Foti: “Mourinho a Roma era diventato un parafulmine. Dybala? Il suo talento non si discute”

CORSPORT – Da ormai diversi anni vice di José Mourinho (prima alla Roma e ora al Fenerbahce), Salvatore Foti è pronto al grande salto come allenatore a tutti gli effetti. Di questo e del suo rapporto con lo Special One ne ha parlato in esclusiva sull’edizione odierna del quotidiano sportivo. Queste le sue parole: “Mourinho mi ha telefonato il giorno di Natale del 2021. Per me era come Santa Claus. “Vuoi seguirmi?”, mi ha chiesto. Io ho accettato, ma gli ho detto: “Non posso fermarmi a pensare a cosa tu rappresenti, sennò non farei bene il mio lavoro”. L’ha apprezzato. Infatti gli ho sempre detto quando non ero d’accordo con lui”.

Dicono che lei sia una sorta di amuleto: quando Mourinho è squalificato, non perde quasi mai. Qualcuno a Roma scrisse che era diventato famoso tanto quanto lui.
“José è un personaggio planetario ed essere il tuo vice ti rende forse il vice più noto del mondo, questo è vero. Ma provate a fare una passeggiata con lui a Villa Borghese o a Piazza di Spagna: vi renderete conto del significato della parola celebrità”.

Lei però ha conquistato la sua fiducia. Come ci è riuscito?
“Ho umanizzato un mito che prima ammiravo solo dalla tv”.

Dieci anni da vice sono tanti. Vuole specializzarsi “alla Tassotti”?
“In realtà mi piacerebbe iniziare a camminare da solo. A Mourinho ne ho già parlato. In dieci anni ho preparato quasi 400 partite con due tecnici strepitosi, la gavetta è stata abbondante”.

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Cosa ha imparato di più da Mourinho?
“L’importanza di creare una mentalità collettiva vincente. Unire le persone in un’idea non solo di campo è la cosa più difficile. Noi a Roma ci siamo riusciti e qualcuno l’ha pure minimizzato. Ricordo solo le due finali europee in due anni: una vinta e l’altra…beh sappiamo tutti cosa ci hanno fatto”.

Qualcosa si è rotto dopo Budapest.
“Io per 20 giorni sono rimasto chiuso in casa, rivedevo nel sonno le situazioni di gioco e mi svegliavo come negli incubi. Siamo ripartiti con il fardello del fair play finanziario. Poi la squadra ha ripreso a giocare e a ottenere risultati. In un momento di difficoltà, con 6-7 partite e 14 giocatori a disposizione, ci hanno mandato via. A dicembre eravamo quarti. Non ho mai visto una cosa del genere. Non so quale fosse il rapporto del mister con la proprietà, di sicuro era diventato un parafulmine”.

Lei è anche passato come quello che faceva polemica al posto suo.
“Ci dicevano che eravamo indisciplinati, ma guardate cosa fanno gli altri. La verità è che Mou è esposto e invidiato. Alcuni gesti non li rifarei, ma qualcosa alla squadra devi trasmettere: la partita la gioca anche chi sta in panchina”.

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Da ex attaccante, tra quelli che ha allenato riuscirebbe a tirar fuori un profilo ideale?
“Prendo il sinistro, la fantasia e il dribbling di Dybala e il destro, l’altruismo e la visione di gioco di Dzeko. Poi ci metto i numeri di Lukaku e l’esempio nel lavoro quotidiano di Tadic”.

Dicono che Paulo non sia adatto al gioco di Gasperini.
“L’unica preoccupazione di tutti gli allenatori deve essere la salute di Dybala. Se discutiamo il talento di un campione in base all’idea di un allenatore, sbagliamo”.

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Corsa contro il tempo

IL TEMPO (L. PES) – Lo spiraglio si fa sempre più stretto ma la forbice, al contempo, si allarga e tocca sempre più calciatori da provare a cedere entro i prossimi cinque giorni. La settimana di fuoco di Massara procede non senza alcune difficoltà con la scadenza del 30 giugno che incombe e le problematiche nel trovare offerte giuste per cedere alcuni elementi della rosa, salvando, se possibile, i giocatori più importanti. Nulla è scontato, però, e nessuno a Trigoria può sentirsi al sicuro in queste ore, anche se fino all’ultimo momento si tenterà di provvedere al realizzare plusvalenze senza arrivare ai sacrifici pesanti. Il tramonto della pista Angelino-Al Hilal ha complicato tremendamente i piani della dirigenza giallorossa che da giorni ormai sono al lavoro su alcuni profili da provare a cedere. Oltre a Shomurodov e Paredes, il primo piace in Turchia mentre l’argentino è promesso sposo al Boca da mesi, Massara sta offrendo anche altri profili come quelli di Celik, Abraham e lo stesso Angelino, con la speranza di non dover affrontare una cessione sanguinosa. Ma nulla si può escludere e per questo il ds ha dato mandato per vendere anche a giocatori più importanti come N’Dicka. L’ivoriano ha estimatori in giro per l’Europa, soprattutto in Premier League, e ora si attendono offerte da valutare qualora nel frattempo non si siano conclusi altri affari in uscita.

Le partenze di Le Fée, Dahl e Zalewski non bastano per rispettare i patti con l’Uefa. I margini non sono ampi nemmeno per elementi della rosa come Shomurodov o Paredes, ma cessioni più importanti come Abraham o Angelino potrebbero aiutare maggiormente. Gasperini attende, con la consapevolezza dei limiti che in questa sessione di mercato ci sarebbero stati e la speranza che alla fine i big non si muovano. Nessun veto da parte del tecnico ma, ovviamente, alcune indicazioni sull’importanza di alcuni giocatori. D’altronde l’importanza di rispettare gli accordi presi nell’estate del 2022 resta cruciale per non incappare in sanzioni e le eventuali multe che i Friedkin potrebbero pagare, devono comunque essere supportate da un impegno e una cifra molto vicina maturata con le plusvalenze. Mesi ancora complessi con l’obiettivo di allentare definitivamente le catene da giugno 2026. Nel frattempo Svilar, che non rientra ad oggi nei ragionamenti delle uscite e che sarebbe la soluzione più drastica in assoluto che la Roma non vuole prendere in considerazione, è diventato papà con la nascita di Lio Mile lo scorso 18 giugno. A darne l’annuncio il portiere belga e la compagna sui social. Sempre sui social è arrivato il saluto di Zalewski ai colori giallorossi. “Ciao Roma, abbiamo passato momenti indimenticabili, momenti di gioie e di dolori. Sono entrato a Trigoria che ero solo un bambino, sono cresciuto con questi colori addosso, dando sempre tutto me stesso. Grazie a tutti”.

Stadio Roma, Veloccia: “Progetto definitivo in autunno, conferenza decisoria entro l’anno”

RADIO ROMA SOUND – Intervistato dall’emittente radiofonica nel programma “Ancora più inascoltabili”, l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Maurizio Veloccia è intervenuto per parlare dell’attuale situazione legata al nuovo stadio della Roma di Pietralata. Queste le sue parole.

Questione bosco, vista l’anticipazione del dottor Uniformi a Roma Capitale, cosa succederà e come inciderà la presenza dell’area boscata sulla realizzazione dello stadio? E’ vero che dovrete attivare una procedura presso la regione Lazio per modificare il PTPR (Piano Territoriale Paesaggistico Regionale) o sarà una cosa più veloce?
“Noi adesso stiamo facendo tutte le indagini sul campo che ovviamente non potevano essere fatte in una fase di approvazione di uno studio di fattibilità. La Roma ha fatto le sue indagini vegetazionali, noi stiamo facendo le nostre indagini con l’agronomo di cui lei parla. Li noi lavoreremo affinché tutto il verde che si perde con la realizzazione dello stadio possa essere recuperato nelle aree attualmente incolte dello SDO di Pietralata”.

Ma questo può comportare dei ritardi o prevede dei procedimenti piuttosto spediti?
“No, gli unici ritardi sono legati ai possibili imprevisti che dovessero sopraggiungere, ritrovamenti archeologici cose di questo genere, che bisognerà gestire, ma da un punto di vista ambientale noi sappiamo che ci sono una serie di alberi che la Roma stessa ha detto che spianterà e ripiantumerà, ci sono poi circa 800 nuovi alberi che verranno piantumati, le aree arbore verranno compensate in altre aree, è una prassi consolidata. Da quello che abbiamo capito, le aree arbore non hanno alcun tipo di pregio di carattere ambientale, quindi non ci sono ritardi, anche questa favola dei ritardi dovuti al bosco in realtà è una sciocchezza. Noi abbiamo sempre detto che le indagini sul campo sarebbero fatte prima del progetto definitivo, non prima dello studio di fattibilità. Ad oggi gli scavi archeologici non hanno dato alcun tipo di esito, si stanno facendo nelle aree dove c’erano le cave, perché questo quadrante di Pietralata è stato nei secoli oggetto di tante cave e infatti in queste aree non c’è stato nessun tipo di ritrovamento al momento. Ci sono altre aree invece dove già è noto che ci sono stati dei ritrovamenti archeologici già indagati nel passato, ma sono le aree che non fanno parte dello stadio, ma fanno parte del parco appunto che verrà realizzato di fronte allo stadio. Le indagini vegetazionali ci dicono che ci sono un centinaio di alberi di qualità che dovrebbero essere spiantati e ripiantati, le aree boschive di nessuna qualità potranno essere compensate. Poi per venire proprio incontro ai suggerimenti che sono arrivati nel dibattito pubblico di ampliare le aree a verde, abbiamo anche sostituito alcune ipotesi progettuali dello studio di fattibilità, per esempio, luoghi d’incontro per performance musicali, teatrali, con aree più naturali: parco urbano, verde attrezzato e anche aree di nuova forestazione. Quindi sarà un enorme compendio green finalmente accessibile, un verde sicuro e illuminato, perché purtroppo Pietralata è un’area off-limits in tante parti. Lo abbiamo visto dall’ingresso di Monti Tiburtini, lì ci sono residui di accampamenti, suppellettili varie, prostituzione spaccio che è costantemente arginata ma mai debellata, quindi noi stiamo parlando adesso di una prospettiva totalmente differente in cui il verde che verrà fatto sarà un verde curato, verde accessibile, verde sicuro, creeremo un enorme polmone per il territorio”.

Voi avete annunciato un parco verde di quasi 93.000 metri quadri, 8.000 dei quali di aree attrezzate con un impianto di 819 nuovi alberi. Dalle carte del dibattito pubblico che poi sono state adottate da Roma Capitale, si parla di oltre 1550 alberi in più, mentre voi ne avete annunciato 819, la metà, a questo punto la domanda sorge spontanea: sono 819 alberi in più rispetto ai 1550 previsti dal dibattito pubblico?
“Saranno oltre 2.000 gli alberi e gli arbusti. Nel dibattito pubblico si parlava di 1500 tra alberi e arbusti, qui stiamo parlando di oltre 2.000 tra alberi e arbusti nuovi, a cui vanno aggiunti quelli che verranno espiantati, stiamo parlando di una quantità di verde immensa. Io sfido tutti coloro che non conoscono il quadrante di farsi una passeggiata, basta andare a vedere cosa c’è. E’ facile, basta prendere la metro B e uscire alla stazione di Quintiliani e poi dare uno sguardo intorno, voi vedrete che c’è una situazione di abbandono, sembra davvero di stare in un luogo post-bellico, noi qui parliamo di costruire nuove aree boscate, aree di verde urbano, luoghi attrezzati, percorsi ciclopedonali, percorsi ginnici, luoghi dove ci si potrà finalmente incontrare senza la paura che dietro l’angolo possa accadere ualche quaqqqqqqualche cosa. Stiamo parlando di una quantità di alberature enorme, stiamo parlando anche di una nuova idea di questo quadrante, perché sempre se scendete a Quintiliani vedrete da un lato il completamento di un grande studentato della Sapienza, più in là gli scavi che stanno facendo per far nascere il Rome Technopole, che è un grandissimo centro internazionale che racchiude tutte le università di Roma, unite per la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione. Un quadrante che finalmente assume una vocazione, credo che lo stadio e la parte di campus universitario che si realizzeranno lì, possano dare una vocazione nuova a questo quadrante della città e possano anche riqualificare anche tutto il contesto esistente, noi stiamo parlando di una delle più importanti centralità, non solo cittadine, ma credo dell’intero Lazio, dell’intero centro d’Italia. Stiamo parlando di un cuore pulsante alternativo al centro storico che diventerà sistema di riferimento di tutto il centro Italia”.

Ha detto che l’amministrazione si aspetta la consegna del progetto definitivo in autunno. Quali sono i passi successivi e i tempi che vi aspettate?
“I passi successivi sono fondamentalmente la conferenza dei servizi in Regione Lazio, nel senso che il Comune di Roma dovrà verificare che il progetto sia conforme alle prescrizioni della delibera dell’assemblea capitolina, a quel punto porteremo una delibera in aula che dà mandato al Sindaco di esprimere parere positivo alla conferenza che verrà indetta in Regione”.

Sarà una delibera che passerà dalle commissioni e dai municipi o sarà una cosa più veloce, che arriverà direttamente in aula?
“Passerà sicuramente dalla commissione urbanistica, sarà un passaggio a mio avviso breve nel momento stesso in cui il progetto conterrà tutte quelle che erano le indicazioni presentate nella delibera iniziale dell’Assemblea Capitolina”.

Quindi possiamo pensare all’apertura della conferenza definitiva in Regione Lazio entro la fine del 2025 o se ne riparlerà con l’anno nuovo?
“Se le indagini andranno a buon fine e la Roma consegnerà il progetto come detto in autunno, io penso che ci siano le condizioni affinché la conferenza di servizi possa essere aperta sicuramente entro l’anno. Io credo che più che fare ipotesi a lungo termine dobbiamo valutare passo dopo passo e questi sono i prossimi”.

La società ha detto che l’obiettivo è quello di giocare la prima partita nel nuovo stadio per la stagione sportiva 2027-2028, siamo ancora nei termini, secondo lei?
“Questo va chiesto alla Roma perché le opere, lo stadio, le infrastrutture le realizza la Roma; quindi, la Roma deve fare un suo cronoprogramma e quando avrete il piacere di ospitare la Roma gli chiederete che tempi si danno di realizzazione. Quello che noi invece dobbiamo fare, e lo stiamo facendo, è mettere la società nelle condizioni di poter avere tutte le indicazioni procedurali, anche in termini tecnici, per poter realizzare questo stadio, poi la realizzazione sta in capo alla società e quindi è la Roma che deve rispondere a queste domande”.

Pietralata sarà anche sede della nuova ‘defense’ di RFI, quanto questo progetto che è un progetto comunque importante anche dal punto di vista urbanistico e di cubatura, inciderà e impatterà sull’area di Pietralata?
“In modo compatibile con l’area di Pietralata, nel senso che noi nell’area di Pietralata avevamo una previsione di cubature legata allo SDO, cioè lo spostamento dei ministeri verso quest’area dal centro storico, in più avevamo già un piano di assetto ferroviario, quindi noi stiamo lavorando per mantenere questo assetto. E’ chiaro che nel momento stesso in cui abbiamo il principale nodo di trasporto sul ferro della capitale, la stazione Tiburtina, dove l’alta velocità, i treni regionali e la metro si integrano in un unico grande nodo di trasporto, pensare di lavorare lì con una delle previsioni edificatorie che sono peraltro in gran parte già previste, è sicuramente logico. In qualsiasi città si lavora in questo modo, peraltro rispetto alle ipotesi che erano state avanzate durante la scorsa consiliatura noi comunque abbiamo portato ad una diminuzione perché l’ipotesi di avere ulteriori cubature legate all’idea di spostare li l’head quarter di Ferrovie, è stata superata nel tempo, quindi diciamo che abbiamo tutte le condizioni di carattere trasportistico, di carattere urbanistico, di carico, che possono garantire un quartiere perfettamente collegato. Come voi sapete arriverà anche un nuovo tram dal Verano, quindi noi abbiamo davvero una capacità di trasporto pubblico sul ferro in questo quadrante che è invidiata, invidiabile, non ce n’è un altro nodo di questo tipo in tutta Roma, quindi ovviamente va sfruttata al meglio”.

La Roma ha fretta: Ndicka sul mercato per salvare Svilar

La scelta a Trigoria ormai è stata presa: Evan Ndicka è sul mercato. […] Nonostante le cifre precise restino segrete, la Roma è di certo obbligata a mettere in bilancio una plusvalenza tra i 15 e i 18 milioni entro la fine del mese. Praticamente una corsa contro il tempo. […] Da qualche giorno la Roma ha dato mandato a diversi intermediari di trovare offerte. Base d’asta 30-35 milioni di euro. […]

Angelino è l’altra pedina sacrificabile. Sfumata l’occasione araba, per lo spagnolo ci sono timidi interessi del Sunderland, neopromosso in Premier League. Proprio ai Black Cats è approdato da qualche giorno l’ex ds giallorosso Florent Ghisolfi che potrebbe approfittare dell’emergenza romanista per piazzare il colpo sulla fascia sinistra. […] Al capitolo plusvalenze non si legge invece il nome di Mile Svilar. Il portiere giallorosso […] è una delle pietre angolari del nuovo progetto firmato Gasperini. […]

(la Repubblica)

È Chiesa il gioiello da regalare a Gasp: con il Liverpool si chiude a 15 milioni

Federico Chiesa e la Roma, un amore mai nato che oggi potrebbe rifiorire. […] La Roma osserva con attenzione, stavolta con un interesse più deciso. Gian Piero Gasperini, fresco di nomina, è da sempre un estimatore del classe ’97: lo considera ideale per il suo modulo, un giocatore capace di rompere gli equilibri e restituire pericolosità sugli esterni. I 15 milioni richiesti dal Liverpool non spaventano: i giallorossi sanno che si tratta di un’operazione che, per costi e prospettiva, può rivelarsi un affare. […] Chiesa, dal canto suo, guarda ora alla Roma con occhi diversi. La Nazionale resta un obiettivo concreto: per riconquistarla dovrà giocare, e farlo con continuità. […]

Il suo arrivo comporterebbe però scelte forti. La Roma, per ragioni numeriche ed economiche, dovrà liberare spazio. Due tra Pellegrini, El Shaarawy e Baldanzi potrebbero partire. […] Ma la concorrenza c’è. L’Atalanta è vigile, soprattutto se dovesse partire Lookman. Napoli e Milan osservano, pronti a inserirsi. […] Nel frattempo il mercato giallorosso si muove anche su altri fronti. Tammy Abraham è finito nel mirino del Beskitas. […] Discorso aperto anche per Angelino. L’Al-Hilal ha mollato la presa, ma dalla Premier League inglese sono arrivate nuove manifestazioni d’interesse. […] A sorpresa anche il Sunderland è entrato nella corsa. […]

(corsera)

De Rossi: “Aiutiamo Roma e Lazio”

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Celebrazione in Campidoglio. Ieri pomeriggio, i ragazzi dell’Under 19 dell’Ostiamare sono stati ricevuti in Aula Giulio Cesare da Roberto Gualtieri, sindaco di Roma, e Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport Turismo e Moda, per festeggiare il titolo di campioni d’Italia conquistato contro la Fiorenzuola. Presente, ovviamente, anche Daniele De Rossi, proprietario della società lidense. “E’ una soddisfazione gigante per tutta Ostia, non solo quella calcistica” – ha affermato l’ex allenatore della Roma“Questi risultati danno un po’ di risalto e sembra che stiamo facendo i fenomeni, mentre il percorso è quello che ci aspettavamo. E’ normale avere intoppi quando devi demolire e ricostruire una struttura grande come la nostra, ma siamo contenti”.

Da gennaio De Rossi è diventato proprietario dell’Ostiamare e ha ben chiaro il progetto che vuole sviluppare: “Penso che Ostia, per grandezza, debba ambire ad essere un sostegno per Roma e Lazio, ovvero una società che porti qualcosa alla Roma calcistica e all’Italia calcistica. L’obiettivo è diventare sempre più seri e professionali”. Idea sposata anche dal sindaco Gualtieri: “Noi crediamo in questa scommessa che Daniele ha lanciato”. Il prossimo passo dell’ex numero sedici giallorosso è rilanciare la propria carriera da allenatore. Chiuse quasi tutte le porte in Serie A, una possibilità potrebbe essere la panchina della Sampdoria, fresca di salvezza in Serie B ottenuta nel playout con la Salernitana.

Giallorosse con l’Aktobe in Champions

IL TEMPO (A. DI PASQUALE) – L’urna di Nyon ha svelato che la Roma affronterà l’Aktobe nel secondo turno di qualificazione alla UEFA Women’s Champions League. Le giallorosse inizieranno la competizione da questa fase, ma sia il primo che il secondo turno di qualificazione si giocheranno sotto forma di minitornei con semifinali, finale (in gironi da quattro squadre) e finale per il terzo posto (tutte in gara unica), ospitate da uno dei club partecipanti ancora da stabilire (date 27 e 30 agosto). Le capitoline sfideranno le kazake nel primo impegno e poi una tra Sparta Praga e Nordsjaelland in una delle due finali (la vincente accederà al terzo e ultimo turno di qualificazione, quello che precede la fase campionato).

In tutti i casi, se il punteggio è di parità alla fine dei tempi regolamentari, verranno giocati due tempi supplementari da 15′; se una squadra segna più gol dell’altra durante i supplementari, viene dichiarata vincitrice mentre, qualora il punteggio fosse ancora di parità, si andrebbe ai calci di rigore. Le vincitrici delle finali si qualificano per il turno successivo dei rispettivi percorsi: in caso di eliminazione nella finale si retrocede al secondo turno preliminare della nuova UEFA Women’s Europa Cup, se invece si dovesse vincere la finale del terzo posto si finirebbe nel primo turno preliminare di questa competizione; infine, con una doppia sconfitta, si concluderebbe il percorso europeo. Nel frattempo la Roma aspetta di ufficializzare il nuovo tecnico dopo aver interrotto consensualmente la collaborazione con Spugna; anche Minami ha lasciato il club giallorosso (destinazione Brighton).

L’Ostiamare di De Rossi premiato in Campidoglio

Nel cuore di Roma De Rossi e i ragazzi dell’Under 19 dell’Ostiamare sono stati premiati dal Sindaco Gualtieri per la vittoria del campionato juniores. Daniele ha parlato del progetto Ostiamare: “I ragazzi hanno vinto esprimendo un bel calcio ma soprattutto comportandosi bene. Questo trionfo non aumenterà la nostra voglia di investire, perché quella c’è sempre stata. Ostia deve ambire ad essere un sostegno per Roma e Lazio”. […]

De Rossi ha anche parlato della Nazionale: “L’Italia sarà sempre una squadra che attinge dai giovani. A volte si tende a considerare giovani giocatori che non lo sono più. Si dovrebbe andare a cercare un po’ più in basso come fanno altri”.

(il Messaggero)

Gasp, le fasce sono da rifare. Wesley e De Cuyper i preferiti: ma occhio anche a Gosens

La Roma ad immagine e somiglianza di Gian Piero Gasperini ancora non si vede. […] Dal 1 luglio si inizierà a fare sul serio a partire dalle fasce che ad oggi sono più che mai scoperte. Gasp ha costruito le fortune dell’Atalanta partendo dagli esterni. […] E la Roma è già sicura di ripartire senza Saelemaekers sulla destra. […] Su quel lato sono in pochi ad avere il “posto fisso”. Saud è in uscita e piace a Tolosa e Lens. […] Celik ha il contratto in scadenza nel 2026 e resta in bilico. […] Chi invece avrà la possibilità di giocarsi le proprie carte è Rensch. […] Ranieri nella seconda parte della stagione in quella zona di campo ha utilizzato Soulé. Idea che però non convince a pieno il neo tecnico che vuole sfruttare l’argentino sulla trequarti. […]

Per rinforzare la fascia destra il principale obiettivo è Wesley. […] Piace a Gasperini che lo voleva all’Atalanta ed ha una valutazione di 30 milioni di euro. Occhi anche su Ratiu e Giay. La situazione è ingarbugliata anche sulla fascia sinistra. Zalewski è ufficialmente un nuovo giocatore dell’Inter. […] In uscita anche Angelino. […] L’ex Lipsia non convince Gasp che ha chiesto un altro tipo di giocatore: piacciono De Cuyper e Gosens. Sul primo c’è la forte concorrenza di Brighton e Milan. […] Da quella parte c’è anche Salah-Eddine. Vero e proprio oggetto misterioso del mercato invernale. […]

(il Messaggero)

Per Massara operazione salva-big

[…] Sono tanti tra i tifosi romanisti che ormai mal sopportano la data del 30 di giugno. […] Non avendo soddisfatto il requisito del pareggio di bilancio previsto dal FPF nella stagione 2021-22, la Roma ha sottoscritto il Settlement agreement, un accordo transattivo il cui scopo è garantire che la società abbia “un surplus o un deficit aggregato di utili da calcio entro la deviazione accettabile”. […] Nel frattempo però il club deve rispettare dei paletti intermedi che scattano sia il 30 di giugno che il 30 dicembre di ogni anno. […] In caso contrario, si andrà incontro ad una violazione. […]

Sono diversi i giocatori “invendibili” in un lasso di tempo così limitato. Perché nessuno a Trigoria si metterebbe di traverso qualora si presentassero degli amatori di Salah-Eddine, Kumbulla, Baldanzi o Shomurodov. […] Shomurodov? E’ vero che ha diverse proposte […] ma sinora nessuno ha mai offerto più di 5 milioni. E questo produrrebbe addirittura una minusvalenza. Abraham? Un altro sacrificabile. Ma da un lato lo stipendio di 6 milioni, dall’altro il fatto che partendo da 13,3 come costo a bilancio, per guadagnarci servirebbe un’offerta di una ventina di milioni. […] La soluzione più semplice, è quella che Massara non vuole prendere in considerazione: sacrificare uno tra Svilar, Ndicka e Koné. Per questo nelle ultime ore il cerchio […] si sta nuovamente stringendo su Angelino e in seconda battuta su Celik e Cristante. […] Senza dimenticare Ndicka, l’asso nella manica da giocarsi in extremis. A patto che qualcuno si avvicini alla valutazione di 35 milioni. […]

(il Messaggero)