Hummels si ritira a fine stagione: “Che viaggio, mi manca già tutto”

Mats Hummels, a 36 anni, ha annunciato ieri il suo ritiro dal calcio giocato tramite i social (…). Nel suo messaggio, ha ripercorso una carriera straordinaria, ringraziando i club in cui ha militato – Borussia Dortmund, Bayern Monaco, Roma – e la nazionale tedesca, con cui ha conquistato il titolo Mondiale. (…) Nonostante manchino otto partite alla fine della stagione, Hummels ha espresso nostalgia: “Mi mancherà terribilmente“. (…)

Si chiude così la carriera di uno dei difensori più forti della sua generazione, con oltre 700 presenze e un palmarès ricco di 16 trofei, tra cui la Coppa del Mondo (…). Unico rammarico, non aver sollevato coppe durante la sua permanenza nella Capitale.

L’idea del ritiro era nell’aria da tempo, come Hummels stesso aveva accennato in un’intervista a gennaio (…). Motivi personali, tra cui la distanza dal figlio in Germania (…), hanno pesato sulla decisione finale. In assenza di un’offerta convincente dalla Bundesliga, (…) ha scelto di appendere gli scarpini al chiodo. (…)

Hummels ha mostrato un forte legame con la città, apprezzando le passeggiate nel centro storico e la sua atmosfera (…). La sua esperienza calcistica a Roma è stata però altalenante. L’esonero di De Rossi poco dopo il suo arrivo e un rapporto mai sbocciato con il successivo tecnico (Juric, ndr) hanno complicato l’inizio (…). Poi, la rinascita sotto la guida di Ranieri, con il gol a Londra e prestazioni di alto livello. Tuttavia, non sono mancati momenti difficili, come gli errori pesanti nelle coppe contro Milan e Athletic Bilbao (…) e alcune uscite sui social che hanno fatto discutere (…).

Nonostante tutto, gran parte del tifo giallorosso gli ha sempre dimostrato affetto, come confermato dai tanti messaggi ricevuti ieri. Hummels saluterà il pubblico dell’Olimpico il 18 maggio contro il Milan, una partita che si spera possa avere un peso importante per la classifica (…), magari confermando il sorpasso sulla Lazio che lui stesso aveva pronosticato mesi fa (…). Prima del congedo, però, c’è la sfida con la Juventus, e Hummels vuole essere protagonista.

(Messaggero)

Fabio Capello: “Nella mia Juve ci stava solo Yildiz. Roma, super Svilar”

GAZZETTA DELLO SPORT – Fabio Capello, figura leggendaria del calcio mondiale e allenatore che ha guidato sia la Roma a uno storico Scudetto sia la Juventus, offre la sua prospettiva sull’imminente scontro diretto tra le due squadre. Analizza la situazione attuale dei club, le scelte tecniche e i possibili protagonisti della sfida dell’Olimpico.

Se domani le offrissero per 90′ una delle due panchine dell’Olimpico, sceglierebbe quella della Roma o della Juventus?
“In questo momento mi intrigherebbe maggiormente la Juventus, a me piacciono le sfide. Ranieri ha già vinto la sua, la Roma è in viaggio. Tudor, invece, è in fase di ripartenza”.

Lei è passato dalla Roma alla Juventus prima da giocatore e poi da allenatore. Se ci ripensa?
“Mi viene in mente come arrivai alla panchina giallorossa. Un giorno incontro Gaucci, all’epoca presidente del Perugia: “Fabio, perché non vai ad allenare la Roma?”. Gli dico che non ho il numero di Sensi e me lo dà subito lui. Poi con Sensi ci siamo trovati su tutto. Al di là dello scudetto, a Sensi sarò sempre grato per quando portò me e mia moglie a cena in Vaticano. Però…”

Però…
“Mi spiace non averlo salutato quando ho lasciato la Roma per andare ad allenare la Juventus. É successo tutto velocemente: non mi sentivo più felice in giallorosso e quando i bianconeri mi hanno chiamato ci siamo accordati da un giorno all’altro”.

La sfida tra Roma e Juventus che ricorda meglio?
“Il 2-2 a Torino del maggio 2001, quello decisivo per la vittoria dello scudetto. Ricordo certe sensazioni di campo come avessimo giocato ieri: Totti era un po’ stanco e lo cambiai con Nakata. E poco prima avevo sostituito Delvecchio con Montella. Rischiai e andò bene: dal 2-0 per la Juve al 2-2 grazie al gol del giapponese e di Vincenzo”.

Tudor o Ranieri: chi si qualifica per la Champions?
“Una pizza la giocherei sulla Juve perché ho la sensazione che i bianconeri non abbiano ancora mostrato tutte le risorse. Thiago Motta chiedeva di eseguire il compitino e l’impressione è che la squadra alla fine sia andata in confusione. Ma resto convinto che Koopmeiners non possa essere la controfigura del bel giocatore ammirato nell’Atalanta di Gasperini”.

Perché Ranieri è speciale?
“Perché non si inventa nulla, cerca le cose semplici e logiche: motiva e mette in campo i migliori nei ruoli adatti per esaltarne le caratteristiche. E dà fiducia anche ai giocatori fischiati dal pubblico”.

(…)

Della Roma di Ranieri chi avrebbe trovato spazio nella squadra dello Scudetto 2001?
“Dybala e Svilar, gran portiere”.

E della squadra di Tudor nella sua Juventus 2004-06?
“In campo, nessuno. In squadra soltanto Yildiz, che ha qualcosa di diverso. È un Kandinsky: chi ha questi quadri se li tiene stretti perché il loro valore cresce sempre. Fossi nella Juventus, farei lo stesso”.

 Dovbyk (16 gol) o Vlahovic (14) come nove per una sua squadra?
“Perché dovrei prendere uno dei due? Ma fossi nella Roma, farei attenzione a Vlahovic domani: il serbo può essere l’uomo decisivo. Lui o Koopmeiners, che prima o poi deve tornare quello vero. Tra i giallorossi punto su Svilar”.

(…)

Fosse in Ranieri quale tecnico sceglierebbe per il post … Ranieri?
“Un allenatore esperto che sappia anche ascoltare Ranieri e da questo punto di vista Pioli potrebbe essere un’ottima scelta. Stefano ha vinto lo scudetto con il Milan”.

Di Livio: “La Roma non può perdere”

IL TEMPO – Angelo Di Livio, ex calciatore con un passato alla Juventus ma da sempre legato ai colori giallorossi, ha condiviso le sue impressioni in vista dell’importante sfida tra Roma e Juventus di domani sera. “Soldatino”, come veniva soprannominato, ha parlato della partita e del futuro della panchina romanista.

Se le dico Roma – Juve, cosa le viene in mente?
“Ricordo tante sfide sia da tifoso, quando ero ragazzino, che da giocatore. Sono state partite sempre molto sentite, anche sponda bianconera. È una gara delicata. La Roma potrebbe dire addio alla Champions con una sconfitta, mentre la Juve può anche gestire”.

Chi vede favorita?
“La Roma sta vivendo un grandissimo momento. È vero che non vince gli scontri diretti, ma Ranieri ha riportato entusiasmo. Nella Juventus c’è stata una scossa con il cambio in panchina. Prevedo una partita un po’ bloccata, in cui gli episodi possono fare la differenza. La Roma potrà contare sull’Olimpico pieno, ma fatico a non vedere la Juve tra le prime quattro”.

Un giocatore per squadra che può fare la differenza?
“Dovbyk da una parte, Yildiz dall’altra. Hanno le qualità per essere protagonisti”.

Qual è stata la chiave della rimonta di Ranieri?
“La semplicità di un grandissimo uomo ed esperto di calcio e anche il carattere dei giocatori. La squadra veniva contestata e Ranieri ha rimesso tutto in ordine. A volte basta poco, gli scienziati del calcio non mi piacciono”.

(…)

Cosa avrebbe significato esordire in prima squadra con la Roma?
“Aver fatto felice mio papà, che è stato grandissimo tifoso romanista, e tutta la mia famiglia. E poi non ho mai nascosto la mia fede giallorossa, era il mio sogno da bambino, ma purtroppo non si sono incastrati tanti aspetti. Nella mia carriera c’è stata tanta gavetta e sono comunque soddisfatto perché giocare in Serie A e alla Juventus non è da tutti”.

Capitolo nuovo allenatore. Qual è il nome giusto?
“So che c’è una lista e che la Roma ne trattando con diversi. Mi piacciono Mancini e Pioli, ma io mi prendo Gasperini. Lo conosco, so come lavora dal punto di vista tecnico e fisico e questa squadra può fare bene con lui”.

Pronti alla battaglia

IL TEMPO (L. PES) – Non una partita come tutte le altre. Lo sa certamente Claudio Ranieri che la Juve l’ha allenata e l’ha battuta l’ultima volta da allenatore della Roma. Domani all’Olimpico c’è uno scontro diretto che apre la corsa Champions dei giallorossi che ospitano la squadra di Tudor. “La Juventus ha cambiato proprio filosofia di gioco, di allenatore, di tutto. Sarà una Juventus più verticale, più determinata, lo abbiamo visto già con il Genoa”. Il tecnico recupera Celik ma probabilmente non Rensch, ma sulla formazione, come sempre, poche indicazioni. Nella presentazione del match, tra conferenza stampa e intervista a Dazn, il tecnico torna sul percorso fatto sin qui alla guida dei giallorossi. “Rimettere le cose un po’ in ordine dando la giusta importanza alle cose importanti. Il calcio è uno sport di squadra, sembra stupido dirlo e ricordarlo, ma è la verità: uno da solo non riesce a fare nulla, con l’aiuto dei compagni si possono fare buone cose. Ho cercato di riportare autostima nei ragazzi, quando cerchi di vincere e cominci a perdere o pareggiare perdi la sicurezza. Ho cercato di riportare sicurezza, voglia di fare e di lottare, sono tante piccole cose che tutte insieme portano ai risultati che la Roma sta facendo.” Otto finali da qui a fine campionato di cui sei scontri contro le big, appuntamenti che spesso la Roma ha fallito negli ultimi anni. “Non ho affrontato il tema. Ogni partita fa storia a se, figuriamoci da un campionato all’altro, da una storia all’altra. Sappiamo che la Juventus è una grande squadra e sarà una bella partita. Noi avremo un calendario difficile, ma anche chi affronta noi non potrà dire che avrà una gara facile, faremo di tutto per rendere difficile a tutti quanti la partita contro di noi“.

Non ci sarà Dybala, anche se l’argentino da ora in poi sarà un uomo in più vicino alla squadra. “Aiuta, è sorridente perché sa che è successo l’infortunio ma sta pensando al recupero. È importante perché vedi che è attaccato a noi e ai compagni, cerca di trasmettere la sua positività. Lui è un giocatore importante per noi e ci contiamo tantissimo per il prossimo campionato”. Tra l’amarezza per l’assenza di Saelemaekers e i dubbi tra difesa e centrocampo sulle titolarità di Hummels e Pellegrini, il tecnico parla anche di alcuni singoli. “Koné mi dà soddisfazioni e mi fa arrabbiare. Perché è un grandissimo giocatore, ha molto da imparare e da migliorare. Ma avere un giocatore di 23 anni che fa quello che fa lui, è tanta roba. N’Dicka mi piace perché sta sempre sul pezzo, io ne parlo molto nello spogliatoio, voi ne parlate poco”.

Inevitabile dopo la conferenza stampa della scorsa settimana un passaggio sull’allenatore del futuro. “Nessuna bugia – dice Ranieri – anche perché so dire solo la verità”. Escludere Gasperini, quindi, e aspettare l’annuncio dei Friedkin, anche se ormai il cerchio dei candidati è sempre più ristretto.

Ranieri: “Non dico bugie”

Alla vigilia della delicata sfida contro la Juventus, Claudio Ranieri, come di consueto, risponde alle domande della stampa, (…) senza però svelare troppo le sue carte. La posta in gioco è troppo alta (…).

(…) Interrogato sulla veridicità delle sue recenti dichiarazioni, in particolare riguardo al futuro allenatore, Ranieri ha risposto con fermezza, (…) negando categoricamente: “No, guardi io non dico bugie. Nessuna bugia“. Una risposta seria, (…) che sottolinea come la questione del suo successore rischi di distogliere l’attenzione dal presente.

Tuttavia, alcune sue affermazioni (…) sembrano avere implicazioni sulla ricerca del nuovo tecnico. Su Dybala, ad esempio, Ranieri ha ribadito con forza: “L’infortunio di Paulo non ha cambiato una virgola circa il suo futuro con noi. Resterà qui e sarà importante anche il prossimo anno“.

(…) Un futuro che dipende anche dal finale di questa stagione: battere la Juventus significherebbe agganciarla al quinto posto (…), mantenendo viva la speranza Champions, (…). Intanto, (…) i Friedkin hanno deciso di fare un regalo ai tifosi: “Giovedì 17 aprile, così come accaduto a Capodanno, il presidente ha deciso di aprire le porte per l’allenamento al Tre Fontane. Mi aspetto tanti tifosi, famiglie e bambini

Tornando alla sfida con i bianconeri: “È una grande partita. Parliamo di due squadre che vogliono lottare per qualcosa di importante. Lotteremo e daremo tutto“. Sulla formazione: “Chi giocherà? Chi corre di più. Intanto abbiamo recuperato Celik, non so se porterò Rensch in panchina“. Sull’avversario: “La Juventus ha cambiato filosofia di gioco, sarà una squadra più verticale, più determinata (…). Tudor ha avuto una settimana in più di lavoro (…)“.

Riguardo al rendimento contro le “big” in questa stagione (…), Ranieri ha tagliato corto: “Ogni partita ha una storia a sé (…). Sappiamo che la Juve è una grande squadra (…). Il calendario è difficile ma oggi chi affronta la Roma non può dire di avere una partita facile. Calcoli in vista del derby? Non li ho fatti“. (…) La Juventus vanta un buon record recente contro la Roma (…); l’ultima vittoria giallorossa risale al marzo 2023, decisa da un gol di Mancini. Lo stesso Mancini che ha recentemente segnato il gol vittoria nel derby contro la Lazio, allora allenata proprio da Igor Tudor.

(Messaggero)

Ranieri doppia sfida: obiettivo Champions e se va avanti così diventa re di Roma

Vincere per continuare la rincorsa alla Champions League, con la possibilità di agganciare proprio la Juventus in classifica, e per inseguire un prestigioso record personale. Per Claudio Ranieri, la sfida di domani sera (…) ha un significato speciale, mirando a diventare l’allenatore con la miglior media punti nella storia giallorossa, superando Luciano SpallettiRanieri si aspetta una Juventus trasformata dalla gestione Tudor, diversa da quella precedente (…): “Tudor è come me, vuole andare subito dalla parte opposta,” ha affermato il tecnico romanista. “Amiamo andare in verticale e non tanto il palleggio, ci piace dare emozioni al pubblico. La Juventus ha cambiato filosofia, me la aspetto determinata e verticale“.

Serve vincere, quindi, (…). Un successo domani significherebbe per Ranieri l’ottava vittoria consecutiva (…), eguagliando una striscia realizzata da Spalletti nel 2015-16 (…). Ma l’obiettivo più ambizioso è superare la media punti storica di Spalletti (1,93). Ranieri è attualmente a 1,89 e per superarlo necessiterebbe di almeno 21-22 punti nelle restanti 8 partite (…). Un’impresa ardua, ma non impossibile.

Vincere contro la Juventus significherebbe anche invertire una tendenza negativa negli scontri diretti stagionali, dove finora Ranieri ha ottenuto successo solo nel derby (…), perdendo contro Napoli e Atalanta e pareggiando con Milan, Bologna e Napoli (al ritorno). (…) Considerando anche il difficile calendario futuro (dopo la Juventus, la Roma affronterà Lazio, Inter, Atalanta, Milan e Fiorentina). “Non ho affrontato il tema (degli scontri diretti), ogni partita fa storia a sé“, ha dichiarato Ranieri. “Abbiamo un calendario difficile ma anche chi ci affronterà non può certo dire che giocherà contro un avversario facile. Vogliamo fare di tutto per rendere difficile la partita ai nostri avversari”.

Infine, Ranieri ha toccato altri temi, incluso il futuro allenatore, ribadendo quanto detto nelle scorse settimane (“Non ho detto nessuna bugia“), rafforzando l’ipotesi che alcuni nomi, come Gasperini, siano stati esclusi. Sul fronte Dybala, presente domani all’Olimpico per sostenere la squadra: “La presenza di Paulo ci aiuta, è sorridente, sta già pensando al recupero. È importante perché vedi che è attaccato a noi e ai compagni, cerca di trasmettere la sua positività. Il suo infortunio non ha cambiato di una virgola le nostre decisioni: Paulo è un giocatore importante e ci contiamo tantissimo anche per il prossimo campionato“. Sperando di disputare la Champions League.

(gasport)

E Svilar sfida Di Gregorio: hanno il record di 12 clean sheet

Alla vigilia di Roma-Juventus, i riflettori sono puntati anche sulla sfida tra i portieri: Mile Svilar e Michele Di Gregorio. Se all’andata (…) entrambi rimasero quasi inoperosi in uno scialbo 0-0, nel corso del campionato sono stati spesso determinanti. A dimostrarlo è il record di clean sheet condiviso con Sommer: ben 12 partite senza subire gol in 30 giornate. Tuttavia, le altre statistiche premiano nettamente il portiere giallorosso. Svilar è tra i migliori della Serie A sia per parate totali (89) sia per percentuale di salvataggi (75%), mentre il collega bianconero si colloca più indietro (…). La media di un solo gol subito a partita per Svilar (…) è frutto anche, e soprattutto, dell’eccezionale rendimento recente: nelle ultime sette vittorie consecutive, il portiere giallorosso ha incassato una sola rete (…), collezionando ben 6 clean sheet, tanti quanti ne aveva ottenuti nelle precedenti 23 giornate.

Contro la Juventus, Svilar ha finora ottenuto due pareggi in altrettante sfide. Nell’1-1 della scorsa stagione all’Olimpico (…), si distinse con ottime parate, negando il gol a Kean nel finale. Domani, il portiere giallorosso punta alla sua prima vittoria contro i bianconeri, un successo che significherebbe agganciare proprio la Juventus in classifica.

(corsera)

Il dubbio di Tudor: Weah o Gonzalez

Dopo la vittoria contro il Genoa, il tecnico della Juventus Igor Tudor cerca conferme nella sfida contro la Roma, orientato a modificare il meno possibile la formazione. Confermato il modulo a tre dietro, ma con un’assenza pesante: Gatti sarà indisponibile per circa un mese a causa di una frattura composta del perone. Al suo posto è pronto Kalulu, che affiancherà Veiga e Kelly davanti al portiere Di Gregorio. Sulle fasce, Cambiaso è rientrato in gruppo (…), contende una maglia a McKennie sulla sinistra, mentre a destra persiste il dubbio principale di Tudor tra Nico Gonzalez e Weah. A centrocampo, punti fermi Locatelli e Thuram. Koopmeiners, dopo una prestazione non brillante contro il Genoa, dovrebbe accomodarsi in panchina, lasciando spazio a Conceicao sulla trequarti insieme a Yildiz. Davanti, confermato Vlahovic come punta centrale. L’opzione con due punte, affiancando Kolo Muani a Vlahovic, appare al momento una soluzione da considerare a partita in corso.

(Messaggero)

Mile Svilar: “Scelgo Roma al 100 per 100”

CORRIERE DELLO SPORT – Mile Svilar, protagonista tra i pali della Roma in questa stagione, si racconta in un’intervista toccando temi caldi come il suo futuro in giallorosso, il rapporto con gli allenatori che si sono succeduti e la rincorsa a un posto in Champions League. Di seguito, le sue parole.

Non ha ancora firmato il rinnovo con la Roma e tante squadre la vogliono.
Non capisco la fretta, ho un contratto fino al 2027. Non c’è bisogno di fare casino. Sembra che questa vicenda importi più a voi che a me. I soldi contano ma il posto in cui stai bene e in cui vedi un progetto conta di più.

Quindi resterà alla Roma anche nella prossima stagione?
Io spero proprio di si. Io voglio che sia così al cento per cento e lo vuole anche la mia famiglia. Siamo felicissimi a Roma e alla Roma “.

(…)

Al Benfica non giocava quasi mai.
Sì, ero secondo e a volte terzo portiere. Forse non ero pronto. Ma sono stato benissimo a Lisbona, ho esordito in Champions League, e sono convinto che l’esperienza mi abbia aiutato anche nell’approccio alla Roma. Diversamente avrei sofferto troppo il salto da casa mia all’Italia, dove si vive per il calcio. In Belgio non è così “.

Ma lei si sente belga o serbo?
” Difficile rispondere. La mia famiglia è tutta serba, non ho alcun parente belga, ma sono nato ad Anversa e ho tutti gli amici là. In Belgio ho conosciuto anche mia moglie “.

(…)

Torniamo a Roma. Anche questa scelta sembrava poco funzionale alla sua maturazione: per un anno e mezzo, solo panchina.
” Lo avevo messo in preventivo. E non ho niente contro Mourinho che aveva le sue gerarchie e preferiva puntare su Rui Patricio, tra l’altro un ragazzo top che mi ha aiutato anche dopo “.

Però nell’ultima partita di Mourinho a Milano giocò Svilar.
Sì ma credo che se non ci fosse stato il cambio di allenatore la promozione non sarebbe stata definitiva “.

Quella è stata decisa da De Rossi.
” Daniele è stato l’allenatore più importante della mia vita. Non dimenticherò ciò che ha fatto per me. Sin dalla prima settimana, quando mi comunicò che non avrei giocato ma che credeva in me. In sette anni nessuno mi aveva mai spiegato una decisione tecnica “.

Immaginiamo lo shock dopo la sua cacciata.
” Eh… Ma chissà, magari un giorno torneremo a lavorare insieme. Mi piacerebbe “.

Intanto Svilar è diventato il miglior portiere del campionato.
” Non è vero “.

Sì, che è vero.
” Io non penso mai ai confronti. Penso a migliorarmi giorno dopo giorno. Ho tanto ancora da imparare “.

Ma lei pensava di essere così bravo quando guardava gli altri giocare?
” No. Non è possibile stabilirlo se non giochi. Gli allenamenti sono una cosa, le partite un’altra. Ma anche oggi, credetemi, capitano giornate in cui mi sento all’altezza e altre in cui mi sento una pippa (dice proprio così, nda) “.

Hai mai pensato di lasciare la Roma?
” Mai, sapevo che prima o poi il mio momento sarebbe arrivato. Al Benfica qualche volta ho pensato di cambiare, qui no “.

(…)

Adesso la Roma è lanciata in una fantastica rincorsa. La sfida alla Juve cosa significa?
” È una partita importantissima. Sarà difficile da preparare, perché loro hanno cambiato da poco allenatore. Tudor può aver dato la scossa, come sempre dopo le svolte tecniche. È successo anche a noi, no? “.

La svolta di Ranieri è stata epocale. Cosa è successo però fino a dicembre?
” Semplicemente non riuscivamo a esprimere le nostre qualità. Nel calcio a volte capita. Eppure ci impegnavamo tanto “.

La Roma andrà in Champions?
” Lo scopriremo tra qualche partita. Un passo per volta “.

È vero che voi giocatori avete chiesto a Ranieri di restare?
” Sì. Con lui abbiamo raggiunto un ottimo equilibrio nel lavoro quotidiano. Sappiamo cosa dobbiamo fare. Non ci sarebbe bisogno di cambiare ancora ma dobbiamo rispettare la sua scelta, è giusto che si goda la pensione… “. (…)

Chi sarà il nuovo allenatore?
” Non ne ho idea “.

Pellegrini e Koopmeiners tra affari e delusioni

Ha tutta l’aria di uno spareggio. (…) Non siamo ai livelli di qualche anno fa, quando Roma-Juventus poteva valere uno scudetto (…). Ma la partita è comunque molto, molto, importante. Tre punti che possono valere, pesare tantissimo, nella corsa alla Champions, (…). È anche il confronto (…) tra i due calciatori che più hanno deluso in questa stagione. Al punto che, in casa giallorossa, non è affatto sicuro che tra i titolari possa esserci posto per Lorenzo Pellegrini: (…). Perché una cosa del genere non è mai capitata, (…): il capitano in panchina, (…) per scelta tecnica. Esattamente ciò che potrebbe toccare a Koopmeiners (…) sessanta milioni di investimento. Tutto per immaginarlo – oggi – ai confini e non più centrale in una sfida così impegnativa. (…) proprio Pellegrini e Koopmeiners potrebbero trasformarsi nei colpi più sorprendenti e redditizi del prossimo mercato. Prenderli adesso, nel caso Roma e Juventus fossero pronte a mettersi a tavolino, potrebbe essere davvero un grandissimo affare. Perché Pellegrini ha 29 anni, qualità tecniche dimostrate ampiamente, ancora un solo anno di contratto e una caratteristica che tutti gli allenatori sanno apprezzare: la capacità di far gol. Ne ha fatti più di sessanta in carriera, (…). Qualcuno se la sentirebbe di escludere che in un nuovo ambiente, (…) non sarebbe capace di tornare quel calciatore (…)? Un discorso che calza perfettamente anche per Koopmeiners, 28 anni, che avrebbe dovuto rappresentare il valore aggiunto per una Juve candidata allo scudetto, e si ritrova invece al centro delle critiche. (…) Ma qualcuno se la sente di bocciarlo dopo una stagione così triste e buia? O in condizioni diverse, può bastare la classica scintilla per riaccendere il suo potente motore? Ecco, Pellegrini e Koopmeiners rappresentano i classici esempi di un calcio che dovrebbe sforzarsi di andare al di là (…). De Ketelaere (…) Kean (…). La sua trasformazione (…) è stata invece evidente (….) Perché il calcio – e il mercato – è fatto di giovani (…). Ma è fatto anche di gente che (…) fatica e aspetta soltanto di rimettersi in moto e riprendersi il palcoscenico. A Pellegrini e Koopmeiners potrebbe accadere: in questo Roma-Juve o, chissà, tra due mesi (…). Perché, se ci pensate, da Frattesi a Taremi, da Maignan a Theo Hernandez e Tomori, da Vlahovic a Gudmundsson, da Lazzari a Simeone, è lungo l’elenco di chi vuole e può fare molto di più. Metteteli insieme, aggiungete Pellegrini e Koopmeiners, e scoprirete magari che si può anche lottare per lo scudetto…

(gasport)