VIDEO – Gasperini: “Ferguson deve cercare di rubare il posto a Dybala con fame, volontà e voglia di arrivare”

Torna a parlare Gian Piero Gasperini. L’allenatore della Roma è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Genoa, valido per la diciassettesima giornata di Serie A e in programma domani alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico. Tra i vari temi trattati il tecnico giallorosso si è soffermato sul confronto tra Ferguson e Dybala:  “Se devo fare una scelta scelgo tutta la vita Dybala, ma è in generale e non riguarda solo Ferguson. Ferguson è più giovane di Dybala, la deve mettere non sul piano tecnico perché il confronto è improponibile bensì sulla volontà, sulla fame, sulla voglia di arrivare. Deve fregare il posto a Dybala con queste armi. Il mercato parte il 3 e si vedrà. Non voglio tornare a luglio e agosto, domani c’è il Genoa e sarà tosta”.

Conferenza stampa, GASPERINI: “Out Dovbyk, Hermoso ha la pubalgia ed è da valutare. Dybala-Ferguson? Confermo la mia scelta, se sta bene scelgo sempre Paulo” (VIDEO)

La Roma vuole dimenticare la sconfitta rimediata in casa della Juventus e domani alle ore 20:45 affronterà il Genoa di Daniele De Rossi allo Stadio Olimpico nel match valido per il diciassettesimo turno di Serie A. Oggi, giornata di vigilia della partita, Gian Piero Gasperini interverrà in conferenza direttamente dalla sala stampa del “Fulvio Bernardini” di Trigoria alle ore 13:30. Come di consueto, LAROMA24.IT seguirà l’evento in diretta.

LIVE

Sono tutti a disposizione a parte Bailey? Come sta Dovbyk?
“Dovbyk non è ancora pronto e non sarà convocato, speriamo sia pronto per la settimana successiva. Non è ancora in grado di calciare. In questa settimana abbiamo potuto lavorare, anche se alcuni hanno avuto l’influenza. La difficoltà più grande è quella di Hermoso, dobbiamo capire per domani: ha una forma di pubalgia e dobbiamo valutare se può giocare o meno”.

Un suo ricordo dell’avventura al Genoa? Frendrup?
“Il Genoa ha tanti giocatori importanti, non solo Frendrup, e anche quest’anno ci sono giovani interessanti che il club sta valorizzando seguendo la sua filosofia. La mia esperienza al Genoa è stata molto lunga, sono stati 8 anni bellissimi. Genova è un pezzo di ricordo della mia vita, siamo passati dalla C all’Europa. Ho un grande legame con la tifoseria, è molto calda e appassionata e nelle partite casalinghe è un valore aggiunto. Si tratta di una bella piazza per fare calcio”.

L’infortunio di Pellegrini crea ulteriore urgenza per il mercato della Roma? Si aspetta qualche innesto nei primi giorni di gennaio?
“Non so, non conosco i tempi del mercato. Pellegrini è sicuramente una perdita per noi, è un giocatore che ha fatto bene nonostante il calo nelle ultime partite. Purtroppo capitano questi infortuni. Ora ci saranno 9 partite importanti in un mese e avendo due giocatori in Coppa d’Africa e gli infortuni di Dovbyk, Hermoso, Pellegrini e Bailey dobbiamo stringere molto e ottenere il massimo da tutti”.

Dybala falso nove è una scelta dettata dalle mancanze degli altri centravanti o è una soluzione a cui è arrivato cambiando idea rispetto all’inizio?
“Alcune volte era l’unica soluzione, ma lui può fare benissimo quel ruolo. Quando ha qualche difficoltà fisica giocare da trequartista è ancora peggio. Ho sempre sperato e contato su di lui perché so che se sta bene il valore della squadra aumenta. Abbiamo avuto un buon periodo, poi un’altra ricaduta e una condizione non ottimale. Il fatto di insistere spesso su di lui è perché ha una qualità che, se portato a condizioni fisiche migliori, ci può dare un vantaggio”.

I limiti della Roma sono tecnici o nell’atteggiamento e nella mentalità rispetto alle altre big?
“No, sotto quell’aspetto la Roma non ha niente da invidiare a nessuno. Anzi, forse ha qualcosa in più e anche la partita contro la Juventus lo ha dimostrato. Nel primo tempo e nel finale abbiamo provato a recuperare il risultato. A livello di atteggiamento e comportamento la Roma fino ad adesso è sempre stata top”.

C’è stato bisogno di qualche chiarimento tra lei e Ferguson? Ha chiesto alla società di interrompere il prestito? Domani può giocare o “tutta la vita Dybala”?
“Dybala è un giocatore di altissimo livello e se portato a condizione confermo la mia scelta rispetto a Ferguson. Io voglio portarlo nella condizione migliore, diventa difficile trovare un altro giocatore con questa qualità quando sta bene. Se devo fare una scelta scelgo tutta la vita Dybala, ma è in generale e non riguarda solo Ferguson. Ferguson è più giovane di Dybala, la deve mettere non sul piano tecnico perché il confronto è improponibile bensì sulla volontà, sulla fame, sulla voglia di arrivare. Deve fregare il posto a Dybala con queste armi. Il mercato parte il 3 e si vedrà. Non voglio tornare a luglio e agosto, domani c’è il Genoa e sarà tosta”.

Cosa ha notato che ha dato di più De Rossi a questo Genoa? Cosa la preoccupa?
“Ha dato coraggio, che è una grande dote. Ha pareggiato con Cagliari e Fiorentina, ha avuto grande coraggio con l’Atalanta. La classifica è difficile per il Genoa, ma sono convinto che domani dovremo raschiare il barile per mettere in campo le migliori risorse per vincere la partita, perché ne abbiamo assolutamente necessità”.

Ieri Chivu ha detto che fa fatica a parlare di mercato perché gli sembra una mancanza di rispetto verso i suoi calciatori: è d’accordo? Il mercato condiziona le sue scelte di campo?
“Non le condiziona perché siamo talmente pochi che faccio fatica a sbagliare la formazione (ride, ndr). Il mercato condiziona tutti, non è rispetto per chi sta dando tutto. Condiziona anche il mondo intorno, influenza i giocatori e rischia di togliere il focus sull’obiettivo dei punti, che in questo momento contano molto. Questa situazione dura troppo, noi allenatori siamo contrari ed è inspiegabile. Si parla più di mercato che di partite e non è piacevole”.

Soulé e Dybala, quando sono partiti insieme dall’inizio, hanno fatto un gol ogni 150 minuti: è una casualità o un problema di coesistenza?
“In questa squadra il vero punto fermo fino ad adesso è stato solo Soulé. Poi ha giocato molto Pellegrini, mentre gli altri si sono un po’ divisi il minutaggio in modo equo: Dybala, Dovbyk, Ferguson, Baldanzi ed El Shaarawy…. Questo è il nostro organico e, più o meno, ci siamo divisi i tempi. Non è detto che giocare i 50 minuti iniziali sia meglio che giocare i 40 successivi. È vero però che l’attacco ha prodotto meno gol di quelli che sarebbero necessari, questo è un punto critico dall’inizio della preparazione. È una squadra che rispetto all’anno scorso ha perso Shomurodov e Saelemaekers. Sono arrivati Bailey e Ferguson: Bailey è stato penalizzato dagli infortuni, Ferguson ha dato il suo contributo, ma resta una squadra che aveva già qualche problema e poi si sono accentuati. Tutti sono stati bravissimi a riuscire a portare la Roma così in alto nonostante questa situazione e a mantenerla fino ad adesso in una posizione di classifica così alta. Abbiamo tutta l’intenzione di continuare così, vedremo quello che succederà. Non ho mai creduto molto nel mercato di gennaio, perché anche se arriva un giocatore serve tempo per inserirlo. Io conto fortemente su quelli che ci sono”.

A Koné manca qualcosa in fase offensiva: cosa ne pensa?
“Bisogna sempre cercare di migliorarsi e di fare qualcosa in più. A volte bisogna mettere i fari su ciò che si ha e non su cosa manca. Questo vale per tutte le cose. Ognuno ha le sue caratteristiche. Koné ha fatto benissimo finora, ma tutto è migliorabile”.

Può essere la partita di Pisilli? In caso di addio in prestito come lo vedrebbe al Genoa?
“Su Pisilli ho già detto la mia. Si tratta di un ragazzo molto interessante e bravo anche nell’immediato e non solo in prospettiva. Ha trovato poco spazio nella Roma per le prestazioni di Cristante, Koné ed El Aynaoui. Io ho molta considerazione di Pisilli. Forse, come per tutti i giovani, sarebbe meglio giocasse di più. Se può farlo nella Roma ne sarei contento e me lo auguro. In questo momento però non c’è spazio con tre centrocampisti. Quindi non è assolutamente proponibile un suo allontanamento”.

Curci: “La vittoria della Coppa Italia 2006/07 l’emozione più grande della carriera. Il primo incontro con Totti? Mi tremavano le gambe”

FANPAGE.IT – Gianluca Curci, ex portiere della Roma, ha rilasciato un’intervista al portale e tra i vari temi trattati si è soffermato sulla sua avventura nel club giallorosso. Ecco le sue dichiarazioni.

C’è un errore di qualche compagno che, invece, ti ha davvero sorpreso e al quale non sei riuscito a rimediare?
“Non mi sarei mai aspettato che Totti sbagliasse un calcio di rigore, quello no, ma è successo pure questo. Incredibile (ride, n.d.r.). A parte gli scherzi, di errori se ne commettono tanti in una partita, non mi sembra il caso di citarne uno in particolare, anche perché – appunto – ne ho commessi anche io talmente tanti, che faccio fatica a ricordarmeli”.

A proposito di Samuel, Chivu, Totti e la Roma: tutta la trafila del settore giovanile, da tifoso giallorosso e, poi, l’arrivo nello spogliatoio dei grandi. Che emozione è stata?
“Indescrivibile, da far tremare le gambe, ma davvero. Ho pensato di svenire. Guardavo il Capitano e pensavo di sognare. Mi chiedevo: ‘Porca miseria, ma io che ci faccio qui?’. Poi, piano piano, ci fai l’abitudine, ma all’inizio è stata davvero dura, mi sembrava di volare…”.

E come sei stato accolto? Qualche consiglio del Capitano?
“Francesco è un ragazzo molto tranquillo, quasi timido, che non parla tanto. È un leader, ma con il comportamento più che con le parole. Sono stati tutti gentilissimi con me e, te lo assicuro, non era scontato, né me lo sarei aspettato. In particolare, ricordo il primo ritiro e la prima amichevole. Prima di entrare in campo c’era inevitabilmente un po’ di tensione: Emerson se ne deve essere accorto ed è venuto verso di me: ‘Tranquillo – mi ha detto – sei forte, fai quello che sai e andrà tutto bene. Noi siamo qui con te’. Un altro che fin da subito mi ha sommerso di consigli è stato Samuel, tanto duro con gli avversari quanto disponibile con i compagni, soprattutto i più giovani. Quando qualche ragazzo in ritiro entrava in maniera scomposta, perché magari stanco, Walter lo difendeva e se la prendeva con i compagni più esperti se si arrabbiavano”.

L’esordio all’Olimpico credo sia un ricordo indimenticabile…
“Beh, sì, ovvio. Il mio sogno è sempre stato quello di giocare in Serie A, farlo con la maglia della Roma era un qualcosa di neanche immaginabile. Ho saputo che sarei partito titolare due ore prima della partita, quando Mister Delneri ha dato la formazione: ‘In porta gioca Curci’. E io: ‘Cosa? Non ho capito’ (ride, n.d.r.). Era il 19 dicembre, abbiamo vinto 5-1 contro il Parma ed è una partita che è entrata nella storia per il record di Francesco Totti, che in quella gara ha segnato e raggiunto i 107 gol, diventando il miglior marcatore della storia della Roma. Diciamo che mi ha impreziosito l’esordio”.

In quella squadra c’era anche Cassano: qualcuna delle sue “cassanate”?
“Antonio è un ragazzo fantastico, un pezzo di pane, solo che ogni tanto gli si “tappa la vena” e non capisce più niente. Ricordo che una volta Spalletti voleva fare una seduta tattica e lui gli fa: “A’ Mister, non hai capito, qui non si fa tattica”. E Spalletti, serafico, lo ha mandato via. Che spasso”.

Hai incrociato anche un giovane De Rossi, si vedevano le stigmate del campione?
“Si vedeva che aveva qualità e carattere, quello sì, ma soprattutto era evidente la leadership. Era un giovane-vecchio già allora, per quello non mi stupisce vederlo ora allenatore. Credevo facesse un po’ più di gavetta, ma quando ti chiama la Roma non puoi dire di no. Su di lui avrei scommesso”.

A proposito di allenatori, nella stagione 2005/2006 sei stato titolare fino quasi al derby, poi nella stracittadina Spalletti ti ha preferito Doni: ancora arrabbiato col Mister?
“Ma va, no, assolutamente, anche perché in quella stagione credo di aver giocato di più che in tutte le altre. Eravamo in Europa League e siamo arrivati in finale di Coppa Italia. Quindi nessun rammarico”.

Nel 2011 torni a Roma e trovi Luis Enrique, che ricordo hai di lui e che effetto ti fa vederlo ora a questi livelli?
“Già allora si percepivano la sua qualità e la sua determinazione. Non guardava davvero in faccia nessuno, chi non si allenava bene, stava fuori. Era tanto intransigente e il gruppo veniva prima di tutto. Ai tempi pensavo che fosse quasi esagerato, che potesse essere un difetto, ma adesso dopo due Triplete posso dire che forse aveva ragione lui (sorride, n.d.r.). Gli ho visto preferire Okaka a Totti, oppure lasciar fuori De Rossi per un ritardo di pochi minuti alla riunione tecnica. Grande personalità. E, poi, con lui ho imparato a giocare con i piedi. Prima, mai nessuno mi aveva chiesto di farlo, era avanti anche in quello”.

Quali sono stati, invece, i derby più belli?
“Il primo, ovviamente, anche se è stato quello “della paura” del 2004/2005. Sia noi che la Lazio eravamo in zona retrocessione: è finito 0-0 e – per un portiere – va bene così (sorride, n.d.r.). Quello più bello è stato quello del 2006, quello dell’undicesima vittoria consecutiva. Vincere il derby, facendo un record, è stato qualcosa di meraviglioso”.

Quando ti sono tornati particolarmente utili certi “trucchi” del tuo ex preparatore dei portieri Claudio Filippi?
“Ricordo un episodio molto simile al rigore di Maignan nel derby: era uno Juve-Roma del 2012. Io ero in panchina, ma quasi alla mezzora l’arbitro espelle Stekelenburg e assegna il rigore. Io entro e respingo il tiro di Pirlo. A fine partita Mister Filippi viene da me e mi fa: ‘Ma come hai fatto? Pirlo non sbaglia mai…’. E io: ‘Mister, me l’hai insegnato tu!’. E ci siamo messi a ridere”.

L’emozione più grande della tua carriera?
“Sicuramente la vittoria della Coppa Italia 2006/2007. Arrivati a Fiumicino c’erano più di diecimila persone ad aspettarci, tanto che non riuscivo a trovare il pullman. Mi ha caricato un tifoso su un ‘pandino’, eravamo in cinque, non so come abbia fatto, ma è riuscito a portarci fino al bus della squadra”.

VAI ALL’INTERVISTA INTEGRALE

LIVE – Calciomercato Roma, nuova offerta da 20 milioni per il prestito con diritto di Raspadori: via libera dei Friedkin, attesa la risposta dell’Atletico. Domani colloquio Jack-Simeone (VIDEO)

La Roma vuole regalare a Gian Piero Gasperini diversi rinforzi nella sessione invernale di calciomercato e, oltre al tema legato al difensore centrale, punta a migliorare il reparto offensivo. Uno dei nomi più caldi è sicuramente Giacomo Raspadori e la trattativa con l’Atletico Madrid è in corso. Ecco tutti gli aggiornamenti in tempo reale sull’affare.

LIVE

12:50 – Come riportato dal portale spagnolo, l’Atletico Madrid non vorrebbe lasciar partire Giacomo Raspadori e inizialmente anche il calciatore sarebbe voluto rimanere. Ora però c’è il forte pressing della Roma e nella giornata di domani ci sarà un colloquio tra l’attaccante e l’allenatore Diego Simeone: alcuni mesi fa la volontà era di continuare insieme, ma ora la situazione potrebbe essere cambiata.

(as.com)

VAI ALL’ARTICOLO ORIGINALE

12:05 – Come riportato da Alfredo Pedullà, i Friedkin hanno dato il via libera per chiudere al più presto una delle due trattative per Giacomo Raspadori e Joshua Zirkzee e successivamente il doppio colpo verrà perfezionato. L’attaccante dell’Atletico Madrid ha l’accordo totale con la Roma e attende l’intesa tra i club sulla formula dell’operazione. Gian Piero Gasperini ha parlato con il giocatore e gli ha spiegato dove lo utilizzerebbe nel suo scacchiere tattico.

11:58 – Come aggiunto da Filippo Biafora, la Roma ha presentato una seconda offerta per Giacomo Raspadori sulla base di un prestito oneroso con diritto di riscatto da circa 20 milioni di euro totali e attende una risposta dall’Atletico Madrid. Inoltre il club giallorosso sarebbe disposto a inserire un obbligo condizionato non semplice per agevolare la trattativa e chiudere entro la prima settimana di gennaio.

11:40 – Come rivelato da Matteo Moretto, l’Atletico Madrid ha ritenuto insufficiente la prima proposta verbale (prestito con diritto di riscatto) presentata dalla società giallorossa per Giacomo Raspadori. La chiave dell’operazione sarà l’inserimento dell’obbligo di riscatto, dato che i Colchoneros non vogliono perdere i 22 milioni di euro investiti in estate per l’ex calciatore del Napoli e chiedono un trasferimento a titolo definitivo o un prestito con obbligo di riscatto condizionato a determinate condizioni (come la qualificazione in Champions League). In seguito a tali richieste la Roma è pronta a rilanciare e sta preparando una seconda offerta: il club capitolino non ha ancora l’intesa con Raspadori e punta a trovare prima l’accordo con l’Atletico. Inoltre negli ultimi giorni la società giallorossa ha proposto Artem Dovbyk, ma i madrileni hanno declinato avendo già in rosa Alexander Sorloth. L’attaccante ucraino resta in uscita ed è stato offerto anche ad altri club inglesi e spagnoli.

Calciomercato Roma, Cristante e Mancini vicini al rinnovo: il centrocampista fino al 2028, il centrale fino al 2029 con opzione

Gianluca Mancini e Bryan Cristante sono pronti a legarsi a vita alla Roma. Come rivelato dall’edizione odierna del quotidiano, entrambi i calciatori sono vicini al rinnovo di contratto: il difensore centrale viaggia verso la firma fino al 2029 con opzione di prolungamento per un ulteriore anno, mentre il centrocampista si legherebbe alla società giallorossa fino al 2028.

(tuttosport)

Calciomercato Roma, caccia al difensore: scartato Amenda. Il Chelsea chiede 20 milioni per Disasi, Dragusin può partire in prestito

Il direttore sportivo Frederic Massara è al lavoro per regalare a Gian Piero Gasperini un rinforzo in difesa, dato che l’allenatore giallorosso ha chiesto un nuovo centrale. Come rivelato dall’edizione odierna del quotidiano, alla Roma era stato proposto il nome di Aurèle Amenda dell’Eintracht Francoforte ma il club giallorosso ha deciso di scartarlo. Restano in pole, quindi, Axel Disasi e Radu Dragusin: il primo non può partire in prestito (il Chelsea ha terminato gli slot) e i Blues lo valutano 20 milioni di euro, mentre è più facile arrivare al calciatore del Tottenham, che può partire a titolo temporaneo. Il difensore centrale non rappresenta una priorità in casa Roma e se ne riparlerà nella seconda metà di gennaio.

(Il Messaggero)

Serie A, Udinese-Lazio 1-1: Vecino illude, Davis pareggia all’ultimo secondo. Biancocelesti ottavi a -6 dalla Roma

Alle ore 18 è andata in scena al Bluenergy Stadium la partita tra Udinese e Lazio e si è conclusa con il risultato di 1-1. Il match è privo di grandi occasioni (tra le più nitide il palo colpito da Noslin), ma a spezzare l’equilibrio è Vecino al minuto 80: conclusione dal limite dell’area di rigore del centrocampista biancoceleste, deviazione in scivolata di Solet e Padelli spiazzato. I friulani si riversano in avanti e trovano il gol del pareggio all’ultimo secondo con un’azione solitaria di Davis: i biancocelesti protestano per un tocco di mano del centravanti sul tiro di Zaniolo, ma per arbitro e VAR è attaccato al corpo e non c’è alcuna infrazione. In seguito a questo 1-1 la Lazio resta ottava a 24 punti, mentre l’Udinese è decima a quota 22.

Liverpool-Wolverhampton: i figli di Diogo Jota in campo con van Dijk. E arriva il “cuore” di Tsimikas su Instagram (FOTO)

Ad Anfield, teatro della partita tra Liverpool e Wolverhampton, è andata in scena una splendida iniziativa. Durante l’ingresso in campo delle due squadre Virgil van Dijk, capitano dei Reds, ha tenuto per mano due dei figli di Diogo Jota, calciatore di entrambi i club scomparso il 3 luglio a causa di un incidente stradale. Il Liverpool ha pubblicato sul proprio profilo Instagram una foto dei piccoli Dinis e Duarte insieme a van Dijk e il terzino della Roma Kostas Tsimikas, legatissimo a Jota ed ex compagno di squadra nei Reds, ha condiviso lo scatto accompagnandolo con un cuore come didascalia.

Trigoria, seduta a due giorni da Roma-Genoa: Hermoso e Dovbyk ancora in gruppo. Allenamento personalizzato per Bailey (FOTO)

La Roma continua a lavorare in vista del match contro il Genoa di Daniele De Rossi, valido per la diciassettesima giornata di Serie A e in programma lunedì alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico. Gian Piero Gasperini può sorridere, dato che dalla seduta odierna sono arrivate buone notizie: come accaduto ieri, Artem Dovbyk e Mario Hermoso si sono allenati con il resto del gruppo e dovrebbero essere a disposizione in vista della partita. Ancora lavoro personalizzato, invece, per Leon Bailey.

embedgallery_1052063

Serie A, Lecce-Como 0-3: Fabregas sesto a -3 dalla Roma. Il Cagliari vince in rimonta in casa del Torino

Alle ore 15 sono andate in scena altre due partite della diciassettesima giornata di Serie A e si tratta di Lecce-Como e Torino-Cagliari. Nessun problema per gli uomini di Fabregas, che si impongono allo Stadio Via del Mare con un netto 0-3: Paz sblocca la gara al 20′ e nella ripresa le reti di Ramon al 66′ e Douvikas al 75′ chiudono il match. Vittoria importante per i lariani, che salgono al sesto posto in classifica a 27 punti e si portano a -3 dalla Roma quarta. Il Lecce, invece, scivola in sedicesima posizione a quota 16 (+4 sulla zona retrocessione).

Colpaccio del Cagliari in casa del Torino: i sardi rimontano il gol di Vlasic grazie alle reti di Prati al 45′ e Kilicsoy al 66′ e sbancano lo Stadio Olimpico Grande Torino. Successo fondamentale per gli uomini di Pisacane, i quali resistono agli assalti finali dei padroni di casa (gol annullato a Ngonge nei minuti di recupero) e portano a casa il match: il Cagliari sale in quattordicesima posizione con 18 punti e davanti c’è proprio il Torino a quota 20.