Saelemaekers in cerca di minutaggio, Dovbyk-Shomurodov verso la conferma

IL ROMANISTA – I giorni di riposo concessi da Claudio Ranieri dopo la vittoria di domenica contro la Fiorentina sono terminati ed è il momento di tornare a lavoro. Questa mattina Trigoria tornerà nuovamente a popolarsi, con la squadra che farà ritorno al campo per iniziare a preparare la trasferta di lunedì a Bergamo contro l’Atalanta. Tutti presenti tranne Paulo Dybala, che continuerà le terapie per tornare il prima possibile. Mancano ancora tre partite per cercare di centrare l’obiettivo principale: l’accesso alla prossima Champions League. Fino a poche settimane fa sembrava un miraggio, ma ora la classifica dice che la Roma è quinta a pari merito con Juventus e Lazio. […]

Anche contro la Dea, Ranieri sembrerebbe orientato a riproporre lo stesso undici che ha battuto l’Inter e la Fiorentina. In porta c’è l’inamovibile Svilar e davanti a lui il terzetto composto da Celik, Mancini e Ndicka. Soulé e Angelino sugli esterni con Cristante, Koné e uno tra Paredes e Pellegrini. Davanti tiene banco l’opzione doppia punta con Shomurodov e Dovbyk. Saelemaekers dopo due panchine consecutive, spera invece di tornare.

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Ranieri rimescola il centrocampo: no al posto fisso

IL TEMPO (L. PES) – Posto fisso? No grazie. Sin da quando ha rimesso piede a Trigoria per la terza volta, Claudio Ranieri ha messo al centro un concetto tanto semplice quanto fondamentale: gioca chi sta meglio. E così da novembre in poi gerarchie quasi annullate e continui sali e scendi sui protagonisti. Tutti hanno attraversato momenti di inamovibilità alternati a periodi in panchina a guardare. Da Hummels a Dovbyk passando per i centrocampisti, che forse è il reparto in cui si sono visti più cambiamenti. Paredes è stato a lungo titolare inamovibile con Koné, con Cristante sullo sfondo e Pisilli tra i primi cambi. Poi, però, il classe 2004 ha visto sempre di meno il campo. Montagne russe per capitan Pellegrini, tra i più pungolati da Ranieri e con qualche chance concessa senza brillare. Nelle ultime gare, il Sir ha scoperto Koné nel ruolo di centrale di centrocampo preferendolo a Paredes. Con il francese, poi, ampio spazio per Cristante e Pellegrini mezzali e Pisilli e Gourna-Douath primi cambi. Il giocatore in prestito dal Salisburgo dopo un periodo di ambientamento sta trovando spazio. Il diritto di riscatto a 19.6 milioni di euro è alto, ma, ci sono delle condizioni favorevoli per una sua permanenza. Molto dipenderà anche dall’eventuale partenza di Enzo Le Fée verso il Sunderland, dalla qualificazione in Champions o da offerte importanti per calciatori importanti in rosa. […] Oggi la squadra tornerà ad allenarsi a Trigoria. […]

Svilar ora è in bilico: trattativa bloccata sul nuovo contratto

È l’uomo che sta tenendo in piedi la Roma nella rincorsa ad un posto Champions, ma, il futuro di Mile Svilar è tutt’altro che scontato. Il belga, che ha un contratto fino al 2027, ha espresso in più occasioni il desiderio di rimanere in giallorosso. A Roma è riuscito a creare un legame speciale con i tifosi, tanto da dedicargli un coro ed uno striscione. La società, per ora, è ferma a dei contatti esplorativi e non è ancora stata presentata un’offerta strutturata. Il club, pur riconoscendo il suo valore, non ha ancora formalizzato nessuna proposta e in questo momento l’ipotesi rinnovo passa in secondo piano rispetto alla necessità di far cassa. […] L’ipotesi che la Roma possa valutare una sua cessione, infatti, è sul tavolo da settimane e ciò dipende più per questioni di bilancio che di volontà delle parti. Svilar, dal canto suo, ha però ribadito la volontà di restare e per lui la Roma è una priorità. […] Intanto la squadra oggi tornerà ad allenarsi a Trigoria in vista della sfida contro l’Atalanta di lunedì sera. L’aggancio al quarto posto, diviso con Juventus e Lazio, fa sognare i tifosi. Tornare in Champions dopo 7 anni sarebbe un vero e proprio miracolo firmato Claudio Ranieri.

(La Repubblica)

Con la Champions si torna Allegri

Maggio sarà un mese caldissimo a Trigoria. In primis, ci sarebbe una qualificazione alla prossima Champions League da conquistare. La competizione sarebbe essenziale per la Roma, che incasserebbe venti milioni di euro a cui vanno aggiunti i bonus per i risultati (2,1 a vittoria e 700mila a pareggio). Ciò darebbe modo di far lavorare meglio anche Florent Ghisolfi che non sarebbe costretto a cedere i pezzi pregiati. Ma, soprattutto è una competizione in grado di attirare un grande allenatore. Il nome più chiacchierato è Massimiliano Allegri che è tra i preferiti di Ryan Friedkin. Il toscano ha voglia di tornare ad allenare in Serie A e per ora ha messo in stand-by le ricche offerte arabe. Su di lui ci sarebbe anche il Milan, il quale però non avrebbe la qualificazione alla Champions dalla sua. […]

La sfida contro l’Atalanta sarà dunque lo snodo cruciale per la rincorsa al quarto posto. Negli ultimi 10 anni, la Roma ha vinto solo 3 volte a Bergamo. Si è raffreddata, intanto, la pista che porterebbe a Farioli il quale preferirebbe allenare all’estero. Fabregas resta sullo sfondo, ma, c’è da sconfiggere la concorrenza del Lipsia. […] Intanto, c’è attesa per l’arrivo dei Friedkin nella Capitale, che non potevano proprio perdersi l’ultimo match di Claudio Ranieri all’Olimpico. […]

(Il Messaggero)

Dybala, il futuro e l’erede di Soulé: “Paredes mi vuole portare al Boca”

Le immagini di Paulo Dybala in lacrime dopo l’infortunio in Roma-Cagliari, hanno fatto il giro del mondo. L’ennesimo stop di un campione che non vede l’ora di riassaggiare il campo. Di questo ne ha parlato la Joya al giornalista Gaston Edul: “Stava andando tutto bene ed è stata dura quando ho saputo che sarei stato fuori per tanto tempo. Ero pronto per andare in nazionale e non poter giocare con l’Argentina mi uccide. Ora sono più tranquillo e sto lavorando per tornare”. Al momento l’ex Juve non ha intenzione di lasciare la Roma: “Sono qui da tre anni e i tifosi sono incredibili. La gente è molto affezionata a me e cerco di ricambiare questo amore che forse non troverei altrove. Sono stato molto male dopo la finale di Budapest perché meritavamo quella coppa”.

Sull’offerta dell’Al Qadsiah: “L’ingaggio era noto, ma quando lo vedi scritto sul foglio e se firmi è tuo ti commuovi. Il futuro? Tengo aperta una porta per il ritorno in Argentina, Paredes mi mette pressione per andare al Boca”. […] Paulo ha parlato anche della possibilità di indossare la numero 10 di Totti: “Pinto venne a Torino con la 10, ma per rispetto di Totti ho rifiutato”. Su Soulé: “Sta facendo bene. Non è facile adattarsi a un club come questo, ma ha tanta qualità. Il derby è stato incredibile, stava per farne anche un altro ma l’ha sbagliato”. […]

(Il Messaggero)

Friedkin pronto a sbarcare per l’allenatore

L’aereo di Dan Friedkin è segnalato in Svizzera, dove la famiglia ha una residenza a St. Moritz. A Trigoria ci si aspetta il loro sbarco entro l’ultima partita della stagione allo Stadio Olimpico tra Roma e Milan. Quella sarà l’ultima possibilità per tributare un omaggio a Claudio Ranieri, che verrà osannato dalla sua gente per l’ultima panchina della sua carriera. Ma, Friedkin vuole atterrare nella Capitale anche per l’annuncio del nuovo allenatore e della questione Pietralata. […] Ad ogni modo, Dan Friedkin intende consegnare in Campidoglio il progetto definitivo che poi verrà sottoposto ad approvazione.

(Corsport)

Agenda Roma: stadio, mister e Ranieri. I Friedkin attesi in città

LEGGO (F. BALZANI) – Un’agenda fitta con due date cerchiate in rosso: la presentazione del progetto stadio e Roma-Milan, ultimo match casalingo della stagione e ultima partita all’Olimpico di Claudio Ranieri. I Friedkin sono sbarcati in Europa per osservare da vicino l’ultimo tratto della corsa Champions e pianificare il futuro. Il jet dei proprietari è atterrato ieri in Svizzera e presto dovrebbe far rotta su Roma dove lunedì inizieranno gli scavi archeologici a Pietralata. Cioè, l’ultimo step prima della presentazione del progetto stadio. […] Dopo la sfida con l’Atalanta si capirà di più in merito al possibile approdo in Champions. Da quello dipende il budget di mercato e anche la scelta del prossimo allenatore con Allegri che ha ripreso quota. […]

Koné, il motore della Roma: una nuova vita come regista e Ranieri ora ha più copertura

Il nuovo motore per la Champions della Roma si chiama Manu Koné. Non perché prima non fosse un elemento importante, ma, da quando Claudio Ranieri lo ha messo a fare il regista è diventato ancora più imprescindibile. […] La prima volta che il tecnico giallorosso tentò l’esperimento fu contro l’Udinese in una partita poi finita per 1-2. Al suo fianco c’erano Pisilli e Pellegrini e poi il Sir ha scelto di riproporlo in quel ruolo negli ultimi due match contro Inter e Fiorentina. […] Non è un caso che la Roma abbia vinto in tutti e tre i casi.

In quella posizione, il francese aveva già giocato con la Nazionale proprio contro l’Italia. In quell’occasione poi, Koné fu uno dei motivi del successo della formazione di Deschamps. […] In una Roma che adesso crede fortemente di potersi giocare le sue carte per la qualificazione in Champions, il motore del centrocampo è proprio lui. […]

(gasport)

Tra carte virtuali e cori da stadio: quando il solitario online incontra l’AS Roma

Può sembrare curioso accostare due mondi così diversi come quello del gioco del solitario online e l’universo travolgente dell’AS Roma, ma talvolta le connessioni inaspettate rivelano aspetti interessanti della nostra quotidianità. Da un lato abbiamo un gioco introspettivo, silenzioso, individuale, nato nei secoli passati e oggi digitalizzato con eleganza.

Dall’altro, una delle squadre di calcio più appassionanti d’Italia, con una tifoseria calda, una storia intensa e uno stadio che vibra ad ogni partita. Eppure, entrambi rappresentano una forma di evasione, una via per esprimere emozioni profonde, e un modo per vivere il tempo in maniera personale, tra riflessione e passione.

Due mondi solo apparentemente distanti

Il gioco del solitario online è un’attività che molti praticano per rilassarsi, riflettere e staccare la mente dal rumore quotidiano. È un passatempo che richiede concentrazione, logica e una buona dose di calma interiore. Al contrario, il mondo del calcio, e in particolare quello dell’AS Roma, è dominato dall’energia collettiva, dall’immediatezza dell’azione e dall’intensità emotiva. Tuttavia, questi due universi condividono più di quanto si possa pensare.

Entrambi offrono un’esperienza immersiva, un momento di sospensione dal mondo esterno in cui il tempo si ferma e conta solo ciò che si ha di fronte. Il tifoso romanista che si siede a guardare una partita e il giocatore di solitario online che affronta una nuova sfida digitale cercano la stessa cosa: coinvolgimento, significato, soddisfazione personale.

Concentrazione e ritualità nel solitario e nel calcio

Chiunque abbia provato a giocare a solitario, soprattutto in una delle sue forme più complesse come il Freecell o il Spider, sa quanto sia necessario allenare la mente per vincere. Ogni mossa va studiata, ogni carta giocata al momento giusto, ogni scelta pesa sull’esito finale. È un gioco che educa alla pazienza, alla strategia e all’attenzione.

Anche i tifosi della Roma conoscono bene la ritualità, l’attesa e l’intensità di ogni partita. Dalla preparazione pre-gara, ai cori allo stadio, alle reazioni istintive davanti alla televisione, tutto è parte di un rito che si ripete ogni settimana. La concentrazione del giocatore di solitario e la partecipazione del tifoso romanista si fondano su dinamiche emotive simili, anche se espresse in modi opposti. Entrambi vivono l’esperienza con un coinvolgimento totale, entrambi si immergono in qualcosa di più grande del semplice gioco o evento sportivo.

Il solitario online come pausa dallo stadio

Esiste anche un altro aspetto interessante: il solitario online può essere il perfetto complemento alla passione per il calcio. Mentre la partita rappresenta l’apice dell’adrenalina, una tempesta di emozioni e reazioni, il solitario offre la quiete dopo la tempesta. È il gioco ideale per ritrovare equilibrio, per riflettere a mente fredda, per riprendersi dopo un gol all’ultimo minuto o una sconfitta immeritata.

Non è raro che i tifosi, tra una partita e l’altra, si dedichino a giochi online come il solitario per passare il tempo, scaricare lo stress o semplicemente divertirsi in modo più intimo. In un certo senso, il solitario diventa uno spazio privato dove rielaborare ciò che è stato vissuto nello stadio o davanti allo schermo. Un luogo mentale dove si passa dal coro collettivo alla voce interiore, dalla tensione del novantesimo alla calma del ragionamento.

La passione che unisce digitali e sportivi

Nel cuore di ogni passione c’è una ricerca di senso, identità e appartenenza. Che si tratti di un gioco antico portato nel mondo digitale come il solitario, o di una squadra di calcio come l’AS Roma, amata visceralmente da generazioni, il nucleo resta lo stesso. Entrambe le attività sono forme di espressione e di evasione, modi per sentirsi vivi e connessi, anche se in modi diversi. Il solitario si gioca da soli, ma in realtà permette di dialogare con sé stessi.

Il calcio si vive in gruppo, ma spesso parla delle emozioni più personali. È anche per questo che un tifoso romanista può trovare nel solitario una valvola di sfogo perfetta. Dopo aver vissuto i colori giallorossi, i cori, le delusioni e le vittorie, un momento di gioco individuale come il solitario riporta equilibrio, ristabilisce la calma e aiuta a ricominciare con energia.

Tradizione e modernità, ieri come oggi

In un’epoca in cui tutto si evolve rapidamente, sia il solitario che l’AS Roma mantengono una forte connessione con la tradizione. Il primo, nato con le carte fisiche, si è adattato al mondo digitale senza perdere la sua essenza. La seconda, radicata nella storia della capitale, continua a emozionare milioni di persone pur con un occhio sempre rivolto al futuro.

Entrambi si muovono su un filo sottile tra ciò che è stato e ciò che sarà, tra memoria e innovazione. Anche per questo possono coesistere nella stessa giornata di un appassionato, che alterna momenti di riflessione davanti a una partita di solitario online a esplosioni di entusiasmo per un gol segnato dalla sua squadra del cuore. È la dimostrazione che le passioni non sono mai rigide o separate, ma flessibili e complementari, capaci di arricchirsi a vicenda.

Champions League, Inter in finale: 4-3 al Barcellona ai supplementari

L’Inter vola in finale di Champions League: dopo il 3-3 in Spagna, i nerazzurri battono 4-3 il Barcellona ai supplementari della semifinale di ritorno della competizione. Partita pirotecnica a San Siro con l’Inter che chiude il primo tempo 2-0 grazie alle reti di Lautaro Martinez e di Calhanoglu su rigore. Nella ripresa Garcia e Dani Olmo ristabiliscono l’equilibrio, Raphinha all’87’ ribalta il match e al 93′ Acerbi fissa il punteggio sul 3-3. Nel corso del primo tempo supplementare Frattesi firma il 4-3 e porta in finale la squadra di Inzaghi, che affronterà una tra Arsenal e Psg.