resiste

IL TEMPO (L. PES) – Tanta fatica per nulla? La paura di gettare alle ortiche un filotto di sette vittorie consecutive (sedici risultati utili considerando che l’ultima sconfitta risale al 15 dicembre 2024) che aveva riaperto la corsa all’Europa dei grandi comincia a farsi sentire. Ma Ranieri non ci sta e farà di tutto per cercare di restare aggrappato fino alla fine ai primi quattro posto. Certo è che i due pareggi all’Olimpico contro Juve e Lazio lasciano l’amaro in bocca non tanto per le prestazioni, dove soprattutto contro i biancocelesti Mancini & Co. non meritavano la vittoria, anzi, quanto per non essere riusciti per l’ennesima volta a fare il salto di qualità per battere le dirette concorrenti. Le attenuanti ci sono, per carità, dalla fatica accumulata durante la risalita alla pesante assenza di Dybala nel momento clou della stagione. Ma in un calcio dove ormai nessuno ha più diritto di riposarsi (Napoli a parte) la stanchezza non deve essere un alibi per un gruppo che certamente ha ritrovato dignità soprattutto grazie al suo allenatore, ma che quando è chiamato al salto di qualità, troppo spesso fallisce.

Negli ultimi anni ripetutamente si sono presentate le medesime difficoltà negli scontro con le squadre che abitualmente hanno raggiunto l’obiettivo Champions con un rendimento sempre sotto le aspettative che ha precluso, da ormai sette anni a questa parte, l’accesso in Champions. Sul cammino dei giallorossi ancora Inter, Fiorentina, Atalanta e Milan, appuntamenti che di certo la Roma non ha l’obbligo di vincere, ma provare a fare meglio è d’obbligo. Contro Juve e Lazio sembra essere mancato un po’ di coraggio, soprattutto dopo aver agguantato il pareggio. Con la squadra di Tudor c’era praticamente un tempo a disposizione mentre nel derby una ventina di minuti, con l’aggravante che la Lazio veniva dalla dispendiosa trasferta in Norvegia di settantadue ore prima, eppure i ragazzi di Ranieri non hanno avuto il piglio giusto per tentare la rimonta. Atteggiamento remissivo nell’approccio e poca voglia di azzannare l’avversario, forse anche qualche cambio tardivo, soprattutto nel reparto offensivo e quelle due punte che in un modo o nell’altro giovano sempre alla squadra.

Ma Ranieri, per ora, non è ancora convinto di poter partire dall’inizio con Dovbyk e Shomurodov: “Siamo più pericolosi, ma il mio freno è che poi se parto con loro ho difficoltà a cambiare la partita in corsa. Vedo che Shomurodov quando entra è determinante, la Roma si sente più sicura e anche Dovbyk è meno isolato. Dovrò trovare la soluzione più idonea”. E chissà che già sabato sera all’Olimpico contro il Verona non potrebbero giocare entrambi, magari in un 4-4-2 simile a quello col quale ha affrontato la seconda parte della stracittadina. Soulé largo a destra riesce a dare il meglio di sé e Saelemaekers può replicare la gara sulla fascia sinistra. Ancora una volta Pellegrini ha deluso con una prestazione sottotono, e il centravanti ucraino ha bisogno di un partner. La matematica non taglia ancora fuori i giallorossi dalla lotta Champions ma calendario e incroci la rendono proibitiva. Provarci, però, è d’obbligo.

Pietralata, i residenti: “Bosco da tutelare, il pm sequestri l’area”

Il comitato Monti Pietralata ha chiesto alla Procura di sequestrare l’area tra via dei Monti Tiburtini, via degli Aromi e via dei Monti di Pietralata. Spazio dove è prevista la costruzione della Curva Sud nel progetto dello stadio della Roma. […] Alla base dell’istanza c’è la consulenza del presidente degli agronomi del Lazio, Corrado Falcetta. Nella relazione si sostiene che la zona è un’area boschiva estesa per un ettaro e mezzo. Secondo il presidente, “questo spazio è un sistema vivente complesso e permanente, tale da sviluppare un ecosistema in grado di autorigenerarsi”. […]

Va precisato che il progetto si estende per complessivi 14 ettari. Pertanto nel mirino del comitato ci sono (per ora) solo questi 1500 metri quadri. Qualora la Procura dovesse accogliere l’istanza, depositata dall’avvocato Walter Aronica, i tempi di realizzazione dell’impianto giallorosso diventerebbero incerti. […] Lo scorso gennaio il pm ha incaricato la municipale di svolgere un’indagine conoscitiva per accertare se l’area sia, o meno, boschiva. E pertanto vincolata. […] Tuttavia a confermare i dubbi intorno all’area è stato lo stesso Campidoglio. Il 19 marzo il dipartimento Ambiente ha avviato approfondimenti per stabilire se l’area sia o meno boschiva. In questo caso, il Comune si è affidato ad agronomi suoi dipendenti. […]

(corsera)

Per Pietralata progetto vicino: il 21 aprile sarà in Campidoglio

[…] La Roma è pronta a presentare in Campidoglio il progetto del nuovo impianto di Pietralata. La data è fissata, il 21 aprile. Data iconica visto che quel giorno si celebrerà il 2778° compleanno della città eterna. Un passo decisamente importante in vista della costruzione dell’opera voluta dai Friedkin che puntano al 2028 come anno di inaugurazione. Ma non sarà il progetto definitivo, visto che per poterlo porre in essere mancano ancora i risultati della parte riservata agli scavi archeologici, che dovrebbe essere allegata nei prossimi mesi. “Ci aspettiamo che nei prossimi giorni arrivi una notizia positiva e importante dalla società”, ha anticipato ieri il sindaco Gualtieri.

(gasport)

I Friedkin diano un colpo: anzi due

Adesso il futuro. Perché il presente dice che sì, c’è ancora l’Europa del prossimo anno da inseguire, ma anche che la cassaforte della Champions è un obiettivo da rimandare ancora al prossimo anno. […] Sor Claudio ha confermato la sua imbattibilità nell’ennesima stracittadina fin troppo nervosa, cinque vittorie e, appunto, un pareggio che non serve a nessuno, a parte alle statistiche che consegnano ai posteri il sedicesimo risultato utile consecutivo dei giallorossi: undici vittorie e cinque pari, trentotto punti che sono uno sproposito rispetto ai miseri ventitré dell’intero girone d’andata. […] In questo senso le responsabilità della società sono evidenti. Dall’esonero di De Rossi finendo con la testardaggine di tenere il tecnico croato per 53 giorni sulla panchina, un periodo che pesa sul bilancio di questa stagione. […]

In questo senso c’è bisogno di un cambio di rotta per programmare un futuro diverso dove solo l’Europa ha regalato sorrisi a una Roma sempre più svuotata di competenze, conoscenze e di quel romanismo che è una linfa vitale per un club che ha nella sua storia, nelle sue tradizioni, nei suoi Capitani, nei suoi tifosi, un patrimonio insostituibile e inestimabile. […] C’è la necessità di scegliere in fretta il nuovo allenatore, scelta colpevolmente ancora non fatta visto che il ds Ghisolfi prima del derby ci ha spiegato che un nome non è ancora stato definito. […] I Friedkin diano un colpo, anzi uno di più, altrimenti prendano in considerazione l’ipotesi di passare la mano. […]

(la Repubblica – P. Torri)

E ora il prima possibile nuovo allenatore e rinnovo di Svilar

[…] Quando Ranieri ha raccolto la squadra dalle macerie di Juric si parlava di salvezza. Servirebbero 6 vittorie nelle ultime 6 giornate per arrivare (probabilmente) al quarto posto. Troppi per una squadra stanca, senza il suo miglior calciatore (Dybala) e spesso in difficoltà quando si alza l’asticella negli scontri diretti. Detto questo, si può solo ringraziare Claudio Ranieri per quello che ha fatto in questi mesi. […]

La dichiarazione di amore più pura del sor Claudio sta in questa frase: “Non posso essere io il futuro della Roma, non voglio far perdere un anno”. Al club non serve un traghettatore, nemmeno il più bravo che ci sia, ma un tecnico con il quale far partire un progetto su più stagioni che Ranieri, a 73 anni, ha l’onestà di non poter accettare. […] C’è solo un modo per mettere fine allo stillicidio di nomi che sono stati fatti in queste ultime settimane: annunciare l’allenatore che prenderà l’eredità di Ranieri. […] Prima sarà e meglio sarà. Così come sarebbe bello trovare subito l’accordo per blindare Mile Svilar, che vale il centravanti da 25 gol che la Roma non ha tra i suoi giocatori.

(corsera – L. Valdiserri)

Ripulite le targhe di Di Bartolomei e di Re Cecconi

Sono tornate a splendere le targhe dedicate ad Agostino Di Bartolomei (capitano della Roma campione d’Italia dell’83) e a Luciano Re Cecconi (mediano della Lazio scudettata del ’74). Il primo suicida il 30 maggio del 1994, l’altro ucciso il 18 gennaio 1977 da un colpo di pistola sparato da un gioielliere che lo scambiò per un rapinatore.

Il Messaggero il 6 aprile aveva raccontato del degrado in cui versavano le targhe poste nei viali di Villa Lais a loro intitolati, annerite dallo smog e illeggibili. […] Il Comune ha provveduto a ripulirle e a restituirgli la dignità che meritano. […]

(Il Messaggero)

La mano sul petto, la Roma nel cuore

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Come figli più piccoli, mentre sono stati i nostri padri, sotto ad Ago, e al manto della sua maglia nella coreografia della Sud c’erano Attilio Ferraris IVGiorgio Carpi Giovanni Degni. Ferraris IV era il capitano della Fortitudo, la squadra di Borgo, la squadra dei preti, è stato il primo Capitano della Roma. Ferraris IV un giorno fece l’errore – per ripicca – di andare alla Lazio, si pentì, se ne andò: andò a vedere di nascosto gli allenamenti della Roma Testaccio perché gli mancava. Biancone, segretario generale, lo vide e lo riportò a casa sua. […] Quando morì non aveva più nessuna maglietta della Roma perché le regalava ai bambini, visto che non aveva potuto avere figli: sulla sua bara c’era quella del suo amico Fulvio Bernardini: la maglia della Roma.  Al centro, chi se lo abbraccia (e se lo abbracciava veramente) c’è Giorgio Carpi, “uno” che ha giocato più di 10 anni gratis alla Roma e che ha portato fisicamente le prime maglie della Roma per una partita, il 17 luglio 1927 con l’Ute: Giorgio Carpi ha portato alla Roma i suoi colori. […]

Alla sua sinistra Giovanni Degni che è stato “quello” che ha toccato il primo pallone della storia della Roma sia in assoluto, il 17 luglio 1927 con l’Ute, sia nella prima partita ufficiale in campionato, il 25 settembre 1927 contro il Livorno, passandolo proprio al suo capitano Ferraris. […] FerrarisCarpiDegniFortitudoRoman Alba sono stati l’ABC, anzi l’ASR, tre intrecci di DNA che vanno riportati nel nostro stemma, di quell’unione che ha formalizzato un sentimento antico con la nascita di un’associazione sportiva dai colori, il simbolo e il nome di Roma. […] Roma è sempre stata così: madre e puttana, santa e blasfema, ha visto tutto, non si stupisce di niente, non perdona, ma ama, ama veramente. E l’uomo che più l’ha amata è stato Agostino Di Bartolomei, fino alle estreme conseguenze. Per questo la Curva Sud ha scelto di fargli indossare la maglia della nostra vita, quella di questa città, la pelle della nostra storia. Se ci pensate per la prima volta la Curva Sud ha avuto il volto del suo Capitano, un uomo con la mano sul cuore come a tutelare, e quasi a coccolare, il simbolo del nostro amore. Quello stemma che racchiude tutte le storie che c’erano prima, tutte le storie di una storia più grande chiamata Roma. […]

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