IL TEMPO (L. PES) – L’ostacolo più insidioso. La penultima curva della rincorsa Champions della Roma si chiama Lazio, in un derby ricco di polemiche e tensioni e nel quale i rivali cittadini vorranno rovinare la festa a Gasperini. Festa che in realtà i giallorossi devono guadagnarsi puntando non soltanto sulle loro forze non essendo padroni del proprio destino. La classifica è corta e i distacchi sono minimi, ma a differenza di ]uve e Milan la Roma non ha il destino nelle proprie mani e neanche sei punti con Lazio e Verona potrebbero bastare. Serve uno scivolone delle altre in un turno in cui i rossoneri faranno visita al Genoa del giallorosso De Rossi e i biancone-ri ospitano i rivali della Fiorentina. Tutti in campo a mezzo-giorno in una giornata che, come non si vedeva da anni, si svilupperà tutta di domenica tra la corsa Champions, la festa scudetto dell’Inter e la lotta salvezza in serale. Il successo al fotofinish di Parma ha dato una spinta importante alla squadra che negli ultimi giorni ha ritrovato praticamente tutte le pedine con i rientri di Pellegrini e del lungodegente Dovbyk, assente addirittura dal 6 gennaio. Ma Gasp non vuole lasciare nulla al caso per non avere rimpianti fino all’ultimo minuto del campionato, come ha sempre detto anche nei momenti più delicati. In Emilia si è presentato col tridente pesante Soulé-Dybala-Malen, che aspettava da quasi quattro mesi e non è escluso che lo faccia anche domani. La tradizione offensiva dell’allenatore di Grugliasco da questo punto di vista è sempre stata tendente all’abbondanza in attacco, e la Lazio messa in campo in questa stagione da Sarri spesso è stata attendista un po’ come il Parma una settimana fa. A contendere il posto a un non brillante Soulé c’è Pisilli, motorino instancabile della seconda parte di stagione giallorossa, per uno schieramento più accorto e fisico. Difficile pensare a una chance per Pellegrini che nella sfida di settembre giocò titolare a sorpresa e, come spesso gli è capitato, la decise con il quattro gol sotto la Nord della sua carriera. Stavolta l’ex capitano potrebbe essere la carta a gara in corso per la Roma. Tutto il resto sembra scontato. A fare la differenza sarà la motivazione e la determinazione. Da Bologna in poi la Roma ha sempre avuto un approccio deciso ai match, sbloccando presto le partite e cercando da subito di imporre il proprio ritmo agli avversari. Un copione che verosimilmente andrà in scena anche domani all’Olimpico in un derby dove solo i giallorossi si giocano davvero qualcosa di importante. Dall’altra sponda del Tevere, infatti, l’unica speranza è quella di fare uno scherzetto per l’ultimo sussulto di una stagione molto negativa e conclusa, di fatto, con la sconfitta nella finale di Coppa Italia. Partita da gambe e cuori forti, l’ultimo vero ostacolo per continuare a sognare. Non si può davvero sbagliare.