Da Mancini a Soulé, la lista dei promossi. Ma sono tanti i giocatori pronti a partire

Dalla zona retrocessione all’Europa certa. La Champions resta il sogno, ma Ranieri non abbandona la scaramanzia: «Non ci andremo. Ci proveremo con tutte le nostre forze ma credo che la Juve abbia più chance di noi», ha detto ieri ai microfoni di Radio Rai 1. (…) Tanti i giocatori valorizzati. In primis Soulé che ieri lo ha salutato quasi in lacrime. L’argentino fino a novembre era un punto interrogativo. Un solo gol con De Rossi e Juric, poi la svolta. A gennaio ha rischiato di andare via. Da febbraio a maggio ha preso la Roma sulle spalle realizzando 4 reti e 4 assist. (…) Ranieri ha creato una base solida dalla quale ripartire. Svilar, Ndicka, Koné e Angelino hanno visto crescere il proprio valore di mercato nel corso delle settimane. Il francese- arrivato per 18 mi-lioni di euro – adesso ne vale almeno 40. Senza dimenticare Dybala che tornerà per il ritiro. (…) Claudio ha regalato per una parte di campionato una se-conda giovinezza a Hummels e ha permesso a Saelemaekers di realizzare il record di gol in una singola stagione (6). Il futuro del belga è in bilico, ma il club vuole trovare un accordo con i rossone-ri. L’ultimo dei rigenerati, invece, è Cristante. (…) La Roma questa esta-te dovrà rispettare i paletti stringenti del settlement agreement e il club non può sbagliare acquisti. Sulla “lista della spesa” un attac-cante, un terzino destro e un cen-trocampista. Ma non sarà facile piazzare gli esuberi. Celik ha riacquisto un discreto valore di mercato, piace a Fulham e Besiktas. Il futuro di Le Fée è aggrappato alla promozione in Premier League: in caso di vittoria del Sunderland. (…) Da valutare anche Dovbyk che ha convinto e metà. (…)

(Il Messaggero)

Panchina Roma: i Friedkin coprono ancora le carte

La certezza è che Claudio Ranieri non sarà l’allenatore della Roma nel prossimo campionato. La logica dice che i Friedkin sveleranno il nome del prescelto dopo l’ultima partita, domenica sera a Torino contro i granata, perché in quella occasione la Roma si giocherà il «valore» della Coppa europea 2025-26. (…) La particolarità di Roma è trovare sempre un modo, anche stravagante, per sognare. È successo con Jurgen Klopp. Il Friedkin Group ha postato un video per certificare il lega-me fra la proprietà americana e la Città Eterna, nel quale so-no stati citati il Colosseo, la Lupa, l’Olimpico, (San) Pietro e il Pantheon. L’acronimo del-le prime lettere fa Klopp. Poco importa che al posto della K ci sia una C e ancora meno che Klopp da ottobre è Head of Global Soccer del gruppo Red
Bull e ha iniziato ad occuparsi anche del Paris Fc. (…) La Roma aveva approfondi-to il discorso con Cesc Fabregas, ma quando tutto sembrava fatto la proprietà del Como (i fratelli indonesiani Robert e Michael Hartono) ha rilanciato con una super offerta per il prossimo calciomercato. (…) Carlo Ancelotti allenerà il Brasile. GianPiero Gasperini, dopo aver detto che questo sarebbe stato il suo ultimo all’Atalanta, sta trattando il prolungamento con i Percassi. Francesco Farioli si è bruciato perdendo con l’Ajax il campionato olandese. (…) Da un po’ non si parla di Maurizio Sarri. Troppo logico per chi ama sorprendere?

(corsera)

Roma, rebus panchina: Ranieri vuole Gasperini, i tifosi sognano Klopp

Domenica sera Claudio Ranieri si è lasciato avvolgere dall’amore di tutti i tifosi romanisti e dal tributo per l’ultima panchina all’Olimpico. Una festa celebrata prima, durante e dopo la partita contro il Milan, fino al giro di campo con i nipoti Dorotea e Orlando. Ma il lavoro di Sir Claudio ancora non è finito. Domenica c’è il Torino nell’ultima gara di campionato che deciderà a quale competizione europea parteciperà la Roma il prossimo anno. (…) L’attenzione dei tifosi, però, ora è tutta sull’allenatore del futuro. Mesi di colloqui, sondaggi, voci e indiscrezioni troveranno una conclusione nei prossimi giorni: al termine del campionato la Roma ufficializzerà il nome. Il nome in cima alla lista dei desideri del senior advisor Ranieri è quello di Gian Piero Gasperini, in cui vede la sintesi migliore tra le ambizioni della piazza e i disegni economico-finanziari del club. La trattativa tra le parti va avanti da mesi, tra smentite pubbliche e fitti colloqui privati sul futuro progetto tecnico. Le richieste di Gasperini sono tante e spaziano dal mercato, alla dirigenza, fino allo stipendio. La richiesta è alta, in linea con l’ingaggio da 5 milioni (più corposi bonus) previsti dall’attuale contratto con l’Atalanta. (…) Un nome spazzi via errori, critiche e malumori attorno alla sua gestione del club. E così ha iniziato a prendere quota quello di Jurgen Klopp, ora capo globale dell’area calcio del gruppo Red Bull. Un ruolo dirigenziale di altissimo profilo con un ingaggio da 15 milioni di euro l’anno. Un profilo apparentemente inavvicinabile. Ma i tifosi sognano. (…)

(La Repubblica)

Pellegrini ha scelto. Sempre più capitano: “Roma, guarisco e torno da te”

(…) Lorenzo Pellegrini vuole restare ancora in giallorosso. Lo ha detto tramite un post pubblicato su Instagram: “Grazie a tutti per il sostegno alla squadra e a me ieri sera allo stadio Olimpico. Ora manca solo l’ultima battaglia della stagione da giocare insieme. Oggi è già un giorno in meno per tornare a giocare e lottare per i nostri colori, lavorerò forte per farmi trovare al meglio la prossima stagione”. (…) Domenica Pellegrini era in panchina con le stampelle. In un curva sud è uscito prima un “Lorenzo Pellegrini sempre al tuo fianco”, poi tre stendardi con Totti, De Rossi e lo stesso Pellegrini che abbracciano Ranieri. Quindi, ancora in Sud, “un capitano romano e romanista che alza una coppa lo sognavamo da bambini, rispetto e gratitudine per Lorenzo Pellegrini”. (…) Il contratto in scadenza nel 2026 pesa come un macigno. La Roma aveva messo in preventivo di monetizzare, visto che l’intenzione di rinnovare o estendere – almeno fino ad oggi – non c’è. Separarsi da Pellegrini, però, in questo momento, sarebbe complicato, considerando l’infortunio che lo farà rientrare a mercato chiuso. A meno di clamorosi colpi di scena Pellegrini resterà il capitano della Roma. (…)

(gasport)

L’inedita impresa di Claudio

Un monumento. Un’impresa. Un inedito. Sono le tre fotografie che consegnano ai posteri la vittoria della Roma contro il Milan, la sedicesima (su venticinque) concretizzata da quando sor Claudio Ranieri per la terza volta si è rimesso seduto sulla panchina del suo cuore. È lui, of course, il monumento. L’uomo e il tecnico che ha ridato un’anima a una squadra che le scellerate scelte societarie avevano ridotto a una barzelletta. I Friedkin dovrebbero fargli, appunto, un monumento. (…) Sintetizzando: nel girone di ritorno (e manca una partita) ha messo insieme 43 punti (23 nel girone d’andata), 6 in più dell’Inter, 8 del Napoli, ovvero le due squadre che si stanno contendendo lo scudetto. La gente romanista lo ha riconosciuto a Ranieri con un’ultima partita all‘Olimpico da brividi ed emozioni forti, con il sor Claudio emozionato fino alle lacrime. Un saluto degno di Totti e De Rossi. È servita davvero un’impresa, eccola la seconda fotografia, per riconsegnare alla Roma e ai suoi tifosi quell’Europa che da qualche anno a questa parte è stato il preferito giardino di casa per una squadra che in campionato ha sempre fatto più fatica. Ranieri c’è riuscito mettendo in campo la sua straordinaria esperienza, il suo cuore romanista, quel buon senso che lo ha sempre accompagnato nel corso della sua fantastica carriera. (…) Finiamo con l’inedito. Perché se la memoria non ci inganna, non c’è mai stata una partita come l’ultima sul campo del Torino. Ovvero: una sfida che può dare la Champions in caso di stop della Juve o la qualificazione in Europa League, pareggiandola o perdendendola il ritorno a quella Conference che è nel cuore di qualsiasi tifoso romanista. (…)

(La Repubblica)

Febbre a novanta per l’Europa

IL TEMPO (L. PES) – Novanta minuti per continuare a sognare, anche se non dipende dalla Roma. Il successo contro il Milan di domenica all’Olimpico nella notte dell’addio di Ranieri alla panchina del «suo» stadio vale ai giallorossi la possibilità di giocarsi tutto all’ultima giornata. Lazio sorpassata e Juve che resta lì, a un solo punto di distacco. I giallorossi hanno superato in maniera comunque positiva una fase di calendario che metteva sul loro cammino gli scontri diretti con Juve, Lazio, Inter, Fiorentina, Atalanta e Milan. Sono arrivate tre vittorie, due pareggi e un ko, quello di Bergamo. Ma domenica la Roma sarà ancora in gioco, aspettando buone notizie da Venezia. Al Penzo serve che la squadra di Di Francesco faccia punti fermando i bianconeri, e ovviamente i giallorossi devono vincere a Torino, anche per non correre rischi con la Lazio che contro il Lecce può tornare pericolosa. Un girone di ritorno che co-munque vada Ranieri ha «vinto» totalizzando più punti di tutti, ben 43. Una cavalcata che ha portato Mancini & Co. a ridosso dei primi quattro posti dopo un inizio da horror seguito da un autunno ancor più negativo. L’ultimo successo in campionato contro il Milan era datato ottobre 2019 e due giorni fa Ranieri è riuscito anche in questa missione. L’Olimpico è diventato un vero e proprio fortino: 11 vittorie e due pareggi nel gi-rone di ritorno e un’imbatti-bilità che dura addirittura dallo scorso 2 dicembre 2024, quando l’Atalanta s’impose 2-0. Un lavoro enorme fatto di scelte forti, lavoro individuale sulla cre-scita di alcuni calciatori e una serenità di fondo da subito nello spogliatoio. «Ora c’è l’ultimo passo» ha detto l’allenatore capitolino domenica sera ai tifosi nel salu-to finale. Il Torino, che certamente non ha più nulla da chiedere al campionato, de-ve essere battuto a tutti i costi e poi si vedrà. L’ultima volta che la Roma si è giocata la Champions League fino all’ultimo turno è stato proprio con Ranieri in panchina nel 2019, ma la situa-zione era molto più com-plessa e sarebbe servito un vero e proprio miracolo in quel caso. Stavolta l’alleato può essere l’ex Di Francesco, proprio colui che per ultimo riuscì a regalare ai giallorossi una qualificazio-ne in Champions ormai sette anni fa (chiuse terzo nella stagione 2017-18, quella della semifinale col Liverpool). La squadra tornerà ad allenarsi domani a quattro giorni dalla trasferta piemontese che farà calare il sipario su una stagione lunga e complessa. Poi l’attesa sarà tutta per l’annuncio del nuovo allenatore, tra voci e ricostruzioni che fanno sognare i tifosi e un lavoro tenuto per-fettamente segreto dalla so-cietà che ora si prepara a svelare il sostituto di Ranieri. Ieri, intanto, sono iniziati gli scavi archeologici nell’area di Pietralata con l’abbattimento di alcuni alberi.

«C’è un bosco nell’area dello stadio». Lo ammette l’agronomo del Comune

(…) L’agronomo del Conanf incaricato dal Campidoglio per la ricognizione nell’area del nuovo stadio della As Roma ha confermato la presenza di un bosco tra via dei Monti Tiburtini, via degli Arconi e via di Pietralata. Il documento di Mauro Uniformi, redatto dopo il sopralluogo del 4 aprile, descrive l’area come boschiva. Uniformi ha 60 giorni per completare la relazione, che dovrebbe arrivare entro due settimane. Difficile che confermi il suo parere iniziale. Resta da vedere se l’identificazione e la protezione della “zona boschiva” secondo la “Legge regionale – Norme in materia di gestione delle risorse forestali” e il successivo Regolamento regionale, influenzeranno il progetto del club giallorosso. (…) Nessuno conosce i dettagli del progetto, che dovrebbe essere presentato a breve in Campidoglio. Inizialmente si parlava del 21 aprile, ma la morte di Papa Francesco ha fatto slittare l’appuntamento. Il parere di Uniformi, perito di parte del Comune, è una svolta dopo mesi di polemiche tra il Campidoglio, che negava la presenza del bosco, e i comitati di quartiere, che chiedevano il suo riconoscimento. Le polemiche non accennano a placarsi: ieri è iniziato il taglio di alcuni alberi autorizzato dal dipartimento Ambiente in zone limitrofe a quelle indicate come “area boschiva” da Uniformi, aumentando la tensione nel quartiere. La Procura indaga ipotizzando che alcuni funzionari abbiano ignorato la presenza di alberi da tutelare nell’iter per il via libera al nuovo stadio. (…)

(corsera)

Scaramanzia Ranieri: «In Champions la Juve»

LEGGO (F. BALZANI) – «La Juve è destinata alla Champions, ma io resterò per il bene della Roma». Il giorno dopo il grande saluto dell’Olimpico, Claudio Ranieri ribadisce l’addio alla carriera da allenatore ma rilancia le ambizioni giallorosse. «Quando smetterò di allenare dovrò pensare a fare il bene della Roma in un altro modo, molto importante e molto difficile», ha detto il tecnico a Radio Rai. Ma difficile era anche portare la Roma a ridosso delle big. Negli ultimi 90′ di campionato Soulè e compagni sperano ancora nell’accesso in Champions ma nel frattempo hanno già strappato un pass per l’Europa che fino a un paio di mesi fa sembrava impossibile. Ora c’è solo da imboccare la scelta giusta. E se la Champions dipende dall’ex Di Francesco che col suo Venezia dovrà frenare la Juve, l’Europa League è tutta nelle mani dei giallorossi a cui basta vincere col Torino per tenere lontana la Lazio e chiudere al quinto posto. Un miracolo di Sir Claudio che nel girone di ritorno ha collezionato 43 punti, sei in più del Napoli capolista. Finale al cardiopalma quindi, ma lo è anche il toto allenatore. In città è iniziato a circolare il nome di Klopp, ma sembra davvero solo una suggestione. Nel frattempo le altre candidature cominciano a cadere: Gasperini è vicino al rinnovo con l’Atalanta, Fabregas resterà a Como, Allegri è in pole per sostituire Conte e Farioli dopo le dimissioni all’Ajax sembra destinato in Premier. Resterebbe Sarri che però non era nella lista di Ranieri. Il nome a sorpresa è dietro l’angolo, ormai è questione di giorni. Infine Pellegrini sui social ha confermato la permanenza e ringraziato i tifosi per i tanti striscioni di domenica: «Lavorerò forte per farmi trovare al meglio la prossima stagione».

IL PUNTO DEL LUNEDÌ – CARMELLINI: “Ranieri l’uomo dei miracoli” – D’UBALDO: “La rosa della Roma vale il 5°/6° posto, c’è bisogno di aria nuova a Trigoria”

La Roma vince 3-1 contro il Milan grazie alle reti di Gianluca Mancini, Leandro Paredes e Bryan Cristante e resta a -1 dal quarto posto a una giornata dal termine del campionato. “Grande Ranieri, che ha saputo risollevare una squadra che a un certo punto della stagione sembrava dovesse addirittura guardarsi le spalle – il commento di Fabio Capello su La Gazzetta dello Sport -. Non avesse perso a Bergamo, oggi la Roma avrebbe più di un piede in
Champions”. Guido D’Ubaldo analizza la rosa giallorossa sul Corriere dello Sport: “L’organico di questa stagione vale il 5°/6° posto, andare in Champions sarebbe un’impresa. Non bastano pochi ritocchi per riportare la Roma tra le grandi”. Tiziano Carmellini de Il Tempo, invece, esalta Claudio Ranieri: “L’uomo dei miracoli, che ha preso la squadra a tre punti dalla retrocessione e l’ha portata a un passo dal sogno”.


Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.


F. CAPELLO – LA GAZZETTA DELLO SPORT

[…] Gettando uno sguardo alla Champions, con la vittoria di stasera sull’Udinese la Juventus è padrona del proprio destino. È quarta con un punto di vantaggio sulla splendida Roma di Ranieri, che ha regolato un Milan ormai demotivato dopo aver perso la Coppa Italia, intristito dalla sua disastrosa classifica e ridotto in dieci dall’espulsione di Gimenez dopo 20 minuti, e due su una Lazio che stasera mi è sembrata ancora viva, certamente molto orgogliosa. Spendo volentieri ancora una parola sulla Roma: grande Ranieri, che ha saputo risollevare una squadra che a un certo punto della stagione sembrava dovesse addirittura guardarsi le spalle. Non avesse perso a Bergamo, oggi la Roma avrebbe più di un piede in Champions.


C. GATTI – CORRIERE DELLO SPORT

Tutti in piedi per l’uomo che sa lasciare al momento giusto, un momento per niente semplice quando è il momento della massima felicità, quando l’età non sarebbe un ostacolo per altri contratti milionari, per altre sfide altolocate, per altri tozzi di vita sul piedestallo della celebrità. […] Tutti in piedi per il signore dell’equilibrio e dell’armonia, dell’ironia e dell’autoironia, Roma nel cuore e l’universo all’orizzonte, e quando va male c’è sempre domani. Tutti in piedi per il format in via di estinzione, questa figura antica dell’allenatore faro, dell’allenatore guida, padre affettuoso e nonno severo, bastone e carota, carezze e schiaffoni, però nella certezza quotidiana di averlo sempre dalla propria parte. […] Tutti in piedi per un manager che sarà, un manager che verrà, un manager che farà, lasciandosi sempre dietro la malinconia di un allenatore che già domani mancherà. Tutti in piedi, romanisti e non romanisti, conservatori e progressisti, reazionari e riformisti, europeisti e sovranisti, idraulici ed elettricisti: è una notte romana di rara bellezza, è una notte che non va più dimenticata, è l’ultima notte di Claudio Ranieri all’Olimpico, tutti in piedi per un vuoto che nessuno riempirà.


G. D’UBALDO – CORRIERE DELLO SPORT

Finisce così, con una vittoria contro il Milan, la favola di Claudio all’Olimpico. Finisce con le lacrime d’amore dell’allenatore di Testaccio, capace di ridare dignità a una squadra che dopo l’esonero di De Rossi e la scelta scellerata di Juric si era smarrita. Una squadra costruita male in estate – nonostante i 120 milioni spesi – e non migliorata a gennaio, con l’arrivo di rinforzi praticamente inutili. Non è questa la strada per tornare in Champions League dopo sette anni di assenza. I Friedkin non devono sbagliare il nuovo allenatore. Non sarà facile scegliere il successore di Ranieri, ma nello stesso tempo sarà fondamentale centrare gli acquisti che garantiscano il tanto atteso salto di qualità. L’organico di questa stagione vale il 5°/6° posto, andare in Champions sarebbe un’impresa, l’ultimo regalo di Ranieri. […] Gli ultimi acquisti non hanno alzato il tasso tecnico. Reggono botta quelli della vecchia guardia. Ex azzurri che non trovano più posto in Nazionale, ma che in giallorosso hanno ancora un ruolo importante. […] C’è bisogno di aria nuova a Trigoria. Vanno via i dirigenti, anche quelli con una lunga militanza, mentre alcuni giocatori resistono nonostante diversi cambi di allenatore. Non bastano pochi ritocchi per riportare la Roma tra le grandi.


U. TRANI – CORRIERE DELLO SPORT

[…] Senza il suo miglior realizzatore stagionale (17 reti, con 12 in campionato), la Roma torna a festeggiare più di un gol dopo due mesi e mezzo in cui l’attacco ha viaggiato al minimo. L’ultima volta, prima del tris ai rossoneri, il 2 marzo contro il Como e ancora all’Olimpico. Prima di scatenarsi davanti a Maignan, ecco 9 reti in 9 partite. […] Già le (poche) reti realizzate inchiodano i giallorossi. Solo Dovbyk in doppia cifra in campionato e Dybala, fermo dalla gara interna con il Cagliari dello scorso 16 marzo, capace di firmare, come secondo miglior marcatore, appena 8 gol (6 in serie A). […] La Roma, salita al quinto posto a una giornata dal traguardo, ha il peggior attacco delle prime nove squadre della classifica con 54 reti. […] Il quinto posto è quindi legato alla solidità del reparto arretrato e alla stagione da applausi di Svilar: i giallorossi hanno preso gli stessi gol dell’Inter (35) e hanno la quarta difesa del torneo dietro al Napoli (27), all’Atalanta (34) e alla Juve (33). […] La priorità è migliorare la Roma in attacco. Quello attuale è sterile e di conseguenza non da squadra di vertice.


T. CARMELLINI – IL TEMPO

[…] Restano novanta minuti nei quali le due squadre della Capitale dovranno fare una sola cosa: vincere… e sperare negli errori degli altri. I bianconeri andranno a casa del Venezia già con un piedi in B, la Roma a far visita a Torino, mentre la Lazio ospiterà il Lecce. Tre partite sulla carta accessibili per le contendenti all’Europa che conta ma che comunque andranno giocate: eccome, perché negli ultimi novanta minuti tutto è possibile… è la storia che lo racconta. […] A Roma l’Olimpico saluta con una festa l’ultima sulla panchina giallorossa di Ranieri: l’uomo dei miracoli, che ha preso la squadra a tre punti dalla retrocessione e l’ha portata a un passo dal sogno. […]

Roma-Milan: la moviola dei quotidiani. Corretta l’espulsione di Gimenez per la gomitata sul petto di Mancini

La Roma vince 3-1 contro il Milan grazie alle reti di Gianluca Mancini, Leandro Paredes e Bryan Cristante e resta a -1 dal quarto posto a una giornata dal termine del campionato. La gara è stata caratterizzata da alcuni episodi, su tutti l’espulsione (corretta) di Santiago Gimenez per una gomitata sul petto di Mancini. Prestazione sufficiente per l’arbitro Marco Piccinini, il quale è stato giudicato positivamente anche dai quotidiani (media voto 6.16).


LA GAZZETTA DELLO SPORT – VOTO 6.5

Giusta l’espulsione di Gimenez per una gomitata in area su Mancini. […] Manca invece un giallo a Jovic per uno spintone a Mancini, che poi va a testa a testa con Pavlovic: il serbo cade a terra, ma sembra più una clamorosa scena che un colpo vero del centrale giallorosso. […]


CORRIERE DELLO SPORT – VOTO 6

Impossibile da vedere la gomitata di Gimenez su Mancini, proprio l’OFR alla quale Mazzoleni richiama l’arbitro di Forlì dimostra come il direttore di gara fosse completamente girato. Piuttosto, pochi giorni fa (e proprio in quell’area) era andata in scena un episodio simile (Beukema su Gabbia) che aveva avuto un epilogo differente. […] Ci sta la punizione del 2-1 realizzato da Paredes: Loftus-Cheek tocca sul petto Koné, non è un contatto clamoroso ma tende a fermare l’avanzata dell’avversario. […] Testa a testa fra Mancini e Pavlovic che ci mette parecchio mestiere per farla notare: nulla.


IL ROMANISTA – VOTO 6

[…] Al 19’ episodio chiave: Mancini e Gimenez sbracciano in area ancora una volta a palla lontana, l’attaccante rossonero allenta due gomitate a Mancini su petto e spalla. Var check che si prolunga ma inevitabile la chiamata di Mazzoleni a Piccinini. Nessuna esitazione: cartellino rosso diretto. L’impressione è che più che la violenza in sé sia punito il doppio gesto volontario. […] Al 17’ giallo anche per Jimenez per proteste, ma Piccinini blocca la ripartenza Roma. Errore e proteste del pubblico e dei giallorossi. […] Nel recupero, dulcis in fundo, espulso Conceiçao per ripetute proteste.