A nove minuti dalla fine del secondo supplementare: il Bologna affonda la Roma sul più bello, quando le forze erano ormai finite. E’ stata una lotta lunga, fino all’ultimo respiro. La Roma è andata sotto, ha rimontato due gol, ha rischiato anche di vincerla e l’ha persa, per due distrazioni. Ciao ai sogni d’Europa, va avanti il Bologna, che troverà ai quarti l’Aston Villa. Non sono bastati un grande Pellegrini, il solito Malen, il volenteroso Vaz e un Olimpico pieno di amore e di bandiere. (…) Il tecnico aveva poco da inventarsi per questa partita, gli assenti sono tanti e la squadra in una condizione mentale precaria: prova a giocarsela sulle certezze e sul calcio che conosce meglio e ha mostrato fino alla sfida con la Juve. A modo suo, insomma, oltre ogni limite. Aggressioni continue, a partire dall’area avversaria, tutto ad alta velocità, almeno nelle intenzioni. (…) E il primo tempo, nonostante l’impegno, le corse continue e gli inseguimenti, la Roma finisce sotto. Rowe è una gazzella e Mancini lo soffre, sia se lo aspetta, sia se lo va a prendere alto; Bernadeschi è un marpione dal piede vellutato e gli basta poco per guardare in faccia la porta e spaventare Svilar. Pisilli parte trequartista per andare a marcare i difensori avversari e, appena Koné – dopo solo 19 minuti – si fa male (ci voleva pure que-sta, ma era proprio necessario rischiarlo?), si abbassa in linea con Cristante, con Pellegrini che va a prendere il posto nominalmente del francese. (…) Il gol subito è figlio di un contrasto perso di Mancini con Rowe (accese, le proteste romaniste), con quest’ultimo che fa secco Svilar dal limite dell’area. Alla Roma basta poco per riprendere vita: una punizione di Pellegrini si stampa sul palo e dal seguente angolo nasce la rete del pareggio, grazie a un colpo di testa del solito Ndicka, bravo pure su Castro, avversario complicato da tenere a bada. Nel finale di primo tempo il pasticcio lo commette El Shaarawy, che si inventa un fallo tanto inutile quanto grossolano in area su Zortea.
Bernardeschi segna dal dischetto 1-2, proprio sul calare della prima frazione. La Roma, nella ripresa, prova subito a reagire, ma si vede che là davanti non funziona. (…) Gasp prova inserendo Robinio Vaz al posto di El Shaarawy. Ma dopo un minuto, Castro segna il terzo gol del Bologna, approfittando di un disastro difensivo firmato Cristante-Ndicka, e i giochi sembrano fatti. Sembrano. (…) Il francesino, un po’ ingenuo, un po’ sgraziato, lotta su ogni palla (fa ammonire Lucumi) e fa in pieno la sua parte: dopo aver tentato un tiro goffo verso la porta di Ravaglia, si procura un rigore (spinta di Freuler), che proprio Malen trasforma e riaccende l’Olimpico. Pellegrini sfiora il tre a tre con un’altra punizione, stavolta è bravo Ravaglia a volare sul lato giusto. Ma non ci arriva, il portiere del Bologna, al minuto 80 sul sinistro velenoso che manda la palla all’angolino per il 3-3. Il tecnico del Bologna, Italiano, ha più carte da giocarsi e con Orsolini, Cambiaghi e Dallinga (più Casale) perde in qualità ma almeno rinfresca un po’ la squadra, mentre la Roma non ne ha più. (…) Entra El Aynaoui al posto di Pisilli, che aveva corso per tre. E infine Zaragoza, prende il posto di Celik. Ma lo sparo finale di Cambiaghi (su errore di Ndicka), colpisce il grande cuore della Roma, che ora rimane solo con la flebile speranza di raggiungere il quarto posto.
(Il Messaggero)