Sarri contro Gasperini: si alza la temperatura. Al derby è allarme ultrà

La curiosità di Gasperini il debuttante, la tensione di Sarri il veterano. Il derby romano ruota tutto intorno agli allenatori, i due tecnici più anziani della serie A e gli unici ad aver vinto in panchina una coppa internazionale, l’Europa League[…]. Filosofie di gioco opposte, sull’orario si ritrovano dalla stessa parte: «Questo caldo è un problema per i giocatori», sottolinea Gasperini. Pesante Sarri: «È una sconfitta del calcio e delle istituzioni, che evidentemente sono in difficoltà a mantenere l’ordine pubblico». Per evitare il solito, inaccettabile clima di guerriglia, mille agenti schierati, droni per controllare le zone a rischio e allarme per l’arrivo di ultrà stranieri e non solo.

In questo clima, gli allenatori provano a motivare i calciatori puntando su concetti eccessivi: «Se c’è una partita per cui vale la pena morire dal caldo è il derby», dice Sarri. […] Chissà se lo stress finirà per contagiare Gasperini: «Di sicuro, io e Sarri abbiamo fatto la gavetta e ora meritiamo di ritrovarci a giocare un derby così importante». Altro punto in comune, l’insoddisfazione per il mercato: Lazio bloccata dalla Covisoc, Roma dal Fair Play Finanziario e ora Gasp è costretto «a uscire dalla zona di comfort, quella legata a una rosa con certe caratteristiche». Non ha avuto il trequartista di piede destro richiesto, così è orientato a rilanciare Pellegrini: «Voglio recuperarlo, ma se è inviso a pubblico e società come posso riuscirci? lo ci proverò, ma dovremmo farlo tutti insieme altrimenti diventa un problema e allora punterò su un altro giocatore». Città in apnea: chi vince svolta, chi perde va in crisi, il pareggio non serve a nessuno ma fa respirare tutti.

(la Repubblica)

Pellegrini chiede spazio ma Gasp avverte la Roma: “Gioca solo se lo vuole il club”

La Roma arriva al derby, dopo una settimana di lavoro, con una domanda: Lorenzo Pellegrini può tornare titolare a quattro mesi dall’ultima partita? Nella conferenza stampa della vigilia, Gasperini mette il tema sul tavolo e fissa una cornice politica prima che tattica. L’allenatore della Ro ma si dice pronto a rilanciare l’ormai ex capitano, ma solo con un mandato condiviso: «Pellegrini? Pronto per giocare, ma se è inviso a piazza o società vado su un altro giocatore». Traduzione esplicita: niente crociate personali, l’operazione-Pellegrini si fa solo se club e tifosi la sposano. Decidiamo insieme, poi non si torna indietro.

Dentro questo perimetro, il tecnico alza l’asticella: «Devo guardare lo sviluppo della squadra, Dovbyk, Pellegrini e Baldanzi dovevano andare via durante il mercato e sono rimasti e ora devo recuperarli». Gerarchie nitide: «Dovbyk deve fare molto bene, Pellegrini deve fare benissimo, Baldanzi deve fare bene». Il mercato è chiuso, finiti gli alibi: «Adesso ci sono 22-23 giocatori e bisogna tirare fuori il meglio nelle prossime partite». E sul derby: «Voglio vedere una squadra che sul piano del gioco, della corsa, faccia qualcosa di superiore rispetto all’ultima».
Poi il focus torna sul capitano giallorosso: pronto fisicamente e atteso alla prova del derby. «Per me è un giocatore potenzialmente forte, poi ci sono le prestazioni. È fuori da mesi, ma questa è una partita che va oltre e lui si sta allenando da tanto. Non ha problemi di inserimento nella squadra, ma non so quando sarà il momento. Fisicamente sta bene ed è pronto per giocare». Gasp lascia aperta ogni possibilità per oggi. Ma Pellegrini deve convincerlo: «Mi aspetto che oltre alle sue qualità diventi anche un atleta, un giocatore di alto livello. Ha potenzialità altissime e non so perché non è riuscito a mostrarle con costanza». […]

Senza Bailey e Dybala e con un El Shaarawy non brillantissimo, le soluzioni in alto a sinistra sono diverse: «Domenica scorsa ha giocato El Aynaoui in quel ruolo, ma forse ha bisogno di più tempo. Ma lì possono giocare Pellegrini, Pisilli e Cristante, che fece 13 gol in un anno all’Atalanta». Criterio? La meritocrazia immediata: «Io devo recuperare tutti e guardo le prestazioni. Giocano dove ho bisogno». Riecco il Gasp politico: «Devo verificare una cosa: Pellegrini lo recupero io da solo? Va bene per la società e per il pubblico? Perché sennò… lui è un giocatore di livello, ma se ormai è inviso alla piazza o alla società non lo posso fare. Se lo recuperiamo perché ci serve, perché probabilmente a me serve il miglior Pellegrini, tutti insieme avremo un giocatore di livello. Altrimenti diventa un problema e vado su un altro giocatore».
Alla vigilia della partita più attesa, Gasperini mette Pellegrini sulla rampa per riprendersi la Roma. Pretende però che il recupero dell’ex capitano sia un’operazione di sistema. Se l’ambiente si compatta, il tecnico si prende il rischio. Se prevale il sospetto, sceglierà un’altra carta. Perché la responsabilità è di tutta la Roma. E nei piedi del numero sette.

(la Repubblica Roma)

A pranzo c’è il derby, in 60mila all’Olimpico: allarmi, voglia di festa e spazio alla fantasia

Non è chiedere la luna, men che mai alle 12.30. È semplicemente pensare e sperare di andare a una festa senza ansia, preoccupazioni, rumori strani nelle orecchie che non siano gli inni e i cori di Lazio e Roma. E che negli occhi resti solo il calcio, lo sport, la festa appunto. Che non ci si avvii al solito […] lunedì di bilanci, di conti, di arresti e di denunce. Se uno slogan, uno solo, bastasse, potrebbe essere questo: fateci divertire. Anzi no: fateci “solo” divertire. In campo, sugli spalti, prima e dopo con gli sfottò. E fine, niente tensioni.

[…] La speranza è di godersela. Non sporchiamola. Perché è inutile far finta di nulla, si arriva a questo 21 settembre con un buon carico di tensioni. S’è capito anche dal botta e risposta che c’è stato in settimana tra Alessandro Onorato, assessore ai grandi eventi, sport, turismo e moda del comune di Roma, e Andrea Abodi, ministro per lo sport e i giovani, sull’orario di inizio di questa partita. Si gioca alle 12.30 perché il 13 aprile scorso Ponte Milvio divenne teatro di un accerchiamento delle forze dell’ordine: da una parte i violenti con la sciarpa biancoceleste, dall’altra quelli in giallorosso. […] Sta di fatto che già allora fu deciso che la volta successiva si sarebbe giocato di giorno per evitare che le tenebre favorissero i delinquenti.

«Scendere in campo alle 12.30 è una sconfitta del calcio e delle istituzioni — ha detto il tecnico della Lazio Maurizio Sarri – se per mantenere l’ordine pubblico si prendono queste decisioni, vuol dire che ci sono delle difficoltà». È che queste «difficoltà» non dovrebbero proprio aver ragione di esistere. Che l’unica fantasia intorno alla quale discutere dovrebbe essere quella dei giocatori. Questo Lazio-Roma non vale uno scudetto, oggi neppure un posto in Champions League. Sarri e Gasperini hanno problemi vari da affrontare e in generale per le mani non hanno organici di altissimo livello. Non ci sono, né da una parte né dall’altra, giocatori ufficialmente riconosciuti come campioni.

E l’avvio di stagione delle due squadre – più quello della Lazio che della Roma – in verità, è lontano dall’essere definito ottimale. È un derby di tensione anche sportiva, allora, non ci sono solo le preoccupazioni legate all’ordine pubblico. Se il divertimento va invocato, e probabilmente giusto chiederlo ai calciatori di maggiore fantasia. […] Gasperini non può non affidarsi a Soulé, in crescita esponenziale, uomo dell’oggi e del domani, in grado di far gol e dribblare, di decidere e inventare una giocata. Anche nelle grandi partite. E Lazio-Roma resta tale. Lo sarà sempre per questa città, al netto delle reali posizioni di classifica. Del resto, è così dal 1929, anno del primo derby. Della prima festa. E guai a rovinarla con immagini che non siano quelle delle bandiere.

(corsera)

Fateci solo divertire

Farà caldo, mạ speriamo che sia soltanto il sole a scaldare il derby delle 12.30.
Un orario scelto appositamente per controllare meglio le due tifoserie e prevenire
incidenti e scontri. In questi casi si abusa di slogan scaccia tensioni: «Fateci divertire», «Sia solo una festa di sport». Eppure mai come stavolta, in questo difficile e drammatico
momento storico, appare necessario ricordare a tutti che stiamo parlando solo di una partita di calcio. Sappiamo quanto a Roma il derby sia sentito e che impegno assoluto da parte dei calciatori venga preteso dai tifosi. Ma si scende in campo, non in guerra.
Quelle vere, purtroppo, le stiamo vedendo ogni giorno, tra la disperazione delle vittime innocenti.

Come il piccolo Yagoub, il bimbo palestinese con le gambe crivellate dalle schegge delle bombe di cui abbiamo raccontato la storia in questi giorni. Si capisce il senso di certi richiami sportivi a dare tutto, ma evitino anche i protagonisti di parlare di battaglia e di morire in campo: davvero stona. Lazio e Roma arrivano all’appuntamento
ammaccate, reduci da due sconfitte. L’auspicio è che la voglia di vincere prevalga sulla paura di perdere. Ai tecnici […] il compito di infondere coraggio alle proprie squadre scacciando il rischio di un derby troppo tattico, bloccato e nervoso. E se proprio non dovesse essere il campo a regalare emozioni, ci pensino i tifosi ma solo con le coreografie.

(corsera)

Coreografie in curva già da venerdì

Ci saranno più di 6omila spettatori all’Olimpico. E come al solito l’attesa è anche per le coreografie che metteranno in scena le due tifoserie. I preparativi sono iniziati già da venerdì pomeriggio: via al montaggio da una parte e dall’altra dentro le due curve. Stamattina i tifosi responsabili delle due tifoserie entreranno prima dell’apertura naturale dei cancelli […] per gli ultimi ritocchi dello spettacolo.

(corsera)

Il derby degli esperti, la lezione di Sarri e Gasperini

Esperti, chiamiamoli esperti. Che fa decisamente più elegante rispetto ad anziani o vecchi. Maurizio Sarri e Gian Piero Gasperini, anni 66 il primo e 67 il secondo, sono le facce di un derby di Roma che rischia più di togliere che di dare. E la carta d’identità conta: tra gli allenatori dei 5 campionati top d’Europa solo Manuel Pellegrini del Betis (72 anni) è più “datato”. […] Più che sui giocatori, meglio affidarsi alle panchine. A chi è al di sopra di ogni sospetto, almeno nei pensieri di Lotito e dei Friedkin.

[…] E sì che si gioca alle 12.30 per motivi di ordine pubblico, visti gli incidenti di aprile: 1500 agenti presidiano l’Olimpico già da ieri. Sarri e Gasp si sfidano da 20 anni. Il romanista cerca il gol 1000 di una sua squadra in A (è a 999), senza Dybala è tentato dal rilancio di Pellegrini («ma deve andar bene anche a club e tifosi») e da un cambio modulo. E vuole evitare che si torni a parlare di un mercato incompleto. Come? Con i tre punti. «Si ricordano solo i derby vinti – ha detto -. Non cambio i miei principi, ma devo tener conto delle caratteristiche della rosa, dovrò uscire dalla mia zona di comfort».

(corsera)

Derby della capitale: sfide e protagonisti del match più atteso

Il derby della paura. Può sembrare una definizione esagerata, visto che la partita che manda in tilt due tifoserie e un’intera città si gioca già alla quarta giornata. In realtà l’aria è esattamente quella. Da paura. Perché Lazio e Roma non possono proprio permettersi di perderla, questa partita. La prima perché è già in crisi dopo tre giornate e una sconfitta alimenterebbe non solo la contestazione contro Lotito, ma anche la sensazione di una stagione da vivere nell’anonimato. La seconda perché una caduta darebbe il via alle critiche nei confronti di Gasperini e contro la società che non ha saputo accontentarlo sul mercato.
Insomma le premesse per uno spettacolo piacevole appaiono soffocate dal caldo […] e dai timori, però attenzione, in panchina ci sono due maestri di calcio e in campo un po’ di talento è rimasto […]. Sarri di derby ne ha vinti 4 su 6, Gasperini è al debutto ma ha perfettamente capito la posta in palio, entrambi sperano nella vittoria della svolta. O nel pareggio della sopravvivenza.

Attrazione fatale. La trincea della vecchia scuola contro l’attacco di un centravanti rivoluzionario. Tradizione contro innovazione: gli opposti s’attraggono, pure in campo. E il derby romano si vince coi duelli. Castellanos da una parte, Mancini dall’altra. Due protagonisti uniti da un solo fattore comune: sono entrambi leader, ma senza la fascia da capitano. L’argentino comanda l’attacco biancoceleste, il toscano orchestra la difesa giallorossa. Cinque precedenti tra i due: tre volte in campionato (due vittorie per la Roma e due pareggi), una in Coppa Italia (Lazio vincente). […]

Amici contro, di nuovo. Guendouzi e Konè il derby lo sentono eccome, tanto da mettere da parte i buoni rapporti. Sorrisi con la Francia, meno quando si parla di Lazio-Ro-ma. Lo ha dimostrato la stracittadina d’andata della scorsa stagione (2-0 per i giallo-rossi), quando i due furono protagonisti di una dura lite dopo uno scontro di gioco. […] I due sono quelli che hanno visto di più il campo in queste prime tre giornate (287 minuti il giallorosso, 267 per il biancocelste), Gasperini e Sarri non possono fare a meno di loro. Concetto rafforzato dai numeri: entrambi registrano una media di 10 chilometri percorsi a partita, con i due francesi efficaci anche in fase di costruzione: Guendouzi segna un 88% per quanto riguarda la precisione dei passaggi, dall’altra parte Konè certifica un 91%. Praticamente entrambi i centrocampisti non buttano quasi mai la palla, mantengono il sangue freddo anche nei momenti più complicati. E questo al derby servirà eccome.

Incrocio pericoloso. C’è la storia di chi vive il derby come un tifoso e il presente di chi non l’ha mai provato. Romagnoli sfida Ferguson sul prato dell’Olimpico, dove passato e futuro s’incrociano nell’area di rigore. L’esperienza del centrale laziale (30 anni) contro la freschezza dell’attaccante romanista (20), perché i colpi dell’irlandese sono da big. Come il fisico, che gli permette di muoversi come il tecnico Gasperini comanda. Meglio del collega di reparto Artem Dov-byk, depennato, per il momento, dall’elenco dei titolari.
Nell’area laziale sarà muro contro muro: lo aspetta Romagnoli. […]

Un derby per rinascere, o per avere più certezze. Provedel e Svilar si avvicinano alla stracittadina con obiettivi diversi. L’inizio di stagione del biancoceleste è stato incoraggiante, vuole mettersi alle spalle l’anno passato in panchina. […]. Dall’altra parte, invece, Svilar è il punto di riferimento della Roma. La stracittadina è stata la sliding door del serbo, diventato titolare dopo il ko per 1-0 nel derby di Coppa Italia del 10 gennaio 2024 (in porta c’era Rui Patricio). Da quel momento parate su parate, con una percentuale di salvataggio del 77,8%, meglio del 96% dei pari ruolo nei cinque principali campionati europei. Numeri confermati anche in questa stagione, con una media di 2.7 parate a par-tita. Inoltre, con Svilar in porta, la Roma non ha mai perso contro la Lazio: due vittorie e un pareggio negli ultimi tre derby con il serbo tra i pali.

(la Repubblica)

Giallorossi di poco avanti, quasi certo l’under

IL TEMPO – Reduci da due sconfitte nell’ultimo turno di campionato rispettivamente contro
Sassuolo in trasferta e Torino all’Olimpico, LazioRoma cercano il riscatto in un derby come sempre attesissimo. L’equilibrio la fa tradizionalmente da padrone e anche questa stracittadina non si sottrae a questo trend, anche se i giallorossi sono leggermente favoriti: come riporta Agipronews, il 2 si gioca a 2,65 su Snai, mentre vittoria dei biancocelesti e pareggio sono in lavagna nell’ordine a 2,90 e 3.

Gli ultimi sette derby si sono tutti conclusi con meno di tre reti complessive: l’under è favorito anche domenica ed è visto a 1,66 su 888 sport, mentre l’over è fissato a 2,15. Cinque degli ultimi sedici derby si sono conclusi 1-1 oppure 0-0: il primo risultato vale 5,75, il secondo 8,25, come lo 0-1 per la squadra di Gasperini. L’1-2 per i giallorossi è visto a 11, stessa quota del 2-1 a favore degli uomini di Sarri.

Senza Dybala, la Roma in attacco dovrebbe riproporre Ferguson come titolare e il primo gol dell’attaccante irlandese si gioca a 3,75. Soulè, a segno quest’anno a Pisa e soprattutto nell’ultima stracittadina, vale 5 volte la posta puntata mentre il primo acuto di El Aynaoui è in lavagna a 7,50. Nella Lazio è il Taty l’uomo maggiormente in odore di gol: Castellanos è proposto a 3,50, capitan Zaccagni e l’ex Pedro invece sono visti a 5 volte la posta.

Il derby degli ex, Nela: “Roma, ko da evitare. Punto su Koné”

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – L’attesa è sempre snervante. Lo sa bene Sebino Nela, che conosce nel dettaglio il significato del derby tra Roma e Lazio. L’ex giallorosso ha raccontato a Il Tempo le sue sensazioni in vista della stracittadina.

La Roma l’ha convinta finora?
«Forse in molti si aspettavano qualcosa di differente, a cominciare dal mercato, ma conosciamo i problemi del fair play finanziario. Con il Bologna abbiamo visto subito le idee di Gasperini, mentre con il Pisa ha faticato un po’ d più. Un piccolo passo indietro con il Toro, dove è mancato lo spunto dei singoli. In questi giorni ho sentito moltissime critiche per tutti. Quando non arrivano i risultati, bisogna sempre trovare un colpevole».

Che prospettive ci sono con Gasperini?
«Credo sia stato fatto un discorso di più ampio raggio. Gasperini è uno dei più bravi al mondo e penso che sia stato scelto per unire risultato sportivo e sostenibilità finanziaria de club».

Come viveva la settimana del derby?
«C’è questa attesa che ti snerva, a volte troppo. È bello perché c’è lo sfottò, lo stadio pieno e colorato. Forse la Roma arriva un pochino meglio. È consigliabile non perdere questa partita per evitare le solite critiche».

Non ci sarà Dybala. La Roma può ancora permetterselo?
«Sul valore tecnico del giocatore non si discute, ma purtroppo gli infortuni lo hanno frenato e i numeri sono quelli. Oggi bisogna stare molto attenti alla situazione finanziaria, perché poi finisci sotto il mirino dell’UEFA».

Darebbe un’opportunità a Pellegrini nel derby?
«Se deve giocare solo perché ha segnato nel derby di gennaio, la scelta non mi convince.
Bisogna capire come sta, dato che rientra da un infortunio».

La Roma fatica a segnare. Dovbyk può tornare utile?
«In una squadra che gioca un buon calcio, ti può garantire un bel po’ di gol. L’allenatore si aspetta molto di più a livello caratteriale. Ferguson si deve abituare al calcio italiano che è fisico e tattico, ma aspettiamolo senza problemi».

Chi può essere l’uomo derby?
«Abbiamo sempre molte aspettative, poi viene fuori il nome che non ti aspetti. Dico Koné visto che è criticato perché non segna molto».

A quale derby è più legato?
«Sarebbe facile rispondere l’unico in cui ho segnato (ride, ndr), lo abbiamo anche vinto. Tutti i derby sono stati belli, a prescindere dal risultato».

Derby blindato

IL TEMPO (A. DI PASQUALE) – Ci saranno circa 61mila spettatori oggi all’Olimpico per la prima delle due gare più sentite dell’anno. Al netto della Monte Mario, 38mila saranno i tifosi di casa presenti (i laziali) e 23mila i romanisti, per un incasso che sarà superiore ai 2.2 milioni di euro. Derby in programma alle 12.30, notizia che ha fatto storcere il naso a diversi sostenitori delle due squadre e anche in parte agli allenatori di Lazio e Roma. Oltre ai disagi legati alle alte temperature della Capitale, si tratta di un orario che sembra aver poco a che fare con i «grandi eventi» ma che gli addetti ai lavori hanno individuato come unico possibile visti i precedenti delle ultime stracittadine.

Lo spettacolo in campo non sempre è garantito quando le sfide sono così sentite, sugli spalti però non mancheranno le scenografie mozzafiato, mentre fuori dallo stadio l’allerta è massima. Già dalla serata di ieri l’area del Foro Italico è blindata con un fitto piano di sicurezza; saranno oltre 1.500 gli agenti impegnati e già dalle scorse ore sono stati presidiati alcuni pub e locali notturni, spesso punti di ritrovo degli ultra. La sorveglianza aerea sarà uno dei pilastri del dispositivo di sicurezza pianificato: i droni ad alta quota garantiranno una visuale completa ed in tempo reale delle direttrici principali percorse dalle tifoserie, allo scopo di individuare tempestivamente eventuali movimenti organizzati e, al contempo, garantire, attraverso la remotizzazione delle immagini in diretta presso il Centro per la gestione della sicurezza dell’evento, la necessaria canalizzazione delle informazioni per la eventuale rimodulazione dei servizi.

Previste lunghe procedure di filtraggio e prefiltraggio. Il piano predisposto dalla Questura inoltre prevede, come al solito, percorsi di afflusso dedicati per i sostenitori delle due squadre; a ciascuna tifoseria, infatti, sarà riservata una diversa zona utile per raggiungere lo stadio e le vie di afflusso: i laziali saranno a Ponte Milvio, mentre i romanisti presso il Ponte della Musica e il Ponte Duca d’Aosta (differenziati anche i parcheggi: Villaggio Olimpico per i sostenitori biancocelesti, piazzale Clodio per quelli giallorossi).
Prima dell’evento scatteranno le bonifiche delle aree pertinenziali dell’impianto sportivo, al fine di intercettare sul nascere eventuali derive legate a strategie di occultamento di strumenti e oggetti atti ad offendere. Infine, sono ben 22 le linee di trasporto pubblico per l’Olimpico potenziate in occasione della partita.