IL TEMPO (L. PES) – Un grande paradosso. Forse è il più contraddittorio della prima parte di stagione giallorossa. Croce e delizia, anche se ultimamente le luci sono diminuite sensibilmente. Paulo Dybala resta la prima scelta di Gasperini in attacco, ma i numeri e i risultati non stanno dalla parte dell’argentino. Il tecnico è stato chiaro nel post Juve e, va detto, anche in passato e nelle scelte. Se la Joya sta bene, gioca. Eppure la Roma con lui in questa stagione ha faticato parecchio. Quando è partito dall’inizio nel ruolo di centravanti in campionato sono arrivate quattro sconfitte e una sola vittoria (oltre a Roma-Parma quando partì titolare Ferguson ma dopo pochi minuti entrò Bailey e Dybala agì di fatto da punta), peraltro firmata dal suo unico gol di questo campionato in casa del Sassuolo. Ma non solo. La condizione dell’attaccante sudamericano non è mai sembrata brillante finora e fisicamente sembra aver perso lo spunto per mettere in difficoltà i difensori più strutturati. Ma Gasp non ha dubbi e, soprattutto nei big match, continua ad affidargli la guida del reparto offensivo faticando a trovare la via della rete. Di certo la qualità di Dybala è merce rara nel calcio di oggi e gli basta uno spunto per poter decidere le partite. Il tecnico si aggrappa a un potenziale che nei primi quattro mesi di campionato si è visto poco o nulla e quanto messo in campo finora è troppo poco per impensierire gli avversari. Senza contare gli infortuni (due in stagione: uno dopo la punizione calciata contro il Torino e l’altro sul rigore sbagliato a San Siro) che troppo spesso gli impediscono di trovare continuità. Proprio i gol, tra l’altro, sono tra i problemi principali del 2025 della Joya. Nell’anno solare, infatti, Dybala ha segnato
solo due gol in Serie A (di cui uno su rigore a Venezia a febbraio) oltre ai tre in Europa. Uno dal dischetto contro il Plzen e la doppietta col Porto nell’ultima notte da vero protagonista prima del brutto infortunio di marzo che ha interrotto il suo momento migliore degli ultimi mesi. Notti che Gasperini spera di poter rivivere affidandosi ostinatamente al talento di Paulo, senza però ricevere in cambio gol e giocate. Nel frattempo il suo futuro sembra sempre più lontano dalla Capitale. Il contratto scade a giugno e fino ad oggi non sono arrivati segnali di rinnovo.
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Roma, Zirkzee è vicino. Trattativa per Raspadori
LEGGO (F. BALZANI) – Due colpi di mercato per placare Gasperini e riportare un po’ di sereno a Trigoria. La Roma è ormai ai dettagli finali per Zirkzee per il quale l’accordo col Manchester United è praticamente definito: prestito oneroso e diritto di riscatto vicino ai 40 milioni che diventa obbligo in caso di partecipazione in Champions. Un investimento importante da parte per i Friedkin per rimediare a qualche lacuna di troppo nel mercato estivo. L’unica incognita è sulle tempistiche visto che lo United vorrebbe trattenere Zirkzee fino a metà gennaio, quando finirà la coppa d’Africa e a Manchester faranno ritorno Diallo e Mbeumo. Prima di quella data dovrebbe arrivare Raspadori. L‘Atletico ha aperto alla cessione anche su spinta del calciatore, ma non ha ancora dato l’ok al diritto di riscatto. L’intenzione, anche in questo caso, è inserire una clausola di obbligo da 18 milioni al determinarsi di alcune condizioni. Nel frattempo Massara dovrà pensare anche a un paio di uscite per far spazio ai nuovi acquisti. Le frasi di Gasp su Ferguson non sono piaciute a Trigoria dove non mancano le difficoltà per rispedire l’irlandese e Bailey in Inghilterra con 6 mesi di anticipo. Anche per questo si sta provando a piazzare Dovbyk tra Premier e Liga, la richiesta è 22 milioni. Il tecnico si aspetta poi altri due rinforzi: un difensore centrale e un esterno a sinistra viste le difficoltà di Angelino. Su quest’ultimo fronte è stato offerto Lodi (brasiliano ma con passaporto italiano) che si è svincolato dall’Al-Hilal. In difesa invece si valutano Disasi del Chelsea (che piace anche al Milan) e Amenda dell’Eintracht. Intanto oggi a Trigoria ci sarà la ripresa degli allenamenti in vista della sfida al Genoa di De Rossi («Per me è contronatura sperare che la Roma perda», ha detto il tecnico).
Giugliano: “Primo posto inaspettato, Rossettini ha creato un gruppo forte. La Roma mi ha sempre dato fiducia, siamo una famiglia”
IL MESSAGGERO – Manuela Giugliano, capitano della Roma Femminile, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattati si è soffermata sulla sua avventura nel club giallorosso. Ecco le sue dichiarazioni: «Il primo posto in classifica è inaspettato, perché siamo una squadra nuova, con un nuovo mister, idee diverse. Ed è sempre complicato raggiungere così in fretta i risultati. Ma siamo contente. C’è tanto lavoro dietro».
Il ‘no’ alle offerte dagli Stati Uniti e dall’Arabia Saudita?
«Inghilterra e Spagna sono molto più vicine al mio calcio. Per una calciatrice è importante avere fiducia e certezze. E io a Roma le ho sempre trovate. Sin dall’inizio, quando ancora non lo eravamo sulla carta, mi sono sentita professionista. La società è sempre stata vicina alla squadra, la proprietà investe al cento per cento, così come lo fa nella parte maschile. Ci sentiamo una sola cosa, una famiglia. E questo mi permette di lavorare al massimo».
Rossettini?
«Rossettini è stato un grande calciatore, ha portato la voglia di creare gioco, ci sta insegnando a essere lucide quando abbiamo la palla tra i piedi. E poi è stato molto bravo a creare un gruppo forte, che è una parte fondamentale. In questo modo le cose, alla fine, ti escono anche con semplicità. Sta riuscendo in tutto questo».
I tuoi idoli?
«Da piccolina guardavo Totti e Del Piero. Poi quando ho iniziato a giocare ho provato a trovare un calciatore molto simile alle mie caratteristiche. E Dybala è quello che mi piace di più. Gli ho chiesto il permesso su Instagram per esultare come lui e ha detto di sì, non mi sarei mai permessa senza il suo consenso di copiarlo. Poi mi ha dato la possibilità di uno scambio maglia. Ha detto che ci segue, che gli piace la mia tecnica».
La finale di Supercoppa contro la Juventus?
«Sappiamo quanto vale. I nostri tifosi si meritano questa soddisfazione. Il Tre Fontane è quasi sempre pieno, un segnale che anche i pregiudizi verso il calcio femminile stanno finendo e anche il fatto che arrivino calciatrici dell’estero è un altro passo fondamentale: loro portano quell’esperienza che in alcune situazioni qui non abbiamo».
Domani la ripresa con Artem
Anche Gasperini ha approfittato dei due giorni di riposo concessi alla squadra per staccare un po’ la spina. Torino, dopotutto, è a un passo da casa e da quel Monferrato dove Gian Piero spesso si rifugia per stare vicino alla famiglia. Domani i calciatori e lo staff tecnico torneranno a Trigoria per cominciare a preparare la sfida contro il Genoa, in programma lunedì 29 dicembre. […]
Al prossimo allenamento dovrebbe finalmente partecipare anche Dovbyk. Il percorso di recupero del centravanti ucraino non è stato lineare: si è fermato il 9 novembre contro l’Udinese per una lesione al tendine e sembrava poter bruciare le tappe tanto che già all’inizio della settimana che conduceva a Celtic-Roma s’era
affacciato in gruppo; alla fine, però, Artem ha dovuto rallentare, riprendendo il lavoro personalizzato per evitare pericolose ricadute. […]
Roma-Genoa dovrebbe sancire il suo ritorno. Se sarà davvero protagonista di una settimana piena di lavoro, allora diventerà automatica pure la candidatura a una maglia da titolare. […]
(corsport)
Alzare i toni è necessario
Da uno che pubblicamente afferma di non avere alcuna intenzione di firmare per il quarto posto, quando proprio quel piazzamento è l’obiettivo stagionale del club, e lecito attendersi dialetticamente di tutto. Questo, però, non significa che sia sempre e comunque dalla parte della ragione. Ma il personaggio è fatto così. […]
La furiosa ma calibrata uscita di Gian Piero Gasperini nel post Juventus contro Evan Ferguson e gli altri nuovi della Roma non era indirizzata direttamente contro l’irlandese e i suoi compagni, ma contro chi li ha portati a indossare la maglia giallorossa. Questo appare chiaro anche a chi fa finta di non capirlo.
Ferguson come simbolo di un mercato incompleto e, a giudizio del Gasp, da completare il prima possibile. […] Di certo, la Roma ha bisogno di potenziare il proprio reparto avanzato. […] La Roma non ha un attacco da vertice. Che sia leggero o pesante non conta: non c’è, non ce l’ha. Punto. E le 17 reti in 16 partite di campionato stanno lì a confermarlo.
Gasperini, è fin troppo evidente, sta vistosamente forzando i toni in vista della sessione invernale di mercato. Come è noto da settimane, vorrebbe poter salutare almeno 4 elementi (Dovbyk, Bailey, Ferguson e Tsimikas, i nomi più ricorrenti), sa che l’en plein è complicato ai limiti dell’impossibile ma non si arrende e continua a sperare che la società gli metta – e in fretta – a disposizione ciò che gli manca dalla passata estate. Due elementi per l’attacco, in primis. Zirkzee e Raspadori, in sintesi. Perché Gasp è convinto, e l’ha ripetuto mille volte, che soltanto se ha un grande attacco una squadra può ottenere grandi risultati. […]
(corsport)
Roma, Gasperini balla sulle punte: il confronto con Massara. Il tecnico vuole 4-5 rinforzi
Nella pancia dello Stadium, lontano dai riflettori e dai microfoni, Gian Piero Gasperini si è tolto la maschera. Il suo è stato uno sfogo vero, diretto, senza filtri. Davanti agli spogliatoi, appena terminata la partita, ha ingaggiato un faccia a faccia con Frederic Massara, l’unico in grado in questo momento di ascoltarlo, calmarlo e soprattutto accontentarlo. […]
La richiesta è stata netta: servono 4-5 giocatori di livello nel mercato invernale. Veri rinforzi, non scommesse. Gente capace di alzare l’asticella in attacco, ma anche di dare qualità negli altri reparti. […]
Gasp vuole rinforzi. E non è solo una questione tecnica ma anche di rispetto, ha detto a Massara. Per chi tira la carretta ogni settimana senza mai rifiatare, come Mancini, che avrebbe bisogno di fermarsi ma non può. Per una tifoseria che sta dando tutto, che lo sostiene, che lo ha persino commosso. Gasp quel supporto vuole ripagarlo con la Champions. […]
Il messaggio è stato mandato. Ora Gasperini aspetta i fatti. Soprattutto davanti. Perché i diciassette gol in sedici partite gridano pietà. Basta questo dato per raccontare la stagione della Roma più di mille analisi. Nessuna squadra in Europa che lotta per un posto in Champions segna così poco. […]
Quello di Ferguson è un problema che va oltre il campo. Ha a che fare con l’atteggiamento, con la fame, con lo spirito. Da una parte c’è chi fa parte dello zoccolo duro: loro si allenano sempre al massimo e giocano anche mezzi rotti. Dall’altra, chi non dà le stesse garanzie. Ferguson rientra in questo secondo gruppo: dai presunti chili di troppo dopo la prima sosta alla gestione dell’infortunio al piede dove ha dato la priorità alla nazionale invece che al club, sono già diverse le cose che non tornano. […] E il riferimento ai nuovi acquisti è stato chiarissimo: Tsimikas distratto nel riscaldamento, Bailey sempre lontano dalla condizione ideale. […]
(corsport)
Thorsby resta in campo con la spalla infortunata
Applausi del Ferraris per Thorsby, a fine gara, rimasto in campo nei minuti conclusivi nonostante il problema alla spalla destra che gli è uscita in un tentativo di conquistare palla in area dell’Atalanta quando il novantesimo era ormai vicino. I rossoblù, tuttavia, avevano già concluso i cambi ed il norvegese (al quale nel frattempo la spalla era stata riposizionata nella sua sede) ha concluso comunque la gara per evitare di lasciare i compagni addirittura in nove uomini contro undici. […]
Verrà rivalutato oggi a Pegli, ma in considerazione del fatto che con la Roma all’Olimpico si giocherà di lunedì, c’è un cauto ottimismo di poterlo recuperare in tempo.
(gasport)
Simplicio: “Roma? Io e il gruppo brasiliano siamo arrivati ubriachi a un paio di allenamenti. Sabatini non poteva vedermi”
GASPORT – Fabio Simplicio, ex centrocampista della Roma, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattati si è soffermato anche su alcuni episodi della sua avventura in giallorosso. Ecco le sue dichiarazioni.
A proposito di Totti, andò a Roma per lui?
“Mi sono emozionato due volte: quando ho visto lui e quando ho visto Papa Bergoglio a San Pietro. E si chiamano entrambi Francesco. Mi creda, una cosa speciale. E sì, l’ho scelta per il prestigio e per giocare con Totti e De Rossi. Ci siamo divertiti. Avevamo un gruppo di brasiliani che ne combinava una al giorno”.
In quegli anni giravano notizie sulla vostra poca professionalità. C’era chi scriveva che vi presentavate agli allenamenti ubriachi…
“Roma, si sa, è una piazza complicata per radio, voci e giornali. Stupenda, ma tosta a livello mediatico. Io ricordo quando all’inizio ero infortunato e non giocavo, si parlava di me dicendo un sacco di cose false. A parte tutto, però, un paio di volte siamo arrivati ubriachi per davvero… almeno noi brasiliani”.
Ci racconti, se si può.
“Premetto che per me lo spogliatoio è sacro, ma con Ranieri capitò che festeggiammo il carnevale brasiliano a casa di un compagno. Il giorno dopo eravamo dei cadaveri. Io non vedevo la palla. Claudio ci sgridò: ‘Brasiliani, che avete fatto ieri sera?’. E ci mandò a fare la doccia. Ne abbiamo riso poi, tempo dopo. Ci prendeva spesso in giro. Ma non è l’unica che ho combinato… ne vorrei raccontare un’altra”.
Prego.
“Una volta sono entrato con la macchina dentro una fontana di Parma. Ero ubriaco e non sono riuscito a fermarmi. Possiamo dire che fu un errore di gioventù…”.
C’è qualcuno nella sua carriera che l’ha delusa?
“Ho sempre avuto buoni rapporti con tutti, ma c’era un direttore che non poteva vedermi”.
Chi?
“Walter Sabatini. Mi ha fatto fuori sia a Palermo che a Roma. In rosanero prese Pastore al mio posto, per cui niente da dire, ma voleva proprio un profilo diverso dal mio. Più che le scelte, mi fecero restare male i modi usati. Nessuno mi ha mai coinvolto: solo un ‘devi andartene’. Basta”.
Ha avuto modo di parlargliene in un secondo momento?
“Mai, zero contatti. Ma sto bene così. Non mi è piaciuto come si è comportato e non lo stimo, fine”.
Pruzzo: “Farei un contratto a vita a Dybala. Raspadori non aggiungerebbe molto, ma Zirkzee alzerebbe il livello”
IL MESSAGGERO – Roberto Pruzzo, storico centravanti della Roma, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattati si è soffermato anche sul mercato della squadra giallorossa. Ecco le sue dichiarazioni.
Le è piaciuta Juve-Roma?
“La Juventus ha vinto perché ha avuto più occasioni, ma neanche troppe. È stata una partita di medio livello decisa da alcuni episodi. La Roma ha fatto fatica a trovare soluzioni in avanti ed è un risultato che va accettato”.
Secondo lei perché quando la Roma affronta queste squadre va spesso in difficoltà.
“C’è tanta differenza ma è sempre stato così nella storia. A Torino e a Milano la musica è sempre la stessa. Le squadre del Nord sono generalmente più forti ed è normale che ci siano dei risultati negativi. Ci sono stati anche dei momenti nei quali Roma e Napoli hanno avuto la meglio, ma ora i giallorossi fanno fatica negli scontri diretti. C’è da fare qualcosa”. […]
Gasperini non ha fatto sconti neanche a Ferguson.
“Quando entri e la partita è abbastanza chiusa non è facile. Per me il suo ingresso è stato positivo, ha partecipato attivamente al gol di Baldanzi e si è mosso discretamente. Evidentemente c’è qualcosa che non va e vorrei che la soluzione si possa trovare nel mercato”.
Facciamo un gioco. Escono Baldanzi e uno tra Dovbyk e Ferguson, entrano Zirkzee e Raspadori, la Roma secondo lei è più forte?
“Penso di sì. Anche se Raspadori con Pellegrini, Soulé e Dybala credo che non aggiunga molto. Zirkzee, invece, è un calciatore che ha dimostrato di essere in grado di alzare il livello”.
A proposito di Paulo, se lo terrebbe?
“Fosse per me il contratto glielo farei a vita. È difficile rinunciare a un giocatore di quel livello. È vero che ha dei limiti fisici, ma in un campionato ‘povero’ come il nostro può sempre fare la differenza. In un buon contesto può essere la ciliegina sulla torta”. […]
Questa squadra quante possibilità ha di tornare in Champions League?
“Abbastanza. Penso che possa competere per il quarto posto”.
Zirkzee e Raspadori: poi il difensore
La clamorosa bocciatura dell’altra sera di Ferguson conferma la rivoluzione che ha in mente Gasperini. Via l’irlandese, se possibile anche Bailey e magari nell’ultima settimana di mercato Dovbyk, dentro Raspadori e Zirkzee. Se poi dovesse salutare anche Baldanzi, si potrebbe imbastire uno scambio con l’Everton che potrebbe regalare Beto. Facile a dirsi, molto più complicato per Massara attuare questo piano. Anche perché il ds si muove seguendo delle linee guida che sono state impartite dal club. Proprio per questo motivo, l’input nella prossima finestra di mercato è quello di un solo investimento oneroso e poi portarsi avanti con la politica del “pagherò”: prestito con diritto di riscatto. Il problema è che quando vai a trattare con colossi del calibro di Manchester United e Atletico Madrid, non basta. E allora con i Red Devils per Zirkzee, la Roma ha proposto un prestito oneroso di 5 milioni più altri 30 a giugno. Bisogna però attendere visto che Amorim non intende liberare l’olandese prima di metà gennaio a causa di Mbeumo e Diallo, partiti per la Coppa d’Africa. Per quella data Gasperini spera di avere almeno Raspadori. La formula in questo caso è diversa. L’offerta è un prestito con diritto di riscatto a 20 milioni che diventa obbligo in caso di Champions. In queste ore nuovi contatti per capire se c’è qualcuno che offre di più. Una volta sistemato il reparto offensivo, ci si metterà alla finestra per capire se ci saranno delle occasioni da cogliere. Gasp ha chiesto anche un difensore centrale che Massara proverà a prendere in prestito. Potrebbe mettere tutti d’accordo Disasi in uscita dal Chelsea. L’agente lo ha proposto anche al Milan. Affare vantaggioso visto che sarebbe un prestito secco con parte dell’ingaggio pagato dai Blues.
(Il Messaggero)