Calciomercato Roma: per la difesa piace Cresswell del Tolosa

Frederic Massara continua a scandagliare il mercato francese. Come scrive il quotidiano, infatti, la Roma per la difesa non starebbe valutando solamente i profili di Jhon Lucumí del Bologna e Kostantisnos Mavropanos del West Ham per la difesa. L’ultimo nome sul taccuino del ds, infatti, è quello di Charlie Cresswell classe 2002 del Tolosa.

(Il Messaggero)

X, la Roma Femminile celebra l’Italia per la qualificazione ai quarti di EURO 2025: “Complimenti, ragazze!”

L’Italia Femminile conquista un posto ai quarti di finale del Campionato Europeo Femminile 2025. Un traguardo importante celebrato anche dalla Roma Femminile, che attraverso un post sul proprio profilo social ha voluto fare i complimenti alle Azzurre.
“L’Italia si qualifica ai quarti di finale di #WEURO2025. Complimenti, ragazze!”, si legge nel post del club. Un successo a cui hanno contribuito anche le giocatrici giallorosse presenti nel gruppo della Nazionale, che continuano a essere una parte fondamentale per la selezione italiana.

 

Roma-Lazio è già derby

Mile Svilar è ora la certezza numero uno in casa Roma. Il portiere, premiato come miglior della Serie A lo scorso anno, ha ufficializzato il suo rinnovo fino al 2030, con un ingaggio che quadruplica (…). “Orgoglio, ambizione, amore”, ha scritto Svilar sui social, celebrando l’accordo che lo rende il portiere più pagato nella storia giallorossa, con 16 clean sheet (11 nel 2025, un record nei big 5 campionati europei) che lo proiettano tra i più forti di sempre.
La sua solidità tra i pali si contrappone, tra i biancocelesti, alla figura di Mattia Zaccagni, che nella Lazio di Sarri riprenderà il ruolo di ala sinistra puntando a rilanciarsi e a riconquistare la Nazionale. (…)

Matías Soulé, nonostante il suo talento e lo splendido finale di stagione, rappresenta una “scommessa” per Gasperini. Il problema principale è capire il suo posizionamento tattico nel nuovo modulo. Se con Ranieri brillava da ‘quinto’ o attaccante esterno, con il nuovo tecnico, che predilige fasce libere per le sovrapposizioni, Soulé dovrà adattarsi a un ruolo più interno, da trequartista o sottopunta. Un cambiamento significativo che lo chiamerà a modulare il suo repertorio di giocate.
Dall’altra parte del Tevere, Fisayo Dele-Bashiru è la scommessa interna di Sarri per il centrocampo, e dovrà calarsi nelle funzioni di mezzala, sia in costruzione che in copertura. (…).

Artem Dovbyk, nonostante 17 gol stagionali nel suo primo anno in Italia, non ha pienamente convinto il club (…), e la Roma continua a cercare rinforzi in attacco. Gian Piero Gasperini, in particolare, lo considera troppo statico e poco ‘cattivo’ agonisticamente. L’ucraino dovrà cambiare passo e dimostrare che l’investimento di 38,5 milioni di euro è stato ben riposto, provando a diventare una macchina da gol sotto la guida di un tecnico che ha fatto esplodere attaccanti come Milito, Zapata e Retegui.
Dalla parte biancoceleste Nuno Tavares, che Sarri considera l’unica incognita della difesa e dovrà diventare più attento in copertura, bilanciando le sue incursioni con i principi difensivi. (…)

Manu Koné è considerato una delle certezze giallorosse, al pari di Svilar. Un meraviglioso jolly, con Gasperini potrà ricoprire diversi ruoli a centrocampo: dal mediano di posizione all’incursore aggressivo. L’impressione è che possa essere l'”Ederson” della Roma (…), con ampi margini di miglioramento, soprattutto nel rapporto con il gol. Koné sembra destinato a prendere per mano il centrocampo giallorosso.
Tra i jolly in casa Lazio c’è Pedro, che, nonostante i 38 anni, ha rinnovato per la sua quinta stagione in biancoceleste e punterà ancora a essere decisivo nel tridente di Sarri. (…)

(gasport)

Il 25 a luglio a Trigoria la visita del ct Gattuso. Sotto osservazione Mancini e Cristante

Gennaro Gattuso, il nuovo CT della Nazionale, farà tappa a Trigoria il prossimo 25 luglio, nell’ambito del suo giro tra i ritiri dei club di Serie A. La sua visita al centro sportivo giallorosso avrà un duplice obiettivo: osservare da vicino i calciatori della Roma in vista della costruzione della squadra per i Mondiali 2026 e confrontarsi con il nuovo tecnico Gian Piero Gasperini, approfondendo il lavoro svolto nei primi giorni di preparazione.
Sotto la lente d’ingrandimento del CT ci saranno elementi d’esperienza come Gianluca Mancini e Bryan Cristante, ma anche giovani quali Pisilli e Baldanzi. Assente dalla prima lista di convocati di Gattuso sarà Lorenzo Pellegrini, ancora impegnato nel recupero fisico post-infortunio. Questa tappa a Roma è cruciale per Gattuso, che proseguirà il suo tour visitando anche i centri sportivi di Milan e Inter, in vista delle scelte decisive per l’esordio della nuova Italia.

(corsera)

In attesa di Rios e Wesley la banda Gasp riparte da Dybala e Pellegrini

L’era Gasperini alla Roma prenderà ufficialmente il via domani a Trigoria. Il gruppo al completo è atteso al Fulvio Bernardini, e una prima certezza emerge: in attesa dei nuovi volti sul mercato – con Wesley e Rios tra i nomi più caldi e Ferguson come possibile idea in prestito – saranno i ‘senatori’ Dybala e Pellegrini a fare da punti di riferimento iniziali.
Se Paulo Dybala, rientrato da giorni, sarà subito a disposizione per le prime sedute, la situazione è diversa per il capitano Lorenzo Pellegrini. Quest’ultimo, reduce da un intervento chirurgico alla coscia destra (…), sta svolgendo la riabilitazione con un programma personalizzato. Il suo rientro in campo è previsto per settembre, dopo la prima sosta del campionato. Intanto, si presenterà regolarmente al raduno.

Attorno a Pellegrini, però, aleggia anche la questione contrattuale: l’accordo firmato nel 2021 scadrà nel 2026 e il suo importante ingaggio rende complicata un’eventuale cessione. Non ci sono trattative in corso per un rinnovo, e l’inizio della prossima stagione sarà cruciale per definire il suo futuro. Gasperini lo immagina come trequartista al fianco di Dybala e Soulé, e il numero 7 è chiamato a una stagione da protagonista per meritarsi la conferma sul campo.

Intanto, alcuni giocatori hanno già lanciato segnali importanti. Rensch è a Trigoria da giorni, impegnato in un lavoro individuale. Pisilli e Baldanzi, freschi reduci dall’Europeo Under 21, hanno scelto di rinunciare a parte delle vacanze per essere presenti fin dal primo giorno di ritiro. La giornata di ieri è stata inoltre scandita dall’ufficialità del rinnovo di Mile Svilar fino al 2030. ‘Orgoglio, Ambizione, Amore. Roma è casa nostra’, ha scritto il portiere sui social (…).

(corsera)

Una Roma in scadenza. La certezza è Svilar

La Roma ha blindato il suo portiere: Mile Svilar ha firmato il rinnovo contrattuale fino al 30 giugno 2030, quadruplicando il suo ingaggio (…). Un accordo raggiunto grazie all’intercessione di Claudio Ranieri e al pragmatismo del nuovo direttore sportivo Frederic Massara, che ha superato le incertezze precedenti (…). “Sono orgoglioso e contentissimo”, ha commentato Svilar, (…) presentandosi come il volto ideale della nuova Roma, orientata verso un gruppo di giovani talenti (20-25 anni), pieni di energia e ambizioni.

L’altra Roma, quella dei “senatori”, si appresta invece a un progressivo ridimensionamento. Calciatori come Pellegrini (scadenza 2026), Dybala (2026), El Shaarawy (2026), Celik (2026), Cristante (2027), Mancini (2027) ed Hermoso (2027) pesano per quasi 20 milioni sul monte ingaggi. Con la Joya (6 milioni) e il capitano (4 milioni) ai vertici per stipendio, molti di loro potrebbero concludere la loro esperienza nella Capitale alla scadenza del contratto.
L’unico tra questi che potrebbe ottenere un prolungamento è Gianluca Mancini. Già allenato da Gasperini all’Atalanta, è destinato a essere un punto di riferimento in difesa anche nella prossima stagione. (…)

Per quanto riguarda Paulo Dybala, che lo scorso anno era stato vicino a un trasferimento all’Al-Qadsiah (…), ha ottenuto il rinnovo automatico raggiungendo il 50% delle presenze stagionali. Tuttavia, una lesione al tendine a fine marzo lo ha costretto all’intervento (…). Ieri si è sottoposto a controlli incoraggianti e domenica incontrerà Gasperini, iniziando poi un percorso di allenamento differenziato per essere pronto a inizio campionato. La sua assenza non è stata rimpianta da Matias Soulé (22 anni), lanciato da Ranieri (…).

Soulé, come Svilar, rappresenta il nuovo ciclo che prenderà il via con la prossima stagione, previsto per durare almeno cinque anni. L’obiettivo è completare il “restyling” entro il mercato estivo del 2027, quando i “senatori” avranno terminato il loro percorso e la Roma sarà finalmente libera dalle restrizioni del Settlement Agreement, potendo operare con maggiore autonomia sul mercato.

Con quasi 20 milioni in meno sul monte salari, il margine di manovra sarà più ampio. Sarà cruciale evitare errori strategici e non pagare cifre esorbitanti per acquisti che potrebbero rivelarsi dei flop. Per questo, i Friedkin hanno deciso di investire significativamente nello staff dirigenziale (…).

La “vecchia Roma”, composta da elementi che hanno segnato la storia recente del club, sarà progressivamente smantellata nei prossimi due anni. (…) La qualificazione in Champions, se ottenuta, aumenterà ulteriormente la disponibilità economica, permettendo di costruire il nuovo ciclo su basi più solide e con ambizioni crescenti, replicando le strategie di successo già viste all’Atalanta.

(Messaggero)

Cura Gasp per Dovbyk. L’ucraino indosserà la numero 9

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Tra i tanti compiti che dovrà eseguire Gasperini nella sua nuova esperienza alla Roma c’è sicuramente quello di riuscire a riportare Dovbyk ai livelli del Girona. 25 gol in stagione (2857 minuti) e titolo di capocannoniere della Liga il biglietto da visita con cui si era presentato in Italia, dove è riuscito a segnare 17 reti nella sua prima annata (3195 minuti). L’attaccante ucraino ha però tutta l’intenzione di migliorare le proprie statistiche – sono stati 6 i gol decisivi e 10 quelli dell’1-0 – e di sfruttare l’effetto positivo che il tecnico piemontese ha sempre avuto sugli attaccanti.

Nel percorso di ricerca della giusta vena realizzativa c’è anche da segnalare un cambiamento, che può avere un piccolo impatto motivazionale. Un tema su cui Ranieri ha spesso cercato di pungolarlo. Dovbyk ha infatti deciso di abbandonare la maglia numero 11, potendo ora indossare la 9. La casacca da «bomber» l’aveva già assaporata nell’estate 2024, quando Ghisolfi e Souloukou gliel’avevano regalata prima della firma per coccolarlo in tutti i modi e strapparlo alla concorrenza dell’Atletico Madrid.

Lo scorso anno però il «vero» 9 era Abraham, che non era ancora partito in direzione Milano. Dopo una stagione di «purgatorio» e l’addio dell’inglese, quel numero, che già aveva avuto in Spagna, torna sulle sue spalle. Non sarà di certo il 9 o l’11 a far cambiare il rendimento di Dovbyk, che in questo periodo di vacanza si è anche preso particolarmente cura del suo fisico, cercando di risolvere una volta per tutte i problemi al ginocchio che lo hanno limitato negli scorsi mesi. Ma anche le piccole cose possono avere la loro incidenza.

Gasperini dal canto suo è pronto a stimolarlo immediatamente, cercando di coinvolgerlo nel nuovo progetto tattico, mettendolo alla prova sin dai primi giorni di ritiro. Che è ormai alle porte. Domani in mattinata è infatti previsto il raduno della squadra, con l’allenatore e lo staff che conosceranno i giocatori. Dopo le presentazioni di rito prenderanno il via le visite mediche di idoneità e i vari test fisici ed atletici sotto gli occhi attenti dei preparatori Borelli, Boccolini, Catalano e Spignoli.

Che hanno stilato tutto il programma di lavoro della preparazione, che prevede un’alternanza tra doppie sedute e singole sessioni di lavoro. E nella prima settimana nessun giorno di riposo. Una buona notizia per Gasp è arrivata da Rensch, Baldanzi e Pisilli, che, nonostante la partecipazione all’Europeo Under 21, hanno deciso di tagliarsi le vacanze e mettersi subito a disposizione. Anche tra i calciatori la curiosità per il nuovo corso è tanta e tutti vogliono arrivare in forma smagliante alla prima di campionato.

Roma, rientra l’allarme. Svilar firma il rinnovo: “Insieme fino al 2030”

Ora è ufficiale: Mile Svilar ha prolungato il suo contratto con la Roma fino al 30 giugno 2030. Un accordo che prevede un ingaggio significativo, circa 4 milioni di euro netti a stagione, e che rappresenta un chiaro segnale sulla centralità del portiere belga nel progetto a lungo termine del club. La firma è arrivata venerdì, due giorni prima dell’inizio del raduno a Trigoria della nuova Roma di Gian Piero Gasperini, garantendo al tecnico la certezza di avere a disposizione uno dei portieri più promettenti della Serie A.

“Orgoglio, Ambizione, Amore. Grazie alla società per la fiducia e a tutti voi romanisti per il supporto incondizionato. Roma è casa nostra. Forza Roma Sempre”, il messaggio entusiasta condiviso dal portiere sui suoi canali social, accompagnato da foto con la sua famiglia.
Il rinnovo di Svilar chiude una delle trattative più complesse e delicate dell’estate romanista. Mesi di tensioni sotterranee, momenti di stallo e contatti con altri club, in particolare dall’estero come l’Arsenal, avevano fatto temere una rottura. Anche il Galatasaray aveva sondato il terreno, mettendo sul piatto un’offerta cospicua che, tuttavia, non è mai stata presa seriamente in considerazione dal giocatore.

Le difficoltà iniziali nella gestione della trattativa, attribuite all’ex DS Florent Ghisolfi che aveva presentato proposte ritenute inadeguate, avevano portato a un blocco dei contatti e alla concreta possibilità di una cessione entro il 30 giugno, per far fronte alle esigenze di bilancio del club.

La svolta è arrivata con l’intervento diretto di Claudio Ranieri a fine campionato. Nel suo nuovo ruolo di senior advisor, Ranieri ha parlato più volte con il giocatore, ristabilendo un rapporto di fiducia e riportando la discussione su un piano più tecnico e umano. A quel punto, Frederic Massara, il nuovo direttore sportivo, ha riaperto la trattativa con una proposta economica ritenuta finalmente all’altezza. Il resto è storia di questi giorni: l’arrivo di Svilar a Roma, il vertice a Trigoria, l’accordo raggiunto e la firma fino al 2030, con la Roma che blinda così uno dei suoi pilastri. (…)

(Repubblica)

Una corsa come firma

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Per la solitudine e per la teatralità, il portiere era il ruolo preferito di Pier Paolo Pasolini. È insieme fuori e dentro al gioco, ha il privilegio di toccare il pallone con le mani in uno sport che si definisce perché si gioca con i piedi. Ha una maglia diversa dai suoi compagni. È un a parte del discorso del calcio, un unicum, letteralmente un numero uno. Il primo.

Il primo portiere della storia della Roma non è stato Guido Masetti, ma Giuseppe Rapetti, poi Bruno Ballante il portiere del primo (cosiddetto) derby della storia: 8 dicembre 1929, Volk 1-0 per sempre. Guido Masetti in questa storia è più o meno tutto: una vita alla Roma, quando arrivò da Verona lo portarono sopra a San Pietro da dove vide il mare, lì si promise che doveva fare qualcosa di eccezionale per questa città. Vinse lo Scudetto da Capitano dopo che nemmeno un anno prima era stato messo ai margini e aveva scelto di giocare non in A, ma a Colleferro solo per restare  vicino a Roma. Bernardini lo richiamò. In quel primo campionato tricolore parò a Venezia un rigore mentre sulla linea di porta, prima del tiro, dialogava in maniera immaginaria con la figlia che stava per nascere. L’8 maggio 1983 era a Genova, quando alle 17.45 di quel giorno la Roma tornava campione 41 anni dopo di lui.

Poi c’è Luigi Albani detto “Palletta” che rimbalzò dalla B alla A nel giorno della promozione a Verona parando tutto. Il pur vigile Panetti, il Ragno Nero Fabio Cudicini campione d’Europa con la Coppa delle Fiere e, malgrado tanto Milan, con la Roma dentro al cuore. Alberto Ginulfi da San Lorenzo, romano e romanista immenso che parò il rigore a Pelé, il baffone Paolo Conti che io me lo ricordo per le papere, ma che prima di lasciare il posto a Franco Tancredi era forte. Tancredi poi per me è il portiere della Roma. Punto. Ha parato tutto, anche se quella notte non è riuscito nemmeno a sfiorare un sogno che avevamo lì tra le sue, le nostre mani. Giovanni Cervone uno (1) che è andato a prendersi il pallone sotto la vetrata della Nord in un (cosiddetto) derby e che ha preso per il bavero Boksic. Julio Sergio che piange appoggiato al palo ma non lascia la Roma a Brescia (daje Julio Sergio super papà).

Doni che a Lione prese pure le stelle della Gerland, Francesco Antonioli che quasi in silenzio ha vinto il terzo scudetto (guardatevi le partite con Vicenza, Bologna e Atalanta) e mille altri. Mile. Svilar è un grande rinnovo per una Roma del futuro che ha dietro tutto questo passato, quella lunga corsa dalla curva Nord alla Curva Sud col Feyenoord è stata la sua firma. La sua corsa verso la folla in cui la solitudine del portiere è diventata moltitudine.  È un numero uno che è diventato migliaia, Mile. Forse per questo porta il 99, l’ultimo numero possibile. Almeno fino al 2030. E oltre.

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Mister Gasperini e il vino: “Porterò il mio Freisa in Champions League”

“Porteremo il Freisa in Champions League”. Gian Piero Gasperini, il nuovo allenatore della Roma, dopo nove stagioni d’oro all’Atalanta, si rivela anche un appassionato viticoltore con idee chiare. Gasperini ha infatti acquistato Cascina Gilli, una tenuta nelle campagne di Asti, dove suo figlio Davide guida la cantina. Il Freisa, un vino legato alla sua giovinezza, è al centro del suo progetto enologico, che intende sostenere e far crescere con la stessa dedizione riservata al calcio.

Per Gasperini, Cascina Gilli è più di un semplice hobby; è una vera e propria passione. Appena conclusa la sua prima conferenza stampa a Trigoria, il tecnico è corso in Piemonte per dedicarsi alla potatura degli alberi. È convinto che un “uomo di sport, abituato a lavorare all’aria aperta, apprezza ancora di più la vita in campagna”, e la cura delle vigne lo rilassa profondamente.

Ora, il legame con la terra si concretizza anche in bottiglie destinate al mercato, la più emblematica delle quali è il Freisa 3-4-3, un nome che omaggia il suo celebre modulo di gioco. Di questo vino aveva parlato per la prima volta in un’occasione benefica (…), e lo descrive come un omaggio alla sua carriera calcistica. “Quando sono arrivato l’Atalanta non era nei quartieri alti del calcio e mi auguro che questo vino, con potenzialità notevoli che stanno venendo fuori, ora possa raggiungere i traguardi che ha raggiunto la squadra”, ha raccontato, tracciando un parallelo tra la crescita del suo vino e quella delle sue squadre.

(…) La cantina, nonostante una produzione significativa, ha permesso finora a Gasperini di coltivare questa sua passione nell’ombra: “Vuole che il vino venga venduto per la sua qualità e non per il suo nome” ha detto il figlio Davide, che gestisce il tutto.

(corsera)