Il bosco divide ma non preoccupa

IL ROMANISTA (A. DE ANGELIS) – Tra la Roma ed il suo stadio torna prepotentemente la vicenda relativa al (ancora presunto) bosco di Pietralata. Ieri infatti è stato reso noto il contenuto di una perizia sull’area che certificherebbe la presenza di un’area boschiva di circa 1,5 ettari, costituita perlopiù da Laurus nobilis (una pianta aromatica tipica del Mediterraneo), Ligustrum Lucidum (albero anche questo comune in Italia e che in alcuni paesi, come l’Australia, è considerato infestante), e alberi di Robinia pseudoacacia (ancora largamente diffusa in Italia, in particolare in Piemonte). A firmare la perizia è stato il Dottor Corrado Falcetta, presidente della Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali del Lazio (FODAF Lazio), su commissione del Comitato Monti di Pietralata. (…) La perizia è stata commissionata da chi lo stadio non lo vuole e, pur avendo comunque un valore, non va presa come oro colato. Occorre anzi attendere la perizia del Comune che in questo senso dovrebbe fare chiarezza una volta per tutte. Come se non bastasse ci sono poi le parole dello stesso Dottor Falcetta, intervenuto dai microfoni di Radio Roma Sound. «La questione è risolvibile con un imboschimento compensativo – ha detto Falcetta dopo aver certificato per quanto di sua competenza la presenza del bosco – con la costituzione di un bosco di altrettanta valenza in un altro sito. Serviranno meno di 100.000 euro di indennizzo al Comune, una cifra che rispetto a quella che è in gioco credo si possa spendere. Sì, secondo me si potrebbe andare avanti con il progetto dello stadio». (…) Dal Comune si dicono comunque fiduciosi e soprattutto sicuri di aver portato avanti l’iter nel pieno rispetto della legge. E questo dovrebbe bastare a chiudere la questione.

Svilar si blinda: “Sono a casa”. Ora il rinnovo

Ha vinto lui la partita, con quelle cinque parate spettacolari e decisive che hanno annichilito una Fiorentina arrembante e che ci ha provato fino all’ultimo. L’ha vinta Mile Svilar come tante altre nel corso di questi diciannove risultati utili consecutivi, con le sue prestazioni ormai sempre di livello che hanno stregato non solo la sua squadra, non solo i suoi tifosi, ma anche i top club di tutta Europa che lo stanno cercando. (…) E domenica sera, dopo la partita, quando da professionista è rientrato al Fulvio Bernardini e si è sottoposto subito a trattamenti fisioterapici per sciogliere i muscoli, ha voluto immediatamente ringraziare l’Olimpico per quei messaggi d’amore che non lo hanno mai lasciato indifferente: “Grazie di cuore romanisti, questa è casa mia”. (…)  Tempo al tempo, le parti da diverse settimane stanno lavorando sull’accordo che presto potrebbe portare alla firma e ai festeggiamenti. L’agente di Svilar si trova nella Capitale, dieci giorni fa ha ricevuto l’ultima offerta (temporale) da Ghisolfi: tre milioni netti a stagione più uno di bonus per cinque anni. Una proposta importante e che se limata leggermente potrà portare al sì. Cosa manca allora? L’accordo su quella clausola rescissoria proposta dall’entourage del giocatore e che non convince ancora i dirigenti della Roma. (…)

(corsport)

Mani d’oro sull’Europa. Svilar, vita da numero 1 in attesa del rinnovo

A Trigoria, portieri all’altezza di Mile Svilar, da quando Alisson è stato ceduto al Liverpool, non se ne sono visti. Da Olsen a Pau Lopez e fino a Rui Patricio, nessuno ha fatto rivivere le stesse emozioni del brasiliano. Finché il serbo di origine belga è sbocciato definitivamente entrando nell’olimpo dei grandi portieri. Ciò che è riuscito a fare nella stagione in corso, e in parte di quella precedente, sarà determinante per il proseguo della sua carriera. È cresciuto esponenzialmente diventando, numeri alla mano, il migliore portiere della Serie A attirando l’attenzione di blasonati club europei. Sopratutto quelli inglesi che sono alla ricerca di campioni da strapagare ed importare in Premier League, proprio come è successo ad Alisson che, nell’estate del 2018 è passato ai Reds per 62 milioni. (…) L’adeguamento è necessario perché attualmente guadagna circa 1 milione l’anno. È il salario più basso della rosa, percepisce meno di Rensch e Abdulhamid che sono stati tutt’altro che decisivi. Il nodo da sciogliere, dunque, non riguarda principalmente l’aumento di ingaggio o la clausola rescissoria ma il premio da versare al procuratore alla firma. La richiesta è di quattro milioni l’anno bonus inclusi, posticipando la scadenza, che ad oggi è al 2027. A Trigoria fanno resistenza, provano a trattare consapevoli che l’offerta irrinunciabile potrebbe arrivare da un momento all’altro. Discorsi che saranno posticipati a fine stagione, per adesso il serbo sta dimostrando di essere uno dei calciatori più decisivi della Roma. (…)

(Il Messaggero)

Persino 3 vittorie e 72 punti potrebbero non bastare

Solo 2 volte le romane si sono qualificate insieme per la coppa più prestigiosa. Roma e Lazio insieme in Champions? Difficilissimo. Neanche vincere le 3 partite che restano – e visto il calendario equivarrebbe a scalare l’Everest – darebbe la sicurezza a una delle 2 squadre. A quota 72 Ranieri potrebbe restare sotto un’Atalanta a 74 (con 2 successi su Genoa e Parma dopo l’eventuale ko con la Roma) e una Juventus a 72, con 3 vittorie conclusive anche per Tudor e una differenza reti migliore (a parità di confronti diretti, 2 pareggi, i bianconeri attualmente hanno un +20 contro +18). Mentre Baroni a 72 potrebbe finire dietro, oltre che all’Atalanta, alla stessa Roma che nei derby ha conquistato una vittoria e un pareggio. Ci sarebbe un caso divertente, però, in cui entrambe le romane si qualificherebbero per la coppa più prestigiosa, cosa successa finora (preliminari esclusi) solo un paio di volte, nel 2001 e nel 2007: un arrivo alla pari con l’Atalanta a 72 punti (o anche a 7o, 69 o 68, ma la Roma dovrebbe comunque vincere a Bergamo e poi Juve e Bologna dovrebbero restare sotto quella quota) vedrebbe terza la Roma con 7 punti nella classifica avulsa, quarta la Lazio con 5, quinti i bergamaschi con 4. (…)

(corsera)

A Bergamo per il quarto posto. Ai Friedkin servono i fondi Uefa

Cinque squadre e tre partite per giocarsi il quarto posto in classifica. E una lotta Champions serratissima quella in cui si è inserita prepotentemente la Roma, dopo la striscia (aperta) di 19 risultati utili consecutivi. Con la vittoria contro la Fiorentina è arrivato l’aggancio al quarto posto, insieme a Lazio e Juventus. In attesa proprio della sfida di sabato all’Olimpico. La Roma sarà spettatrice interessata e privilegiata, visto che domenica scenderà in campo contro l’Atalanta conoscendo già il risultato di tutte le avversarie dirette. Ranieri continua a non voler parlare di Champions, «non mi interessa, penso alla sfida di Bergamo». (…) Un obiettivo fondamentale per tornare ad altissimi livelli, come richiesto dai Friedkin fin dal primo giorno. Sarebbe la prima volta per la proprietà texana che guarda con attenzione all’appeal internazionale del club. E ai conti. Cruciali in questa fase di fair play finanziario. Il solo accesso alla Champions League vale un assegno di 60 milioni di euro. A cui aggiungere i premi per le 8 partite del girone e gli incassi delle 4 partite da giocare all’Olimpico. (…)

(La Repubblica)

Paredes in panca? Se gioca, al Psg vanno altri 2 milioni. Ma da Trigoria arrivano smentite

Nelle ultime sei partite è finito 4 volte in panchina e in molti si sono chiesti anche perché.  Secondo quanto scrive il quotidiano sportivo, il motivo è semplice, Leandro Paredes è a quota 79 presenze con la Roma negli ultimi due anni e la prossima volta che scenderà in campo vorrà dire – per i giallorossi – dover pagare i 2 milioni di bonus al Psg. Nel 2023 la Roma acquistò infatti l’argentino dal francesi per 2,5 milioni più – appunto – 2 di bonus ai raggiungimento delle 80 partite. (…)

(gasport)


Da Trigoria, però, arriva secca la smentita. Secondo quanto filtrato dalla Roma, il club non compie mai scelte sportive in base agli elementi contrattuali. La Roma, inoltre, ha già pagato il 75% di questi bonus.

Ranieri all’esame Gasperini

IL TEMPO (L. PES) –  Sembrava impossibile, ma ce l’abbiamo fatta. Così recitava un noto spot pubblicitario televisivo, e a Trigoria, almeno per ora, sicuramente vale la prima parte. Sembrava impossibile, eppure la Roma a 270 minuti dalla fine del campionato si sta giocando le sue carte per un posto in Champions. La vittoria sulla Fiorentina, e il pari del Dall’Ara tra Bologna e Juve, ha consentito ai giallorossi di issarsi al quarto posto proprio insieme ai bianconeri e ai rivali della Lazio. Tutte a quota 63 punti (numero col quale la Roma ha chiuso gli ultimi tre campionati e che a meno di disastri migliorerà in questa stagione) in attesa di completare tutti gli scontri diretti, visto che sabato all’Olimpico Baroni affronta Tudor in attesa del monday night di Bergamo. Si perché l’ostacolo più duro sul cammino dei ragazzi di Ranieri si chiama Atalanta. Nell’era Gasperini, tranne in un paio di occasioni, la trasferta in Lombardia è sempre stata un vero e proprio incubo per i giallorossi con quattro sconfitte, un pari e due successi. In questa stagione la Dea non ha avuto un ottimo rendimento al Gewiss Stadium con una sola vittoria nel 2025 (contro il Bologna poco meno di un mese fa) ma Gasp vorrà dimostrare che esiste ancora una distanza tra i suoi nerazzurri e la Roma, con la quale qualche chiacchierata sul futuro c’è stata senza però trovare terreno fertile. I bergamaschi sono ancora comodamente al terzo posto con ben cinque lunghezze di vantaggio sul terzetto al quarto e un calendario che dopo la Roma è in discesa. Tutt’altro che in discesa, invece, l’impegno successivo dei giallorossi che affrontano il Milan all’Olimpico alla penultima prima di chiudere in casa del Torino. Ma il viaggio di Mancini & Co. arriva da lontano e ormai snocciolare le statistiche del rendimento della Roma con Ranieri in panchina è diventato un esercizio quasi ripetitivo. Certo, chi si appella ai grandi numeri potrebbe dire che la caduta è dietro l’angolo, ma consapevolezza e nuove certezze consentono ai giallorossi di sperare fino alla fine, anche se il destino potrebbe non essere solamente nelle loro mani (ad oggi la Nye ha due gol segnati in più nella differenza reti). E poi c’è l’uomo in più del campionato della Roma, quel Mile Svilar che ha portato tanti punti con le sue parate e non può non rappresentare il futuro del club.

Per l’attacco piace Kleindienst del Gladbach. Costa 25 milioni

(…) La Roma sta studiando il mercato internazionale per andare a caccia di un altro centravanti. E dall’Inghilterra ieri è arrivata la voce di un interessamento per Tim Kleindienst, 29 anni, attaccante del Borussia Mdnchengiadbach e della Germania (4 reti In 6 gare). Costa 25 milioni e piace anche a Wolverhampton, Everton, West Ham e Tottenham, oltre ai Bayern Monaco.

(gasport)

Roma in volo Champions. E per il futuro spunta Max

LEGGO (F. BALZANI) – Felici nel presente con Ranieri e (forse) Allegri nel futuro. La Roma sta vivendo un momento da sogno e per far sì che la Champions diventi realtà bisognerà fare risultato anche lunedì a Bergamo contro l’Atalanta e sperare in un pareggio tra Lazio e Juve. Ma di fatto il lavoro di Sir Claudio ha già il marchio dell’impresa: dal -2 sulla zona salvezza, infatti, i giallorossi si trovano ora a pari punti con Juve e Lazio al quarto posto. E la qualificazione in Champions sarebbe il motivo in più per convincere Max Allegri. Il nome del tecnico toscano, infatti, è salito in pole nella scala di gradimento dei Friedkin. I primi contatti risalirebbero a circa 15 giorni fa con la promessa di risentirsi più avanti. Ad Allegri la piazza di Roma piace, ma la concorrenza potrebbe aumentare viste le situazioni a Napoli e Milano sponda rossonera. Con lui la Roma avrebbe un tecnico esperto, capace di valorizzare rose anche non al top, lanciare i giovani e ottenere risultati immediati. Insomma tutti gli ingredienti adatti, più di Fabregas e Farioli che comunque restano in corsa mentre non sarebbe un problema lo stipendio da circa 7 milioni. Di sicuro ognuno di questi allenatori vorrebbe Svilar in porta ancora a lungo. Il belga, dopo i nuovi prodigi con la Fiorentina, si avvicina sempre più al rinnovo: 3 milioni più bonus la parte fissa, ma c’è ancora da limare qualcosa sulla clausola rescissoria con i Friedkin che la vorrebbero ad almeno 50 milioni. Cifre che non devono stupire visto il rendimento di Svilar, il portiere con più clean sheet e più parate decisive di tutta la serie A. Ma il miracolo Roma è soprattutto opera di Ranieri. Domenica lo stadio gli ha tributato un applauso mai così forte e intenso e la curva sta già preparando qualcosa di speciale per la sfida con il Milan, in quella che sarà di fatto la sua ultima all’Olimpico.

Calciomercato, dalla Germania: Fabregas in cima alla lista dei desideri del Lipsia. Contatti avviati, ma ancora non c’è l’accordo

Tutti pazzi per Cesc Fabregas. Dopo la promozione nel massimo campionato italiano, l’allenatore del Como ha ottenuto ottimi risultati alla prima esperienza in Serie A e ha attirato l’interesse di alcune società tra cui la Roma. Come rivelato dal giornalista Florian Plettenberg di Sky Sport Deutschland, sulle tracce del tecnico spagnolo c’è anche il Lipsia: Fabregas e Oliver Glasner del Crystal Palace sono infatti in cima alla lista dei desideri del club tedesco e le parti hanno già avviato i contatti. Al momento non c’è alcun accordo, ma allo stesso tempo nessuno dei due allenatori ha rifiutato la proposta. In caso di fumata nera il Lipsia ha pronto un ‘Mister X’.