Da Nuoro fino a Nairobi: il mito-Totti non tramonta

Cosa hanno in comune due ragazzi nati uno a Nuoro e l’altro a Nairobi, oltre naturalmente a condividere questo pianeta? La risposta non è nemmeno così particolare, visto che si tratta dell’ammirazione per Francesco Totti che accomuna un bel po’ di persone nel mondo. Il fatto è che Fabio Cocco ed Erick Oduor hanno l’ex capitano romanista protagonista delle loro vite pur senza averlo mai incontrato. […] A Kibera, la più grande baraccopoli africana che sorge nel cuore di Nairobi, lo chiamano Totti perché con la maglia azzurra numero 10 campione del mondo nel 2006 dava calci al pallone. Oggi il Totti d’Africa recluta giovani per la sua squadra, nel tentativo di strapparli alla droga e alla criminalità. «Il calcio non risolve tutto, ma dà un motivo per sognare. E io sogno che Totti un giorno ci venga a trovare e vedere come il calcio qui è una speranza». […]

Fabio Cocco, nuorese doc, giocherà la sua quattordicesima stagione con la squadra della sua città fra i dilettanti, campionato di Eccellenza sarda. «Totti è un esempio unico di classe, cuore e senso di appartenenza. E’ il bambino che nasce tifoso e diventa giocatore, capitano, leader simbolo. Un mito». Sul cui regno il sole non tramonta mai.

(Il Messaggero)

Il duello Gasperini-Baroni dura da oltre 40 anni

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Indossavano gli scarpini nel loro primo incontro. Il Monza di Baroni e il Palermo di Gasperini si affrontavano in Coppa Italia nel 1982 e a deciderla fu proprio un gol del piemontese. Oggi si ritroveranno uno contro l’altro – per la nona volta da allenatori – all’Olimpico sulle panchine di Roma e Torino. E il bilancio recita tre vittorie a testa e due pareggi.

Gasp si è portato a casa il primo confronto (Genoa-Siena 4-2 nel 2009), mentre nell’ultimo incrocio ha avuto la meglio Baroni (Atalanta-Lazio 0-1 ad aprile). La musica cambia analizzando i precedenti del tecnico toscano con la Roma. Il club capitolino ha ottenuto sei successi, tra cui il derby vinto 2-0 a gennaio. Due i pareggi, mentre Baroni – con un passato in giallorosso – ha conquistato una sola vittoria, quando allenava il Verona, contro la Roma di Mourinho (agosto 2023).

L’ex tecnico biancoceleste ha cominciato la sua avventura al Torino con il 4-2-3-1 – battendo il Modena in Coppa Italia – per poi passare al 4-3-3. Un solo punto, però, raccolto fin qui
(0-0 con la Fiorentina) e una pesante sconfitta all’esordio contro l’Inter (5-0). In conferenza stampa, Baroni ha chiesto ritmo e personalità ai suoi ragazzi, consapevole di affrontare la miglior squadra italiana del 2025. Sta lavorando per far coesistere Simeone e Adams in attacco, ma oggi si affiderà soltanto al Cholito. Insieme all’ex Napoli Ngonge e Vlasic, il quale ha maggior libertà di accentrarsi. Baroni ha eletto Asllani come erede di Ricci, sottolineando però come l’ex Inter debba ancora migliorare. A completare il centrocampo Ilic e Casadei, mentre la linea difensiva sarà composta da Pedersen, Coco, Maripan e Biraghi. Tra i pali Israel, che non sembra offrire le garanzie di Milinkovic-Savic. Il Toro è ancora un cantiere aperto e la Roma proverà ad approfittare delle sue debolezze.

Wesley può farcela, Ferguson titolare

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – A caccia della tripletta. Oggi contro il Torino, all’Olimpico (ore 12:30) Gasperini insegue la terza vittoria in altrettante partite alla guida della Roma. Nella lunga esperienza sulla panchina dell’Atalanta, il tecnico di Grugliasco era riuscito a conquistare nove punti nelle prime tre giornate di campionato soltanto in un’occasione (stagione 2020-2021, chiusa al terzo posto). Un altro successo permetterebbe al club
giallorosso di arrivare con maggior fiducia al derby di domenica prossima.

Gasp non si è sbilanciato in conferenza stampa sulle possibili scelte di formazione. La difesa davanti a Svilar dovrebbe esser composta nuovamente da N’Dicka, Mancini ed Hermoso, il quale è avanti nel ballottaggio con Celik. Prima convocazione per i neoarrivati Tsimikas e Ziolkowski, che siederanno in panchina. Il dubbio principale riguarda Wesley, reduce dal piccolo problema tendineo e dal viaggio intercontinentale. Il tecnico giallorosso potrebbe anche iniziare con Rensch a destra e Angeliño sul lato opposto. Viaggia verso una conferma in mezzo al campo la coppia formata da Koné e Cristante. Spazio alla qualità argentina sulla trequarti, con Soulé a destra e Dybala a sinistra. L’ottimo secondo tempo con il Pisa e le due settimane di lavoro possono regalare la titolarità alla Joya. Davanti tocca a Ferguson, in cerca della prima gioia in giallorosso dopo le due reti segnate con l’Irlanda.

Nel frattempo Michael Gandler sarà il nuovo Chief Revenues Officer della Roma.

Gasp vuole il tris

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Tre giornate, due vittorie già in tasca e un obiettivo chiaro: calare il tris per proseguire la corsa. La Roma di Gasperini arriva alla sfida con il Torino di Baroni (ore 12.30) con la voglia di dare continuità ad un avvio di stagione che ha acceso l’entusiasmo del pubblico intorno al nuovo progetto. Gasp ha subito imposto la propria impronta alla squadra giallorossa: intensità, pressing alto, non dare tregua all’avversario in marcatura e in fase offensiva coinvolgere un gran numero di giocatori.

Dopo i successi con Bologna e Pisa davanti alla Roma si presenta l’ostacolo granata, da superare al meglio per arrivare poi con la giusta carica al derby contro la Lazio. Ma c’è tempo prima di pensare alla stracittadina e l’allenatore chiede la massima concentrazione nella conferenza della vigilia: «Dobbiamo giocare tutti i 95 minuti con la migliore attenzione e la migliore condizione, perché il campionato italiano quest’anno più che mai è molto difficile ed equilibrato. E’ importante vincere queste partite perché avremmo tre punti in più e sarebbero molto utili, ma in questo momento conta come ti proponi, che partite fai, che atteggiamento hai. Su questo va costruita la stagione. Non è che dopo due, tre o cinque gare si possano già fissare obiettivi o pensare ad altro».

Il piemontese ha già capito alla perfezione l’ambiente romano e sa che non conviene esagerare nell’entusiasmo, anche se una partenza a razzo – sulla scia di quello che fece Garcia nel 2013 – era uno degli obiettivi che si era fissato ad inizio giugno, quando ha apposto la firma sul contratto triennale.

Dall’incontro con la stampa non arrivano particolari indicazioni di formazione, ma è stata l’occasione di concentrarsi sui singoli, a partire da Dybala e Dovbyk: «Paulo ha lavorato bene per due settimane a Trigoria, ha alzato la sua tenuta atletica ed è pronto per avere più minuti nelle gambe e tornare a giocare dall’inizio. È in un buon momento. Mi aspetto tantissimo da tutti i giocatori che sono rimasti qui, da Pellegrini, da Dovbyk… Con Artem ho parlato, sono convinto che farà bene, sul suo impegno non ho mai avuto dubbi».

Poi usa bastone e carota con Pellegrini: «Ha ripreso ad allenarsi con più intensità, ma non ha la stessa condizione degli altri. Ha bisogno di aumentare i giri del motore, perché la qualità è importante e indiscutibile. Avrà la possibilità per diventare utile. E’ un centrocampista, dopo Dybala è quello con più qualità nel piede in rosa».

Infine il manifesto finale del Gasperini pensiero con il concetto del «costruire e migliorare insieme». Ecco, è proprio da questi pilastri che la Roma intende mettere le basi per un cammino lungo e solido. Già a partire dall’impegno di oggi all’ora di pranzo, davanti ad un Olimpico strapieno.

Gasperini tira dritto su titolari e riserve: “Non faccio regali”

La strategia della chiarezza. Gasperini tira dritto: «Non regalo niente a nessuno. L’opportunità di giocare bisogna conquistarsela». Un messaggio rivolto a chi parte dietro nelle gerarchie. «Possono cambiare», precisa, «ma tutti devono essere pronti». Contro il Torino, dalle 12.30, Gasperini manderà in campo quello che il tecnico ha definito lo «zoccolo duro».

Un copia e incolla delle prime due giornate, in sostanza. Con qualche piccolo ritocco, visto che Wesley è tornato dal Brasile un po’ acciaccato («niente di preoccupante») e Dybala spinge per una maglia da titolare. In queste due settimane l’argentino «ha lavorato bene, ma non so ancora se hai 90 minuti nelle gambe», spiega Gasperini, che in ogni caso parla di «buon momento». Lo stesso che vorrebbe rivivere Pellegrini, che «ha qualità importanti ma non ancora la stessa condizione degli altri». Sul ruolo dell’ex capitano, il tecnico non ha dubbi: «È un centrocampista, non un attaccante». […] Gasperini è convinto anche della rinascita di Dovbyk. Dal centravanti ucraino «mi aspetto tantissimo». […] Tornando allo «zoccolo duro», Gasperini elogia Mancini e Cristante, sue vecchie conoscenze: «Li ho ritrovati molto bene». […]

«A livello societario – precisa – bisogna cercare di migliorare sia gli aspetti economici che tecnici, ma penso che la base prioritaria sia quella tecnica. Quando migliori quella, si recupera su tutto il resto». Una frase che sintetizza quanto ribadito, a più riprese, nel corso dell’estate: servono giocatori forti. […]

(La Repubblica)

Gasp vuole correre di più. In attacco ora scalda Dybala: “E basta parlare di mercato”

C’è tutto in queste parole di Gasperini: «La Roma ha un centro sportivo da Champions. Un pubblico da Champions. Uno spirito di alto livello. Sul resto possiamo lavorare». E sì che c’è da fare. E che la Roma gli ha messo un po’ tutto sulle spalle: l’aspetto sportivo e pure quello strettamente economico, visto che non passa occasione pubblica in cui non venga ribadito. […]

Per oggi, a Gasp andrebbe bene verificare la crescita offensiva della sua squadra, dopo due partite vinte alla Ranieri, 1-0 e via. Ed è (anche) per questo che pensa di lanciare dal primo minuto Paulo Dybala. La Joya più Soulé più Ferguson. Un tridente per tre prime volte: il debutto da titolare di Dybala, che a Pisa due settimane fa ha cambiato il volto della partita. E poi Ferguson, ancora a caccia del gol con la Roma: le gare in Nazionale gli hanno regalato fiducia, due reti con l’Irlanda che servono per lanciarsi e, chissà, pure per smentire il fatto che tanto bravo sia in rifinitura quanto poco incisivo sotto porta. E poi Soulé, che in una gara casalinga – eccezion fatta per il derby di aprile, che però tecnicamente era in trasferta – non ha mai segnato. […]

“Sinceramente non ho più la necessità di parlare di mercato – ha poi detto Gasp -. Fino a gennaio non serve, ci sono stati i mesi estivi per prendere delle decisioni, ora contano le partite. […] Adesso tutti devono far vedere un grande spirito, giocare per la Roma e non per loro stessi. Io non ho preclusioni per nessuno. Ma non regalo niente a nessuno”.

(corsera)

Gasp cerca un avvio super, Baroni gol e personalità

In Serie A ci sono solo tre allenatori sopra i 60 anni: Sarri, Gasperini e Baroni. Gli ultimi due si affrontano oggi all’Olimpico, ore 12.30, 43 anni dopo il loro primo incrocio da calciatori: Monza-Palermo di Coppa Italia, 5 settembre 1982, Gasperini segnò l’1-2 decisivo regalando una piccola gioia a una terra siciliana sconvolta dall’attentato, solo 48 ore prima, al generale Dalla Chiesa.

Roma-Torino va immaginata prima e vista poi partendo dagli attacchi. Da quello della Roma, che non è stato completato sul mercato come avrebbe voluto il suo allenatore. Che nelle prime due giornate ha segnato solo un gol a partita, mostrando una lacuna che per le abitudini di Gasp fa notizia. Ma notizia è anche se si guarda dall’altra parte. Perché il Torino deve ancora trovare la prima rete in campionato ed è un aspetto su cui Baroni si è concentrato durante la sosta. […]

La Roma, invece, si prepara a riabbracciare il ritorno dal primo minuto di Dybala: lui, Soulé e Ferguson, ecco il tridente del secondo tempo di Pisa. «Non è più tempo di parlare di mercato, ora bisogna cercare di migliorare: la Roma ha un centro sportivo da Champions, un pubblico da Champions, sul resto possiamo lavorare», ha detto il tecnico della Roma. Che oggi può fare tre su tre al via in A: solo Capello, Spalletti, Garcia e Mourinho ci sono riusciti negli ultimi 40 anni. […]

(corsera)

Gasp vola alto: “Si può crescere”

Sullo sfondo c’è il Torino, la possibilità di inanellare la terza vittoria consecutiva per arrivare al derby nel migliore dei modi, tabù Baroni (tre ko e due pareggi nelle ultime 6 gare) permettendo. Ma Gasperini è uno abituato a pensare in grande. […] Non gli importa il politically correct, dice cosa pensa. Anche a costo di andare in collisione di vedute con la società, come accaduto nel mercato estivo. E così, sempre con molto garbo, quando gli viene chiesto nei suoi primi 100 giorni in giallorosso cosa ha trovato al di sopra e al di sotto delle sue aspettative, la risposta non lascia spazio a fraintendimenti: «Il club in questo momento ha un grande centro sportivo che è da Champions, come il pubblico. Ha uno spirito di squadra in queste due partite di alto livello. Tutto il resto lo possiamo lavorare insieme e crescere». […]

«Non ho ricevuto promesse dai Friedkin. La situazione del club è abbastanza chiara. Dobbiamo migliorare sia la situazione tecnica che economica del club. La più importante è quella tecnica, perché da lì dipende tutto». Già perché il paradosso è proprio questo: se vuoi iniziare a fare plusvalenze e vendere bene per sistemare i conti, devi investire. E più investi, più ti rinforzi, più hai possibilità di raggiungere gli obiettivi prefissati (nel caso della Roma la qualificazione in Champions) e più sarai appetibile sul mercato. […]

Sa di avere il controllo della situazione. Dentro e fuori dal campo. Anche nel gestire situazioni che magari non si attendeva più di trovare. Il riferimento è a Pellegrini e Dovbyk: «Lorenzo alla fine è rimasto e per me va bene. Ha qualità importanti, ora ha ripreso ad allenarsi con più intensità ma non ha la stessa condizione degli altri. Sarà a disposizione, ha bisogno di aumentare i giri del motore perché la qualità è indiscutibile. Dopo Dybala è quello che ne ha di più in rosa. Per me è un centrocampista e non un attaccante. Ho poi parlato con Artem, lui ritiene che la sue migliori doti siano la forza fisica, la presenza in area e la profondità. Ripartiremo da queste». […]

(Il Messaggero)

Si ricomincia dalla difesa di ferro: dubbio Wesley, Rensch è pronto

Per ora le girandole di gol alle quali era abituato Gasperini a Bergamo ancora non si sono viste. La Roma è ripartita dagli 1-0 tanto cari a Ranieri nella passata stagione, grazie ad una difesa di ferro che in estate ha rischiato di subire una rivoluzione. Mancini a parte, Ndicka e Hermoso per una buona parte del mercato sono stati vicini all’addio. […] Impossibile non menzionare Mile Svilar che anche nelle prime due si è messo il solito mantello da supereroe e ha salvato i giallorossi nel momento del bisogno. […]

Nelle ultime 17 partite di campionato sono stati ben 10 i clean sheet. Due arrivati con Gasperini e oggi la difesa può centrare un record. In sole tre occasioni la Roma ha mantenuto la porta inviolata nelle prime tre giornate di Serie А (1986/87, 2007/08, 2014/15).
Ma guai ad abbassare l’attenzione. Il Torino di Baroni è partito col freno a mano tirato e va ancora a caccia del primo gol in campionato. Ma l’ex tecnico della Lazio spesso e volentieri ha messo in difficolta Gasp che ha ottenuto una sola vittoria negli ultimi 6 incontri.

A proposito di difensori: sulla destra il ballottaggio è tra Wesley e Rensch. Il brasiliano ha smaltito il sovraccarico muscolare rimediato in nazionale, ma potrebbe finire in panchina. […]

(Il Messaggero)

La sfida è al centro: Koné nel motore per spingere la Roma e cercare nuovi gol

La strada maestra per capire la “Roma gasperiniana” prima in classifica passa per la filosofia di gioco del tecnico e per un protagonista che ne è già il testimonial: Manu Koné. Termometro attendibile della salute di un gruppo che oggi all’Olimpico cercherà di prendersi la scena contro il Toro, sfruttando proprio il dinamismo dell’uomo più in forma. […]

Nell’evoluzione della specie dei centrocampisti moderni, saper abbinare caratteristiche come corsa, tecnica, estro e duttilità è diventata un’esigenza. Soprattutto se a richiederle per il suo gioco offensivo, protetto da copyright, è Gasp. Ed ecco spiegato il motivo per cui il gioco giallorosso ruota attorno a Manu moto perpetuo, o “guerriero” come lo chiamano in Francia. […]

La partita potrebbe decidersi proprio a centrocampo, dove le personalità forti – come Koné e Cristante da una parte e Ivan Ilic, Asllani e Cesare Casadei dall’altra – non mancano affatto. E la Roma confida proprio sui recuperi e le percussioni alla Ederson del nazionale francese per creare supeniorità e aprire spazi per il duo argentino formato da Matias Soulé e Paulo Dybala sulla trequarti e per il centravanti Evan Ferguson. […]

Con una vittoria all’Olimpico (sarebbe la terza di fila), Gasperini conquisterebbe un record riuscito nel passato solo a Capello, Spalletti, Rudi Garcia e Mourinho. […]

(gasport)