ESPOSITO: “Gasperini sta facendo miracoli” – VIVIANO: “Mancini è il migliore della Roma per continuità dopo Svilar”

LAROMA24.IT (Chiara Ciotti) – Opinioni, valutazioni e giudizi lungo le frequenze radiofoniche sulla prima parte di stagione della Roma durante la sosta per le Nazionali. Per Luigi Esposito “Gasperini sta facendo miracoli: sta riuscendo a migliorare il gioco offensivo anche senza attaccanti”. Andando sui singoli, secondo Emiliano Viviano “Mancini è il migliore della Roma per continuità di rendimento dopo Svilar, che al momento fa un altro sport”.

Francesco Balzani conclude sul mercato: “Sul fatto che Gasperini sia stato rinfrancato sull’arrivo di due giocatori offensivi possiamo quasi metterci la mano sul fuoco”.

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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Gasperini sta facendo miracoli: sta riuscendo a migliorare il gioco offensivo anche senza attaccanti, la squadra crea più occasioni da gol rispetto a qualche settimana fa, ha spostato Mancini a destra per costruire la manovra anche dal basso, ha sperimentato, con successo, Cristante nel suo antico ruolo di trequartista, ha rilanciato Hermoso, ha recuperato atleticamente, fisicamente e psicologicamente Pellegrini, ha migliorato Celik, autore del secondo gol contro l’Udinese a seguito di una splendida azione di marca gasperiniana, ha provato come centravanti un galvanizzato Baldanzi, che ha fornito un’ottima prestazione (LUIGI ESPOSITO, Rete Sport, 104.2)

Mercato in entrata? Sul fatto che Gasperini sia stato rinfrancato sull’arrivo di due giocatori offensivi possiamo quasi metterci la mano sul fuoco (FRANCESCO BALZANI, Te la do io Tokyo, 92.7, Tele Radio Stereo)

Il colpo più grande sarebbe prendere Zirkzee e Tel, ma la Roma può farlo solo in prestito. Oppure fa un investimento soltanto su un attaccante come Franculino. Massara non può più rinviare, deve prendere e basta (UGO TRANI, Te la do io Tokyo, 92.7, Tele Radio Stereo)

Tolto Gasperini, i tre artefici di questo piccolo miracolo della Roma sono Svilar, Cristante e Mancini (LUIGI FERRAJOLORadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

Soulé è stato fondamentale in questo scorcio di campionato per la Roma (FRANCO MELLIRadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

Mancini? Continua a sembrare un giocatore troppo antisportivo e poco corretto… (GIANNI VISNADIRadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

Mancini ha avuto un’evoluzione molto importante sotto la guida di Gasperini, è cambiato in meglio (ILARIO DI GIOVAMBATTISTARadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

Mancini è il migliore della Roma per continuità di rendimento dopo Svilar, che al momento fa un altro sport (EMILIANO VIVIANORadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

Calciomercato Roma, Aragon (ds Racing): “Arevalo? C’è una clausola da 7 milioni ma vale di più, stiamo cercando di ottenere un altro accordo”

Tra i nomi attenzionati dalla Roma per l’attacco c’è quello di Jeremy Arevalo, che sta facendo molto bene con il Racing nella serie B spagnola e ha una clausola rescissoria molto bassa, da 7 milioni. Il ds del club di Santander, Chema Aragon, ha parlato della situazione del giocatore “C’è una clausola. Lo abbiamo detto più volte nel precampionata non siamo una squadra che sta pensando di indebolirsi ora, anzi. Non vogliamo che i giocatori più importanti della squadra se ne vadano. Clausola da 7 milioni? Più o meno quella cifra, ma è vero che ora vale più di 7 milioni di euro. Quello che stiamo facendo è cercare, non solo con Jeremy, ma anche con altri giocatori, di negoziare i contratti e cercare di ottenere le migliori condizioni possibili per il bene del club. Potremmo incontrare resistenze da parte dei giocatori, il che è comprensibile. Stiamo cercando di ottenere il miglior accordo possibile da Jeremy, consapevoli che è una situazione che potrebbe sfuggire di mano dal punto di vista sportivo perché sta attirando molta attenzione. In generale, sia i grandi club che le agenzie stanno tenendo d’occhio questo giocatore perché capiscono che a 20 anni ha un potenziale significativo. Partenza già a gennaio? Possibile. La clausola rescissoria è quella che è, se il giocatore arriva e paga l’importo della clausola, non abbiamo obiezioni. In altre parole, la paga e se ne va”.

(cadenaser.com)

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Stadi da record: mai così affollati negli ultimi 30 anni. La Roma chiude il podio

Due squadre in testa alla classifica, sei racchiuse in soli cinque punti. Più il campionato italiano è equilibrato più i tifosi si appassionano, affollando gli stadi e incollandosi davanti alla tv Lo dicono i dati delle presenze five, mai così alti negli ultimi trent’anni, e anche quelli delfaudience. Dominano Milan e Inter, ma anche Roma e Napoli si difendono bene. Dopo 11 giornate i nostri impianti sportivi sono stati riempiti da quasi 3,5 milioni di spettatori, con un aumento dell’affluenza dell’1,5% rispetto alla scorsa stagione. La media a partita è stata finora di 31357. Per trovare una media più alta di spettatori bisogna andare a ritroso fino al 1995-96: 34.758. (…) Milan. Inter, Roma. Napoli e Lazio sono nella top five, con le due milanesi entrambe sopra i 70 mila spettatori medi: in attesa del risultato del campo, il derby del tifo lo vincono i rossoneri con 72.916, con i nerazzurri a 70.814 Nettamente meglio la Roma della Lazio (62871 i giallorossi, 45.921 i biancocelesti), il Napoli è quarto con 5L402 mentre la Juventus è appena fuori dalle prime cinque con 41.089. (…) Interessante anche il dato relativo al tasso di riempimento, ovvero la media degli spettatori in rapporto alla capienza dei vari stadi: in testa alla classifica stavolta c’è la Juventus con il 99,01%. Solo in Premier (41880) e in Bundesliga (41.801) hanno una media di spettatori maggiore per partita. Il trend positivo è confermato anche dai dati dell’audience delle prime 11 giornate di campionato: finora il numero complessivo è stato di 61845.542 spettatori, con un aumento di circa il 19% rispetto al 2024-25. La giornata dei record è stata la 10a, con 7,6 milioni di spettatori complessivi.

(gasport)

Da Arena a Paratici: le speranze

Nella moria dell’attacco una speranza per i giovani. Lorenzo Paratici e Antonio Arena, due tra i calciatori più promettenti del vivaio, in questi giorni cullano la speranza di poter viaggiare con i loro compagni più grandi in direzione Cremona, per la sfida del 23 novembre alla ripresa della sosta. (…) Arena, 15 anni, ha già debuttato tra i professionisti con il Pescara e in questa prima parte di stagione ha trascinato la Primavera da punta centrale con la maglia numero 9 sulla spalle. Lorenzo Paratici il figlio di Fabio, ex ds della Juventus e attuale uomo mercato del Tottenham: lui si è messo in mostra con una tripletta nell’amichevole del 4 settembre a Trigoria contro il Roma City. (…)

(corsera)

Ndicka e Ferguson: la Roma ora spera

Tra il silenzio degli spalti e le assenze dei nazionali, la Roma ha ripreso a lavorare a Trigria sotto lo sguardo di Gasperini. Sono 13 i giallorossi convocati dalle rispettive selezioni, costringendo il tecnico a lavorare con un gruppo ridotto. (…) Restano da monitorare le condizioni di Ferguson e Ndicka: l’attaccante prosegue le terapie personalizzate e potrebbe unirsi alla nazionale solo per la seconda gara, mentre il difensore, fermato da una distorsione alla caviglia, è rimasto a Roma. Il club spera che entrambi restino a Trigoria per completare il recupero in vista della Cremonese, evitando viaggi e stress inutili. (…) Intanto la Roma continua ad allenarsi con intensità: è la squadra che percorre più chilometri in Serie A, grazie al lavoro scientifico impostato da Gasperini, fatto di pressing alto, recuperi immediati e cura dei dettagli. Il Fulvio Bernardini resta così il laboratorio di una Roma che corre insieme verso obiettivi sempre più ambiziosi.

(corsport)

Settore ospiti: l’Onms attende. Oggi si sblocca?

Non è ancora stato dato il via libera alla vendita dei biglietti, inizialmente prevista per oggi alle 12, per la sfida tra Cremonese e Roma di domenica 23 novembre alle 15. L’Onms attende informazioni da parte della questura di Cremona, ma al momento non c’è il rischio di una chiusura e, anzi, è atteso per oggi il via libera della vendita dei biglietti.

(Il Romanista)

Ricorso all’ultimo step

IL ROMANISTA (A. DE ANGELIS) – Oggi la quarta sezione del Consiglio di Stato si riunirà in camera di consiglio per valutare l’appello avverso il diniego di ordinanza cautelare deciso dal Tar del Lazio lo scorso mese sul ricorso presentato dai rappresentanti del Comitato contrario allo stadio della Roma Pietralata. Oggetto del ricorso, ancora una volta, l’abbattimento di 26 alberi nell’area destinata al futuro impianto, per permettere il completamento delle indagini archeologiche che la Roma deve compiere. Visto l’esito e la perentorietà con cui il Tar aveva respinto il ricorso è improbabile che l’esito di questo nuovo appello possa essere diverso, fatto sta che al momento si continua a perdere tempo.  (…) Tra alberi, uccelli, pipistrelli o presunti reperti archeologici, i lavori nell’area sono fermi da mesi, ed il ritardo accumulato ormai non si conta più. Ed è per questo che per rispettare il termine rilanciato la scorsa settimana dal Primo Cittadino della Capitale, Roberto Gualtieri, dal Comune filtra come si sia andati verso la decisione di permettere al club giallorosso di presentare un progetto che possa poi essere integrato. (…) Il primo step sarebbe quello di consegnare un progetto che risponda a tutte le prescrizioni previste dalla Delibera di Pubblico Interesse del Campidoglio, e che quindi possa essere vagliato dagli uffici competenti e poi votato dall’Assemblea. Il Comune valuterebbe quindi solo le parti di sua pertinenza (rinviando il resto alla Conferenza dei Servizi). Un passaggio che, complice anche il periodo dell’anno in cui al Comune sono presi dal Bilancio, verrebbe risolto in un paio di mesi, probabilmente alla fine di gennaio. Entro l’avvio poi della Conferenza dei Servizi decisoria, prevista a questo punto per febbraio o marzo, la Roma dovrebbe presentare le parti che ancora mancano, tra cui proprio le indagini archeologiche. La strategia sembra chiara, non resta altro che attendere.

Il nuovo Olimpico. Ristrutturazione in vista di Euro 2032: più comfort, meno marmi, stesso caos ai tornelli

Roma. Difficilmente diventerà la versione italiana del Santiago Bernabéu, il colosso tecnologico che dopo quattro anni di lavori (e non un euro di denaro pubblico) ha restituito al Real e a Madrid uno straordinario esempio di innovazione urbana partita dal calcio. Certamente, però, lo stadio Olimpico – un tempo dei Centomila, splendore di marmi bianchi e arrivi a cinque cerchi, tra colombe in volo e bandiere al vento, orgoglio di ingegneria italica poi imbruttito dal restyling del 1990 – non è nemmeno la vecchia cattedrale carica di passato, ma priva di futuro. È in questi giorni vittima, più dei propri demeriti, della narrazione sullo stato “comatoso” (copyright Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A) degli stadi italiani indagati dall’Uefa nel cammino verso Euro 2032. Non sta messo così male – e, a parte l’Allianz, casa della Juventus, è l’unico insieme al Franchi di Firenze a non essere stato bocciato dalla delegazione europea guidata da Michele Uva – e promette di stare molto meglio nel prossimo futuro. C’è un progetto, che diventerà esecutivo entro metà 2026, con cui Sport e Salute, la partecipata al 100% dal Mef che gestisce il Foro Italico, vuole trasformare l’Olimpico nello “Stadio della Nazione”, come lo Stade de France o il Wembley. (…) Aumenterà la sua vocazione multidisciplinare. Dovrà ospitare rugby (Sei Nazioni) e atletica (Golden Gala), calcio (Nazionale) e, perché no, tennis, quando gli Internazionali otterranno l’agognato status di torneo del Grande Slam e l’attuale offerta – Centrale, Pietrangeli, Marmi – non sarà più sufficiente. Chissà se arriverà prima l’upgrade tennistico o l’Europeo 2032, per il quale l’Olimpico riqualificato, in competizione con il futuro stadio della Roma, si candiderà a ospitare la finalissima. Per allora l’impianto – come prevede il progetto di S&S – avrà capienza aumentata (fino ad almeno settantamila spettatori) e spalti ripensati. Via gli uffici federali dalla pancia dello stadio, che saranno trasferiti in un nuovo centro direzionale; spalti riorganizzati per il pubblico e, soprattutto, per il corporate, perché il nuovo Olimpico dovrà essere una macchina da soldi, più di quanto già non sia con i concerti estivi. Sarà un proliferare di aree hospitality per ricchi paperoni e alti dignitari, come ormai accade ovunque. (…) Non è prevista, per ora, una nuova copertura, perché farebbe lievitare i costi. Casomai, se ne parlerà dopo il 2032. Non sono previsti nemmeno miracoli: restano i problemi di sempre, come arrivarci e dove parcheggiare senza farsi venire l’esaurimento nervoso o fare chilometri a piedi. A Sport e Salute non sono ancora attrezzati per i prodigi. Bisognerà attendere la Metro C alla Farnesina. “Lo voglio vedere questo film Luce”, si diceva un tempo.

(Il Foglio)

Gasp: «I tifosi sono liberi di sognare». Paredes chiama Dybala: «Vieni al Boca»

Esattamente un anno fa Trigoria era una polveriera. Juric aveva lasciato una squadra in zona retrocessione e a Londra Dan Friedkin incontrava Ranieri per gettare le basi sul futuro che ora è più roseo che mai. I giallorossi ora si godono la vetta della classifica grazie al lavoro – fin qui impeccabile – di Gian Piero Gasperini che ieri ai microfoni del Tg1 è tornato a parlare di scudetto: «Tutti sono liberi di sognare, si può fare tranquillamente. Speriamo che il risveglio sia positivo. Intanto godiamoci questo momento. I giocatori con il loro atteggiamento e comportamento ci credono in ogni partita. Siamo solamente all’inizio. Quando fai un bel sogno è già qualcosa di buono. Siamo consapevoli delle difficoltà del campionato». (…) Puntuale come un orologio svizzero, anche quest’anno è tornata la telenovela che vede come protagonisti un giocatore della Roma e il Boca Juniors. L’anno scorso si parlava di Leandro Paredes mentre ora le voci che arrivano dall’Argentina riguardano Dybala. Ci ha pensato il papà del centrocampista a buttare benzina sul fuoco: «Ho sentito loro che ne parlavano, Paulo vuole giocare con il Boca». Apriti cielo. A Buenos Aires da qualche giorno non si parla di altro, ma la fantasia si scontra con la realtà. Smentito qualsiasi contatto tra le parti e lo stesso Paredes ne ha parlato: «Deve prendere le decisioni che ritiene giuste, non sono qui per mettermi in mezzo. Ovviamente spero di vederlo qui. Mio padre? È pazzo». Capitolo chiuso per ora. Paulo non vuole pensare al futuro. Il contratto con la Roma è in scadenza a giugno 2026 e con la società non ha parlato di rinnovo. La volontà di rimanere ancora nella Capitale c’è, ma dovrà dare le giuste garanzie dal punto di vista fisico. L’obiettivo è solamente quello di recuperare il prima possibile dalla lesione al bicipite femorale sinistro rimediata contro il Milan. Sta svolgendo allenamenti individuali quotidianamente e si sente ogni giorno meglio, ma per rivederlo in campo bisognerà aspettare anche un po’. Non ci sarà sicuramente alla ripresa del campionato il 23 novembre a Cremona e la data cerchiata in rosso è quella del 7 dicembre, quando la Roma affronterà il Cagliari in trasferta. In mezzo il big match col Napoli che rischia seriamente di guardare dalla tribuna. E non è l’unico ad occupare l’infermeria a Trigoria. Dovbyk si rivedrà tra 4/6 settimane, tempi lunghi anche per Angeliño. (…) Discorso diverso per Ndicka che è alle prese con una lieve distorsione alla caviglia, ma la Costa d’Avorio dovrà disputare due amichevoli con Arabia Saudita e Oman. Il club è in contatto con la nazionale, ma la volontà è quella di evitare rischi inutili.

(Il Messaggero)

Leon in gabbia

I popcorn (cit.) possono attendere. Per ora non resta che aggrapparsi alla battuta ironica di Gasperini nel post Milan-Roma (2 novembre): «Quanto manca a Bailey per essere al top? Spero parecchio». Sì, perché il giamaicano, il fiore all’occhiello del mercato estivo giallorosso, praticamente non si è mai visto. Al primo allenamento a Trigoria, nemmeno il tempo di fare le foto di rito, l’intervista di routine ai canali del club e vestire la tuta sociale che calciando un pallone ha rimediato una profonda lesione al retto femorale destro che di fatto lo ha tenuto ai box per 2 mesi. Sorpresa, disappunto, disagio, sfortuna, fate vobis. La cosa certa è che per vederlo in campo si è dovuto attendere la sosta di ottobre. (…) Riassumendo in modo nudo e crudo come soltanto i numeri sanno fare: 144 minuti giocati, 0 gol, 0 assist, 1 dribbling riuscito. Vien da sé che le perplessità sul conto dell’operazione estiva del club sono aumentate e hanno inevitabilmente allontanato l’opzione di diritto di riscatto fissato a 22,5 milioni. È vero, ci sono ancora sei mesi di stagione ma Bailey deve darsi una mossa. Anche perché rendimento e infortuni gli hanno precluso anche la convocazione con la nazionale, pronta a giocarsi – a 27 anni dal Mondiale ’98 – la qualificazione alla prossima kermesse in Usa favorita avendo lo scontro diretto (dopo il match contro Trinidad e Tobago) contro Curaçao, il principale rivale, in casa. (…) Parliamo di un ragazzo che in carriera ha giocato 175 partite a destra e 138 a sinistra con una media gol di 0,20 sul lato mancino (28 in 138 gare) e 0,19 dall’altra parte (34 in 175). Senza contare che è stato protagonista in Premier (e quindi nel campionato più difficile del mondo) segnando 24 gol e 22 assist con l‘Aston Villa. Proprio i numeri di cui ha bisogno la Roma. Gasp lo aspetta. I tifosi pure. Anche senza popcorn.

(Il Messaggero)