Quote: Gasperini in giallorosso dato a 1,40

Gian Piero Gasperini vicinissimo alla panchina della Roma nella prossima stagione. Ne sono convinti i bookmaker che, come riporta Agipronews, offrono l’approdo in giallorosso a 1,40 su Goldbet. Il tecnico dell’Atalanta, dopo un incontro con la dirigenza bergamasca che non ha portato alla conferma, torna quindi in “pole”, in lavagna, scendendo dal 6 della scorsa settimana. Perde terreno, in quota, l’ipotesi Maurizio Sarri, proposto a 4,50 dopo essere stato il favorito, fino a pochi giorni fa, a 1,85. Più staccato, a 8,50, l’ex allenatore del Borussia Dortmund Edin Terzic, considerato vicino alla Roma prima del ritorno di Claudio Ranieri.

Se Gasperini dovesse lasciare Bergamo, sarebbe lotta a tre per la successione, secondo i betting analyst. Davanti a tutti a 3, sulla lavagna di Sisal, la coppia Thiago Motta-Francesco Farioli (ormai ex Ajax) con Igor Tudor in scia, a 3,50, visto il probabile addio alla Juventus. Seguono Sarri, a 7,50, e Roberto De Zerbi a 9. La conferma di Gasp vale invece 12 volte la posta.

Social: 8 tifosi romanisti finiranno a processo per insulti all’ex Presidente della Serie A Casini

A novembre finiranno a processo 8 tifosi della Roma, di età compresa tra i 22 e i 28 anni, per insulti social verso Lorenzo Casini, presidente della Lega di Serie A ai tempi di Udinese-Roma, sospesa per il malore di Ndicka nella passata stagione.

Da quell’episodio, sulle pagine social di Casini arrivarono insulti e minacce da parte di tifosi che ora saranno chiamati a processo.

(romatoday.it)

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BALDANZI: “Dovevo fare più gol e assist. Ranieri ha riportato serenità e gioco, De Rossi si spese molto per portarmi a Roma”

CRONACHE DI SPOGLIATOIO – Tommaso Baldanzi ha rilasciato un’intervista in cui ha raccontato la stagione della Roma, partendo dall’arrivo di Claudio Ranieri: «Non so che pillola abbia usato per noi, ma ha toccato i tasti giusti. Ha riportato serenità e gioco: è stata una figura importantissima per noi, per dove eravamo e per come stavamo. Non credo ci sia stata proprio una chiave e forse proprio quella è la cosa bella. Sapevamo di doverci svegliare. Ci dicevamo: ‘Dobbiamo vincere più partite possibili per salvare la stagione’, non avevamo un obiettivo in particolare. E poi siamo arrivati a giocarci la Champions. Prima c’era tanta tristezza e rabbia. In questo spogliatoio ci sono calciatori veramente forti. Se non arrivano i risultati, già inconsciamente sei arrabbiato, figurati quando sei consapevole della tua forza. Ci siamo parlati più volte, era giusto farlo. Dovevamo dare una svolta. Ci siamo riusciti, non so se più per merito del mister, degli allenamenti o del duro lavoro. La cosa più bella è che abbiamo sempre provato ad uscirne da gruppo. Ranieri mi ha dato tante opportunità, ho sempre sentito la sua fiducia: anche non partendo titolare, ho giocato grandi spezzoni di gara, utili per la squadra e per mostrare le mie qualità».

Sul rapporto con De Rossi«Mi è dispiaciuto molto per l’esonero di De Rossi. È stato lui a portarmi qui, mi ha fatto capire subito quanto mi volesse. Ha dato l’opportunità a un ragazzo di passare da Empoli a una grande squadra come la Roma. Lavoravamo tanto insieme, sentivo quanto credesse in me. Si era speso molto per portarmi alla Roma. E poi era stata la prima persona che avevo conosciuto qui. Venendo da un posto piccolo come Empoli, il primo giorno in cui sono entrato a Trigoria, ho detto: ‘Oddio, 400 persone. Lavorano tutte qua?’. Mi è servito un attimo, mi sono sentito spaesato. E lui c’è stato per me».

Sul rapporto con Paulo Dybala«È una persona d’oro, davvero, oltre che il più forte con cui abbia giocato. Vorrei anche vedere…! In passato avevo detto che, paragonato a Dybala, in una scala da 1 a 10 io non c’ero proprio: ora forse qualche passo avanti l’ho fatto, siamo a due forse! Fare l’esordio entrando al suo posto è stato magico: avevo già giocato all’Olimpico contro la Roma, ma quando quella gente è dalla tua parte fa ancora più impressione. A settembre ho segnato il mio primo gol in giallorosso contro l’Udinese: volevo esplodere tutta la mia gioia sotto la curva, ma il momento era un po’ particolare. Ho pensato: ‘Forse è meglio di no’. Però gol e assist sono stati il mio punto debole quest’anno: ho fatto belle prestazioni, ma a livello personale avrei voluto fare di più».

Sul vivaio dell’Empoli«Noi ci scherziamo, ma il vivaio di Empoli è come un forno: ogni anno escono ragazzi fortissimi. Anche lì, non so quale sia la pillola giusta, ma il lavoro che fanno con il settore giovanile è incredibile. Ci sono persone, anche anziane, che curano tutto in maniera maniacale e il presidente Corsi è fantastico per questi aspetti. Empoli è una piazza perfetta per un giovane: ti danno la possibilità di crescere, di sbagliare. Altrove sarebbe molto più difficile emergere e alla lunga potrebbe penalizzarti. È stato un onore crescere in quel vivaio: mi hanno insegnato a stare al mondo. Sono stati 13 anni di pura gioia. Alcuni sono stati come dei secondi padri per me, li ringrazierò per sempre».

E ancora il soprannome che gli aveva dato Buscé, ‘il piccolo Buddah’, fino alle vittorie e ad Asllani: «A Empoli mi chiamavano ‘il Piccolo Buddha’. Era un soprannome che mi aveva dato mister Buscé in Primavera. Non sono mai riuscito a darmi una spiegazione. Me lo continuo a chiedere anch’io. In realtà, un motivo c’è, ma non l’ho mai capito. Con il mister ho avuto sempre un rapporto bellissimo, ci sentiamo ancora molto spesso. Insieme abbiamo vinto due Scudetti: il primo con l’U16. Ricordo ancora un suo discorso: ‘Tommy, devi credere di più in te e nei tuoi mezzi perché sei veramente forte’. Da lì, sono esploso, quelle parole mi hanno aiutato molto. E poi anche con la Primavera dove ho fatto in finale una doppietta all’Atalanta: si è chiuso un ciclo. Era un gruppo bellissimo, molto unito. Ci divertivamo davvero tanto. Nessuno avrebbe mai scommesso un euro su di noi, è stata una cavalcata stupenda. È stato bello finire in quel modo, prima che ognuno prendesse la sua strada. A Empoli condividevo la stanza con Asllani: abbiamo un bellissimo rapporto, ci sentiamo spesso, ma ancora non gli ho scritto per la finale di Champions. Non volevo rompergli. Gli voglio davvero bene, ma aveva un grande difetto: non sentiva le sveglie. Le fissava un’ora e mezza prima, così un giorno non ce l’ho fatta più e gli ho detto: ‘Fermati, fermati! Le metto io e ti chiamo’. Me lo ricordo ancora».

Quindi il gol a San Siro contro l’Inter e la scelta del 35 come numero di maglia: «Quando ho segnato a San Siro contro l’Inter non ci ho capito davvero più niente. Fare gol in uno stadio del genere è il sogno di ogni ragazzino. E poi non ha prezzo: quel gol ci ha fatto vincere la partita avvicinandoci al nostro obiettivo. La maglia numero 35? Ci sono molto legato adesso, ma all’inizio non c’era un vero e proprio motivo. Ero con i magazzinieri dell’Empoli, dovevamo sbrigarci e scegliere velocemente il numero perché dovevo andare in panchina. C’erano il 32, il 33 e il 35. Ero indeciso: ‘Non lo so, boh’. E uno di loro: ‘Dai, metto il 35’. L’anno dopo, quando ero in pianta stabile in prima squadra, gli ho detto: ‘Eh ormai avete deciso, mettete il 35’. C’era libero anche il 10, il mio numero preferito da bambino, ma ero sicuro: ‘No, abbiamo deciso il 35. Andiamo avanti con quello’. E quindi a Roma è venuto da sé prenderlo».

Dall’infanzia al tatuaggio per il nonno: «Sul braccio sinistro ho tatuato mio nonno e la scritta ‘You’ll never walk alone’. Non c’entra nulla il Liverpool, ma è una dedica a lui. Era l’unico un po’ appassionato di calcio. Mio padre ha giocato a basket, mia mamma non ci ha mai capito nulla. Ogni giorno mi portava a giocare, poi purtroppo se n’è andato. Ho dei ricordi incredibili con lui, per questo ho deciso di tatuarmelo. Ero un bambino difficile da gestire, un po’ agitato. Non mi piaceva la scuola. Ma non avevo neanche un idolo, un modello da emulare: sognavo semplicemente di riuscire a giocare a calcio. Non avrei mai immaginato di arrivare in una squadra del genere. Al massimo speravo di fare qualche presenza in Serie A. So di aver raggiunto un obiettivo molto difficile, che in tanti sognano. Ma non ‘ce l’ho fatta’ ancora».

Si passa al rapporto con Edoardo Bove«Io ed Edoardo siamo amici anche fuori dal campo. Mi ha aiutato tantissimo dal primo istante in cui ho messo piede a Roma. Ha pensato a tutto lui. Mi diceva: ‘Ti serve uno per trovare casa? Chiama qui. Oppure vuoi un ristorante? Vai qui, fidati’. Io venivo da un paesino piccolo, con due ristoranti. Figuriamoci».

Chiusura sulla Nazionale e sugli Europei in arrivo: «EURO2025 Sarà un torneo difficile, dopo un’annata pesante e contro squadre molto preparate. Anche qui, siamo a fine ciclo: dal prossimo anno non ci saremo più. A patto che ovviamente non ci chiami la Nazionale maggiore: sono stato convocato dal CT Mancini per lo stage, è stato molto bello ed emozionante. Ci teniamo a far bene: abbiamo sempre disputato delle grandi amichevoli o ottime partite nella fase di qualificazione. Ora vogliamo arrivare il più lontano possibile, non dico altro. Con l’U20 siamo arrivati in finale nel Mondiale del 2023 contro l’Uruguay: vorrei cancellare quella partita dalla mia testa. È stato un peccato, perché eravamo un gruppo in cui nessuno credeva: con il campionato ancora in corso, molti non erano potuti venire. Eppure abbiamo fatto benissimo, ci divertivamo, eravamo molto uniti perché siamo cresciuti insieme. È mancata davvero solo la finale».

LIVE – Mercato allenatori: proposta formale del Milan ad Allegri, possibile permanenza di Conte al Napoli. Sarri può tornare alla Lazio

Con la chiusura del campionato si sono scatenate le voci sui possibili cambi di panchina. Se per la Roma ora il favorito è Gian Piero Gasperini, anche Juventus, Napoli, Milan, Lazio oltre all’Atalanta potrebbero cambiare guida tecnica. Queste tutte le notizie e le indiscrezioni della giornata:

21.27 – Il Milan fa sul serio per Massimiliano Allegri. Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, il club rossonero avrebbe inviato una proposta formale all’ex allenatore della Juventus per affidargli la panchina della prossima stagione. Allegri sarebbe attualmente l’opzione principale per sostituire Sérgio Conceição, con buone possibilità che l’operazione vada in porto, specialmente se il Napoli dovesse confermare Antonio Conte alla guida della squadra partenopea.

21.11 – Si accendono le speranze per una possibile permanenza di Antonio Conte sulla panchina del Napoli. Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, dopo un confronto avvenuto nella giornata di ieri e ulteriori contatti odierni, si starebbero aprendo “seri spiragli” per la conferma del tecnico. Aumenta quindi una cauta fiducia in casa Napoli, in attesa di un nuovo incontro, previsto entro sabato, per arrivare a una decisione definitiva. Sarà Conte, in quella sede, a sciogliere definitivamente le sue riserve e comunicare la sua scelta che avrà probabilmente ripercussioni sulle scelte delle altre squadre.

15.40 – Secondo Gianluca Di Marzio, la Lazio continua a lavorare per il ritorno di Sarri in panchina con un contratto biennale a 2,8 milioni netti a stagione. I contatti tra le parti sono continui.

11.50 – Ora il Milan sta cercando di convincere Massimiliano Allegri a tornare sulla panchina rossonera. Il tecnico ex Juventus, però, attende ancora il Napoli.

11.30 – Vincenzo Italiano è vicino alla permanenza sulla panchina del Bologna. Club e allenatore hanno infatti raggiunto un accordo di massima per il rinnovo di contratto.

10.30 – Il futuro di Baroni alla Lazio è fortemente in bilico e il ds Fabiani ha già contattato Maurizio Sarri per un ritorno sulla panchina biancoceleste. L’allenatore è seguito anche da Torino e Atalanta.

(repubblica)

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Calciomercato Roma: Gasperini potrebbe portare anche Pasalic in giallorosso

Il futuro di Gasperini all’Atalanta è seriamente in dubbio, col tecnico che nelle ultime ore viene dato come il favorito per la successione di Claudio Ranieri sulla panchina della Roma. E potrebbe non essere il solo a seguire la rotta da Bergamo a Roma.

Pasalic, infatti, ha il contratto in scadenza e l’Atalanta ha già proposto il rinnovo al centrocampista che ha compiuto 30 anni lo scorso febbraio. Ma Gasperini potrebbe anche chiedergli di seguirlo alla Roma nella sua nuova avventura.

(alfredopedulla.com)

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Calciomercato Roma, Zalewski: “Il riscatto dell’Inter? È uno dei miei obiettivi”

SKY SPORT – Con la finale di Champions League ormai alle porte, in programma sabato 31 maggio contro il Psg, Nicola Zalewski ha parlato all’emittente satellitare tra l’ultimo impegno stagionale e il suo futuro, con l’Inter che potrebbe riscattarlo per 6,5 milioni al termine della stagione.

Quando hai scelto l’Inter, ti saresti mai immaginato di avvicinarti alla finale di Champions League?
“Dico la verità, sì. Anche da fuori si percepisce che questa è una squadra che punta sempre ad arrivare in fondo in queste competizioni. Gli obiettivi della squadra sono sempre stati questi, anche prima che arrivassi qui io. Per cui, l’obiettivo era quello. Me lo immaginavo e un po’ lo sognavo, manca l’ultimo passo e non possiamo sbagliare”.

[…] Hai stupito tutti giocando da trequartista, senti che quello è il tuo ruolo?
“Può sembrare banale dirlo, però gioco dove il mister mi chiede. Poi abbiamo giocatori che devono rifiatare, quindi un cambio modulo ci sta. Io mi adatto tranquillamente, ho giocato in quel ruolo e anche quinto e mi trovo benissimo”.

Come vivi l’avvicinamento al riscatto da parte dell’Inter?
“Questo è un mio obiettivo, ma mi concentro su sabato. Poi quello che succede si vedrà”

Jacobs: “Simpatizzo per la Roma”

GASPORT – Marcell Jacobs, velocista della Nazionale italiana, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e ha svelato la sua passione per la Roma. Ecco le sue dichiarazioni.

È via da quasi due anni, quanto è lontana l’Italia?
«Tanto e poco: lo sport mi aiuta a rimanere vicino. Mi godo i salti di Furlani, seguo i tanti azzurri emergenti e la F1, simpatizzo per la Roma e ho visto anche un paio di match di Sinner. Lui, la Paolini, gli altri: il tennis tricolore vive un periodo d’oro, è facile appassionarsi. E poi presto mi darò al business».

Stadio Roma, ruspe in azione per gli scavi archeologici a Pietralata (FOTO e VIDEO)

Continuano gli scavi archeologici della Roma nell’area di Pietralata, scelta come sito per la costruzione del nuovo stadio. Dopo le proteste dei comitati del ‘no’, dalla scorsa settimana sono iniziati i sondaggi nel terreno dell’area interessata dal progetto, con le immagini che ritraggono le ruspe al lavoro e la prima trincea realizzata all’interno della zona.

 

Zaniolo, l’ultimo brutto film del “bullo della diretta”

[…] Un film americano del 1960, interpretato da John Wayne, Stewart Granger, Ernie Kovacs e Capucine, sembra riassumere la vita di Zaniolo, il titolo della pellicola: Pugni, pupe e pepite. Sono gli ingredienti della sua precoce carriera, la sfida, gli amori, i denari ma il suo non è affatto un film hollywoodiano, è roba piccola di un ragazzo cresciuto in fretta però mai diventato uomo, di un calciatore affascinante però mai totale professionista, finito ancor prima di incominciare, bocciolo profumato di campo poi diventato fiore di plastica, infortuni di gioco e incidenti di vita quotidiana, tutto maledettamente, velocemente, ferocemente vissuto.

L’ultimo episodio, avvenuto nello spogliatoio dei ragazzi della Roma, al termine di una partita del campionato Primavera, l’aggressione verbale e forse fisica, da lui questa smentita, prima la negazione poi l’ammissione, lo disegnano ancora come il bullo della diretta, sfacciato e impunito. Fiumi di parole per spiegare l’accaduto, gli sarebbe bastato fermarsi alla prima frase: «Voglio chiedere scusa con il cuore per quanto accaduto ieri. So di aver reagito male e me ne assumo la responsabilità». Il resto è fuffa, tentativi di calciare la palla in corner. […]

(Il Giornale – T. Damascelli)

Quo vadis, Roma? Stadio in ostaggio del bosco fantasma

Un’odissea esasperante. Si potrebbe definire così la storia degli stadi a Roma. […] L’ultimo capitolo è quello dello stadio della Roma a Pietralata, alla sua costruzione si oppongono ormai da tempo i comitati del No, a difesa di un rigoglioso bosco che si troverebbe nella zona oggetto dell’opera. Un’area in cui l’occhio di qualsiasi altro osservatore noterebbe solo sterpaglie e cespugli, un autodemolitore, poche case e diverse baracche. […] Nel 2022, quando fu presentato il primo studio di fattibilità da parte della Roma, in pochi avrebbero potuto pensare che potessero sorgere obiezioni ragionevoli. […]

Una mezza collina sul lato ovest del sito che gli agronomi del Comune hanno stabilito non essere un vero bosco, ma che risulterebbe come tale da una variante urbanistica del 2012, che prevedrebbe nell’area anche la realizzazione del cosiddetto ‘Parco di Pietralata’. E pazienza se con il progetto della Roma, il ‘Parco di Pietralata’ si realizzerebbe veramente, con più di 18 ettari complessivi previsti di parco e una piantumazione di migliaia di alberi dove oggi non ci sono che sterpaglie. […]

(Il Quotidiano Nazionale)