Harakiri Roma

IL TEMPO (L. PES) – Così fa male. La Roma cade al San Mames di Bilbao e saluta l’Europa League agli ottavi di finale come non accadeva da cinque anni. […] I baschi ribaltano il 2-1 dell’Olimpico vincendo 3-1 in una serata piena di amarezza per la squadra di Ranieri. L’episodio che cambia la storia della partita e del doppio confronto arriva dopo appena undici minuti. Hummels sbaglia un passaggio da ultimo uomo a metà campo e lascia campo aperto a Sannadi, poi lo stende. Turpin non ha dubbi: rosso diretto per il tedesco. […] Ottanta minuti sono un’enormità da affrontare in inferiorità numerica nella bolgia dei cinquantamila del San Mames. Ranieri sceglie di non cambiare nulla passando a quattro e lasciando Baldanzi e Dybala alle spalle di un impalpabile Dovbyk. La Roma resiste grazie a Svilar e al palo che tiene in vita la squadra. Ma a trenta secondi dall’intervallo arriva la batosta che fa capire come andrà a finire la serata. […] Resistenza ad oltranza con un Svilar in serata di grazia ma al 68′ ecco il 2-0 di Berchiche. La Roma crolla e Nico Williams cala il tris. A poco serve il rigore realizzato da Paredes. Il 3-1 finale manda Valverde ai quarti e spedisce Sir Claudio a casa con tanti rimpianti. Dopo i disastri difensivi a San Siro, Hummels manca un altro appuntamento di alto livello e cruciale per la stagione con un atteggiamento sin troppo spavaldo. A fine anno, probabilmente, sarà addio.

Errore e cartellino rosso: Hummels tradisce la Roma e a Bilbao è sconfitta

Decimo minuto, Hummels si guarda intorno. Può scaricarla a Svilar, lanciare lungo, oppure, può avanzare palla al piede. Il tedesco, però, sceglie di passarla lateralmente. Questo è l’errore che chiude la partita, anche se mancano 80 minuti. Sannadi è più vicino di Mancini e intercetta il passaggio. Hummels entra in scivolata e prende palla e gamba. Tanti dubbi, ma, non per Turpin che estrae il rosso. […] Gli uomini di Ranieri combattono con coraggio, ma, prima la doppietta di Nico Williams e poi il gol di Berchiche spengono le speranze della Roma. L’Athletic vince 3-1 e vola ai quarti di finale. Dopo cinque anni, i giallorossi escono agli ottavi di finale. A tradire la squadra capitolina è il centrale con ben 15 trofei in carriera, proprio l’ultimo da cui aspettarsi una cosa del genere. Un errore imperdonabile, che potrebbe mettere fine all’avventura romana dell’ex Borussia Dortmund. […] Dopo i problemi con Juric, Ranieri lo aveva rimesso al centro del progetto. Ieri la sua testa sarebbe dovuta essere a Bilbao, invece, era già in Germania dove tornerà il prossimo anno.

(La Repubblica)

Roma in dieci dall’inizio: cade a Bilbao e va fuori

La Roma dice addio all’Europa League. Sconfitta per 3-1 contro l’Athletic, dopo il 2-1 dell’andata che diventa una pessima notizia anche per il ranking UEFA. Partita impreziosita dalle magie di Nico Williams e condizionata dall’espulsione di Hummels, che sgambetta Sannadi a centrocampo. […] Il migliore della Roma, Mile Svilar che fa grandissime parate in serie. Il rimpianto è sicuramente l’1-0 subito all’ultimo minuto di recupero del primo tempo, mentre, dal gol di Berchiche, la qualificazione non è più stata in dubbio, nonostante il rigore di Paredes. […]

(La Repubblica)

Roma: la follia di Hummels fa dei danni

Il tradimento sportivo di Hummels e l’inconsistenza di Dovbyk affondano la Roma. Il difensore tedesco si fa espellere dopo soli 11 minuti. […] La decisione di Turpin è severa, ma, giusta. Salta così il piano partita di Ranieri, che aveva replicato con solo due cambi di formazione rispetto all’andata: Hummels e Paredes. […] La Roma gestisce in sofferenza l’inferiorità numerica, ma, crolla all’ultimo assalto del primo tempo, andare nello spogliatoio sullo 0-0 avrebbe fatto tutta la differenza del mondo. La ripresa è un assedio e i giallorossi, salvati da Svilar, capitolano ancora una volta da corner. Poi, Nico Williams cala il tris e non serve a nulla il rigore battuto da Paredes nel finale. […]

(corsera)

Roma, solo rabbia

Tradita dall’uomo di maggiore esperienza, la Roma saluta l’Europa League. La sconfitta per 3-1, che porta la firma di Nico Williams è ineccepibile ma indirizzata dal grave errore iniziale di Hummels. Il tedesco, dopo soli 11 minuti, si fa cacciare da Turpin. […] A questi livelli giocare con un uomo in meno fa tutta la differenza del mondo. […] Ora la cosa importante sarà non mollare in campionato. […] La partita che Ranieri prepara è di sofferenza e di ripartenza, ma, svanisce sulla follia di Hummels. Un errore del genere non è comprensibile. Mats prova a recuperare ma commette fallo. L’espulsione da subito appare molto severa. Un’espulsione pignola che cambia inevitabilmente la partita. […]

Ranieri tenta di non perdere la testa e si posiziona a quattro sacrificando Baldanzi. Angelino e Rensch soffrono terribilmente i fratelli Williams. […] Dopo il 2-0 la Roma non ne ha più e l’Athletic cala il tris. Il rigore in pieno recupero trasformato da Paredes riapre la partita, ma, il tempo finisce. I baschi volano ai quarti e purtroppo il pari alla fine è solo sugli spalti.

(Il Messaggero)

Sei arresti: quattro tifosi sono romanisti

È stato un pomeriggio molto teso a Bilbao. Il bilancio totale è di 6 arresti: quattro tifosi della Roma e due dell’Athletic Bilbao. Due steward, inoltre, sono rimasti lievemente feriti. Il caos è iniziato quando il corteo dei romanisti è arrivato a un’isolato di distanza dall’ingresso del settore ospiti. Un gruppo di tifosi baschi si è avvicinato al cordone lanciando petardi e oggetti. A quel punto dalla folla dei romanisti in tanti hanno provato a venire in contatto con i rivali. Da lì le cariche della polizia e i fermi.

(corsport)

Follia Hummels, Roma a casa: il tedesco espulso dopo 11′, poi Williams lancia l’Athletic

Per qualche secondo la Roma ci ha creduto. Il rigore di Paredes poteva essere un momento come all’andata, ultimo assalto d un altro gol che avrebbe portato la partita ai supplementari. I giallorossi in dieci hanno resistito un tempo, cercando di limitare i danni. Poi la squadra è crollata nella ripresa. […] Ma com’è possibile che Hummels commetta una follia del genere dopo undici minuti? Intanto la Roma è fuori dall’Europa League e chiusi i discorsi sul ranking UEFA. […]

La Roma non era inferiore all’Athletic Bilbao, però, all’11’ Hummels sotto pressione invece di appoggiare a Svilar, cerca l’appoggio laterale per l’indemoniato Sannadi che scatta nel deserto. Invece di lasciarlo andare, lo stende senza pietà. […] Ranieri aveva optato per una Roma meno fisica, ma, più agile preferendo Baldanzi a Koné e un 3-4-2-1 invece di un 3-5-2. L’Athletic si trasforma e ritrova Nico Williams che fa doppietta. […] Ora non resta che il campionato per sognare la Champions, con l’obiettivo quarto posto. […]

(gasport)

Cagliari in emergenza: si ferma anche Zappa. E Coman è in dubbio

All’esame da Claudio Ranieri con una formazione tutta da rivedere. Il Cagliari di Davide Nicola si prepara alla sfida dell’Olimpico contro la Roma, con un infermeria sempre più piena. Negli ultimi allenamenti si è fermato anche Zappa. L’esterno dovrà quindi saltare la trasferta nella Capitale. […]

Oltre a Zappa, Nicola dovrà fare a meno anche di Luvumbo, anche per lui un problema muscolare che lo terrà ai box ancora per un pò, e Coman. Il rumeno è alle prese con una distorsione alla caviglia e sta provando a recuperare almeno per la panchina. Salgono quindi le quotazioni per la conferma di Viola a supporto di Piccoli. […]

(gasport)

Bruno Conti: “Alla Roma non ho mai detto di no. Ranieri ha l’entusiasmo di un ragazzino, sa cosa significa essere romanisti”

CORSPORT – Nel giorno del suo settantesimo compleanno la storica bandiera della Roma Bruno Conti ha rilasciato una lunga intervista sull’edizione odierna del quotidiano sportivo, ripercorrendo la propria carriera e analizzando la situazione attuale della squadra giallorossa, attesa dal difficile impegno di Europa League contro l’Athletic. Queste le sue parole.

Bruno Conti, come ci si sente a settanta anni?
“Mi sento in formissima, mi sento giovane, pieno di voglia di cose da fare. Sto bene fisicamente. Sto superando una situazione delicata, sta andando tutto alla grande, quel male brutto è passato, l’ho messo alle spalle. E’ tutto sotto controllo, gli ultimi test sono andati benissimo”.

Quanto è stata importante la famiglia in questo periodo?
“La famiglia è la mia vita, ho una famiglia piena di valori, gli stessi che mi hanno trasmesso i miei genitori. Mio padre e mia madre mi hanno insegnato il rispetto per gli altri, l’umiltà, il sacrificio e io li ho trasferiti ai miei figli, i miei nipoti. Non andranno mai dispersi”.

Non hai ancora smesso di scoprire talenti, fa parte del tuo Dna.
“Superato il momento di difficoltà ho ripreso a lavorare con più entusiasmo di prima. Ho la fortuna di avere vicino persone incredibili, che da anni mi segnalano i ragazzini più promettenti e poi io vado a valutarli. Il calcio di oggi è cambiato e dobbiamo far capire cosa significa far parte della Roma. Vedere l’entusiasmo di questi giovani è una grande soddisfazione”.

Sono tanti i giovani cresciuti con te che sono arrivati in prima squadra.
“Pisilli era arrivato quando aveva nove anni, prima avevo preso Bove, Zalewski, Pellegrini. Vederli crescere e poi vederli giocare in prima squadra è una gratificazione per il mio lavoro. Per me è motivo di orgoglio lavorare per una società che ha sempre puntato nel settore giovanile, la Roma è la squadra che ha lanciato più giovani in Serie A”.

Lo scorso anno quando Mourinho ti chiese di sostituirlo in panchina hai sofferto come quando giocavi.
“José venne a trovarmi nel mio ufficio chiedendomi questa cosa. Aveva avuto quattro giornate di squalifica e in quel momento serviva una figura di spessore per stare vicino alla squadra. Io continuavo a fare terapia, non potevo viaggiare in aereo, quando giocammo a Verona raggiunsi la squadra in treno. Per me fu una grande soddisfazione, quella di essere stato coinvolto da un personaggio incredibile. Non potevo dire di no, alla Roma non ho mai detto di no, neppure quando sono tornato in panchina per salvarla dalla Serie B”.

Anche per quel ruolo di rappresentanza non dormivi la notte…
“Non ho mai dormito la notte prima delle partite, neanche in quelle occasioni. Io vivo ogni situazione da tifoso. Posso capire la soddisfazione di Claudio Ranieri, romanista come me. Mi è tornato in mente quando è andato via Spalletti e per sostituirlo da casa di Rosella Sensi lo chiamai e sfiorammo lo scudetto. Claudio sa cosa significa essere romanisti. Cosa significa quando sali sul pullman per andare allo stadio. Alla Roma da calciatori non ci siamo incrociati, da avversari sì, quando era al Catanzaro. Da allenatore dove è andato ha fatto bene”.

Te lo aspettavi questo suo ritorno trionfale?
“Ha l’entusiasmo di un ragazzino, è un pischello nella testa, è bello vedere come gestisce la squadra, le situazioni delicate. Ho toccato con mano il suo modo di lavorare. I giocatori gli vanno dietro, quando ti parla ti guarda in faccia, non ti prende in giro, questi ragazzi stanno dando di tutto e di più per Ranieri, si butterebbero nel fuoco per lui”.

Stasera la Roma gioca a Bilbao, il passaggio del turno sarebbe un bel regalo di compleanno…
“Voglio essere ottimista, la Roma ce la farà. Sappiamo che ambiente troveremo, Claudio lo sa meglio di tutti, lui la preparerà con la massima attenzione. Da tifoso romanista mi auguro che vada avanti. Anche nella gestione ha dimostrato di lavorare in vista di questo grande appuntamento, cambiando nove giocatori ad Empoli rispetto alla partita di andata contro gli spagnoli. Non posso pensare che non andiamo avanti, sarà una partita tosta, bisogna aiutarsi e dare tutto in campo”.

Che compleanno sarà rispetto al passato?
“Un bel compleanno, il regalo più grande può arrivare dalla Roma, per il momento che sta attraversando il mio amico Claudio”.

La tua carriera di calciatore si è chiusa in modo malinconico. Pochi minuti contro il Bordeaux in Coppa Uefa prima della partita di addio.
“Avrei potuto divertirmi ancora, ero sempre il primo in allenamento, stavo bene fisicamente, non andavo in campo sentendomi Bruno Conti, ma con l’umiltà di un ragazzino. Il rimpianto è solo questo. Avrei potuto chiudere da qualche altra parte, ma io che sono cresciuto nella Roma non potevo vestire un’altra maglia. Ci fu un piccolo battibecco con Bianchi, ma da mesi avevo già deciso di chiudere, avevo già organizzato con Gilberto Viti la partita di addio”.

Quanto è stato importante Liedholm nella tua carriera?
“Per me è stato tutto, quando venne alla Roma ero in prestito al Genoa. Fu una stagione balorda, rischiammo di retrocedere, non feci un grande campionato. Si diceva già che sarei andato ancora in prestito, mi voleva il Pescara. Invece Liedholm ha fatto di tutto per riportarmi a Roma e grazie a lui ho fatto la carriera che ho fatto. Mi ha insegnato tutto”.

Nel 2005 dopo l’esonero di Delneri tornasti in panchina per salvare la Roma dalla B.
“Quella squadra aveva grandi giocatori, ma incappò in una stagione maledetta. Quando la presi arrivarono diverse sconfitte una dietro l’altra, Totti era stato squalificato per quattro giornate. Ma ebbi grandi rapporti con tutti i giocatori. Ci salvò Cassano a Bergamo, ma altro che non dormire la notte…Mi sono venuti tanti tic, più di quelli che avevo solitamente. Non potrò dimenticare le lacrime di Rosella Sensi, ma quell’anno arrivammo anche a giocare la finale di Coppa Italia”.

Cassano non era facile da gestire…
“Aveva una stima nei miei confronti incredibile. Quando deve dire una cosa la dice a modo suo, a volte esagera. Una volta mi fece arrabbiare. Non voleva venire a San Pietro con tutta la squadra quando morì Papa Giovanni Paolo II. Lo convinsi anche quella volta”.

Dopo quella stagione incredibile hai portato Spalletti alla Roma.
“Anche con lui ho avuto un rapporto straordinario. Con l’Udinese in Coppa Italia ci fece una testa così. Alla Roma ha portato risultati, il bel gioco, quella squadra giocava un grande calcio. Lui sapeva che con me aveva una persona al suo fianco che gli risolveva i problemi. Ricordo quando Menez non voleva giocare e lo convinsi io e quando convinsi anche Pizarro. Ea rimasto a casa perché nella partita precedente era stato sostituito. Presi la macchina e andai a casa sua. Se non avessi avuto il rapporto che avevo neanche mi avrebbe aperto la porta. Riuscii a portarlo a Trigoria”.

Maradona ti voleva al Napoli.
“Ogni volta che giocavamo contro negli spogliatoi prima di scendere in campo mi sussurrava nell’orecchio di andare da lui. El Pibe mi invitò al suo matrimonio in Argentina, eravamo come fratelli, ma non potevo lasciare la Roma”.

Il calcio come riscatto sociale.
“Mio padre si spaccava la schiena al lavoro per farci mangiare. Eravamo sette fratelli, siamo cresciuti in mezzo alla strada. A mio padre all’inizio non gliene fregava niente del calcio, era mia madre che insisteva per darmi questa opportunità. Quando mio padre tornava a casa la sera mi diceva: “Ma vai a lavorare, il pallone mica ti dà da mangiare”. All’inizio è stata dura, le bocciature, anche con l’Anzio non andò bene. Quando mi prese la Roma, erano tutti felici, quando ho esordito in Serie A a mio padre gli ho dato la gioia più bella, non potrò mai dimenticarlo”.

Cosa chiedi alla vita dopo i settanta anni?
“I tempi sono cambiati, mi auguro ci sia più rispetto, il calcio deve ritrovare serenità. Anche nei campionati dei bambini si pensa solo al risultato. Oggi si vuole tutto e subito. Mi auguro che si possa cambiare, che i ragazzi possano coltivare il loro sogno divertendosi, senza mollare mai. Io ho affrontato i problemi veri, ho imparato che dalla vita bisogna prendere quello che viene”.

 

 

Koné e Cristante al centro del piano

E adesso a Ranieri non resta che scegliere la formazione. E non è poco. […] Perché Ranieri – sorridente nel walk around di ieri insieme ai giocatori – ha da considerare sia il valore degli avversari, quindi le loro caratteristiche, ma anche lo stato di forma dei suoi ragazzi. […] Saelemaekers ad esempio non è di quelli tra i più in forma: prediligere quindi il fattore qualitativo o quello atletico? […] Tra le certezze naturalmente c’è Svilar. Poi Mancini, N’Dicka, Angelino, Paredes, Dybala. […] Hummels potrebbe essere in vantaggio su Rensch – con l’olandese invece pronto a giocare largo a destra – nella difesa a tre. […]

Il centrocampo a tre è l’ipotesi più probabile per arginare le ripartenze dei baschi e frenare le incursioni dei trequartisti. Per questo motivo Ranieri ha provato negli ultimi giorni un terzetto praticamente inedito composto da Paredes in regia – fresco di rinnovo del contratto fino a giugno 2026 – con Koné a destra e Cristante a sinistra come mezz’ala. […] Il grande dilemma resta ovviamente quello in attacco. Chi ci sarà lì davanti con Dybala, Shomurodov o Dovbyk? […] In vantaggio dovrebbe essere l’uzbeko per la sua capacità di supportare la fase difensiva e di dialogare bene nello stretto con Dybala. Artem spera. […]

(corsport)