IL TEMPO (L. PES) – Tre mesi esatti. Tanto ha dovuto aspettare Dybala per tornare in campo, e tanto ha dovuto aspettare Gasperini per riavere a disposizione il talento dell’argentino. La Joya è tornata ad allenarsi con il gruppo 45 giorni dopo l’operazione al menisco che lo ha tenuto ai box dopo un mese e mezzo di calvario. L’ultima apparizione, infatti, risale allo scorso 25 gennaio nel match col Milan all’Olimpico, poi i dolori. La convocazione simbolica di Atene, dove ha trascorso tutto il match in panchina, prima di fermarsi per un dolore che non passava. Troppo tardi è arrivata la diagnosi della rottura del menisco esterno che ha portato l’attaccante lo scorso 6 marzo ad operarsi a Villa Stuart dal professor Mariani. Ora però il peggio è alle spalle. Dybala sarà convocato per la trasferta di Bologna in programma sabato (tre mesi esatti appunto, essendo 25 aprile) e potrebbe scendere in campo per uno spezzone finale di partita. Se tutto procederà per il meglio, dopo oltre due settimane di lavoro sul campo già alle spalle, sarà una settimana piena di lavoro col gruppo che lo consegnerà al tecnico giallorosso. Il talento del numero ventuno è mancato terribilmente all’allenatore di Grugliasco. I lampi di intesa visti a Torino con Malen, data dell’ultimo gol di Paulo e, curiosamente, dell’ultima vittoria della Roma in trasferta, sono stati solo un ricordo per tutto il girone di ritorno dove il rendimento giallorosso è terribilmente calato. Inevitabilmente la Joya non potrà essere al massimo della condizione da subito, ma la voglia di aiutare la squadra per la parte finale del campionato non manca. Cinque partite per provare a inseguire una qualificazione alla Champions quasi impossibile, ma da tentare fino all’ultimo minuto della stagione. Poi, molto probabilmente, i saluti. Il suo contratto, rinnovatosi lo scorso anno per un’ulteriore stagione grazie alle clausole inserite nel triennale firmato a luglio 2022, scade il 30 giugno e finora di proposte di rinnovo sul tavolo del suo entourage non ne sono arrivate. Difficile pensare che qualcosa da qui in avanti possa cambiare. Prima di tutto per una questione di costi, con l’argentino che dovrebbe ridimensionare totalmente l’ingaggio che oggi percepisce da 8.5 milioni a stagione. Poi per la questione fisica che nelle ultime due stagioni è stato un tema centrale nella gestione del suo talento. Eppure Gasperini nonostante i dubbi iniziali della scorsa estate non ci rinuncerebbe, anche se consapevole di non poterlo avere sempre a disposizione. Margini per un rinnovo in extremis ne restano davvero pochissimi, soprattutto vista l’incertezza che regna a Trigoria dopo lo strappo definitivo tra Gasperini e Ranieri. Passi in avanti non si registrano nemmeno per gli altri calciatori in scadenza. Distanza che resta incolmabile con Celik tra domanda e offerta con il turco che comincia a valutare offerte di altri club. Tutto fermo anche con Pellegrini dopo qualche colloquio iniziale mentre l’accordo con El Shaarawy non sarà prolungato.