Di Biagio: “Roma-Inter? Tifo per I’X. Ma Gasp può sorprendere”

LIBERO – Gigi Di Biagio oggi allena l’Under 23 in Arabia Saudita ma segue sempre con grande interesse tutto ciò che riguarda il calcio italiano, che si tratti di Serie A o Nazionale.

[…]

A proposito di ragazzi giovani… Si parla tanto di Pio Esposito, che idea si è fatto?

«Lo conosco da quando giocava in Under 15 e posso confermare che questo è un ragazzo che non sbaglia mai un atteggiamento. Non a caso ci puntano tutti tantissimo».

A chi lo paragonerebbe?

«Per me è un mix tra Toni e Vieri, che a 20 anni non giocavano all’Inter e non erano pronti come oggi lo è Pio».

[…]

Rischi che Pio Esposito si monti la testa?

«Nessuno! Questo è uno che pensa solo a giocare».

[…]

E la Roma?

«È la vera mina vagante del campionato, il mercato non è stato completo e le manca ancora qualcosa per lo scudetto, ma se tiene botta fino a gennaio… A quel punto le cose potrebbero anche cambiare».

Lei ha giocato 4 anni in giallorosso e 4 in nerazzurro: sabato c’è Roma-Inter…

«Otto anni meravigliosi, mi hanno amato tantissimo da una parte e dall’altra».

La guarderà?

«Sicuramente, anche se non sarò allo stadio perché già sabato sarò fuori Roma per seguire la partita di mio figlio che quest’anno gioca per la Paganese».

L’Inter ha puntato su Chivu. Le piace come scelta?

«L’errore lo commette chi reputa Cristian una novità. Intanto so per certo che gran lavoro ha fatto a Parma e poi bisogna considerare che conosce tutti gli angoli di Appiano».

Mi sembra di capire che scommette su di lui.

«Sì, ci scommetto perché ha un’intelligenza fuori dal comune e una grande personalità. Poi come sempre conteranno i risultati, ma quello è un altro discorso».

Che partita sarà Roma-Inter?

«lo mi aspetto una gara molto aperta. Gasperini e Chivu hanno una cosa in comune, entrambi hanno ereditato due basi molto forti, quelle di Ranieri e Inzaghi. Siamo a inizio campionato ma dovesse vincere la Roma, diciamo che la città non la vivrebbe con indifferenza e so che clima inizierebbe a crearsi attorno alla squadra».

Chi sarà decisivo:

«Uscendo dai soliti noti dico che il centrocampo può essere decisivo: per la Roma vedo Cri-stante e Pellegrini, per l’Inter dico Barella… Ma occhio a Frattesi che quest’anno non ha ancora segnato…».

 

Manolas: “Roma cruciale nella mia carriera, Spalletti il miglior allenatore. Il club merita di tornare in Champions”

ASROMA.COM – Kostas Manolas, ex difensore centrale della Roma, ha rilasciato un’intervista ai canali ufficiali del club giallorosso e tra i vari temi trattati si è soffermato sulla sua avventura nella Capitale.

Duecentosei presenze con la Roma tra campionato e coppe, 8 gol segnati di cui uno rimasto nella leggenda romanista. Si scrive Kostas Manolas, si legge anche Roma-Barcellona 3-0. La notte del 10 aprile 2018, “forse una delle partite più importanti della storia giallorossa”, secondo l’ex difensore. “Magari un giorno la Roma vincerà la Champions, ma quella notte è per sempre”. […]

Roma-Inter 2-1 del 2 ottobre 2016, l’ultimo successo giallorosso in casa contro i nerazzurri.
“Sono passati nove anni, è anche ora di cambiare questa statistica…”. […]

Il gol decisivo di quella partita la Lega Serie A non gliel’ha mai assegnato, dando autorete di Icardi. Ma il colpo di testa verso la porta fu il suo.
“È anche giusto, staccai di testa dalla punizione di Florenzi, la palla prese prima Perisic e poi finì sulla testa di Icardi ingannando Handanovic. L’importante è stato fare gol e vincere. Esultammo tanto, mi trovai tutti i compagni sopra. Eravamo forti, in campo e in panchina”.

Ogni riferimento a Spalletti è puramente voluto?
“Sì, per me è l’allenatore migliore che ho avuto nella Roma. E ne sono passati tanti bravi. Ma aveva cura di ogni dettaglio, con lui abbiamo fatto il record di punti della Roma (87, ndr) e anche segnato tanti gol”. […]

Che opinione ha del nuovo tecnico giallorosso?
“È un ottimo allenatore, ha tanta esperienza e sa come far rendere le squadre. La Roma merita di tornare a giocare la Champions League”.

Roma è stata la squadra più importante della sua carriera?
“Sicuramente è stata cruciale. Sono arrivato giovane, mi sono affermato definitivamente qui e in ogni partita ho sempre dato tutto. E mi piacerebbe tornare un giorno di questi a vedere una partita”. […]

Da Trigoria all’Under 21 insieme, Pisilli e Cherubini: “Ci conosciamo da quando avevamo 8 anni, è passata un’eternità” (VIDEO)

Un’amicizia nata a Trigoria quando erano bambini e che ora si ritrova con la maglia azzurra della Nazionale Under 21. È la storia di Niccolò Pisilli e Luigi Cherubini (quest’ultimo in prestito alla Sampdoria), cresciuti insieme nel settore giovanile della Roma e oggi compagni di squadra nel ritiro degli Azzurrini, come raccontato in un video pubblicato da Cronache di Spogliatoio.

A svelare il legame profondo tra i due è lo stesso Pisilli: “Ieri vedevamo una foto di quando eravamo piccoli alla Roma, e una foto della partita dell’altro giorno. Sono passati 15 anni, fa senso”. “Un’eternità”, sottolinea Cherubini. Un’amicizia che è un simbolo della forza del gruppo Under 21, composto da ragazzi che si conoscono e si affrontano da una vita. “Bene o male abbiamo giocato quasi tutti contro”, spiega Cherubini.

Una familiarità che, secondo Pisilli, è il punto di forza della squadra: “Quando veniamo qua secondo me stiamo molto bene perché siamo un gruppo di ragazzi giovani, parliamo tutti la stessa lingua e nel calcio di oggi non è una cosa scontata. (…) Ci si ritrova, si gioca a carte, c’è un po’ la cultura uguale per tutti”. Un legame che non cancella le sane rivalità, come ammette Cherubini scherzando: “Io tra due settimane gioco contro Palmisani, già gliel’ho detto”.

 

Juventus: aperto un procedimento dall’Uefa per il Fair Play Finanziario

L’Uefa ha aperto un procedimento per il Fair Play Finanziario nei confronti della Juventus, il club bianconero lo conferma attraverso il fascicolo legato al bilancio al 30 giugno 2025.
“Il Gruppo ha ricevuto da Uefa la comunicazione di apertura di un procedimento per il potenziale sforamento dello stesso per il triennio 2022/2023-2024/2025 – si legge nel documento – l’esito di tale procedimento – che terrà conto anche delle prospettive di andamento per l’anno in corso e per gli anni futuri dell’insieme dei parametri economico-finanziari Uefa – è atteso per la primavera del 2026″. E quali sono i rischi per la Juventus? “Potrebbe dare origine ad una possibile sanzione economica (allo stato attuale di difficile quantificazione, ma di importo presumibilmente non rilevante) – continua la nota – oltre che a possibili restrizioni sportive (quali, ad esempio, restrizioni alla registrazione di nuovi calciatori nelle liste delle competizioni Uefa)”.

Falcao: “Roma mi è rimasta dentro. La Curva è uno spettacolo. Inter? Sono gare in cui si dimostra dove si vuole arrivare”

RADIO ROMANISTA – Nel giorno del suo compleanno Paulo Roberto Falcao è intervenuto ai microfoni dell’emittente radiofonica. Le sue dichiarazioni:

Siamo emozionatissimi! Per noi sei stato il sole, ci hai cambiato la storia.
“Quello che hai scritto (riferito a Tonino Cagnucci, ndr) in ‘Chiedi chi era Falcao’ è straordinario. Era un momento fantastico. Per scrivere un testo così c’era un po’ di esagerazione…”.

Sei il padre della Roma moderna.
“L’inizio della mia avventura è stato molto bello, nessuno credeva in quello Scudetto. Stamattina anche David Rossi (che ha realizzato ‘Chiedi chi era Falcao’ con Tonino Cagnucci, ndr) mi ha inviato un messaggio: è bello essere ricordato nei momenti importanti. Roma mi è rimasta dentro, nel cuore e nel cervello. E sono contento che stia andando bene”.

La guardi?
“Faccio tv a San Paolo e devo vedere alcune gare del campionato brasiliano, per commentarle. Non vedo la Roma, ma so quello che succede. L’anno scorso c’è stata la rimonta e quest’anno può andare bene”.

C’è Roma-Inter ora, te la ricordi?
“Roma-Inter e Roma-Juve erano straordinarie, difficili. Abbiamo iniziato a piacere grazie a quelle partite, conquistando il pubblico di altre città. Anche grazie al bel calcio di Liedholm. Era durissimo. Ci fu un’espulsione ingiusta…”.

Ma noi a Milano vincemmo un gara importante, lì forse nacque la grande Roma.
“Quella è la partita che ricordo di più. Per la prima volta, Liedholm mi chiamò e parlammo della squadra, al Tre Fontane. Mi chiese: ‘Che pensi della squadra?’. Dissi che era molto forte, ma che non avevamo un contropiedista. Avevamo Bruno Conti, Pruzzo, Ancelotti, tutti davanti… Serviva un calciatore di quel tipo. Mi disse di suggerirgli qualcuno. Così, dissi di mettere Ancelotti a centrocampo e Scarnecchia a sinistra. Fu quella la settimana di Roma-Inter. E non vincemmo quello Scudetto solo per il gol Turone”.

In un’intervista dicesti: rivoglio quello scudetto.
“Ci penso ancora oggi…”.

Ancora oggi, la persona più elegante del mondo del calcio ricorda il gol di Turone. Quella Roma lo meritava, quello Scudetto.
“Anche perché c’è una cosa che giustifica tutto. Ovvero che qualche giorno dopo battemmo la Juventus in semifinale di Coppa Italia e si riaprì la polemica”.

Il tuo gol più bello e la partita più importante?
“Pisa-Roma è la gara più importante. Lì vincemmo lo Scudetto. Prima di quella gara, perdemmo con la Juve. La piazza era a terra. Così feci un’intervista in tv. Dissi: ‘Noi crediamo più della Juventus nello Scudetto’. Il tutto prima di Pisa. Andammo lì e vincemmo con un gol mio e uno di Agostino. E il gol più bello… Forse con l’Inter su punizione”.

Avevi visto che Bordon era distratto?
“In quell’episodio, faccio finto di crossare sul secondo palo. Ma quando si muove a sinistra, calcio”.

Quando torni a Roma?
“In questo momento non posso venire! Ma due anni fa, oggi, ero lì. Vengo quando posso. Roma impazzisce”.

Verresti in Curva Sud?
“La Curva è uno spettacolo. Quando segnavo venivo sempre lì sotto! Le tribune sono più ‘critiche’. Sono un po’ più esigenti. In Sud è sempre festa ed è bello, anche in trasferta”.

C’era una Roma parecchio brasiliana. Ora c’è Wesley…
“Lui è un giocatore bravo, che va avanti. A Gasperini piacciono questi calciatori, è bravo nell’appoggio… Wesley è già stato in nazionale e al Flamengo ha fatto belle cose”.

Ci hai fatto un grande regalo. Hai qualcosa da dire ai tifosi?
“In bocca al lupo per sabato con l’Inter! Sono queste le gare in cui si dimostra dove si vuole arrivare. E l’Inter ha perso per un punto lo scorso anno”.

Totti: “Lo Scudetto un gradino sopra il Mondiale. L’addio? Davo fastidio, mi ha deluso più la società che Spalletti” (VIDEO)

PRIME VIDEO – Francesco Totti si racconta e lo fa in una lunga chiacchierata con Luca Toni all’interno del format ‘Fenomeni’. Il Capitano ha ripercorso alcune tappe della sua carriera, soffermandosi anche sulla vittoria dello scudetto e sull’addio al calcio giocato. Ecco le sue dichiarazioni.

Il ‘no’ al Milan a 12 anni?
“Quando avevo 12 anni venne Braida a casa della mia famiglia e offrì 160 milioni di Lire per portarmi al Milan. Mia mamma mi voleva proteggere e voleva che restassi a Roma, per cui non si fece nulla. Nel 2004 invece fui vicinissimo al Real Madrid. È mancata solo la firma, ma sono stato io a non metterla: è prevalso il cuore e l’amore per la gente di Roma. Più avanti potevo andare in MLS negli Stati Uniti, mi chiamò anche Mihajlović per andare al Torino. Ma non avrei mai potuto accettare e non mi sono pentito. La mia scelta è sempre stata Roma o Roma, da subito ho pensato: qua sono nato e qua muoio. I miei record con la Roma? Qualcuno potrà battere quelli in campo, ma superare il mio affetto e il legame con la gente è impossibile. Non sono mai stato più grande della Roma: ci siamo portati in alto a vicenda”.

La vittoria dello Scudetto?
“Non ho vinto uno Scudetto, ho vinto lo Scudetto con la mia maglia, perché la maglia della Roma è disegnata su di me. Viverlo da capitano, simbolo della Roma e romanista, è stato indescrivibile. Vincere Mondiale e Scudetto sono due sogni che ogni giocatore vuole realizzare: per me il primo era lo Scudetto con la Roma. Qualcuno dirà che sono pazzo, ma lo metto un gradino sopra”.

Lo sputo a Poulsen e il calcio a Balotelli?
“Ancora oggi non mi rendo conto di aver sputato contro Poulsen. Me ne vergogno, è un gesto brutto che da calciatore non avrei accettato di subire, perché è indegno. Il calcio a Balotelli? Era una cosa che covavo da tempo. Era giovane ed era un fenomeno, ma era anche arrogante e presuntuoso. Il mio obiettivo quel giorno non era pareggiare la partita, pensavo solo che se mi fosse capitato avrei colto l’occasione per mandarlo in curva. Poi l’ho sentito e gli ho chiesto scusa e l’abbiamo buttata sul ridere. Il pugno a Colonnese? Mi disse che Cristian non era mio figlio e non ci ho più visto”.

Il rapporto con Spalletti?
“Spalletti secondo me nel 2016 arrivò alla Roma per farmi smettere, assecondato dalla società. Con lui ogni volta c’erano problemi, nei miei confronti era uno Spalletti opposto rispetto a quello del 2005. Lui forse è convinto che io lo abbia fatto allontanare prendendo al suo posto Ranieri, ma non è vero: la dirigenza convocò me e altri giocatori per chiederci chi volessimo tra Mancini, Ranieri e altri. Sul mio addio, fu la società a dirmi che dovevo smettere: un giorno vennero a casa a dirmi che avrei giocato l’ultimo derby. Io non sono stupido, sapevo che prima o poi avrei dovuto smettere ma mi sentivo ancora bene di gambe e di testa. Forse in quell’occasione mi ha deluso più la Roma rispetto a Spalletti, secondo me davo fastidio. Avevo detto che avrei giocato pure gratis, per la Roma avrei dato tutto”.

Il sofferto e difficile addio al calcio?
“Quando ho smesso di giocare mi sentivo senza terra sotto i piedi. Noi siamo schematici, facciamo per tanti anni sempre le stesse cose, tutti i giorni. E io mi sono trovato in difficoltà, spaesato. Non sapevo cosa fare, cosa pensare, come organizzarmi, cosa aspettarmi. Per tre settimane ho pianto tutti i giorni. Ero spaventato, sentivo un’atmosfera paurosa, ero freddo con tutti. Rileggevo in bagno la lettera di addio e piangevo, pensavo a come erano volati quei 25 anni. Ero convinto che avrei fatto una partita di addio, ma dopo le emozioni di quel giorno all’Olimpico ho capito che non ci sarebbe potuto essere un altro addio al calcio e alla Roma. Quel giorno per me è stato come un distaccamento tra madre e figlio”.

 

Zaniolo sceglie il suo giocatore preferito: vince Totti, battuti anche De Rossi e Dybala (VIDEO)

CORSPORT – Nicolò Zaniolo, ex attaccante della Roma e ora in forza all’Udinese, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e al termine della lunga chiacchierata si è reso protagonista di alcuni giochi. Il classe ’99 ha scelto il suo giocatore preferito e la risposta è stata molto chiara: a vincere è stato Francesco Totti, il quale ha battuto tutti i rivali.

Totti o De Rossi?
“Totti”.

Totti o Pellegrini?
“Totti”.

Totti o Mancini? 
“Totti”.

Totti o Icardi?
“Totti”.

Totti o Morata?
“Totti”.

Totti od Osimhen?
“Totti”.

Totti o Dzeko?
“Totti”,

Totti o Scamacca?
“Totti”.

Totti o Kean?
“Totti”.

Totti o Dybala?
“Totti”.

Milan: Pulisic rischia un mese di stop. In dubbio per la Roma

Brutte notizie per il Milan dopo l’infortunio di Pulisic al bicipite femorale rimediato con gli USA. Domani il giocatore tornerà a Milanello e verrà sottoposto ad accertamenti medici. Per il momento c’è cautela, l’ex Chelsea rischia però 3-4 settimane di stop. In dubbio quindi la sua presenza contro la Roma per la sfida di San Siro del prossimo 2 novembre.

(gazzetta.it)

VAI ALLA NEWS

Inter: risentimento muscolare al soleo per Darmian. Out contro la Roma

Tegola per l’Inter. Matteo Darmian infatti, si è sottoposto questo pomeriggio a esami strumentali presso l’Istituto Humanitas di Rozzano. Gli accertamenti hanno evidenziato un risentimento muscolare al soleo della gamba sinistra. Le sue condizioni saranno rivalutate la prossima settimana: sarà dunque out contro per la sfida contro la Roma in programma sabato sera.

(inter.it)

VAI ALLA NOTA