Porto, ufficiale: Francesco Farioli è il nuovo allenatore

Ora è ufficiale, Francesco Farioli riparte dal Porto. Dopo l’addio all’Ajax, l’allenatore italiano vivrà una nuova avventura all’estero, questa volta in Portogallo alla guida dei Dragoes. Lo ha annunciato il club biancoblù attraverso una nota ufficiale, specificando come il tecnico abbia firmato un biennale fino a giugno 2027. Nelle scorse settimane il nome di Farioli era stato accostato anche alla Roma, che ha poi deciso di virare su Gian Piero Gasperini.

Francesco Farioli è il nuovo allenatore dell’FC Porto dopo aver siglato un contratto valido per le prossime due stagioni, fino al giugno 2027. Nato 36 anni fa a Barga, in Toscana, ha iniziato ad allenare i portieri in tre squadre secondarie del suo paese – Margine Coperta, Fortis Juventus e Lucchese – prima di recarsi in Medio Oriente per lavorare all’Aspire Academy e con le squadre giovanili del Qatar. Alla fine del 2017 è tornato in Italia per entrare nello staff tecnico di Roberto De Zerbi a Benevento e Sassuolo. Nell’estate del 2020 si trasferisce in Turchia, dove debutta come responsabile del Karagümrük e dell’Alanyaspor. Nel luglio 2023 riceve un invito dal Nizza e i suoi buoni risultati nel campionato francese lo portano in Olanda. Dopo una stagione sulla panchina dell’Ajax, si trasferisce nella città dell’Invicta e assume il ruolo di allenatore dell’FC Porto“, si legge nella nota del club lusitano.

X, la Roma ricorda Melillo: “Un anno senza Fabio” (VIDEO)

La Roma ricorda Fabio Melillo, ex allenatore della Primavera Femminile e vincitore di ben tre scudetti. Scomparso il 6 luglio 2024, il tecnico era malato da tempo e si è spento all’età di 58 anni. “Un anno senza Fabio Melillo”, la didascalia che accompagna il video pubblicato dal club giallorosso su X.

Marco Morricone ricorda il padre a 5 anni dalla scomparsa: “Per lui la Roma era Roma. Nel nostro dna ci sono i colori giallorossi” (FOTO)

ASROMA.COM – Marco Morricone, figlio del leggendario compositore Ennio, è stato invitato al ‘Fulvio Bernardini’ di Trigoria dal club giallorosso a cinque anni dalla scomparsa del padre e ha rilasciato un’intervista ai canali ufficiali della società. Ecco le dichiarazioni: “Venire qui a Trigoria e vedere questa struttura è un sogno. È un centro tecnico bellissimo. Sotto tutti i punti di vista, sportivo e non solo. Ho fatto un giro nell’Archivio Storico e sono rimasto senza parole per la mole di oggetti, di cimeli, di maglie presenti. Poi, sai, questi colori papà li amava molto. Sono i colori di Roma e di conseguenza nel nostro dna c’è una traccia indelebile”.

La Roma, per la vostra famiglia, che cosa rappresenta?
“Per papà la Roma era Roma. Lo disse anche in qualche esternazione pubblica: ‘Chi abita a Roma dovrebbe tifare la Roma’. Per me rappresenta una sorta di continuità. Sono in un posto, qui a Trigoria, che papà ha amato e ha rispettato, anche se il tifo ti fa incazzare. È bello anche così, fa parte dell’istinto che è in noi”.

Come vivevate la partita quando eravate insieme?
“Posso raccontare diversi aneddoti, anche simpatici. Quando eravamo fuori, abbiamo girato fuori in ogni dove, papà si trovava a dirigere e io ero sempre nel retropalco o dietro le quinte, era ormai una tradizione acquisita. Quando la Roma faceva gol durante una partita, io glielo segnalavo. E lui, nel corso del concerto, voleva sapere anche chi aveva segnato. Ed era un problema, con 120-130 persone davanti che deve far suonare. Era un momento divertente, mi faceva diversi segni strani con la mano”.

Allo stadio, invece?
“Io, per anni, sono andato allo stadio. Una volta andai anche grazie a Luciano Spalletti, con cui avevamo, abbiamo, un bel rapporto e con il quale condividiamo anche un simpatico aneddoto che poi vi racconterò. Dicevo, Luciano ci diede due biglietti, ma la partita andò maluccio, finì 0-0 e da quel momento dissi: ‘Basta, non vado più’. Ci restai male, sinceramente non ricordo quale partita fosse”.

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Esistono testimonianze di partite allo stadio con le famiglie Morricone e Leone fianco a fianco.
“Verissimo. Con Sergio e i figli andavamo spesso all’Olimpico, in diversi momenti storici. Pure nei periodi dell’Austerità, nel 1973, quando per Roma la domenica non si poteva andare con l’automobile. Lui in quelle occasioni circolava e usava la Rolls Royce… Sergio era un po’ così, lo dico bonariamente (ride, ndr). Era un’emozione andare allo stadio, condividere la passione tutti insieme”.

L’aneddoto a cui facevi riferimento con Spalletti?
“Era il periodo finale del primo Spalletti a Roma. In quel momento Luciano non aveva un rapporto solidissimo con la proprietà, presieduta al tempo da Rosella Sensi. Abitavamo vicini, nello stesso palazzo, in piani diversi. Noi al dodicesimo, lui all’ottavo. Un giorno lo incontrai e lui parlando mi disse: ‘Mi sa che mi dimetto’. E, poco dopo, riferii a mio padre le sue parole. Lui, appena appresa la notizia, disse: ‘No, non può farlo’. Così scese velocemente davanti casa sua per cercare di convincerlo a restare. Io gli correvo dietro. Suonò alla sua porta, lui aprì e papà gli disse: ‘Lei non si deve dimettere, è una colonna di questa società’. E Luciano prese queste parole con un sorriso dolcissimo”.

Si comportò come un tifoso qualsiasi.
“Sì, in quel momento uscì fuori la sua irrazionalità bambina, che è un po’ il sentimento che muove tutti i tifosi di calcio. Ho tanti di questi flash nella mia memoria. A volte mi fermo e mi vengono in mente. E così ripenso a papà”.

Quanto hai apprezzato il murale dedicato a Ennio inaugurato nel 2022 nel quartiere di Tor Marancia, votato in un sondaggio dai tifosi della Roma?
“Ero presente all’inaugurazione, con tanta gente romanista in Piazza Lotto, sulla facciata di una palazzina ATER. Vedere quella faccia così, che ti guarda, con quello sguardo mi emoziona e mi fa tornare con i piedi per terra se tendo a svolazzare ogni tanto”. […]

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Caos Fenerbahce, Saint-Maximin rivela: “Volevano doparmi”. Il club annuncia azioni legali: “Ha tentato di danneggiare la nostra reputazione” (COMUNICATO e VIDEO)

ZACK EN ROUE LIBRE – Clamoroso attacco di Allan Saint-Maximin contro il Fenerbahce di José Mourinho. Nella passata stagione l’esterno francese ha lasciato l’Al-Ahli in prestito per giocare nel club turco e nell’intervista con Zack Nani ha rivelato uno scioccante retroscena sull’esperienza nella società gialloblu: “Il motivo per cui il Fenerbahçe non è riuscito a diventare campione è che il club era circondato da fattori estranei al calcio. A un certo punto hanno persino cercato di doparmi. La gente non sa queste cose. Non puoi parlarne apertamente perché ti minacciano. Se lo fai, ti dicono ‘ti faremo questo e quello’. A volte ti ritrovi coinvolto in questioni che vanno oltre il calcio”.

Successivamente il calciatore ha tentato di fare chiarezza su X: “Vedo che su Twitter si sta diffondendo di tutto, quindi vorrei precisare quanto ho detto. Parlavo di queste persone intorno al club, le quali sono disposte a tutto. Nel mio caso, quando ero malato, mi è stato somministrato un trattamento considerato un prodotto dopante. Non so con quale scopo questa team di medici abbia fatto una cosa del genere”.

Non si è fatta attendere la risposta del Fenerbahce tramite un comunicato ufficiale: “Abbiamo seguito con stupore le dichiarazioni di Allan Saint-Maximin, il quale ha indossato la nostra maglia nella stagione 2024-25. Distorcendo i fatti relativi alle cure mediche ricevute a seguito di un problema di salute, il giocatore ha tentato di fuorviare il pubblico e danneggiare la reputazione del nostro club. Come Fenerbahce Sports Club, informiamo il pubblico che eserciteremo tutti i nostri diritti legali contro queste dichiarazioni fuorvianti e qualsiasi tentativo di minare la nostra reputazione istituzionale”.

(fenerbahce.org)

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Lecce, Corvino: “Krstovic? Faremo di tutto per accontentarlo, ma chi lo vuole deve capire le nostre esigenze”

GASPORT – Pantaleo Corvino, direttore sportivo del Lecce, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattati si è soffermato sul futuro di Nikola Krstovic. L’attaccante montenegrino è un obiettivo di mercato della Roma e alcuni giorni fa è stato immortalato mentre si allenava proprio con la maglia del club giallorosso. Ecco le dichiarazioni del dirigente dei salentini.

A questo giro toccherà a Nikola Krstovic andare via.
“Vedo che ci sono attaccanti che hanno fatto meno gol di Krstovic che vengono valutati 35-40 milioni. Nikola lo scorso anno ha fatto 12 reti (una in Coppa Italia, ndr) e servito sei assist: come numeri è l’ottavo attaccante che gioca in Italia. Quindi chi lo vuole deve tenere conto di questo. Noi faremo di tutto per accontentare il ragazzo, perciò chiederemo qualcosa meno del suo reale valore, però chi compra deve anche capire le esigenze del Lecce”.

Calciomercato Roma: contatto con l’agente di Lucca. Altri 4 club interessati, l’Udinese chiede 40 milioni

Tutti pazzi per Lorenzo Lucca. Il centravanti dell’Udinese è nel mirino di praticamente tutte le big di Serie A e anche la Roma ha mosso dei passi concreti per il bomber dei friulani, valutato ben 40 milioni di euro. Secondo quanto rivelato dal giornalista Francesco Guerrieri di calciomercato.com, i giallorossi hanno parlato con l’agente del calciatore e anche la Juventus ha fatto lo stesso. Al momento il Napoli è in pole, ma sulle tracce del classe 2004 ci sono Milan e sullo sfondo Fiorentina.

Dovbyk guida i sotto esame

IL TEMPO (F. BIAFORA) –  Meno sette al raduno e all’inizio della nuova stagione della Roma. Domenica prossima Gasperini avrà il primo approccio con la sua nuova squadra, con diversi giocatori che hanno intenzione di convincere da subito il tecnico. Gli occhi saranno puntati su un numero ampio di calciatori, ma qualcuno più di altri deve fare una buona impressione in ritiro, in modo da togliere ogni dubbio e allontanare qualsiasi voce di mercato su possibili addii.

Il capolista di questo elenco è Dovbyk, reduce da una stagione da 17 gol dopo essere stato pagato un minimo di 38,5 milioni dal Girona. L’ucraino vuole sfruttare l’effetto Gasp sui centravanti – con lui hanno segnato tutti una valanga di gol -, dando una sterzata netta dopo una prima annata fatta di alti e bassi. Restando sul reparto offensivo, in attesa del rientro di Pellegrini dall’infortunio, anche Baldanzi ed El Shaarawy sono due che saranno monitorati con attenzione dallo staff. Chiamato a gestire pure Dybala, di ritorno dall’operazione al tendine. A centrocampo Paredes è fuori dai piani e sta spingendo affinché la Roma si accontenti di una cifra inferiore rispetto ai 3,5 milioni di euro pattuiti come via d’uscita, destinazione Boca Juniors, al momento del rinnovo annuale. Sulle fasce saranno oggetto di valutazione Angelino, uno dei nomi più caldi nella prima fase di mercato, Salah-Eddine, desideroso di mettere in mostra le proprie qualità, e Rensch, che può tornare utile per la sua duttilità. Andrà via Saud. Tra i difensori Kumbulla è a caccia di una conferma dopo il prestito all’Espanyol, mentre Celik viene reputato un possibile ricambio da braccetto. Ma ha un solo anno di contratto rimanente. In bilico Hermoso, che per via dell’alto ingaggio non si muoverà nell’immediato: c’è stato un sondaggio del Valencia, ma gli spagnoli hanno difficoltà economiche e quindi potrà essere studiato più da vicino. Un volto nuovo – e si sta lavorando affinché non sia l’unico – sarà invece quello di Zelezny: il polacco ha firmato per quattro anni (con opzione per un quinto) e sarà il terzo portiere. Gli allenamenti estivi saranno inoltre un’occasione per mettersi in mostra per i tanti giovani pronti a fare il salto dalla Primavera alla prima squadra (Romano, Mannini etc).

Chi non sarà presente in ritiro è Saelemaekers, che ha salutato i giallorossi con un post su Instagram: «Mai avrei immaginato di vivere così tante emozioni. Abbiamo sognato insieme. Voglio ringraziare i miei compagni, la società … e soprattutto voi tifosi per l’affetto, il calore e il supporto che mi avete regalato. Grazie Roma. È stata un’esperienza incredibile, indimenticabile». Da quando si è insediato a Trigoria Massara non ha avuto alcun contatto per una sua permanenza, cosa che era invece un obiettivo di Ghisolfi. Ma l’ex ds ha mosso male le sue pedine e un rapporto incrinato con il procuratore non ha aiutato a cercare di strapparlo al Milan.

Con Wesley c’è Ortiz: doppia trattativa tra Roma e Flamengo

La Roma torna a guardare in Brasile, come ai vecchi tempi. Con un doppio obiettivo che porta dritto a Rio de Janeiro, sponda Flamengo. Il nome più caldo è quello di Wesley, esterno classe 2003 che Gasperini ha indicato come rinforzo ideale per la fascia destra. […] Il calciatore ha già dato il suo ok di massima all’offerta giallorossa e adesso la trattativa entra nel vivo: i dialoghi tra la Roma e il Flamengo sono ripartiti con decisione, anche grazie alla regia di Massara, che sta provando a costruire un’operazione sostenibile sul piano economico, anche con l’aiuto dell’Everton. Ma quello di Wesley non e l’unico nome in ballo dal Sudamerica. Nelle ultime ore è spuntato anche Leo Ortiz, difensore centrale del Flamengo, classe 1996, passaporto italiano e una carriera tutta brasiliana. […] Prima, però, vanno sistemate fasce e l’attacco, soprattutto dopo la doppia cessione di Abraham e Shomurodov. Ma la Roma osserva. Anche le mosse della Juventus. […] Nel mirino di entrambi i club c’è pure Jhon Lucumi – che piace anche all’Aston Villa – e obiettivo per la difesa. Il Bologna continua a non ricevere segnali di società pronti a mettere sul piatto
i 28 milioni di euro cash presenti nella clausola. L’attesa di tutti è per il 10 luglio, quando scadrà l’opzione unilaterale per liberare il colombiano. […]

(la Repubblica)

Rizzitelli: “Roma, ora 3 colpi. Scamacca, Wesley, Ederson e si vola”

CORSERA – Ruggiero Rizzitelli, ex giocatore della Roma e oggi opinionista, ha rilasciato un’intervista al quotidiano e si è soffermato su diversi temi relativi alla prossima stagione della Roma.

C’è entusiasmo per l’arrivo di Gasperini. Cosa pensa del nuovo tecnico?
«Gasperini va benissimo, la scelta dell’allenatore è perfetta e va bene anche che sia rimasto Ranieri. Massara è una garanzia, conosce bene la piazza e mi rassicura. Ma serve di più. Serve una squadra. E finché il mercato è bloccato, finché non si muove una foglia, io posso anche essere tranquillo, però fino a un certo punto. Perché Gasperini, come tutti gli allenatori, ha bisogno dei suoi uomini. Di calciatori adatti alla sua idea di gioco. Se non glieli dai, come fa a lavorare?»

Il 13 c’è il raduno. Si aspetta qualche volto nuovo?
«Spero di sì. Si parla di Wesley, ottimo giocatore, come esterno destro: «Magari ce casca!» Anche Pubill dell’Almeria può essere interessante, ma io preferisco il brasiliano. Se poi non arriva perché costa troppo, pazienza, si farà altro. Però non può finire lì: serve un centrocampista».

Suggerimenti?
«Ederson dell’Atalanta lo andrei a prendere a piedi. Ha quantità e qualità. E se Gasperini ci mette una buona parola…lo vado a prendere io, di corsa».

Da ex bomber, cosa pensa di Dovbyk?
«Non si può criticare per i gol, quelli li ha fatti. Il problema è che in tante partite mi sembrava assente, senza cattiveria, poco partecipe. Un attaccante alla Roma deve trascinare, non restare ai margini. Gli darei un’altra possibilità, certo, ma serve qualcuno che possa alternarsi con lui».

Ha una preferenza?
«Prenderei Scamacca. È maturato, è romano, conosce l’ambiente e tornerebbe di corsa, potrebbe essere l’anno della consacrazione».

Con Ranieri, Massara e Gasperini, sembra che i Friedkin abbiano imboccato la strada giusta.
«Finalmente. Hanno messo da parte questo maledetto algoritmo e sono tornati all’esperienza vera. L’algoritmo non fa gol, non salva le partite. Ci vogliono le persone che conoscono calcio e sanno leggere i momenti. Basta con i numeri, servono occhi e cuore».

Dybala resta un punto interrogativo?
«Quando sta bene, è uno dei più forti. Ma Gasperini chiede tanto, fisicamente. Vedremo già dai primi giorni di ritiro se riuscirà a reggere i ritmi. Magari può di-ventare un’arma dalla panchina, uno che ti cambia la partita negli ultimi trenta minuti. Però deve star bene davvero, non a metà».

Pellegrini ha vissuto un’annata complicata.
«Mi è dispiaciuto tanto. Secondo me non era una questione fisica, ma mentale. A un certo punto è sembrato rassegnato, e un capitano non può mollare. Mai. Io lo voglio vedere più cattivo, più dentro la squadra, più leader. Non può permettersi di sembrare spento»

Nonostante tutto, 40 mila abbonati. La gente c’è sempre.
«È uno spettacolo. I tifosi della Roma non tradiscono mai. La vittoria più sicura per questa squadra è proprio quella: il pubblico. Il resto, purtroppo, è ancora un punto interrogativo. Ma se si lavora bene, se si fa una squadra vera, questa può diventare una stagione speciale».