Troppe frizioni, addio a Ghisolfi: in pole Massara

[…] Ghisolfi lascia la Roma con un bilancio fatto di promesse mancate e relazioni incrinate. Le tensioni col club erano esplose già da settimane, e la gestione del caso Svilar ha rappresentato la frattura definitiva. […] Ma sul tavolo dei Friedkin erano finiti anche altri dossier scottanti: il rapporto difficile con alcuni procuratori, il mancato (per ora) addio ad Angelino, i ritardi nei rinnovi dei giovani. Troppe crepe in un rapporto iniziato con grandi aspettative ma naufragato in pochi mesi. La risoluzione del contratto è arrivata nella mattinata di ieri, accompagnata da un primo passo verso la nuova era: il nome di Frederic Massara, in cima alla lista dei sostituti. Per lui sarebbe un ritorno, dopo gli anni da vice di Sabatini e da ds nella Roma di Pallotta. I contatti sono già avviati, e potrebbero portare a una nomina rapida, anche per evitare vuoti dirigenziali in una fase cruciale della stagione. Fra i candidati ci sarebbe anche l’ex difensore Federico Balzaretti. […]

(Corsera)

Salta Ghisolfi: è caccia al ds

Tutto confermato: il ds Ghisolfi e l’avvocato Vitali, il Chief Administrative Officer del club (per noi umani una sorta di amministratore delegato occulto), lasciano la Roma. Archiviata la telenovela sull’allenatore, si riparte. Altro giro, altra corsa. Stavolta, però, la ricerca del nuovo ds dovrebbe essere più ristretta. E soprattutto più breve. […] Premessa: come già accaduto per l’allenatore, anche per il successore di Ghisolfi a decidere saranno i Friedkin. Tuttavia le indicazioni di Ranieri (“La società sta vagliando alcuni nominativi“) saranno fondamentali. L’identikit è chiaro: non si cerca un accentratore ma una figura low profile. Inoltre non ci si affiderà più alla Retexo di Charles Gould, l’uomo degli algoritmi, come accaduto in passato. […] Nella rosa ristretta proposta da Claudio – ormai una sorta di direttore generale – i nomi ad oggi sono quelli di Massara (preferito), Burdisso, Pradè e la sorpresa Balzaretti. […] I Friedkin, su suggerimento di Claudio, stanno valutando la sua candidatura, anche perché ad oggi è a tutti gli effetti il ds a interim. Soluzione interna che suonerebbe come una scelta di transizione. […]

(Il Messaggero)

Un mercato di idee a basso costo per dribblare i paletti della Uefa

La Roma è attesa da un’altra estate segnata dai paletti stringenti del Financial Fair Play. […] Ma quali sono questi paletti? Occorre prima fare un passo indietro. La Roma nel 2022 ha firmato con la Uefa il “famoso” settlement agreement. In sintesi il deficit aggregato degli ultimi tre anni non dovrà superare i 60 milioni di euro. Obiettivo non semplice perché la Roma sarà soggetta anche a dei controlli intermedi. […] Inoltre, il costo complessivo della rosa (stipendi più ammortamenti) deve essere inferiore all’80% dei ricavi. Per questo la Roma della passata stagione ha cambiato modus operandi tagliando giocatori alla Lukaku con ingaggi monstre. A giugno l’ex ds Ghisolfi ha lavorato solamente sulle cessioni. […] Nelle prossime settimane il club proverà a cedere anche Abraham, Hermoso, Paredes e Angelino per risparmiare i big della rosa (Koné, Ndicka e Svilar). […] L’impossibilità di spendere limita la Roma. L’obiettivo per la difesa resta Lucumì ma serve uno sconto da parte del Bologna (la clausola è di 28 milioni). Sulla sinistra fari puntati su De Cuyper, mentre in attacco piacciono Paixao e Ezzalzouli. In mezzo al campo Gasperini ha chiesto O’Riley.

(Il Messaggero)

N’Dicka resta in bilico: serve una cessione entro il 30 giugno

[…] La Roma deve incamerare denaro entro il 30 giugno per rispettare i parametri del fair play finanziario. Non bastano i circa 30 milioni entrati dalle cessioni di Le Fée al Sunderland e Dahl al Benfica. E neppure l’imminente addio di Zalewski, che verrà riscattato dall’Inter per 6,5 milioni. A Trigoria erano abbastanza tranquilli fino alla scorsa settimana, perché stava per concretizzarsi il trasferimento di Angelino all’Al-Hilal, ma le lungaggini della negoziazione dovute anche alla perplessità del giocatore hanno fatto saltare l’affare, almeno momentaneamente […] L’operazione che sistemerebbe ogni problema sarebbe la vendita di Evan N’Dicka, ieri premiato in patria come miglior calciatore ivoriano dell’anno. Sarebbe una rinuncia dolorosa ma anche comprensibile, a certe condizioni. […] Nel cosiddetto settlement agreement firmato nell’agosto 2022 il club sotto monitoraggio si è impegnato entro quattro stagioni, quindi come ha osservato Ranieri entro il giugno 2026, a raggiungere un equilibrio finanziario accettabile: l’Uefa non pretende che il bilancio sia in pareggio o addirittura in attivo ma che non si discosti da perdite aggregate di 60 milioni nel periodo in esame […] Lo scorso anno, per esempio, la società ha chiuso il bilancio a -81 milioni. Un rosso pesante ma incoraggiante rispetto al -102 del 2023. Se la violazione sarà trascurabile, pagherà una multa. […]

(Corsport)

La normalità è la nuova genialità

In ordine volutamente alfabetico: Berardi, Calvo, Costanzo, De Rossi, De Sanctis, Fienga, Fonseca, Ghisolfi, Gombar, Juric, Krauss, Mourinho, Pietrafesa, Pinto, Qaddourah (per tutti Juma), Rabuano, Ruocco, Scalera, Souloukou, Van den Doel, Vergine, Vitali, Wendell e Zubiria. […] Sono i professionisti segati – fra Trigoria e l’Eur, di solito il martedì – dai Friedkin in meno di cinque anni, le teste e le testine tagliate per arrivare fatalmente alla coppia Ranieri-Gasperini, 140 anni in due e tanta competenza, esperienze diffuse, e grinta, scaltrezza, conoscenze, lucidità, profitti e successi garantiti al club. Della lista fanno parte Mourinho the best, De Rossi e Fienga: mi auguro che non si offendano, se lo facessero ad ogni modo li capirei. […] Vedendo uno di fianco all’altro Claudio e Gian Pier ho provato un certo piacere. Nei loro occhi e nelle parole che hanno pronunciato c’era e c’è tutto ciò che in questi anni è mancato alla Roma e all’intero movimento: sostanza e un linguaggio e dinamiche di calcio comprensibili. L’allenatore in pensione e quello in missione si compensano, integrano: Gian Piero ha un carattere che è l’opposto di quello di Claudio il quale ha peraltro ammesso di averlo trovato antipatico. […] Claudio è furbo e malizioso, ne ha viste tante ed è capace di farti credere con il sorriso che la terra è piatta. […] Alla Roma lui ha portato la normalità. Preziosissima: oggi la normalità è la nuovo genialità. […]

(I. Zazzaroni – Corriere dello Sport)

Massara resta in pole. Avanza anche Balzaretti

[…] Claudio Ranieri ieri, poche ore dopo l’addio a Ghisolfi, ha temporeggiato in attesa di una decisione ufficiale da parte dei Friedkin. In pole per il ruolo di ds c’è Frederic Massara, stimato dallo stesso Ranieri e che conosce bene l’ambiente romanista avendo ricoperto lo stesso ruolo durante la gestione Pallotta. Al suo fianco, per tre stagioni c’era Federico Balzaretti che ha mantenuto un ottimo rapporto con Massara e potrebbe tornare a fargli da vice. L’alternativa è promuovere proprio Balzaretti nel ruolo di ds. […] Di certo sarà una scelta “di campo”. L’era degli algoritmi, infatti, sta per terminare a Trigoria dopo i flop con Pinto e Ghisolfi. Due nomi consigliati dalla Retexo di Charles Gould, la compagnia specializzata nella creazione di strategie e analisi per conto di società sportive. Si tornerà al metodo tradizionale affidato soprattutto alla saggezza di Ranieri. […]

(Gasport)

Via Ghisolfi e Vitali. Friedkin ha licenziato già 17 dirigenti

Raccontano che ogni volta che i Friedkin chiudano un accordo con un dirigente, una delle prime cose che gli pongano davanti sia il famoso “protocollo“. Una serie di regole a cui attenersi rigorosamente, tra cui quella di non avere contatti con i media, pena il licenziamento. Al di là dello svantaggio evidente di non gestire la comunicazione (ma di doverla invece subire), cambia però poco. Perché i dirigenti della Roma si adeguano, ma poi vanno a casa lo stesso. Con il recente allontanamento del responsabile dell’area tecnica Florent Ghisolfi e dell’avvocato Lorenzo Vitali (che da quando manca un Ceo aveva il potere di firma) sono infatti diventati 17 i dirigenti che hanno lasciato la Roma da quando ci sono i due texani, Dan e Ryan. […] Insomma, da ieri a Trigoria non ci sono più neanche Ghisolfi e Vitali, due dei pochi dirigenti presenti nell’organigramma. Ghisolfi paga la scarsa personalità, ma anche l’operatività sbagliata – spesso e volentieri – sul mercato. Tante le operazioni sbagliate, ad iniziare dai 23 milioni spesi per Le Fée, considerato il flop della Ligue 1 dell’anno precedente, uno per cui il dirigente francese si era anche opposto all’arrivo di Koné per paura che potesse togliergli spazio e ingaggio. […] Per Vitali, invece, è stato fatale il suo modus operandi, quei rapporti “tossici” disseminati un po’ ovunque, dalla Lega al Comune. Un avvocato inviso a tanti, che faticava dal punto di vista dei rapporti di lobby e che verrà sostituito da Jason Marrow […]

(Gasport)

Sabatini: “Gasperini avrà bisogno di serenità interiore, la deve tirare fuori”

GASPORT – Walter Sabatini, dirigente ed ex direttore sportivo, tra le altre, della Roma, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano sportivo. Ecco le sue parole sulla Roma:

Gasperini è stato un modello di longevità, una parentesi quasi unica del calcio moderno.
E porta con sé tutto quello che ha avuto modo di dimostrare a livello anche internazionale, perché la sua Atalanta ha costituito un punto di riferimento, come la sua idea. Sa bene che Trigoria non è Zingonia, che Roma non è Bergamo, che l’ambiente di una città meravigliosa ma provocatoria – e lo metta tra virgolette, per favore – avrà bisogno di una serenità interiore che lui ha e deve tirare fuori“.

Da manager, cosa coglie osservando il calcio italiano nella sua ampiezza? 
In certi momenti si scorge un vuoto, come se alcuni club avessero eliminato la casella dei dirigenti. E questo, mi permetto di dire, può costare un prezzo salatissimo. Ma esistono anche realtà di assoluto livello, guidate con scelte e metodi improntati a una filosofia: il Napoli che vince 2 scudetti in 3 stagioni è un esempio e De Laurentis ha sempre gestito con oculatezza. La Roma che punta sulla serietà e la competenza di Ranieri è un riferimento nuovo. Ma come dimenticare il Bologna? E L’Atalanta? E per quel che può anche la Lazio, che ha rivoluto Sarri“.

La sfida dell’antipatico Gasp

[…] Gian Piero Gasperini, l’Antipatico. La Roma l’ha annunciato con l’acronimo di monumenti iconici: Gianicolo, Altare della Patria, San Pietro, Pantheon. Ma gran parte della tifoseria giallorossa, nella sigla Gasp, ci ha letto: Grande Antipatico Sulla Panchina. Perfino Claudio Ranieri, durante la presentazione di ieri, ci ha messo il timbro «Stava antipatico anche a me… ». Perché questa etichetta nitida? Forse perché, se Gasp ha la sensazione che Chiesa caschi troppo a terra, lo dice (Firenze); se gli arbitri sbagliano, pure; perché non obbedisce agli ultras (Genoa); forse perché, in un circo di parole e gesti codificati, usa pochi filtri. […] Ieri Gasp non ha detto «Daje!», né citato versi del Belli, nessuna mourinhata, ma ha fatto sorridere, ricordando che a Zingonia non è mai morto nessuno. Gasperini sa benissimo due cose. La prima: vincerà la sfida se diventerà “simpatica” la squadra, nel senso etimologico del termine, cioè capace di “sentire e soffrire insieme”, a Trigoria e in partita. […] Seconda cosa: alla quarta giornata c’è già il derby. Se lo vincerà, diventerà più simpatico di Alberto Sordi. 
(L. Garlando – Gazzetta dello Sport)

La ricetta di Gasp

LEGGO (F. BALZANI) – Il giorno di Gasp nelle ore dell’addio di Ghisolfi. È stato un 17 giugno decisamente movimentato in casa Roma. La mattina ha portato la notizia della risoluzione del contratto del ds francese e del CFO Lorenzo Vitali. Uno scossone improvviso dovuto al malumore dei Friedkin che ora dovranno sostituire Ghisolfi visto che il mercato estivo è iniziato. In pole Massara, subito dietro Planes (ex Barça) e Pradè. Qualche ora dopo Gasperini si è presentato alla stampa con parole chiare e con al fianco un Ranieri in veste dirigenziale. «Ho scelto Gian Piero perché sono convinto che Roma ha bisogno di una personalità forte, di uno che è sempre incavolato e vuole migliorare continuamente. Gli offriamo un anno per farsi capire, chiedo ai tifosi di stare dietro a lui come sono stati a me», la presentazione di Ranieri che è tornato anche sul tema nazionale («Rispetto l’Italia, ma io sono della Roma») e sul fair play finanziario: «Dovremo rientrare in certi paletti al 30 giugno 2026, poi avremo più libertà». Quella che avrà da subito Gasperini. «Ho preferito la Roma alla Juve – ha chiarito subito -. Ho avuto la sensazione che fosse la strada giusta, al di là dei rischi che mi vengono elencati (ride, ndr). Qui sento di poter incidere e ho visto l’entusiasmo dei Friedkin. Hanno voglia di fare una grande Roma». Che poi spiega il percorso: «L’obiettivo è tornare in Champions. Negli ultimi 6 anni ci sono state difficoltà, dobbiamo correggere qualcosa. Se il Napoli è riuscito a vincere lo scudetto due volte e se Parigi è diventata una capitale anche del calcio, vuol dire che si può fare anche fuori da Torino o Milano. Mi aspetto un mercato in entrata che possa portare un miglioramento, non faremo una rivoluzione, ma la Roma ha bisogno di nuove figure». E in questo senso lancia segnali a tutti. «Dybala spero abbia una buona salute. Il mio prospetto di squadra deve essere chiaro per tutti, tutti devono spingere al di là dei personalismi. Pellegrini? Deve avere lo spirito di fare la miglior stagione della sua carriera. Attaccanti? Ora partiamo da quello che c’è (Dovbyk e Abraham, ndr) poi vedremo strada facendo il mercato cosa ci dirà»