Corsa a ostacoli

IL TEMPO (L. PES) – Non c’è primavera senza casting. Nelle ultime tre stagioni la Roma ha sempre vissuto i mesi finali con un occhio costante sul futuro. Che siano direttori sportivi o allenatori a Trigoria manca sempre una figura per pianificare anzitempo le mosse dell’avvenire. Questi sono i giorni della ricerca del nuovo ds, seppur Massara sia, di fatto, ancora operativo. Dopo un confronto con Gasperini e una lista di papabili dirigenti a cui affidarsi, la scelta dei Friedkin di approfondire i contatti è ricaduta su due profili attualmente sotto contratto: Manna e D’Amico. Il primo ha due anni a Napoli e con un contratto fino al 2029 e il secondo è a Bergamo (dove ha lavorato con Gasp) dal 2022 e con un’altra stagione garantita. Manna è senza dubbio il nome in pole. I dialoghi con la proprietà di questi giorni sono stati positivi per entrambe le parti. Il dirigente è lusingato dalla proposta giallorossa, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto economico. Attualmente il suo ingaggio è di 350 mila euro a stagione e i Friedkin sarebbero pronti a garantirgliene circa il triplo. Anche gli americani sono rimasti colpiti in positivo dal giovane ds cresciuto nella Juve, e lo stesso Gasperini, che lo ha conosciuto trattando col Napoli due anni fa, è parte attiva del corteggiamento. Ma c’è un però. E quel però si chiama proprio Aurelio De Laurentiis, presidente notoriamente poco avvezzo a lasciarsi sfilare allenatori e dirigenti da squadre concorrenti. La proprietà infatti, una volta incassato il sì di Manna, dovrebbe poi convincere DeLa a lasciarlo andare. A Napoli il futuro è ancora tutto da decifrare con in ballo anche la posizione di Conte, e non è da escludere che il patron possa chiedere un indennizzo economico per dare il suo ok. C’è anche l’ipotesi, tutt’altro che suggestiva, che da parte della società partenopea possa arrivare un rilancio economico che potrebbe convincere Manna a restare in un club dove si trova bene. A conferma della trattativa in corso con la
Roma anche le parole di Angelo Renzetti, ex presidente del Lugano (dove Manna ha lavorato) ai microfoni di Stile TV. “Credo sia lusingato dalle parole di Gasperini che gli telefona un giorno sì e un giorno no. Mi ha detto che con un adeguamento a Napoli resterebbe perché ha un contratto lì“. Resta sul tavolo anche il nome di D’Amico, che ha avuto anche lui contatti con i Friedkin senza però che la scintilla sia scattata. Nei desideri del dirigente abruzzese sembra esserci infatti ancora il Milan, che lo scorso anno sembrava averlo scelto salvo poi prendere Tare. Anche in questo caso, comunque, ci sarebbe da convincere Percassi a liberare il suo ds. In ogni caso la situazione per i Friedkin resta delicata. La scelta di due profili già sotto contratto rischia di essere un ostacolo non da poco nella selezione dell’erede di Massara. Il rischio è che pur avendo feedback positivi, soprattutto da Manna, non si riesca a trovare la quadra per arrivare alla stretta di mano definitiva. A quel punto il club potrebbe essere costretto a percorrere altre strade. Sullo sfondo restano infatti i nomi di Giuntoli, Paratici, Sogliano e Pradè che per ora però a Houston non avevano convinto. Intanto il tempo passa e Gasperini attende non senza pressioni. Al contrario di quanto dicesse la Goggi a proposito della primavera, la fretta c’è. Eccome.