Daniele De Rossi, allenatore del Genoa, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del delicatissimo scontro salvezza contro il Pisa e tra i vari temi trattati si è soffermato anche sul mercato. Nelle ultime ore si è parlato di un possibile trasferimento di Artem Dovbyk al Grifone e DDR ha voluto commentare queste voci: “Come si fa a non farsi distrarre dal mercato? Bisogna essere fortunati ad avere un gruppo serio. E’ difficile ma basta dirsi la verità. Penso che sia una squadra costruita bene, ci sarà da puntellare qualcosa. Vedo che cambiano giocatori all’Inter, alla Juve o al Napoli quindi è destino di tutti cambiare. E’ un dovere verso l’allenatore, ma è un dovere del giocatore fino a che sta qua dare sempre il 100%. I rumors li controllate voi, non io. Escono nomi all’impazzata, spesso vengono fatti accostamenti con amici, a volte reali ma a volte sono fantasiosi. Parlo di mercato con il ds il 10% del tempo che passo in ufficio a preparare la partita”.
Come ha reagito la squadra dopo la sconfitta contro la Roma?
“Ha reagito con lo stesso dispiacere che avevo io dopo la partita. Erano consapevoli di aver fatto qualcosina in meno rispetto al solito. Il giocare male e vincere sarebbe importante domani ma attraverso gli atteggiamenti delle ultime partite faremo risultati”.
Il mancato rigore sul contatto Svilar-Ostigard?
“Intanto non è un errore dell’arbitro. Io dalla panchina ho visto solo un parapiglia. L’arbitro magari era posizionato meglio di me ma era una cosa difficile da vedere. Quindici anni fa avrei detto che se ci fosse stata la tecnologia certi errori verrebbero cancellati. Il VAR è uno strumento che dovrebbe difendere noi e gli avversari ma ogni tanto non ci difende. Può succedere. A bocce ferme la spiegazione un po’ mi disturba, sentirmi dare spiegazioni fantasiose sull’angolo di quanto fosse piegato il braccio o quanto fosse piegata la mano… Penso che la Roma avrebbe vinto comunque. L’arbitro, a parte quell’episodio, ha fatto una bella partita. Forse avrebbe cambiato qualcosina, ma facciamo finta che non sarebbe cambiato nulla”.