IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Subito al lavoro. Neanche 24 ore dopo il successo casalingo con il Verona, la Roma ha ripreso ad allenarsi a Trigoria in vista della gara di Europa League con il Lille. Non è ancora rientrato in gruppo Dybala, che anche ieri ha svolto lavoro differenziato. Il numero 21 sta meglio ma a Trigoria non si vogliono correre rischi ed è molto complicato ipotizzare una convocazione prima delle due settimane di sosta per le nazionali. La Joya dovrebbe tornare a disposizione di Gasperini direttamente per la sfida contro l’Inter così come Bailey. In vista della gara con il Lille, il tecnico dovrà tenere conto delle scorie emerse durante la sfida col Verona. Ndicka è uscito coi crampi domenica e potrebbe beneficiare di un turno di riposo, ma, anche Mancini ha sofferto la terza partita in una settimana. Possibile ricambio sulle fasce con Tsimikas e Rensch. El Aynaoui potrebbe ripartire dall’inizio come giovedì scorso, mentre in attacco è aperto il ballottaggio tra Ferguson e Dovbyk.
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L’uomo dei miracoli
IL TEMPO (L. PES) – Credere nei miracoli è ancora possibile. Soprattutto se il protagonista è Mile Svilar. Uomo copertina dell’ultima vittoria della Roma in campionato contro il Verona con due parate decisive, il portiere giallorosso si conferma il migliore della rosa per rendimento e tra i migliori non solo in Italia. Quattro volte su cinque in questo campionato l’ex Benfica ha mantenuto inviolata con tredici parate e quasi tre gol evitati. Primo per percentuali di parate e secondo per gol evitati. Dopo il match contro il Verona sono arrivati gli elogi di Gasperini che ne riconosce la professionalità. Da quando De Rossi gli ha consegnato la titolarità Svilar non ha mai deluso. Nella Capitale è rinato dopo anni in ombra e ha costruito una famiglia. La squadra si sente sicura della sua presenza e i clean sheet del 2025 lo dimostrano. Nell’anno solare la Roma ha chiuso la porta ben 15 volte e il dato si conferma anche nell’inizio di questa stagione, dove solo Simeone lo ha beffato. Tanta fatica per conquistare uno status che ora, oltre alla titolarità, lo consacra a giocatore più forte della rosa.
Roma, la certezza Ndicka da due anni sempre in campo
Evan Ndicka è una delle colonne portanti della Roma. Lo zoccolo duro di cui Gasperini si fida ciecamente, che però domenica ha dovuto alzare bandiera bianca dopo un anno e mezzo senza sosta. Dopo settanta minuti ha chiesto il cambio causa crampi. Una rarità assoluta per lui, che anche nella Roma di Gasperini si è trasformato in uomo su cui costruire un intero reparto difensivo. Nella passata stagione, l’ivoriano ha saltato solo una partita per febbre, per il resto sempre in campo. E quest’anno è ripartito da dove aveva lasciato. Ad oggi Ndicka ha preso parte a 57 delle ultime 58 gare ufficiali della Roma. Dall’episodio di Udine, Evan è ripartito con la forza dei leader, senza più fermarsi. Una continuità che verrà confermata anche contro il Lille in Europa League. I crampi non preoccupano Gasperini che giovedì sera tornerà ad affidarsi all’ivoriano in coppia con Mancini ed Hermoso. […]
(La Repubblica)
Yuliia Dovbyk: “Artem dimostrerà chi è veramente, ho fiducia in lui. La guerra? Una pressione costante che non può non influire”
LA REPUBBLICA – Domenica ha portato la figlia Kira all’Olimpico a vedere papà Dovbyk segnare il suo primo gol stagionale. Dopo l’abbraccio con i compagni, Artem si è girato verso la tribuna, facendo il segno del cuore con le mani rivolto verso la moglie Yuliia.
Come ha vissuto gli ultimi mesi suo marito?
“Con dignità e fiducia nelle proprie capacità. Io credo sempre in lui. La sua disciplina porterà sicuramente risultati”.
Ne avete parlato a casa?
“Ne abbiamo parlato spesso. Credo che la cosa che conta di più sia davvero la testa. Con la giusta mentalità si fanno cose che sembrano miracoli anche quando il mondo ci rema contro. Questo momento difficile di Artem lo dimostra: poco importa quali traguardi siano stati raggiunti, capita di dover ripartire da zero, di dover tirare fuori carattere e resilienza e dimostrare chi è veramente. E io sono sicura che lui ci riuscirà”.
Come vivete la guerra guardandola da Roma?
“È difficile. Non c’è un’altra parola per descrivere quello che viviamo. Ogni mattina inizia con le notizie e i messaggi dei nostri familiari. Anche la notte prima dell’ultima partita è stata difficile in Ucraina: i nostri cari erano sotto un terribile bombardamento a Kiev. Ogni volta ringraziamo Dio per essere vivi e al sicuro. Questa pressione costante non può non influenzare noi, la nostra vita e la nostra visione del mondo”.
Avete sentito vicinanza a Roma?
“Parliamo spesso dell’Ucraina con i nostri amici romani. A volte ricordiamo come è stato il primo anno di guerra”.
Come va con l’italiano?
“Io parlo spagnolo e questo mi aiuta. Artem studia da quasi un anno. Comunica e si fa capire. Lo scorso anno aveva ottimi rapporti con Hummels e Shomurodov, anche per questioni di lingua”.
Svilar, un solo gol preso. Dovbyk, ha bisogno d’aiuto
La Roma guarda tutti dall’alto e Gasperini continua a spegnerne il volume. Niente paragoni, ma, l’ultima volta che i giallorossi si sono ritrovati primi in classifica dopo 5 giornate era il 2014 e sulla panchina c’era Rudi Garcia. Un gol subito in 5 partite e tre 1-0 portati a casa. Leggendo questi numeri sembra ancora la squadra di Claudio Ranieri. Invece è quella di Gasp. Con un mercato a metà, senza ali veloci e con due attaccanti da rivitalizzare con Dovbyk che si è sbloccato domenica, Ferguson ancora no. Nel 2025 la difesa della Roma è quella meno battuta nei 5 campionati europei con sole 12 reti subite. Merito di Svilar, ma anche una buona dose di fortuna. […]
(La Repubblica)
Svilar, il numero primo della Roma prima
Basta individuare qualche indizio per capire che Mile Svilar aveva Roma e la Roma nel destino. Era sufficiente andarsi a spulciare la storia del papà Ratko, che il 25 settembre del 1976 giocò la prima partita con la Jugoslavia allo stadio Olimpico. Altro indizio è che Svilar senior in Mitropa Cup affrontò la Fiorentina allenata da Carlo Mazzone e che senz’altro oggi avrebbe tifato per il figlio. L’estremo difensore giallorosso è una delle foto copertina della Roma prima in classifica dopo 5 giornate, ed è anche il portiere meno battuto d’Europa con solo 12 reti incassate in 25 partite. […] La Roma è tornata ad avere un portiere di assoluto livello internazionale: l’ultimo era stato Alisson che nel 2018 andò al Liverpool. […] Svilar è il ritratto della felicità, fatta eccezione per il fatto che non può giocare per il Belgio, dopo aver esordito nel 2021 in amichevole con la Serbia. […]
(corsera)
Le coppe costano ma rendono: la chiave è non scegliere
La prima settimana di calcio totale, con le coppe in mezzo a due importanti giornate di campionato coglie i nostri grandi club in mezzo al guado. Quello che al momento va meglio, il Milan, non è impegnato in nessuna competizione europea e può ibernare Modric fino a domenica prossima per il match contro la Juventus. […] La Roma è partita benissimo, valorizzando le proprie forze e nascondendo le debolezze: il Lille è una chance da prendere con le molle. […]
(corsera)
Svilar più decisivo di un centravanti: è il top in Europa
C’è un centravanti a Trigoria che indossa i guanti e non la maglia numero 9, ma, la 99. Parliamo di Mile Svilar, una sicurezza che rincuora anche la difesa e tutta la squadra. Anche contro il Verona, il portiere è stato decisivo con due interventi da fuoriclasse sull’attaccante Gift Orban. […] Pensare che a giugno la Roma ha rischiato di perderlo. Gasp si gode il portiere più forte della Serie A e che nel 2025 ha collezionato ben 15 clean sheet (primo in Europa anche per percentuale di parate: 92%). Un autentico fuoriclasse che a fine stagione potrebbe regalare una decina di punti: già ieri e contro il Pisa, Svilar è risultato decisivo. […]
(Il Messaggero)
Gasperini, il bello deve ancora venire
Gian Piero Gasperini è il primo a sapere che dalla sua squadra si può ottenere tanto di più. Ciò che è stato fatto non basta e i margini di miglioramento sono enormi. Appena il tecnico ha capito di non poter emulare con la Roma ciò che ha fatto con l’Atalanta, è subito dovuto uscire dalla sua comfort zone. […] Da qui in avanti vedremo una squadra che gioca un calcio più gradevole ma diventare la copia della Dea proprio no. Il tecnico sta cambiando faccia e sta anche ottenendo dei risultati, ma, il percorso è ancora molto lungo. […] Ha capito di dover puntare alla solidità difensiva e di reparto, sebbene poi a salvare la porta c’è sempre un estremo difensore incredibile come Svilar. Sarà pure vero che i giallorossi non incassano gol, ma, concedono veramente troppe occasioni e la solidità dovrà diventare strutturale e non casuale. […] Inoltre, ha capito che per vincere basta un gol e non cinque a partita. Sta recuperando Pellegrini ma gli mancano le reti degli attaccanti: Dovbyk si è sbloccato solo con il Verona e Soulé ne ha segnati appena due. […] Altro aspetto che va migliorato è il centrocampo, che per ora non porta gol. Sia Cristante che Koné, infatti, si inseriscono meno a quanto facesse Ederson e lo stesso discorso è applicabile anche agli esterni. Gasp sta lavorando su una Roma diversa. […]
(Il Messaggero)
Contro il Lille spazio a El Aynaoui e Ferguson
Un turnover forzato per non perdere il passo nemmeno in Europa. Gasperini contro il Lille è pronto a modificare le idee di partenza dopo le fatiche emerse contro il Verona. Giovedì all’Olimpico, spazio ad almeno un cambio per reparto. In difesa ci sarà Hermoso a far rifiatare uno tra Mancini e Ndicka, mentre sulle fasce Tsimikas e Rensch partono favoriti su Wesley ed Angelino. In mezzo al campo si scalda El Aynaoui e davanti turno di riposo per Pellegrini che verrà sostituito da El Shaarawy. A destra, invece, toccherà ancora a Soulé nonostante qualche acciacco. In attacco Ferguson è favorito su Dovbyk.
(gasport)