Roma, arriva il Verona. Gasp torna su Pellegrini: “Trovi forza e carattere”

Dopo le recenti prestazioni positive, Gasperini torna a parlare di Lorenzo Pellegrini, mettendolo al centro del progetto ma senza dargli certezze assolute. “La risposta più importante l’ha data lui stesso”, ha detto il tecnico, ma ha avvertito: “Se pensiamo che il problema sia risolto ci sbagliamo. Deve ritrovare continuità, forza, carattere e personalità” per entrare a far parte di quegli “otto-nove punti fermi” che costituiscono lo zoccolo duro della squadra. Questo “nucleo portante”, che va da Svilar a Soulé, sarà la base della formazione che affronterà oggi il Verona. Gasperini ha escluso rivoluzioni, ribadendo la sua filosofia anti-turnover in questa fase della stagione: “C’è bisogno di continuità e di fissare situazioni di gioco. Chi sta bene gioca”.

I dubbi di formazione sono pochi. In attacco prosegue il ballottaggio Dovbyk-Ferguson, con il tecnico che ha sottolineato come l’ucraino, pur in crescita atletica, debba sopperire ad “alcune difficoltà tecniche”. A sinistra, Pellegrini è in leggero vantaggio su El Shaarawy, con Gasperini che chiede a entrambi maggiore iniziativa. L’allenatore ha messo in guardia la squadra sulla partita di oggi: “Partite come quella contro il Verona sono pericolose se sei sterile e non hai spinta. Dobbiamo giocare su altri ritmi rispetto a quelli di Roma-Torino”. L’obiettivo è continuare a “seminare” per raccogliere frutti importanti, migliorando la fase offensiva con la partecipazione di tutti i giocatori.

(la Repubblica)

Ora servono i gol degli attaccanti: Ferguson ci prova, Dovbyk insegue

Serve una scossa da parte di Evan Ferguson e Artem Dovbyk. Entrambi i centravanti della Roma sono ancora a secco dopo cinque partite ufficiali, un dato che inizia a pesare e che non si registrava da 17 anni, quando alla quinta giornata ci pensò Vucinic a spezzare il digiuno. Contro il Verona è prevista un’altra staffetta tra i due, con Ferguson favorito per una maglia da titolare. Gasperini, però, non ha stabilito gerarchie e ha sottolineato come Dovbyk sia in crescita atletica, aspetto che può sopperire ad alcune lacune tecniche. Finora, i due attaccanti hanno prodotto solo quattro tiri in porta complessivamente. Ferguson ha ritrovato il gol in nazionale, ma in partite di club non segna da quasi un anno.

La sfida con il Verona è un’occasione da non fallire per sbloccarsi. (…) Gasperini, però, ha allargato il discorso a tutta la squadra: “Non possiamo puntare il dito sui centravanti, tutti devono migliorare in fase di costruzione”. È vero che le punte hanno tirato poco, ma è altrettanto vero che le occasioni create sono state scarse. Oggi toccherà a Pellegrini e Soulé provare ad accendere la luce sulla trequarti e a servire palloni invitanti per i due attaccanti. (…) Ferguson partirà titolare, con Dovbyk pronto a subentrare. Vederli in campo insieme, per ora, non sembra un’opzione.

(Il Messaggero)

Undici fratelli che si aiutano

Gasperini ha superato a pieni voti il suo primo “test” di ambientamento a Roma, dimostrando intelligenza e sensibilità. Al di là dei risultati, ha gestito in modo eccellente il rientro di Pellegrini e il consolidamento del gruppo, che oggi appare come una famiglia unita. La forza di questa Roma risiede nei suoi “4 Capitani”: Mancini, Pellegrini, Cristante ed El Shaarawy sono la spina dorsale della squadra. Gasperini ha compreso la loro importanza e li utilizza per mantenere saldo lo spogliatoio, integrando gradualmente gli altri elementi attorno ai talenti indiscussi come Svilar, Dybala, Koné e Soulé.

Il gesto di Pellegrini, che ha simbolicamente passato la fascia a Mancini dopo il derby, ha evidenziato la maturità e la coesione del gruppo. Ora, contro il Verona, serve un’altra prova di forza, sbloccando le difese chiuse con i gol degli attaccanti. Le prossime sfide, inclusa quella contro il Lille, saranno fondamentali per consolidare le certezze e reintegrare giocatori chiave come Dybala. La strada è lunga, ma la Roma poggia su basi solide: un allenatore esperto, quattro leader e giovani promettenti come Pisilli.

(Il Messaggero)

Zanetti: “Gasp rullo compressore. Giochiamo come contro la Juve”

In vista della trasferta all’Olimpico, il tecnico del Verona, Paolo Zanetti, ha una ricetta chiara: “Dobbiamo ripetere la prestazione con la Juventus”. Consapevole di affrontare “un altro avversario di altissimo livello”, Zanetti ha definito le squadre di Gasperini “dei rulli compressori”, chiedendo ai suoi la stessa intensità e concentrazione mostrate contro i bianconeri.
Per la sfida contro i giallorossi, il Verona recupera Gagliardini, che potrebbe partire titolare (…), mentre restano indisponibili Valentini, Mosquera e Harroui. In attacco, fiducia alla coppia GiovaneOrban, protagonisti nelle ultime uscite. Zanetti li incoraggia: “In alcune situazioni sono stati forse un po’ troppo individualisti, ma lo considero un segnale positivo (…). Quello che mi piace è che questa voglia di fare diventi contagiosa”.

(gasport)

Lille, Genesio perde i pezzi: out Meunier e André

IL ROMANISTA (L. PAIELLI) – Infermeria piena per il Lille di Genesio, prossima avversaria della Roma in Europa League. Il tecnico fa la conta degli infortunati, con una lista che non sembra liberarsi: nell’ultimo incontro europeo vinto di misura (2-1) contro il Brann, i francesi hanno dovuto fare a meno di Alexsandro, Perraud, Touré, Raghouber, Meunier e Benjamin André. Oltre ai due non in lista, André Gomes ed Ethan Mbappé. Una squadra in difficoltà dal punto di vista fisico, ma l’avvio di stagione resta più che positivo. Al debutto in Ligue 1 un pareggio pirotecnico in casa del Brest, poi 3 vittorie consecutive contro Monaco (1-0), Lorient (addirittura 7-1 in trasferta) e Tolosa (2-1). Dopodiché, la prima frenata, finora l’unica, della stagione. Il 20 settembre arriva un sonoro 3-0 per i francesi, ospiti in casa del Lens. Fino ad arrivare al debutto europeo stagionale contro il Brann, modesta squadra norvegese, che ha creato non pochi problemi al club allenato da Genesio. Nel corso della sfida, il Lille si è affidato all’esperienza di Olivier Giroud, che a dieci minuti dalla fine ha trovato il gol della vittoria. Ma le tante assenze cominciano a farsi sentire, e non sono in arrivo buone notizie per la squadra francese.

In vista della sfida di oggi pomeriggio contro il Lione di Fonseca alle 17.15, valevole per la sesta giornata del campionato francese, i problemi non sembrano rientrare per Genesio: non solo il mancato recupero di Perraud, Meunier e André che, insieme alla lista prima citata, rimarranno ancora fuori dai convocati, si aggiunge un ulteriore assente. Si tratta del portiere titolare, Berke Ozer. Arrivato in estate dall’Eyüpspor, l’estremo difensore classe 2000 è costretto al forfait. Al suo posto, dunque, è pronto a fare il suo esordio il secondo portiere, Arnaud Bordart. Nonostante la situazione proibitiva, il Lille potrebbe portarsi a 13 punti in campionato, superando proprio il club di Fonseca. Poi sarà di nuovo testa all’Europa League, con la trasferta allo Stadio Olimpico.

Abbiamo già dato, vale (quasi) il derby

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – In questi casi si dice che è più importante del derby, ma non è vero. Lazio-Roma 0-1, al 38′ Pellegrini, al 94′ Cata… ah no, è una goduria che non viene toccata. Non è nemmeno importante come il derby, però quasi sì, se non altro per la storia che si porta dietro. Scegliete voi la busta, fra quasi tutto l’alfabeto: a) l’ultima partita di Ago; b) l’ultima partita prima di Roma-Liverpool 1984; c) l’ultima partita della Curva Sud prima della distruzione per i Mondiali; d) l’ultima partita di Roberto Pruzzo; e) l’ultimo gol di Bruno Conti; f) il primo gol di Edoardo Bove in Serie A; g) la prima partita da allenatore della Roma di Daniele De Rossi e ci fermiamo all’h) perché se ti usciva quella quando eri ragazzino, con la conta, potevi esprimere un desiderio: 3 punti. Oggi. Alle 3 di domenica pomeriggio, roba che sa di pallone a spicchi, per goderci la sera e la santa gufata del lunedì a Genova. Abbiamo già dato col Torino, era pure mezzogiorno e mezzo (faceva caldo e poi è stata lunga). Abbiamo pagato troppe volte per partite come queste. L’impressione è che a meno di cali fisici, però irragionevolmente preventivabili, questa Roma è una squadra che già riflette, con uno specchio non da narciso, l’anima seria del suo allenatore.

Sa che parlare di obiettivi adesso è ridicolo, che conta ogni partita, sa che questa conta tantissimo, che poi c’è Firenze, la sosta e l’Inter, sa, o almeno dà l’impressione di sapere, che non c’è niente da sottovalutare, che il Verona ha fatto 1-1 con la Juve e che con la Juve poteva vincere, sa, credo che sia la cosa più importante veramente da capire, quanto sarebbe bello vincere qui, quanto importante fare felici i propri tifosi (ormai lo mettiamo tra parentesi il millesimo 60.000 e passa da tutto esaurito allo stadio Olimpico). Quindi basta chiacchiere e pure parole scritte: Roma nostra gioca, dà tutto o quello che basta, vinci e facci felici. Oggi e per poter credere di esserlo anche domani, come è stato ieri, cioè domenica con la Lazio. O quasi.

Ballottaggio tra Wesley e Rensch

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Qualche nodo da sciogliere, soprattutto sulla corsia di destra. Dopo aver saltato il derby per i problemi gastrointestinali ed esser rimasto in panchina a Nizza, Wesley reclama una maglia da titolare nella sfida di oggi pomeriggio contro il Verona. Le risposte positive di Rensch nelle ultime due uscite, però, potrebbero convincere Gasperini a puntare nuovamente sul laterale olandese. Anche Celik sta offrendo garanzie al fianco di Mancini e N’Dicka e sembra partire avanti nel ballottaggio con Hermoso. Cristante potrebbe riprendersi il posto in mediana con Koné, così come Angelino dovrebbe rientrare tra i titolari. Pellegrini è favorito su El Shaarawy e Baldanzi per completare la trequarti con Soulé. In questo primo mese di stagione la Roma ha faticato a trovare la via del gol, con i due centravanti rimasti ancora a secco. All’Olimpico, tra poche ore, la scelta di Gasp in attacco dovrebbe ricadere nuovamente su Ferguson, che spera di sbloccarsi con la maglia giallorossa e di non fermarsi più.

Pellegrini e El Shaarawy: possibile la staffetta

“Non è tempo di rivoluzioni“. Gian Piero Gasperini è chiaro: contro il Verona si affiderà ancora una volta al suo “nucleo portante”, quel gruppo di 8-9 giocatori “affidabili” che stanno garantendo continuità e risultati. Il tecnico punterà sullo zoccolo duro composto da Svilar, Mancini, Cristante, Koné e Soulé, con l’obiettivo di integrare gradualmente altri elementi come Pellegrini, Rensch e Tsimikas per allargare la rosa.

Ci sarà quindi un turnover ragionato, con un paio di ballottaggi aperti in vista dei prossimi impegni ravvicinati. I dubbi principali riguardano le fasce, con la coppia Wesley/Rensch a destra e Angeliño/Tsimikas a sinistra. A centrocampo dovrebbero tornare Koné e Cristante, mentre in attacco è possibile una staffetta tra Pellegrini ed El Shaarawy.

(corsera)

Tocca ancora a Ferguson. Angelino torna a sinistra

Pur riconoscendo che la Roma non ha ancora due titolari per ruolo in ogni zona del campo, Gian Piero Gasperini non è un fan del turnover massiccio in questa fase della stagione. “Non sono mai per un turnover molto ampio, soprattutto in questo periodo in cui c’è bisogno di giocare con continuità”, ha dichiarato il tecnico, che intende apportare solo pochi cambiamenti rispetto alla trasferta di Nizza. Lo zoccolo duro, composto da Svilar, Mancini, NDicka, Koné, Cristante e Soulé, sarà confermato. Celik dovrebbe agire ancora come terzo di difesa, con Rensch favorito su Wesley sulla fascia destra. A sinistra, Angeliño tornerà titolare, con Gasperini che ha difeso lo spagnolo dalle critiche (…).

Il principale dubbio riguarda la trequarti, dove El Shaarawy potrebbe avere un’altra chance nonostante le recenti prestazioni non esaltanti. Gasperini lo ha pungolato (“Da lui voglio vedere ancora certe iniziative”), ma l’alternativa è Pellegrini, che però non è ancora al top della forma (“Deve trovare continuità”, ha ammonito il tecnico). Il capitano entrerà sicuramente a gara in corso.

In attacco, prosegue la staffetta tra Ferguson e Dovbyk, senza una gerarchia definita. Contro il Verona, l’irlandese appare favorito per la sua capacità di legare il gioco e creare spazi per Soulé. Gasperini ha messo in guardia i suoi dalla pericolosità della partita, sottolineando la necessità di avere pazienza contro un avversario che probabilmente si chiuderà in difesa.

(corsport)

Roma, attacco al potere

Oggi pomeriggio all’Olimpico, la Roma affronta il Verona in una sfida cruciale per classifica e morale. Dopo le vittorie nel derby e a Nizza, i giallorossi (9 punti in 4 gare) non possono permettersi passi falsi per restare agganciati al vertice. La squadra di Gasperini vanta la miglior difesa del campionato (un solo gol subito), ma il nodo da sciogliere resta l’attacco.
Ferguson e Dovbyk sono ancora a secco dopo cinque partite ufficiali, una sterilità che pesa su una Roma che ha segnato solo 3 gol in 4 partite di Serie A e che ha bisogno delle reti dei suoi centravanti per puntare alla zona Champions. Gasperini ha confermato che i due partono alla pari: “Se la giocano sempre”, ha detto, sottolineando come Dovbyk sia “in crescita atletica” ma debba migliorare tecnicamente. Il tecnico insiste sul fatto che la fase offensiva è un lavoro collettivo, citando il gol di Mancini a Nizza come esempio della partecipazione di più giocatori.

La partita contro il Verona potrebbe essere l’occasione giusta per sbloccarsi, specialmente per Dovbyk, che lo scorso anno segnò proprio contro gli scaligeri. (…) Ferguson, dal canto suo, lavora molto per la squadra, agendo da raccordo e creando spazi. Due profili diversi, entrambi chiamati a dare concretezza alla manovra, soprattutto in assenza degli infortunati Dybala e Bailey.

Gasperini ha anche parlato di Pellegrini: “Se pensiamo che il problema sia risolto ci sbagliamo, lui deve ritrovare continuità”. Con uno stadio ancora una volta gremito, la Roma cerca tre punti che valgono doppio per la classifica e per l’autostima.

(corsera)