Ansia Dybala, oggi il verdetto sullo stop. L’attacco adesso è sulle spalle di Dovbyk

Più che luci a San Siro, una serata di lacrime per Dybala. Il rigore sbagliato (il primo dopo 18 realizzati con la Roma), la smorfia di dolore per il problema al flessore e gli occhi lucidi in panchina. Un campione troppo fragile che ancora una volta ha alzato bandiera bianca quando finalmente stava trovando continuità e magari sperava di finire nuovamente nella lista di Scaloni per l’amichevole in programma il 14 novembre contro l’Angola. (…) È già il secondo stop della stagione dopo quello rimediato con il Torino, lì il dolore lo aveva avvertito dopo un calcio di punizione. A marzo, invece, a seguito di un colpo di tacco. Movimenti naturali, nessun fallaccio. Praticamente una maledizione che da troppi anni lo tormenta. Oggi svolgerà gli esami strumentali, ma la lesione appare scontata. (…) Lo stop è un fulmine a del sereno e compromette ogni eventuale discorso per il rinnovo. Non c’è nessun appuntamento in programma tra Massara e l’agente. Il club valuterà col passare del tempo, ma se non dovesse offrire le giuste garanzie dal punto di vista fisico le strade si separeranno in estate. (…) Il peso dell’attacco sarà tutto sulle spalle di Dovbyk, che col Milan è entrato nel finale. Un solo tocco in tredici minuti più recupero. Troppo poco, anzi pochissimo. In Europa League partirà dal primo minuto con l’obiettivo di ritrovare la rete in trasferta che manca da marzo (Lecce). (…)

(Il Messaggero)

Una certezza dopo San Siro: la Roma può correre per un posto in Champions

Si può fare. La Roma può puntare a uno di quei primi quattro posti che vogliono dire cinquanta e passa milioni per la qualificazione Champions, cinquanta e passa milioni che sarebbero ossigeno puro per i conti giallorossi. Si può fare. Lo diciamo oggi, dopo l’amarissima sconfitta di San Siro, quinta stagionale, terza in campionato, per il semplice fatto che la squadra del Gasp contro il Milan ci ha fatto capire di avere tutto per riuscirci. Anzi quasi tutto. Perché il problema già evidenziato nelle precedenti partite, la sterilità offensiva certificata dai numeri, è stato ancora una volta alla base di un ko che la Roma per larghi tratti della sfida non avrebbe meritato. (…) Resta però il fatto del gol che non arriva e sta complicando il lavoro di Gasperini. Dategli un Castro. Non diciamo un Haaland o un Kane, ma un Castro come quello del Bologna che sembra destinato a diventare la prossima plusvalenza di un Bologna che da qualche anno a questa parte sta dimostrando di sbagliare poco in sede di mercato. Gasperini e la Roma hanno bisogno di un attaccante in grado di mettere il pallone in porta, di fare una giocata in grado di far vincere le partite sporche, di finalizzare il gioco che comunque la squadra crea. (…) In caso contrario, quel si può fare rischia di diventare assai più complesso.

(La Repubblica)

Roma, mai dire gol

IL TEMPO (L. PES) – Nella notte dei rimpianti non c’è molto tempo per guardarsi indietro. La stagione corre veloce e chi meglio di Gasperini sa quanto sia fondamentale resettare, soprattutto dopo una sconfitta, e ripartire con grande determinazione già tra due giorni in Scozia per la gara di coppa. Eppure mai come dopo San Siro la Roma merita di essere analizzata e lodata per la personalità e l’intensità nell’interpretazione della prima mezz’ora abbondante. Pressing, recuperi alti e grande corsa che hanno messo spalle al muro il Milan nella miglior espressione della Roma di Gasperini fino a qui, a testimonianza di un lavoro enorme del tecnico che continua a dare i suoi frutti. Ma poi? Poi c’è quel rapporto difficile con il gol, o forse ancora meglio con la porta avversaria. Stavolta, infatti, è mancato un po’ tutto ai giallorossi che di fatto non hanno mai impensierito Maignan fino al rigore sbagliato da Dybala. Tiri malamente sprecati nel primo tempo, traversoni buttati nell’area milanista durante i minuti finali senza mai impensierire la squadra di Fonseca. La difficoltà che già era evidente nei primi due mesi di stagione al Meazza è stata amplificata da una qualità di gioco alta e che avrebbe meritato una finalizzazione di tutt’altro livello. Dieci gol nelle prime dieci giornate sono un bottino troppo magro per una squadra che sa produrre così tanto. La media di un gol a partita posiziona la Roma all’ottava posizione nella classifica degli attacchi della Serie A ma solo le ultime sette squadre hanno segnato meno di Dybala & Co. Se all’inizio c’era difficoltà a produrre occasioni, dopo la seconda sosta del campionato la squadra di Gasp ha cambiato marcia e gli sprechi iniziano a non contarsi più. Anche perché, inevitabilmente, attaccando con così tanta intensità un errore prima o poi nel difendere lo si commette ma in teoria la produzione offensiva dovrebbe garantire comunque qualche bonus, anche con centrocampisti e trequartisti oltre che un po’ di qualità in più sugli esterni. Ora toccherà a Dovbyk, almeno fino alla sosta, guidare l’attacco della Roma con Ferguson ai box per una distorsione alla caviglia destra e Dybala che oggi svolgerà gli esami per capire la gravità del problema al flessore della coscia sinistra. Si teme una lesione che lo potrebbe fermare per qualche settimana, in ogni caso i medici si sono presi ventiquattro ore in più per i controlli del caso. L’ucraino con Soulé e un Bailey ancora spento proverà a risollevare le sorti di un reparto offensivo che per ora sta tarpando le ali a una Roma che vorrebbe e potrebbe già volare alto grazie alla forte identità trasmessa dal proprio tecnico che era stato tra i primi a lanciare l’allarme del gol già in estate. Nel frattempo, in attesa dell’ultima sosta autunnale, tra i primi convocati con le nazionali c’è Wesley chiamato dal Brasile. Mentre in dirigenza saluta Balzaretti che raggiunge Benatia a Marsiglia. Era tornato come loan manager poco meno di un anno fa e ha lavorato al fianco di Massara in estate.

Roma, 10 gol in altrettante partite. Attacco sterile e ora senza Dybala

LEGGO (F. BALZANI) – Una Roma dominante, di sicuro la più gasperiniana vista in questo positivo inizio di stagione. Ma i complimenti di San Siro si scontrano con un problema che non può essere sottovalutato e che è costato fin qui punti pesantissimi in una classifica che resta di alto livello. I giallorossi, infatti, creano tanto, ma concretizzano poco. Anzi pochissimo. Appena dieci i gol segnati in questo campionato, meno di Udinese e Cremonese. Meno della metà dell’Inter. Per risalire ad una Roma meno prolifica di quella attuale nelle prime 10 giornate effettive bisogna tornare al 1993/94, con Carletto Mazzone alla guida dei giallorossi (9 reti). E questo di dato è certamente poco alla Gasp visto che in nove anni all’Atalanta il tecnico ha fatto segnare 665 reti in 342 partite di Serie A. Il problema è tecnico, più che tattico. E ora sarà ancora più evidente con l’assenza di Dybala. La Joya si sottoporrà oggi agli esami strumentali, ma c’è quasi la certezza di una lesione al flessore sinistro. Da stabilire il grado e quindi il periodo di riabilitazione, ma nella migliore delle ipotesi l’argentino tornerà tra 20-25 giorni. Contro Rangers e Udinese, quindi, Gasperini dovrà trovare una soluzione che prevederà probabilmente il rilancio di Dovbyk davanti a Soulé e Pellegrini. In pratica l’attacco dello scorso anno con l’alternativa Bailey che ad oggi sembra ancora indietro a livello fisico. L’indice è puntato sul mercato che non ha portato i rinforzi richiesti. A gennaio la Roma dovrà correre ai ripari e ha già avviato i contatti con Zirkzee e con tre giovani seguiti da tempo: Cissè del Verona (ora in prestito al Catanzaro), Arevalo del Racing Santander e Said El Mala del Colonia. Rinforzi accessibili che aiuterebbero Gasperini in una lotta scudetto che resta agguerrita e vede ora quattro squadre in un punto. «La Roma ha il dna di Gasp, ha dimostrato di poter restare in vetta. Vedrete che sarà una sorpresa per tutto l’anno», ha assicurato ieri Capello. Uno che di alta classifica se ne intende.

Calciomercato Roma: ancora nessuna decisione da parte dello United su Zirkzee. Il giocatore preferirebbe tornare in Serie A

Continua la ricerca di un attaccante da parte della Roma. Il profilo che metterebbe tutti d’accordo è quello di Zirkzee. Come riporta Matteo Moretto sul canale Youtube di Fabrizio Romano, però, lo United non ha ancora preso una decisione sul futuro dell’ex Bologna. Il giocatore ha tante proposte ma preferirebbe tornare in Serie A. La Roma è ancora alle valutazioni iniziali.

Calciomercato Roma, dalla Spagna: per l’attacco si monitora anche Malek El Mala del Colonia

Guarda al futuro la Roma, alle prese con un’ampia strategia di scouting focalizzata sui giovani talenti. Oltre ad Arevalo, infatti, il club giallorosso starebbe valutando anche altri profili, come ad esempio il 20enne tedesco del Colonia, Malek El Mala. Punta centrale, 194 cm di altezza. Il giovane talento ha recentemente rinnovato il suo contratto fino al 2030, e su di lui ci sono già le big d’Europa.

(marca.com)

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Totti regala a Spalletti una DeLorean: “Se tornassimo indietro faresti le stesse cose?” (VIDEO)

Fu celebre il regalo che Luciano Spalletti fece a Totti per i suoi 40 anni: un modellino della DeLorean, l’iconica macchina di “Ritorno al Futuro”. “Così potrai scegliere se tornare indietro o andare nel futuro”, disse il tecnico al tempo.

Ora, a distanza di anni, è stato Totti a regalare a Spelletti una DeLorean nell’ambito dello spot realizzato insieme per Amaro Montenegro, ma non un modellino, bensì un’automobile a grandezza originale. Il tecnico, svelata la grande sorpresa, si è lasciato andare ad una risata esclamando: “Con questa puoi tornare a giocare“. “Dobbiamo decidere se andare indietro o avanti”; la risposta di Totti. “Andiamo avanti”, afferma col sorriso Spalletti.

Ma non finisce qui, perchè Totti chiede a Spalletti: “Se tornassimo indietro faresti le stesse cose? Io si”. Non si è fatta attendere la risposta divertita di Spelletti: “Allora anche io”. “Vabbe quelle positive”; ha concluso Totti abbracciando l’attuale tecnico della Juve.

Instagram, gli auguri di Pellegrini per il compleanno del figlio: “Auguri tempesta, ti amo” (FOTO)

Giornata importante in casa Pellegrini. Nicolò, il terzo genito del centrocampista giallorosso compie infatti 2 anni. E il numero 7 della Roma, su Instagram, ha condiviso dei loro scatti con un messaggio con un messaggio: “Auguri tempesta.
Ti amo”

Milan-Roma, Pavlovic: “Contento per il gol, Allegri mi ha detto di creare spazio e attaccare il pallone”

Al termine della sfida tra Milan e Roma, ha parlato il difensore rossonero Pavlovic, autore del gol che ha deciso il match. Le sue parole:

PAVLOVIC A DAZN

Il gol e la dedica speciale?
“Sono molto contento per il gol e per la vittoria. Inoltre sono molto contento di diventare papà”.

La corsa scudetto è affollata. Come ti trovi con la difesa a tre? Sembri più libero di attaccare…
“Sì. Quest’anno c’è una grande competizione per lo scudetto, sarà difficile fino alla fine. Il gol? Mi piace andare avanti e durante il gol stavo pensando a ciò che mi dice Allegri: ‘Quando Leao corre devi creare spazio e attaccare il pallone e io ho fatto questo”

PAVLOVIC IN CONFERENZA STAMPA

Da dove nasce la voglia di gol?

“Importante vittoria. Mi piace correre, il mister mi lascia libero e io sono contento di aver segnato in quel contropiede”.

È il tuo miglior momento qui?

“Sì”.

Cosa è cambiato quest’anno?

“Come ho detto, la Serie A è molto difficile rispetto agli altri campionati. C’è molta tattica e il mio primo anno non è stato semplice. Ho dovuto imparare quando correre, quando aspettare, come fare l’uno contro uno. Poi io cerco di lavorare sempre. Mister Allegri mi ha migliorato, come giocatore e come squadra”.

Hai rischiato di andar via in estate e poi sei rimasto come punto fermo…

“Onestamente, io non penso questo. Io all’inizio della stagione ho avuto molti obiettivi qui, non ho mai pensato altro”.