Sacchi risponde a Ranieri: “Alla Nazionale non si può dire di no, è un dovere morale”

GAZZETTA DELLO SPORT – Arrigo Sacchi torna sul rifiuto di Claudio Ranieri alla nazionale italiana. Lo storico allenatore ha criticato la decisione del tecnico di San Saba e ha “messo in guardia” il possibile successore di Luciano Spalletti. Ecco le sue parole.

Sul rifiuto di Ranieri
“Non conosco le motivazioni profonde, ma ritengo che alla Nazionale non si possa dire di no. È un dovere morale rispondere alla chiamata, perlomeno io la vedo così. La Nazionale è la squadra di tutti gli italiani e dunque, per un allenatore, dovrebbe rappresentare il massimo traguardo. Che cosa c’è di più alto e di più nobile che poter essere a capo di un progetto che coinvolge l’intero Paese?”.

Su chi puntare?
“Il mio amico Ancelotti sarebbe stato l’ideale. Leggo i nomi di molti allenatori, da Cannavaro a De Rossi a Gattuso. Non mi sento di esprimere un giudizio sulle loro qualità. Ma fare il commissario tecnico dell’Italia è un mestiere davvero molto complicato”.

L’estate del no alle panchine nobili. Ranieri era stanco di fare Mr. Wolf

Quindici anni fa, a Rio de Janeiro, il presidente dell’Uruguay Pepe Mujica disse: “È necessario ripensare il nostro modo di vivere. Lo sviluppo deve favorire la felicità dell’uomo, perche e il nostro tesoro pia importante”. Un concetto semplice, eppure ancora rivoluzionario e poco applicato. Per essere felici non bisogna solo produrre, accettare, andare e fare, ma anche rinunciare, non accettare, non andare, non fare, in poche parole dire NO. (…) Gian Piero Gasperini, che ha scelto la Roma e il progetto Claudio Ranieri dicendo no alla Juve. Poi e arrivato il NO di Simone Inzaghi all’Inter che, nonostante cinque gol presi in finale di Champions League con il Paris Saint-Germain, voleva rinnovargli la fiducia. A quel NO di Inzaghi e seguito quello di Cesc Fabregas, che forse conosce quel discorso di Mujica e ha preferito il Como all’Inter. E, infine, e arrivato il NO piu grande e importante di tutti: quello di Claudio Ranieri alla Nazionale italiana, dopo il licenziamento di Luciano Spalletti. I Mr. Wolf si stancano. Tutti questi NO uniti come puntini ci stanno dicendo che la Juventus, l’Inter e la Nazionale non si aspettavano quelle risposte, perche ragionavano in un modo vecchio, sentendosi una proposta che non si poteva rifiutare, e, invece, NO, NO alla Juventus da parte di due juventini, NO all’Inter da parte dell’allenatore che l’ha portata due volte in finale di Champions, e NO dal miglior allenatore emergente che dovrebbe far carriera in fretta e invece decide di continuare a fare esperimenti su quel ramo del lago di Como, e poi, a chiudere, arriva il NO dall’allenatore che voleva essere il
ct della Nazionale. (…) II suo NO è una spina proprio dove il suo SI era la rosa che andava bene a tutti. Il NO comporta sempre una spiegazione, come sta avenendo in queste ore, con pubblicazione anche dei suoi messaggi privati, come a dire: vale tutto pur di capire. E se invece non ci fosse nulla da capire? Come cantava Francesco De Gregori, perche Ranieri ha scelto di tenere fede alla promessa fatta a se stesso prima ancora che alla Roma, voleva smettere e ha smesso, e ora fara il dirigente con meno responsabilità e più tempo per vivere e viaggiare. A differenza degli altri NO che passavano anche per ragioni economiche, oltre che sentimentali e selvagge, pensate a Inzaghi in Arabia, piu di tutti, quello di Ranieri era un NO al tempo, al destino, al fato, che e arrivato troppo tardi rispetto al sogno, e poi un fuoriclasse almeno devi «aveccelo», direbbe Totti. (…)

(Domani)

Memorial Enzo Totti. Oggi la festa finale

Torna il Memorial Enzo Totti per onorare it ricordo dello “Sceriffo”, papa di Francesco scomparso nel 2020. L’evento si svolgera nel centro sportivo di propriety della famiglia Totti in Via Pernier, sara presence anche I’ex capitano romanista accompagnato da ex calciatori giallorossi. Sarà una giornata di sport che vedrà coinvolti tutti i ragazzi della scuola calcio e altre società amiche tra cui anche la Roma.

(Il Messaggero)

Ecco il programma estivo della nuova Roma di Gasp: ora Dan lo aspetta a Liverpool

Via alla programmazione dell’estate. Dopo aver definito l’arrivo del nuovo tecnico e la permanenza di Ranieri, adesso la Roma è pronta a vivere la prima preparazione pre-stagionale sotto la guida di Gasperini e con il supporto del senior advisor della proprietà. E proprio dai Friedkin è arrivato l’invito all’ex tecnico testaccino ad assistere in tribuna insieme a loro all’amichevole che hanno organizzato tra la Roma e l’Everton alla fine del ritiro del giallorossi in Inghilterra. Dan ha valuto fortemente il test ad agosto tra le sue due squadre per inaugurare ufficialmente il nuovo stadio dei Toffees. (…) L’estate della Roma si aprirà nella seconda settimana di luglio con il raduno della squadra a Trigoria per le visite mediche di inizio stagione e i classici test atletici. Gasperini allenerà la squadra al Fulvio Bernardini per tutto il mese: saranno organizzate alcune amichevoli contro square locali per intensificare il lavoro dal punto di vista fisico per poi con il passare delle settimane aumentare la qualità delle sfidanti. A fine luglio, per la precisione il 26, i portali tedeschi riportano di un’amichevole tra la Roma e il Kaiserslautern, club della seconda divisione tedesca. Una settimana dopo, ad agosto, i giallorossi saranno invece impegnati in Francia contro il Lens della vecchia (e breve) conoscenza.  (…)

Angeliño non parte: l’affare è rimandato

Falsa partenza, l’affare Angeliño-Al-Hilal è rimandato. La trattativa che inizialmente sembrava essere lampo e in via di definizione alla fine ha rallentato talmente tanto da non chiudersi nei tempi prestabiliti. Così il club saudita andrà al Mondiale senza il rinforzo sulla corsia sinistra e la Roma che già pregustava il ricco affare da 25 milioni complessivi sarà costretta a sperare che non ci saranno ulteriori ripensamenti. (…) Il primo problema è stato di natura economica: Angeliño per accettare il trasferimento a Riyad ha chiesto di poter triplicare il suo attuale ingaggio che ammonta a circa 3 milioni di euro netti. L’Al-Hilal ha inizialmente offerto 7 milioni di euro per poi spingersi fino a dieci netti per tre anni: un contratto ritenuto congruo dallo spagnolo. Tuttavia il via libera da parte della Roma a partire per Parigi non è mai arrivato poiché i sauditi lunedì pomeriggio hanno preso ulteriore tempo per definire la trattativa lasciando in standby l’operazione. Il motivo? Un nuovo tentativo con l’entourage di Theo Hernandez per convincere il ragazzo ad accettare la destinazione.(…)  Affare rimandato oppure saltato? Questo dipenderà chiaramente dall’Al-Hilal. La Roma si aspetta un confronto a breve con il club per capire le intenzioni riguardo l’operazione, quindi se proseguirla e chiuderla nei prossimi giorni in modo tale da far partire il giocatore per sostenere le visite mediche e non convocarlo per il raduno giallorosso di inizio luglio. Ghisolfi tra l’altro non vorrebbe tirare per le lunghe la trattativa anche per evitare un dietrofront dei sauditi che adesso con più tempo a disposizione potrebbero virare su altri obiettivi. (…)

(corsport)

Ti volevano come non ci avranno mai

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Quando Adani sulla Rai commentava il futuro dell’Italia del ct Ranieri, quando Marchegiani a Sky trovava assurdo pensare a un no da parte della Roma alla volontà “nazionale” di averlo, quando la Gazzetta era al terzo giorno di sì, commettevano un errore ben più grande del granchio giornalistico preso: ignoravano cos’è la Roma. La davano per scontata, bypassavano qualsiasi volontà popolare. (…) Perché io pure posso anche accettare la versione più realistica e meno romantica, che Ranieri abbia detto no, non solo per amore della Roma e della sua gente, ma che abbiano inciso anche altri fattori, come l’opportunità di fare veramente bene, situazioni legate alla famiglia, oltre a una parola data (e un contratto) ai Friedkin e ai romanisti che avrebbero preso, in gran maggioranza, questo atto come tradimento. Ma fosse vero pure questo, fosse pure che il No di Ranieri non sia stato puro Romanismo a 1000 carati, che cosa cambierebbe? E non dico perché conta il risultato e quella sillaba che lo ha immortalato: NO. (…) Hanno vinto i romanisti. Ha vinto ciò che rappresentiamo. Ha vinto la forza che trasmettiamo. Roma non è una previsione scontata, Roma è una rivoluzione imprevista. Roma non è scrivania, resta strada. Roma non sarà mai domata dentro tg e calcoli da Figc, resta una sfida. (…) Facendo quello che hai fatto Claudio, in qualsiasi percentuale di cuore e slancio tu l’abbia fatto, hai ottenuto qualcosa che è più grande di un Mondiale (…)

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I dubbi, la promessa e Claudio disse no

(…) «Come si fa a dire di no all’Italia?». Già, come si fa? Una domanda che Claudio Ranieri, negli ultimi due giorni, si è ripetuto e ha reiterato almeno una decina di volte alle persone a lui vicine. Perché l’azzurro è il sogno materializzatosi all’improvviso, a 73 anni, quando non ci pensava più, quando ormai aveva deciso di fare altro. E allora che si fa? In primis si cerca l’appoggio delle persone più care, di quelle alle quali magari hai già fatto una promessa di girare il mondo. Una promessa già tradita a novembre, quando a chiamare fu la Roma. Così, ne parla subito domenica a cena. Qualche leggera perplessità iniziale viene spazzata via dall’entusiasmo con il quale Claudio illustra la proposta. Bene, primo scoglio superato .Avanti con il secondo: come spiegare ai Friedkin, e soprattutto a Gasperini, che ho corteggiato e convinto a venire qui, che andrò ad allenare la Nazionale? Capiranno? Proviamo. Giro di telefonate. Sì, incredibilmente hanno capito. Allora è fatta. No, non lo è. Perché c’è la norma che vieta il doppio incarico. Aggirata, pure questa: la FIGC trova subito la scappatoia. Claudio sarà consigliere privato della proprietà Usa, dunque del gruppo Friedkin, e non più della Roma. (…) Bene. E ora che si fa? Intanto meglio allertare i collaboratori più stretti. (…) Ma emergono altri dubbi: ma qual è la linea di demarcazione tra l’incarico di CT e consulente della Roma? Anzi, dei Friedkin? Da via Allegri percepiscono che qualcosa lo preoccupa e provano a tranquillizzarlo. Gli inviano delle linee guida che Claudio gira alla proprietà. E qui, per la seconda volta, avverte una strana sensazione. Sia lui che la FIGC (che aveva provveduto correttamente a rispondere al vademecum), sospettano che qualcosa non torni. Lo spettro che quei paletti — tenui per la verità, della serie: evitare di comparire in pubblico con la divisa sociale del club, presenziare eventi come dirigente — non siano stati accolti positivamente da Dan e Ryan aumenta. (…) Nella notte tra lunedì e martedì, Ranieri contatta Gravina e gli comunica la scelta:”Grazie, siete stati dei signori, ma in questo momento mi sento di continuare con un solo incarico”. (…)

(Il Messaggero)

Zaniolo: «Non ho offeso nessuno. Io bersaglio di provocazioni»

Nicolò Zaniolo è tornato sui scolai sul caso che l’ha visto protagonista al Viola Park il 26 maggio, al termine della semifinale Primavera Fiorentina-Roma. “Ho parlato col procuratore federale Chinè,che ringrazio per avermi dato modo di chiarire, spero definitivamente, la mia posizione. Ribadisco di non aver compiuto atti aggressivi o violenti ai danni di nessuno”. (…) A breve ci sarà l’avviso di conclusione indagini che precede il deferimento. Dopo l’avviso, Zaniolo potrebbe poi fare richiesta di patteggiamento per avere uno sconto di pena.

(gasport)

Rinvio a luglio per Angeliño. Lucca, è dura

Il vento d’Arabia per Angeliño continuerà a soffiare nelle prossime settimane. La trattativa tra la Roma e l‘Al-Hilal ha subito una frenata lunedì sera per poi arenarsi completamente ieri. Uno stop temporaneo perché la squadra allenata da Simone Inzaghi tornerà alla carica dopo il Mondiale per Club. Sfumato Theo Hernandez, l’obiettivo numero uno resta l’ex Lipsia. (…) L’Al-Hilal aveva messo sul piatto 23 milioni più due di bonus. Da rivedere, invece, l’offerta per l’ingaggio da 8 più 2. L’entourage del terzino è al lavoro per far alzare la posta. (…) La Roma continua a cercare un attaccante e tra i nomi sul taccuino c’è sempre quello di Lorenzo Lucca, ma la concorrenza per il bomber dell’Udinese aumenta: Inter e Milan sono più avanti rispetto ai giallorossi e ieri Tare ha incontrato il procuratore Giuseppe Riso nella sede del club. Prezzo di partenza: 25 milioni.

(Il Messaggero)

Da “traditore” a nuovo Re di Roma: la città lo esalta

Da presunto “traditore” a re di Roma. Il tutto in pochi minuti, frutto di quel piccolo grande no all’offerta azzurra che ha cambiato l’umore di una tifoseria intera. Insomma, Roma giallorossa ieri ha vissuto una giornata particolare, in altalena. Ad iniziare dalle prime ore della mattinata, in cui il clima intorno alla figura di Claudio Ranieri non era certo quello pregno d’amore di Roma-Milan, la sua ultima all’Olimpico, quando la curva Sud gli dedicò una coreografia che forse neanche Totti e De Rossi hanno mai avuto come omaggio. Poi, invece, poco dopo le 9 di mattina è arrivato proprio quel no che ha cambiato tutto e che ha cancellato un incubo che nella mente di tanti tifosi era già dato oramai per realtà. (…) «Ma co-me, ci lascia così?» o «ma ai Friedkin ha detto di no, che non voleva più allenare, e ora ci ripensa un’altra volta?» fino al «ci volta le spalle per salvare Gravina». I capi d’accusa erano tanti, con i tifosi preoccupati di una cosa, di perdere di colpo il vero uomo di calcio presente a Trigoria. Per molti anche «l’unico». La paura era quella di veder sgretolarsi un progetto appena iniziato. Ranieri, infatti, nella Roma sta facendo più le veci del direttore generale che non quelle del semplice senior advi-sor. Ha portato Gasperini, ha mediato con Svilar, è entrato nell’operazione Angelino ed è stato legittimato dai Friedkin in ogni loro passo ufficiale. E tanti tifosi, con il timore di perderlo, hanno manifestato anche la paura di ritrovarsi con il solo Florent Ghisolfi, considerato ancora troppo acerbo per un ruolo importante e per gestire situazioni di alto livello. (…) E, di colpo, Claudio si è ripreso Roma, tornando ad esserne il re assoluto. Almeno quello attuale, di questo momento storico. Nessuno adesso rappresenta i tifosi giallorossi come riesce a lui. E nessuno ha la fiducia della gente come Claudio. Il presunto tradimento si è trasformato nell’ennesima manifestazione d’amore. (…)

(gasport)